Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Le auto elettriche, per alcuni, rappresentano il futuro e indubbiamente potrebbero rivelarsi una valida alternativa e, oltre a ricaricarsi, possono anche ricaricare, lo dimostra Nissan.

 

L’evoluzione dell’automobile come mezzo di trasporto non prevede l’alimentazione a carburante fossile come ultimo stadio e per abbattere consumi e inquinare di meno, presto o tardi bisognerà passare alle auto elettriche. In molti credono sia l’unico passo possibile nel momento in cui il carburante fossile inizierà a scarseggiare. Se è vero che sul mercato sono già presenti, la loro distribuzione non è ancora capillare a causa della mancanza di stazioni di ricarica ben posizionate su tutto il territorio.

La differenza rispetto a un’auto classica è data dalla necessità di collegare queste automobili a colonnine che forniscono energia elettrica per ricaricare le batterie e permettere al mezzo di muoversi. L’azienda giapponese Nissan, casa automobilistica storica, è molto attenta a questo tema e in collaborazione con Enel X e RSE ha dato il via a un periodo di sperimentazione a Milano che durerà un anno e mezzo e vedrà coinvolte due auto elettriche utilizzate per scopi diversi. La prima sarà utilizzata da un privato, che ricarica la macchina di giorno sul luogo di lavoro e di notte a casa; la seconda invece sarà un’auto aziendale, ricaricata da più persone nell’arco della giornata.

 

Cosa prevede questa sperimentazione?

Lo scopo del progetto è quello di sviluppare la tecnologia V2G, già presente sul mercato ma che non è ancora decollata. L’acronimo sta per Vehicle to Grid e, applicato alle batterie LEAF della casa nipponica, permette all’automobile di cedere energia per il consumo domestico o per tutta la rete a cui è collegata.

Secondo gli studi di RSE, prima del 2030 saranno in circolazione almeno 6 milioni di vetture alimentate elettricamente, sia ibride sia pure, con batterie da 40 kWh che potrebbero, teoricamente, produrre energia per 64 Gwh. Enel X gioca un fattore importante in questo processo, raccoglie infatti l’energia delle colonnine e la inserisce nella rete, rendendola disponibile dove ce n’è bisogno. 

Secondo alcune stime, la richiesta energetica attuale nei momenti di picco è di 66 GW e nel 2030, con 4,5 milioni di automobili elettriche, si potrebbero generare 200 Gwh dalle batterie delle stesse. Un numero quasi tre volte maggiore.

 

 

Vehicle 2 Grid

Questo progetto non è una vera e propria novità, in Europa è stato già portati avanti nel 2016 in Danimarca, a Copenaghen, dove Enel X e Nuvve hanno creato il primo hub mondiale del Vehicle 2 Grid a uso commerciale. Seguito poi dal Regno Unito dove la V2G è stata testata su scala più ampia e in Germania dove le batterie LEAF sono riuscite addirittura a essere riconosciute come riserva di energia per le reti elettriche. 

Si tratta di una soluzione quindi adottabile anche in Italia? Il modello proposto da Nissan è ancora in fase sperimentale, sebbene abbia visto successi importanti in tutta Europa ha ancora bisogno di essere studiato a fondo ma i passi compiuti in soli tre anni sono stupefacenti, garantendo una fonte di energia che si autoalimenta, permettendo a famiglie composte da quattro persone di risparmiare sulla bolletta e, addirittura, guadagnare circa 1.000 euro annui vendendo l’energia ricavata dalle batterie.

Il V2G fa parte del più grande progetto Nissan Intelligent Mobility, che sviluppa anche sistemi di aiuto durante la guida per evitare incidenti mortali, sistemi di consumo quanto più eco-friendly possibile e infine l’integrazione dell’automobile in un sistema più ampio dove può comunicare con parcheggi e altre infrastrutture.

 

Tipologie di batterie del futuro

La batteria dell’automobile è quindi diventata cruciale per le prestazioni e per la gestione del veicolo. Le più moderne sono quelle agli ioni di litio, abbreviate in Li-ion, e hanno una densità energetica elevata. Ciò si riflette in una maggiore quantità di energia generata a fronte di uno spazio più compatto. Queste non si trovano naturalmente solo nella automobili elettriche ma anche nei dispositivi che usiamo tutti i giorni come smartphone, computer e persino biciclette. 

Altro fattore molto importante è che non soffrono dell’effetto memoria. Le vecchie batterie dovevano infatti essere sottoposte a cicli di carica e scarica completi per non perdere efficienza, quelle a ioni di litio, invece, possono essere ricaricate in qualsiasi momento e senza raggiungere la carica massima senza risentirne dal punto di vista prestazionale.

L’altra faccia della medaglia è la durata globale di queste batterie, che si aggira intorno ai cinque anni, periodo entro il quale l’efficienza inizia a ridursi anche se non più utilizzate.

 

 

Tra le batterie alternative che potrebbero aumentare le prestazioni fino a dieci volte troviamo quelle a ioni fluoruro e quelle a flusso di elettrolita, che si ricaricano di elettroliti nel momento in cui sono scariche senza necessità di una presa elettrica. Questo però è ancora campo fantascientifico e si dovrà aspettare ancora a lungo prima che i prototipi attualmente esistenti possano essere usati in modo soddisfacente per il grande mercato.

Qual è dunque la migliore batteria per auto? Non possiamo fare a meno di notare come quelle a ioni di litio siano le più performanti e, attualmente, il cavallo su cui scommettere. Tali prodotti diverranno sempre più popolari ed efficienti tanto che si prospetta che entro il 2030 un’auto dal costo inferiore ai ventimila euro riuscirà a garantire 700 chilometri di autonomia prima di essere ricaricata presso una stazione apposita. In concomitanza con la tecnologia sviluppata da Nissan, inoltre, tale energia potrà essere immessa nella rete e guadagnare così dalla cessione dell’energia in eccesso. Un futuro rinnovabile ed eco che tutti dovremmo auspicare.