Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Analisi delle tre tipologie di gomme e del supporto che assicurano a chi si mette al volante.

 

Attraverso uno studio delle tre tipologie di pneumatici, esaminiamo la risposta e le risorse che ognuno dei tre modelli sa offrire all’automobilista.

 

La tipologia invernale

Il modello di pneumatico invernale ha dalla sua una serie di caratteristiche particolari nella struttura delle lamelle che compongono il battistrada. Sono infatti progettate per mantenere una migliore aderenza nel momento in cui il fondo stradale risulta ricoperto di neve. Da notare che questi pneumatici recano la dicitura M+S, pensata per chi cerca un modello capace di affrontare senza difficoltà sia un fondo con fango sia la neve. 

Queste gomme staccano e segnano una netta differenza rispetto agli altri modelli proprio in queste condizioni. La questione centrale è legata alla maggiore o minore aderenza che ognuna di queste tipologie è in grado di offrire e proporre, con relativa gestione della guida e tempistiche più o meno rapide di risposta del mezzo al momento della frenata. Presa come punto di riferimento un’auto che viaggia a 100 km/h si è visto come la risposta e la responsività di un pneumatico invernale si dimostra molto particolare, evidenziando così la natura specifica del prodotto. 

In primavera/estate, con temperatura dell’asfalto che può raggiungere anche temperature notevoli, montare un pneumatico invernale può causare diversi inconvenienti, primo tra tutti un consumo eccessivo del battistrada che può letteralmente sciogliersi, rilasciando così parte degli oli contenuti nella mescola, che va mano mano a perdere in tenuta. I 38 metri che impiega un mezzo che monta pneumatici estivi per frenare arrivano a ben 51 metri per chi invece ha scelto di non sostituire quelli invernali che tiene a bordo. 

Tra gli pneumatici invernali venduti on line, si trovano tipologie e proposte variabili, pensate per chi vuole investire cifre anche differenti, senza però tralasciare il fatto che quando arriva la stagione, il cambio non solo è necessario ma è anche vantaggioso, sia per durata sia per mantenere alto il livello di sicurezza e affidabilità. 

 

 

Gomme estive

Dagli studi svolti si è visto come la categoria degli pneumatici estivi si comporta bene nel corso di tutte le stagioni, con esiti e una distanza nella frenata che mediamente soddisfa quanti vogliono una soglia e tempistiche adatte a un fondo libero da ghiaccio e neve. 

Sono proprio queste condizioni a evidenziare tutti i limiti e anche certa pericolosità quando la situazione si presenta in questo modo. 

Con asfalto bagnato e una temperatura esterna di 10 gradi, si è visto come gran parte degli pneumatici si assestano sulla stessa misura, oscillando tra i 40 e i 43 metri. Passando alla stagione invernale e con asfalto asciutto la cosa si ripropone, con esiti e prestazioni che avvicinano le tre tipologie di pneumatici. Il vero passaggio si ha però quando il manto stradale è bagnato e nel momento in cui è caduta della neve. Si passa dai 39 metri necessari a bloccare un mezzo che procede a 100 chilometri orari su una macchina che monta pneumatici invernali, arrivando a 45 metri per un mezzo che monta delle ruote estive. 

Se la cifra non sembra così elevata, la questione però comincia a farsi decisamente più seria nel momento in cui la neve domina e ricopre il manto stradale. In questo caso e in presenza di ghiaccio la situazione diventa veramente seria, con l’assoluta necessità di avere a bordo pneumatici di tipo invernale per non rischiare di andare a sbattere o perdere il controllo del mezzo.

 

 

Pneumatici All season

Si tratta di una tipologia studiata per rendere al meglio secondo diverse condizioni dell’asfalto. I modelli di nuova generazione hanno dalla loro un’effettiva versatilità, pensata per rendere al meglio nel corso di momenti diversi e con un valore che affianca il modello All season alle prestazioni dei fratello invernali quando si hanno situazioni di manto stradale innevato o fondo ghiacciato. 

Le metriche legate alla distanza e alla lunghezza necessaria per la frenata sono molto vicine tra loro. Si riesce così a capire come questa possa essere la soluzione per chi vive o si sposta in zone che presentano particolari situazioni e una presenza di asfalto asciutto, bagnato, con neve o ghiaccio nel corso dei diversi momenti dell’anno.

Sconsigliamo nel modo assoluto di tenere pneumatici invernali (ecco la lista dei migliori prodotti) durante l’estate, rischiando così di ridurre il loro ciclo di vita e la qualità stessa della resa finale. Il periodo di tempo in cui è obbligatorio montare gli pneumatici invernali parte dal 15 di ottobre fino al 15 aprile dell’anno successivo. Per questo fate attenzione a quanto presente sul vostro parco gomme, evitando sorprese spiacevoli.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Analizziamo insieme i pregi e difetti di entrambe le soluzioni così da fare un quadro più chiaro e aiutarvi nella scelta.

 

Uno sguardo ai pneumatici invernali

Fatta eccezione per chi pensa che esistano degli pneumatici invernali per auto e moto ci teniamo a fare subito la precisazione che quando si parla di questi modelli si sta facendo esplicito riferimento alle gomme da montare su un mezzo a quattro ruote. In caso di neve o ghiaccio i motocicli non devono assolutamente girare, mettendo a serio rischio la vostra incolumità e quella di chi vi circonda. 

 

 

Detto ciò procediamo col dire che si tratta di pneumatici pensati e progettati per dare il meglio specialmente con un fondo innevato in modo non eccessivo e che può presentare anche del ghiaccio. Un aspetto da aver presente è legato alla dicitura M+S, ovvero a quella capacità di gestire bene un fondo fangoso o quello con un sottile manto nevoso. La mescola di cui sono fatti questi pneumatici assicura una certa aderenza e funziona in maniera molto buona specie quando la situazione e la temperatura scendono di molto. 

