Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Il mondo di questa tipologia di vetture è ancora di nicchia ma secondo alcune stime travolgerà il mercato entro il 2030. Alcuni paesi si stanno quindi preparando all’evento.

 

L’auto elettrica è sembrata inizialmente un’eresia per gli appassionati di motori, sia per le prestazioni sia per il concetto alla base che non prevede l’utilizzo di carburante fossile. La tecnologia ha molto aiutato nello sviluppo di un veicolo che potesse essere sia ecologico sia performante, in grado da risultare appetibile anche per chi mastica pane e motori tutto il giorno. 

 

Progetti

Forse il modello più ambito e quello più conosciuto è quello dell’azienda americana Tesla del magnate Elon Musk ma anche le altre compagnie, come Nissan, si sono mosse in questo ambito, rivelandosi sicuramente più lungimiranti per quanto riguarda la realizzazione di prodotti in grado di collegarsi a una rete su scala nazionale.

Il progetto di Nissan chiamato Vehicle to Grid, abbreviato spesso con la sigla V2G, è decisamente interessante e dopo un test a Copenaghen, in Germania e nel Regno Unito, arriva finalmente il periodo di sperimentazione anche in Italia. 

Di cosa si tratta di preciso? Ogni macchina elettrica è dotata di una batteria che deve essere periodicamente ricaricata per avere l’energia necessaria al funzionamento del veicolo. Quelle Nissan sono anche chiamate LEAF e, collegate a una stazione di ricarica non assorbono solo energia ma la cedono anche, immettendola in una rete da cui potrà essere riutilizzata per altri scopi.

 

 

A Milano questo progetto vedrà la partecipazione di due vetture, una utilizzata per scopi privati e l’altra per l’ambito aziendale. La differenza tra gli utilizzi è nella gestione della ricarica, la prima verrà infatti ricaricata due volte al giorno, una al mattino e una la sera mentre la seconda, utilizzata da più persone, sarà sottoposta a diversi cicli di ricarica in base alle esigenze. Le stazioni di ricarica bidirezionale utilizzate sono fornite da Enel X e sono state installate in una rete sperimentale.

Sebbene sia ancora presto per decretare l’indiscusso successo del progetto, secondo le stime degli addetti ai lavori, in futuro il sistema V2G dovrebbe garantire una autosufficienza per quanto concerne il fabbisogno quotidiano di energia in una casa dotata di impianti per le rinnovabili, offrendo anche la possibilità di vendere l’energia in eccesso, guadagnando anche oltre i 1.000 euro annuali. In questo modo si avrà un minore impatto ambientale e si renderà un servizio alla comunità.

 

Le batterie elettriche

Le batterie per auto più vendute saranno presto quelle a ioni di litio, chiamate anche Li-ion, con una densità energetica elevata, in grado quindi di alimentare un veicolo mantenendo delle dimensioni sufficientemente contenute. Si prevede che il costo di tali batterie calerà drasticamente entro il 2030 poiché la richiesta aumenterà di circa 25 volte e in un ulteriore decennio, entro il 2040, le macchine elettriche potrebbero essere circa il 50% del totale sul mercato.

Una batteria nuova ha un costo di circa 300 dollari per kW ora utilizzabile mentre una riciclata dovrebbe aggirarsi sui 49 dollari, rivelandosi quindi un risparmio netto.

Ma quanto dura una batteria elettrica? In realtà questi dispositivi non hanno una vera e propria data di scadenza ma perdono di efficacia in un arco di tempo moderatamente lungo.

Ciò che è certo, però, è che batterie che arrivano ad avere il 70% della loro capacità di alimentazione originaria potrebbero non essere più in linea con lo standard dei produttori di automobili. Questo comporta una sostituzione della batteria e si prevede dunque che milioni di batterie elettriche si riverseranno sul mercato. 

 

 

Se può sembrare uno spreco, non abbiate timore, molti paesi si stanno attivando affinché tali batterie possano essere riutilizzate per lo stoccaggio di energia domestica e industriale. Secondo alcuni esperti, infatti, le batterie usate rappresenteranno il punto di svolta per le energie rinnovabili e aziende come Chevrolet, Nissan, BYD e BMW ne stanno sperimentando il riciclo.

Non tutte le compagnie, però, la pensano allo stesso modo, alcune aziende come Tesla, per offrire degli standard sempre elevati non considereranno il riciclo delle batterie usate, vecchie di 10 o 15 anni, ma si prefigge di raccoglierle per estrarre materiali utili alla costruzione di nuove come per esempio il cobalto. Un ruolo fondamentale lo ricoprirà la Cina che al momento controlla a livello globale il mercato delle batterie, basti pensare che possiede il 60% della produzione mondiale di celle agli ioni di litio, e non è un caso che proprio lì siano state vendute circa la metà dei veicoli elettrici di tutto il mondo, tra automobili e autobus.

Alcuni esempi di riciclo sono già in atto, a dimostrazione di come questa strada sia percorribile e che in futuro diverrà predominante. Toyota, per esempio, raccoglierà le batterie utilizzate per la sua Prius ibrida e le utilizzerà come impianto di stoccaggio per l’energia prodotta dai pannelli solari dei “convenience store” giapponesi, energia che servirà a far funzionare i frigoriferi e i fornelli. Le batterie LEAF di Nissan, invece, andranno a illuminare la città di Namie, sempre in Giappone, che ha subito gli effetti del disastro nucleare di Fukushima.

L’energia rinnovabile è il futuro e fintanto che le compagnie potranno inserirsi sul mercato, affinché i loro sforzi portino anche a un guadagno, tutti ne gioveranno. L’abbandono del carburante fossile è un passo complesso ma necessario da compiere e non possiamo quindi che augurarci, per il bene del pianeta, che questo venga effettuato il più velocemente possibile.