I vantaggi di montare questi pneumatici sta molto nel superare problemi legati alla tempistica in cui vanno tenuti sul mezzo queste gomme. La legge infatti prevede che da metà ottobre fino al 15 aprile è obbligatorio montare questo tipo di pneumatici. Importante ricordarsi di rimuovere questo tipo di gomme nel momento in cui scade il termine, specie perché avere quelle gomme può creare dei problemi e un consumo eccessivo degli pneumatici rispetto ai modelli estivi o a quelli all season. 

Il lato negativo riguarda principalmente il costo di queste gomme, tra le meno economiche e che necessitano di uno stoccaggio particolare. Al momento di confrontarsi con una nevicata più intensa la gomma invernale non riesce a bastare da sola, ma va accompagnata anche al montaggio delle catene.

 

Le catene da neve

Al giorno d’oggi, per fortuna la tecnica ci ha messo la sua aiutando e migliorando la gestione e il montaggio, il vero tallone d’Achille delle catene da neve. Da questo punto di vista la questione che va considerata guarda molto alla semplicità e alla versatilità con cui si riescono a sistemare e si dimostrano molto utili da tenere in macchina per qualsiasi evenienza, specie quando si crea la situazione per cui c’è veramente molta neve sulla strada. Il problema delle catene di oggi è da una parte legato anche alle macchine di oggi. 

I modelli presenti sul mercato infatti offrono veramente poco spazio tra la ruota e il parafango, un tema di non poca importanza specie per chi ha necessità in tempi brevi di sistemare al meglio le catene. Un altro punto di centrale importanza riguarda lo scenario con cui confrontarsi e nel quale inserire le catene. In presenza di una situazione meno problematica è indubbio che inserire e togliere di volta in volta le catene possa alla lunga stancare e creare più di un problema. 

Dal punto di vista economico poi la situazione si mantiene su una dimensione meno onerosa per l’utente, specie se paragonata all’acquisto di pneumatici invernali. Al momento di arrivare sull’asfalto asciutto tenere le catene è un comportamento criminale, che rovina non solo gli stessi pneumatici ma anche il fondo stradale e il supporto stesso. Si creano così danni multipli che con un poco di buon senso è possibile evitare facilmente. 

 

 

Considerazioni finali

Si capisce dunque che pneumatici invernali (ecco i migliori modelli) da un lato e catene da neve dall’altro hanno pregi e difetti di cui è opportuno informarsi. Per chi vive in zone soggette a forti nevicate e gelate la combinazione di entrambe dovrebbe essere l’aspetto da preferire, lasciando così una protezione adeguata e una copertura capace di sfruttare al meglio tutto il necessario per rendere lo stile di guida e la dimensione del supporto adatta al fondo stradale che si va affrontando. 

C’è da dire che la mancanza di entrambi va a incidere in maniera determinante sulla sicurezza e la maggiore o minore capacità di controllo del mezzo. Una volta però che tutto questo trova la sua giusta misura non è più un problema capire quando è il momento migliore per montare gli pneumatici da neve e quando tirare fuori le catene dal bagagliaio del mezzo. 

In uno sfondo in cui la neve è la normalità è auspicabile l’acquisto di pneumatici adatti a questa stagione, nel caso in cui invece l’uso della macchina è circoscritto a momenti e necessità laterali, in uno scenario in cui la neve è l’eccezione e non la regola, le catene da neve possono offrire quel supporto necessario per cui poter uscire da una situazione scomoda nel minor tempo possibile. 

Dalle normative vigenti si vede poi come è auspicabile durante la stagione fredda tenere nel bagagliaio questo supporto da collocare sulle gomme, una premura in più di cui non pentirsi e da tenere in conto al momento di una nevicata che ha imbiancato le strade.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Analisi della categoria di gomme pensate per la stagione più fredda e loro evoluzione nel corso del tempo.

 

Sfruttare al meglio la categoria dei pneumatici progettata per il periodo invernale non solo mette al riparo da possibili problemi legati alla guida ma influenza anche una scelta che può far risparmiare in caso di controlli e verifiche stagionali.

 

La sfida

Al giorno d’oggi parlare di migliori pneumatici invernali potrebbe sembrare ovvio ma la questione e il tema non sono in realtà così scontati. I grandi marchi di produttori si stanno concentrando sempre più su prodotti altamente specializzati, in grado anche di fornire quel supporto che va oltre il semplice manto stradale con neve ma che ben si adatti anche a un fondo bagnato e con temperature decisamente rigide. 

 

 

Il punto su cui i produttori lavorano in continuazione riguarda la maggiore e minore adattabilità di queste gomme al tipo di frenata che si andrà a realizzare e al profilo più o meno dinamico offerto in fase di guida. Guardando alla tipologia di auto si capisce che a fronte di un mercato automobilistico che sempre si rinnova con maggiore interesse e intensità, il montaggio su un modello di macchina che ha già alle spalle un certo periodo di tempo di gomme di ultima generazione apporta un vantaggio non da poco a chi pensa di procedere con il cambio. Si monta così la miglior tecnologia del momento su un un mezzo che tanto attuale al momento non è. 

Si vede dunque che il mercato e lo studio puntano nella direzione non solo della nuova vettura sul mercato ma vogliono adattarsi anche a un sistema sempre più dinamico di controllo del mezzo. Quindi largo all’inserimento di tasselli e lamelle sempre più tecnici e dal nuovo concept, capaci anche di stupire e fornire il giusto supporto anche senza evidenti e appariscenti qualità. 

 

Passato e presente delle gomme

Volgendo lo sguardo a un tempo in cui la tecnologia e attenti studi di settore non andavano ancora a creare grosse differenziazioni e specificità, si può vedere la graduale “sportivizzazione” dei pneumatici estivi, un aspetto che è andato a toccare e influenzare anche le ruote montate su macchine utilitarie. Ne è conseguita una ridotta aderenza di questi ultimi in caso di un fondo freddo e con neve, una maggiore rigidità e un ridotto grip. 

La scomparsa progressiva su queste gomme delle lamelle che andavano a presentarsi e a definire il battistrada, così come una mescola pensata per resistere all’usura delle alte temperature ha eliminato quella tipologia “di mezzo” di gomme che esistevano un tempo. 

Al livello di prestazioni i modelli di oggi offrono numerosi vantaggi in più ma in quanto a versatilità si è andato via via assottigliando la questione.

I punti forti su cui concentrare l’attenzione sono il battistrada e la tipologia della mescola. Ai tasselli pieni dei pneumatici estivi si impone quello degli invernali con un pneumatico scolpito e l’aggiunta di lamelle a fornire le giusta presa sulla strada. La mescola è l’altro aspetto invece meno evidente ma altrettanto importante. La morbidezza degli pneumatici invernali e l’elasticità anche a basse temperature si va a sommare anche all’aderenza che è un requisito centrale per chi guida e si trova a voler mantenere il giusto feedback alla guida. La combo del battistrada lamellare più morbidezza e reattività della mescola, rende dunque il pneumatico invernale mediamente più versatile rispetto a quello estivo, in quegli scenari con asfalto umido e bagnato.

 

 

Segni distintivi del pneumatico invernale

Facendo riferimento al Codice della Strada, si vede come un primo elemento con cui identificare un pneumatico invernale è rappresentato dalla sigla M+S. Le due lettere identificano rispettivamente il fango (mud) e la neve (snow). Tutte le gomme termiche riportano questa indicazione su un fianco. 

Per andare però a colpo ancora più sicuro è ad altri due elementi che vi suggeriamo di guardare. Da un lato la simbologia di un albero e dall’altro quella del fiocco neve. Si tratta di simbologie che determinano e richiamano specifici test realizzati su un fondo invernale, alzando ancora di più l’asticella dell’affidabilità del prodotto. In Italia la legge stabilisce l’utilizzo di questa tipologia di pneumatici per un periodo che va dal 15 di novembre fino al 15 di aprile dell’anno successivo, con un tempo di adeguamento e di passaggio agli altri tipi di pneumatici stabilito entro 30 giorni dalla fine del limite massimo.

Qualora invece il vostro mezzo monti gomme “all seasons” questo adeguamento non è necessario, avendo già a disposizione un tipo di gomma adattabile e che garantisce una buona sicurezza e controllo nelle diverse situazioni di guida e con scenari ambientali variabili. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Ordinanze e informazioni legate alla circolazione dei motocicli in caso di neve e ghiaccio

 

Muoversi e circolare durante il periodo invernale comporta anche per i motociclisti alcune premure e considerazioni che devono confrontarsi con le direttive del Ministero dei Trasporti in materia di sicurezza stradale durante il suddetto periodo. Vi invitiamo dunque a prestare attenzione, capendo dove si colloca il giusto limite e la situazione per cui si possono o meno montare degli pneumatici invernali.

 

Il punto

Quando arriva il freddo scatta in automatico la decisione di avere a portata di mano o direttamente montati sul mezzo degli pneumatici invernali da auto o da scooter. Si tratta di una scelta che risponde anche all’adattamento che una ruota progettata per un determinato periodo riesce ad offrire in termini di tenuta di strada, sicurezza e consumi. Una ruota invernale (detta anche termica), presenta una mescola e delle lamelle ideali per una migliore tenuta stradale, così che la moto può muoversi rispettando i limiti imposti per la velocità in quel determinato lasso di tempo. 

 

 

A monte però esiste e vige una precisa prescrizione di legge che chiarisce e mette un punto chiaro e netto sulla questione ghiaccio e neve. In presenza di uno o entrambi questi elementi nessun veicolo come ciclomotore o moto può circolare, indipendentemente dal pneumatico montato. La Circolare di riferimento è quella datata 27 maggio 2017 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Il testo conferma che nel periodo stabilito dalla stagionalità, i mezzi a due ruote possono montare pneumatici di tipo M+S con una velocità inferiore rispetto al codice riportato dalla carta di circolazione fino a un minimo di 130 km/h. 

 

Periodo stagionale di riferimento

Con questo lasso di tempo viene indicato una serie di mesi in cui sono in vigore le ordinanze Invernali. Nello specifico si tratta di un tempo che va dal 15 novembre al 15 aprile, con un lasso di tempo che si allarga a trenta giorni scaduto il limite, come periodo di adeguamento degli utenti a quanto previsto dalla legge, potendo così procedere al montaggio e allo smontaggio degli pneumatici. Il tema su cui si potrebbe fare confusione riguarda pertanto la situazione in cui ci sia ghiaccio o neve  sulle strada o sia in corso una forte nevicata. 

Di fronte a questo scenario non c’è pneumatico invernale che tenga e i mezzi a due ruote devono restare fermi e non possono in alcun modo circolare. La scelta poi di montare durante la stagione fredda delle gomme termiche, ovvero quei pneumatici con indicazione M+S è appunto un aspetto di pertinenza dell’utente e non un obbligo come invece accade per gli automobilisti. 

Si capisce dunque che, se da un lato la questione dei pneumatici invernali diventa centrale per chi guida un mezzo a quattro ruote, rischiando in caso di controlli multe severe, dall’altro questo non accade per il motociclista che in sostanza può montare nel corso dell’anno sempre le stesse gomme. 

La questione però cambia al momento di una nevicata o in presenza di ghiaccio sulla strada. In quel caso infatti un’auto equipaggiata con pneumatici M+S e con catene a bordo può affrontare la strada senza paura di incorrere in multe e altre spiacevoli situazioni.

Di tutt’altro avviso è invece la questione per chi si trova in sella a due ruote. Non c’è possibilità di uscire con la propria moto con una situazione del genere, lasciando dunque il mezzo parcheggiato in attesa che il tempo migliori.

 

 

Conclusioni

Da quanto si è letto si comprende l’importanza di seguire scrupolosamente quanto affermato e stabilito dalla legge. La scelta di uscire con la moto e affrontare un fondo stradale sconnesso e poco stabile, vi espone a una serie di rischi elevati che possono mettere in serio pericolo l’incolumità del guidatore e del passeggero.

Per questo godetevi al meglio l’esperienza di guida fornita da una moto o un ciclomotore, ricordando però che al primo accenno di neve o in caso di un fondo ghiacciato è meglio parcheggiare il tutto in una garage e godersi la nevicata dietro le finestre di casa, al calduccio.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Quanto aspettare prima di passare a un nuovo gruppo di gomme e come sostituirle? Scopriamolo insieme 

 

La scelta di un pneumatico invernale è un obbligo a cui sono sottoposti diversi automobilisti, per una durata di tempo superata la quale è possibile montare le ruote estive senza rischiare così di incorrere in problemi e questioni legate a multe e alle normative stradali. Capito questo altre domande si affacciano alla mente dell’automobilista. Per quanto tempo posso fare affidamento sulle gomme montate e quando sarà il momento di cambiarle così da non mettere in questione la sicurezza e la capacità di offrire la migliore prestazione possibile?

 

I fattori determinanti

Una premessa è d’obbligo, meglio puntare a una via di mezzo in cui alla qualità si accompagni anche un adeguato costo della gomma. Pneumatici invernali economici infatti sono disponibili e riescono anche a offrire la giusta dimensione tra prestazioni e risultato su strada. 

Purtroppo non esiste una formula esatta circa lo stato e la data di usura precisa, in linea generale però trascorsi dieci anni sarebbe opportuno cambiare gli pneumatici, anche se non sono stati utilizzati in modo eccessivo. Due sono gli elementi concomitanti che portano a una riduzione della sicurezza e del supporto ideale previsto. 

 

 

Nel caso infatti in cui gli pneumatici siano montati su una vettura ferma, procedono nel processo di invecchiamento, senza considerare il fatto che il mezzo non si muova. Lateralmente poi si verifica una deformazione degli stessi, con conseguenze anche importanti sulla conducibilità e sicurezza del mezzo. L’altro motivo per cui queste gomme invecchiano è che non sono state stoccate seguendo le regole e i parametri previsti per mantenerle nelle migliori condizioni. 

Altro elemento importante è rappresentato dai cinque anni. Trascorso questo lasso di tempo è opportuno far controllare da un gommista specializzato lo stato delle gomme almeno una volta all’anno. Si potrà così avere maggior contezza dello stato e della situazione verificando così che tutto proceda per il meglio.

Lo stato di immagazzinamento è dunque un primo punto di cui prendere nota e che influenza la tenuta e il buon supporto in cui si trova la gomma. Quindi informatevi al meglio dal vostro gommista di fiducia, facendo appello a tutte le conferme e assicurazioni possibili per avere un oggetto protetto e pronto ad essere montato a inizio o fine stagione. 

Altro fattore concomitante è invece un elemento più sottile, meno determinabile ma di uguale peso. Si parla qui delle condizioni complesse di utilizzo, ovvero quell’insieme di pratiche e situazioni in cui lo stile di guida e il tipo di macchina su cui si montano le ruote incide e non poco sulla resa finale e il consumo delle vostre gomme. 

Sotto questa macro categoria possiamo inserire poi il carico del mezzo, la media della velocità con cui si viaggia, lo stile di guida e, dulcis in fundo la pressione delle ruote.

 

 

Verifiche e controlli

Il colore del battistrada, l’usura degli spazi tra un solco e l’altro e il grip della ruota sul manto stradale, questi sono alcuni degli indicatori di primo piano di cui prendere nota al momento in cui dovessero sorgere dei dubbi relativi allo stato delle gomme. Diciamo che bisogna drizzare le antenne quando il battistrada raggiunge uno spessore inferiore agli 1,6 mm. 

Gran parte delle gomme presentano un tassello in gomma collocato appositamente sul battistrada, così da poter verificare in tempo reale quando venga raggiunta la soglia limite oltre la quale è meglio procedere al cambio. Si tratta di un indicatore posizionato in corrispondenza del codice TWI o nelle vicinanze di un triangolo o del logo della casa di produzione. 

Spesso si tende poi a confondere quella che è la data del marcatore DOT, ovvero quell’indicazione circa la data di produzione del pneumatico e la corrispondenza di un dato simile con la relativa usura dello stesso. Questo tipo di indicazione riportata trova piena giustificazione nel fatto che questa cifra è un elemento di tracciabilità del lotto di produzione. 

Altra opzione per chi desidera verificare lo stato degli pneumatici sta nell’utilizzo di un calibro di profondità. Si tratta di uno strumento pensato per una ricognizione puntuale dello stato delle scanalature del battistrada.

Per fornire poi una misura ulteriore e un punto di riferimento su cui stabilire tempistiche e situazioni legate al consumo delle ruote, prendete anche un chilometraggio del mezzo compreso tra 25.000 e 50.000 km.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Quando si avvicina la stagione del grande freddo, per chi utilizza la macchina è bene puntare a un buon set di gomme.  

 

Gli pneumatici invernali obbligatori devono presentare alcune caratteristiche e specificità tali da renderli la migliore soluzione a portata di mano. Non andate al risparmio ma anzi approfittate del periodo estivo o primaverile per portarvi avanti con gli acquisti, risparmiando anche qualcosa rispetto al momento invernale, dove aumenta la domanda e molti gommisti approfittano per dare un’aggiustata verso l’alto al costo finale di ogni pneumatico. 

In cinque punti abbiamo deciso di riassumere e consigliare quegli aspetti di cui è bene prendere nota, lasciando al tempo un margine di discrezionalità all’utente, ma senza far troppi sconti sulla qualità e l’affidabilità di un marchio.

 

Omologazione e sigle

Un primo aspetto su cui concentrare l’analisi riguarda la presenza sulla spalla del pneumatico invernale della sigla M+S. Si tratta di indicazioni che riportano al tipo di struttura e battistrada presente sul pneumatico. Una composizione della mescola e delle lamelle capace di offrire una buona tenuta di strada con temperature anche molto rigide.

Montando pneumatici che presentano questa segnalazione, si può avere la sicurezza che il parco gomme è quello giusto e nel caso di un controllo o una verifica non si incorrerà in multe o altro. Per quel che riguarda invece il simbolo del fiocco di neve o la sagoma stilizzata dell’albero la questione si fa meno pressante. Entrambi infatti rappresentano la predisposizione degli pneumatici nell’affrontare terreni e situazioni particolarmente delicate ma non sono dei punti fissi su da avere assolutamente rischiando altrimenti sanzioni e altro poco piacevole.

 

 

Ampiezza e misure del pneumatico

Il libretto di circolazione è un altro elemento importante da prendere di esempio per una consulta e informazioni fondamentali che passano per questo strumento. È qui che bisogna guardare quando si ha qualche dubbio riguardo la corretta misura presa in esame nel passaggio al pneumatico da neve.

Dimensioni e prestazioni devono essere simili a quelle dei modelli estivi, con l’eccezione del codice di velocità, più basso ma senza scendere sotto la sigla della lettera Q, corrispondente ai 160 km/h. Una volta verificato dunque che non sussistono problemi legati a questo tipo di misure e situazioni, si può procedere al cambio, selezionando il supporto che più vi interessa con i giusti e adeguati riferimenti alla mano.

 

Cosa dice la normativa

Il Ministero dei Trasporti stabilisce parametri e una precisa finestra temporale entro la quale è obbligatorio munirsi di tutti gli strumenti necessari  per una guida in sicurezza.

A tal proposito si fa menzione a una finestra temporale per cui dal 15 ottobre fino al 15 aprile dell’anno seguente è necessario montare pneumatici invernali sul proprio mezzo, avendo poi anche a bordo un set di catene con cui far fronte a difficoltà come un fondo innevato o un battistrada con ghiaccio. Quindi una volta compreso bene il tipo di tempistiche muovetevi per tempo, consapevoli anche del fatto che allo scadere del tempo si avranno ancora trenta giorni massimi con cui procedere alla rimozione o al montaggio delle catene appropriate.

 

Eccezioni

Un ulteriore controllo che vi suggeriamo di fare, passa sempre dal libretto. Bisogna infatti verificare che non sia presente l’indicazione pneumatici “non catenabili”.

Avendo trovato anche un paio di catene con cui far fronte al problema, che non presentano particolari problematiche sul fronte dell’aggancio e della sistemazione, è bene tenere a mente che si tratta di qualcosa che esula dalla regolarità e che non vi esula dal pagamento di una multa o da un’infrazione della legge. In caso trovaste dunque questa dicitura meglio correre in tempo ai ripari e cambiare le gomme, scegliendo quelle più idonee a qualsiasi tipo di catena e situazione. 

 

 

Conclusioni

Se si guarda la situazione legata all’utilizzo di questi pneumatici si capisce come la questione possa essere risolta con un po’ di buon senso e la voglia di muoversi lungo quanto stabilito dalla legge. In questo modo si può scegliere il giusto pneumatico, seguendo quanto letto qualche riga più sopra. 

Adesso che sapete come e quando svolgere questo cambio non avete dunque più scuse, inoltre le tipologie di gomme disponibili possono venire incontro alle diverse richieste. Meglio perciò seguire le regole e non tentare la sorte, così da non avere spiacevoli sorprese. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Piccolo reminder per chi ancora non ha fatto il passaggio dalle gomme per la stagione fredda a quelle estive

 

Scadenze

Il 15 maggio ormai è trascorso da tempo e la legge considera questa data come l’ultima a disposizione degli automobilisti per procedere a un cambio delle ruote. Si parla qui di mezzi a quattro ruote, mentre le moto e i motocicli sono esclusi dalla direttiva. Fino al prossimo ottobre saranno in vigore diverse sanzioni amministrative e multe salate, quindi se ancora non avete proceduto al passaggio meglio mettersi in regola quanto prima. 

 

 

L’ammenda se si viene fermati e si procede a un controllo consiste nel pagamento di una multa variabile dai 400 ai 1.600 euro, con il rischio che venga ritirata la carta di circolazione e l’obbligo di un passaggio e una prova presso la motorizzazione più vicina. Importante poi la conferma che chi invece monta quattro ruote all season non sarà interessato al pagamento della multa e altri provvedimenti disciplinari. Si tratta di procedure che nascono anche per questioni di sicurezza visto che il battistrada di un pneumatico da neve mal si adatta alle temperature del manto stradale tipiche dell’estate.

 

I motivi alla base del cambio

La scelta di chi ha optato per le gomme “all seasons” è l’unica per cui non è previsto il pagamento di una multa, visto che stiamo parlando di pneumatici di buona qualità e che ben si adattano a superfici e situazioni differenti, permettendo comunque un buon controllo da parte di chi cerca sempre il meglio durante le differenti stagioni. Verificate che presentino la scritta M+S, sigla che indica la possibilità di circolazione nel periodo invernale e in presenza di particolari ordinanze. 

Per quel che riguarda invece gli pneumatici invernali questa marcatura è fondamentale, insieme alle lamelle fitte che caratterizzano il battistrada e il logo dell’albero collocato sempre sul fianco, così da indicazione del superamento di un controllo specifico della resa della ruota su un fondo innevato. La scelta di procedere a un cambio è consigliata per due ordine di motivi, uno pratico così da evitare pene pecuniarie in caso di controllo e l’altro per questioni di sicurezza. 

Un pneumatico del genere potrebbe creare problemi di aderenza nel caso si incorra in una strada con presenza di brecciolino o sabbia, oppure nel caso di forti temperatura che vanno a consumare più del previsto il battistrada. In vista di questo poi ci saranno anche incrementi sul consumo di carburante, visto che un pneumatico consumato influisce in maniera negativa su questo aspetto. 

 

Il passaggio alla tipologia estiva

Dunque visto che ormai i termini sono scaduti, vi consigliamo di guardare con attenzione il tipo di pneumatici che monta il vostro mezzo, scegliendo in tal modo il giusto set in vista dell’estate. La scelta di passare a quelli estivi vi ripagherà sia sul fronte dei costi sia in quanto a controllo e tenuta di strada. Gli pneumatici invernali obbligatori possono essere messi da parte in vista del ritorno del freddo e vanno sempre sostituiti da un gommista di fiducia. 

A questo proposito si vede come la scelta di un buon supporto può anche diminuire la spesa complessiva, con alcune officine che offrono anche il servizio di tenere durante la stagione estiva gli pneumatici da neve, mantenendo così al meglio le vostre gomme senza il rischio di dover trovare un posto dove poter sistemare e collocare il tutto una volta trascorsa la stagione. Vi suggeriamo dunque di seguire il cambio stagionale nel caso in cui non abbiate gomme pensate e realizzate per far fronte a tutte le stagioni.

 

 

La vostra auto vi ringrazierà e andrete anche a risparmiare per quel che riguarda eventuali multe e controlli aggiuntivi che possono andare ad allungare la lista degli inconvenienti in cui si può incorrere se non si procede al cambio corretto di questa parte della macchina e si vuole sfidare la sorte. Da una parte la questione non è solo estetica ma impatta in modo rilevante sul tipo di guida e la sicurezza stradale.

Ricordando poi l’importanza di una velocità moderata e del rispetto della normativa che prevede l’utilizzo di pneumatici con specifiche che seguono le indicazioni previste dal libretto di circolazione. In termini più pratici va rispettata e seguita la velocità massima a cui si può viaggiare una volta montato una certa tipologia di pneumatico. 

Il tempo ormai è scaduto, perciò guardate con attenzione alla più vicina officina di ricambi, così da non rischiare nulla e avere montate le migliori ruote del momento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Ecco i passaggi da fare quando arriva il momento di montare le catene da neve sulle gomme della propria auto.

 

Prima o poi, chi acquista delle catene da neve potrebbe doverle montare sulle gomme della propria auto, perché sorpreso da una copiosa nevicata che impedisce la normale circolazione. Le catene da neve sono obbligatorie a bordo nei mesi più freddi dell’anno, anche se molti automobilisti le acquistano solo per non incorrere in salate multe.

L’installazione a regola d’arte è fondamentale per poter circolare in totale sicurezza anche quando la nevicata è molto abbondante. Montare le catene da neve non è un’operazione molto complicata, ma lo potrebbe diventare se questa avviene magari al gelo, sotto la neve o in una posizione dell’auto che non agevola l’installazione.

Per questo motivo, il giorno che si acquistano le catene, è consigliato fare una o più prove di montaggio, per capire dove si potrebbero incontrare problemi e risolverli in totale serenità visto che non ci sarà l’urgenza di metterle. 

Una volta fatto questo e memorizzati i vari passaggi, se capiterà di doverle montare in fretta e furia sotto una tormenta di neve, sicuramente si agirà con più consapevolezza, potendo contare sull’esperienza acquisita nel montaggio “sotto la luce del sole”

 

Come montarle?

Vediamo ora quali sono i vari step da seguire per montare le catene da neve a regola d’arte e  per non avere problemi a circolare su una strada ricoperta di neve. Per la nostra guida, prendiamo in considerazione le classiche catene da neve con maglie, che utilizzano il cavo per il serraggio intorno alla gomma. Sono quelle più diffuse, visto anche il prezzo molto basso.

 

 

Per prima cosa è necessario accertarsi che l’auto si trovi in piano e senza nessun oggetto vicino alle ruote, che possa in qualche modo precludere il corretto montaggio delle catene da neve. 

Un consiglio che ci sentiamo di dare è quello di avere, insieme alle catene, dei guanti, che possano tenere al caldo le mani durante questa operazione, visto che sicuramente la temperatura, quando si inizierà il montaggio, sarà molto bassa.

A questo punto è necessario togliere le catene da neve dalla loro custodia: se sono nuove e mai utilizzate non sarà necessario stenderle a terra per eliminare possibili grovigli, cosa invece da fare se sono già state utilizzate altre volte e non sono state riposte con la dovuta cura nella loro custodia.

È bene ricordare che le catene da neve sono una coppia e quindi devono essere installate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici dell’auto. Nel caso di un’auto a trazione integrale, nel malaugurato caso che questa forza non sia sufficiente per muoversi in sicurezza, in caso di neve o ghiaccio, sarà necessario montare le catene su tutte le gomme. 

Ci sentiamo di dire che questa eventualità sarà molto rara, sempre che l’auto in questione sia dotata di pneumatici invernali. Una volta tolti i grovigli dalle catene è il momento di posizionarle a terra e farle scorrere sul retro della ruota. È necessario che i due agganci del sostegno rigido si tengano uno per mano in modo da averli a disposizione facilmente per il bloccaggio tramite apposito gancio. 

In pratica, una volta bloccate le due estremità del sostegno rigido da cui partono le varie maglie della catena, si avrà un cerchio nella parte esterna della ruota. Fatto questo è giunto il momento di fissare le varie parti a questo supporto rigido, avendo la cura di sistemare le maglie sulla gomma in modo che la vadano a ricoprire per intero, cercando quindi di non avere spazi liberi che potrebbero compromettere il grip. 

L’ultima operazione da eseguire è tirare il cavo di serraggio, ben visibile perché colorato (il colore può variare a seconda del modello di catena).

 

 

Il risultato

Se tutto è stato eseguito in maniera corretta, la catena da neve (ecco la lista dei migliori prodotti) andrà ad aderire alla perfezione alla gomma e quindi si sarà pronti per partire. Nel caso contrario potrebbe essere utile muovere l’auto per pochi metri, per fare in modo che le gomme, ruotando, vadano a fare presa sulle maglie. 

Anche in questo caso è necessario tirare il di nuovo il cavo di serraggio. Se tutto viene eseguito nel modo corretto non ci dovrebbero essere più problemi e il prodotto sarà installato a regola d’arte per garantire il massimo della sicurezza nel prosieguo del viaggio.

Il mercato propone modelli di catene da neve facili da montare, che in pratica non prevedono l’ultimo passaggio, ovvero si adeguano alla perfezione alla gomma e si auto stringono su di essa appena ci si muove con la macchina.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Ogni anno milioni di automobilisti devono fare una scelta: comprare catene da neve, gomme termiche o quattro stagioni? Ecco i consigli per fare la giusta scelta.

 

Come risaputo, puntuale come un orologio svizzero, ogni 15 del mese di novembre inizia l’obbligo di installare sulla propria auto delle gomme da neve, 4 stagioni o di avere a bordo catene da neve. Tale imposizione si riferisce ad alcune strade e autostrade italiane quindi non a tutto lo stivale. 

Per questo motivo la scelta potrebbe essere diversa in base alle zone in cui si vive, soprattutto tenendo in considerazione la possibilità di neve e ghiaccio durante l’inverno. I nostri consigli mirano a dipanare gli eventuali dubbi sulla migliore scelta da fare per rispettare il codice della strada, essere al sicuro in caso di neve o ghiaccio, ma senza fare una spesa inutile.

 

Pneumatici termici: a chi servono

Scegliere di adottare pneumatici termici al posto di quelli estivi, durante i mesi più freddi dell’anno, comporta una spesa sicuramente importante. Nonostante il codice della strada preveda che, per essere a norma, si debbano montare gomme invernali anche solo sulle ruote motrici, il primo consiglio che possiamo darvi è di installare i pneumatici termici su tutte e quattro le ruote. 

Averne solo due, anche se in regola con le normative, potrebbe comunque creare problemi di stabilità, in quanto molto probabilmente il livello di usura delle gomme estive rispetto a quelle invernali sarà più alto, e quindi si potrebbe perdere aderenza in frenata.

 

 

Le gomme termiche, per loro conformazione, danno il meglio di sé quando la temperatura scende sotto i 7 gradi centigradi. Per questo motivo sono da tenere in considerazione per chi vive in zone dell’Italia dove questo limite di temperature sia all’ordine del giorno, anche se magari la neve è un evento piuttosto raro. 

Quindi, si può dedurre che in tutte le zone del nord Italia siano la scelta migliore, anche se, ad esempio, a Milano in media i giorni in cui il termometro scende sotto i 7 gradi (almeno durante il giorno) non sono poi molti. Ovviamente dipende molto dall’inverno che si andrà ad affrontare, ma questo è impossibile da sapere in precedenza, quando si deve stabilire se montare gomme da neve o meno.

 

Catene da neve nelle zone calde

I fortunati automobilisti che vivono in zone d’Italia dove il termometro molto raramente scende sotto i 7 gradi centigradi possono tranquillamente pensare di acquistare le catene da neve. Infatti, se non si è soliti passare il week-end in montagna, l’esborso per un treno di gomme da neve è assolutamente superfluo. 

Oltre a un consistente risparmio rispetto all’acquisto di una buona coppia di catene da neve, le prestazioni dell’auto, con le normali gomme estive, saranno migliori. Come detto, sopra i 7 gradi centigradi, le gomme da neve si usurano abbastanza velocemente e non offrono la stessa sicurezza in frenata di quelle estive. 

Lo stesso dicasi in caso di asfalto bagnato e, se ci si trova ad affrontare una salita con molta neve, si può stare certi che grazie alle catene da neve installate si potrà effettuare la manovra molto meglio, anche rispetto alle auto che montano le gomme invernali.  

Per scegliere quelle migliori basta controllare su un qualsiasi sito di vendita online e trovare le catene da neve (controllare qui la lista delle migliori offerte) più vendute. A questo punto potrete scegliere quelle adatte, a livello di misura, alle gomme della vostra auto. La spesa, in questo caso, sarà contenuta, entro i 50 euro.

 

4 stagioni per chi non sa decidere

Il dubbio più grande può venire agli automobilisti che vivono in città abbastanza calde ma che, per motivi di lavoro o di famiglia, qualche volta devono recarsi in zone d’Italia più fredde. La soluzione migliore in questo caso è dotare la propria auto di pneumatici M+S (dall’inglese Mud e Snow) ovvero le famose “4 stagioni”. 

 

 

Queste particolari gomme sono adatte per viaggiare in sicurezza tutti i 12 mesi dell’anno e sono contemplate dal codice della strada tra quelle conformi da montare nei mesi invernali, per non incappare in sanzioni. 

Ultimamente modelli più attuali sono migliorati notevolmente quando si trovano ad affrontare strade innevate, problema spesso imputato alle gomme M+S di qualche anno fa. Inoltre si consumano meno quando la temperatura dell’asfalto sale rispetto a quelle invernali e offrono prestazioni di livello medio in qualsiasi condizione, che rende soddisfacente il loro impiego. 

Non c’è da stupirsi se la gomma 4 stagioni viene indicata con le sigle M/S M&S o MS: tutte queste diciture sono valide per determinare un pneumatico “all season”, altro elemento che identifica le gomme 4 stagioni. 

Se sulla spalla del pneumatico è presente il pittogramma con un fiocco di neve al centro di una montagna stilizzata, allora si ha a che fare con pneumatici termici (invernali) e non “all season”. Come per le gomme invernali, il consiglio è di montarle su entrambi gli assi e non solo su quello di trazione.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Le catene da neve sono proposte in diversi modelli, che hanno prezzi variabili in base alla qualità ma anche alla dimensione. Qual è quella giusta per le proprie gomme?

 

Se si è deciso di acquistare delle catene da neve per non incappare in salate multe quando vige l’obbligo di averle a bordo, è da considerare che non tutte sono uguali e che il prezzo varia tra un modello all’altro e non di poco.

A fare la differenza è, come sovente accade con un po’ tutti i prodotti, la qualità della coppia di catene da neve che viene venduta. In secondo luogo, a determinare il prezzo, è anche la dimensioni del prodotto: una catena da neve adatta a un’utilitaria sicuramente sarà meno costosa di una che si monterà su una berlina. Questo è dovuto alla dimensione dello pneumatico che, come è chiaro, è diverso rispetto ai due modelli di auto presi in considerazione.

 

Il primo step

Per prima cosa, quando si decide di acquistare catene da neve, è necessario controllare sul libretto di circolazione della propria auto le dimensioni delle gomme che sono montate sul proprio veicolo. 

Una volta rilevato questo dato si può iniziare a valutare quali catene da neve acquistare. E qui si apre un mondo di offerte e modelli: diciamo subito che una caratteristica che non può assolutamente mancare, quando si mettono gli occhi su un modello che piace, è la sua omologazione.

 

 

Questa, infatti, in pratica certifica la possibilità che vengano installate su auto che circolano sul territorio italiano. Le due sigle, di cui bisogna controllare la presenza nelle specifiche tecniche di ogni catena da neve che si andrà ad acquistare, sono per la precisione CUNA NC 178-01 o ON V 5117. 

Se queste due sigle non sono presenti, allora vuol dire che le catene da neve che si stanno acquistando non possono essere utilizzata in Italia, e tanto meno nel resto dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea. 

Questa problema può capitare quando si acquistano catene da neve online, magari su siti esteri che non fanno parte dell’UE. Il paradosso è che non c’è alcun controllo a monte per evitare agli utenti di acquistare un prodotto che non può essere utilizzato in Italia, e il tutto è demandato allo stesso compratore, che può anche essere ignaro di queste limitazioni, scoprendole (ormai troppo tardi) solo nel caso venisse fermato dalle forze dell’ordine.  

 

Dove acquistare

Il problema non dovrebbe sussistere se si acquistano in Italia presso un negozio di accessori auto, anche se è buona norma controllare sempre, o quanto meno chiedere agli addetti vendita, se le catene sono omologate secondo le due sigle menzionate in precedenza. 

In pratica montare catene da neve non omologate per l’utilizzo in Italia equivale a non averle, e quindi, nel caso si fosse fermati dalle forze dell’ordine, scatterà l’inevitabile sanzione amministrativa. 

Si tratta di 84 euro se si viene pizzicati a circolare strade extraurbane e di 41 euro se ciò accade su strade urbane. A livello di prezzo possiamo considerare in generale che, per i modelli con maglie da 9 mm (quelli da installare su utilitarie e berline), la spesa da sostenere si aggira intorno ai 50/70 euro. Si sale a 90 euro e oltre per tutte le auto che necessitano di catene con maglie da 16 mm, ovvero SUV e fuoristrada. 

Ci sono poi catene da neve omologate che sono di ultima generazione e che hanno come caratteristica principale quella di essere molto semplici da installare. Per risolvere questo problema, molti produttori si sono sbizzarriti a trovare soluzioni molto differenti tra di loro. 

 

 

Queste catene da neve, però, sono anche le più costose, con prezzi che possono superare tranquillamente anche i 200 euro per coppia, in base, come sempre, alla dimensione dello pneumatico che monta la propria auto. 

Visto il prezzo sicuramente non molto economico, sono quindi ideali per chi davvero ha la necessità di montarle, perché spesso si trova ad affrontare strade di montagna. In questo caso anche le normali gomme termiche non potrebbero essere sufficiente per muoversi in sicurezza quando la neve sul manto stradale è abbondante. 

Se invece si vuole una coppia di catene da neve da tenere a bordo, in primis per non incorrere in multe, e in secondo luogo da utilizzare solo in caso di una rara nevicata, il consiglio è quello di acquistare un modello economico. 

Ovviamente anche queste tipologie, seppur pagate poco, deve poter essere montate sulle proprie gomme (quindi le catene devono essere della giusta misura) e devono essere omologate secondo le normative UE in vigore.

In sintesi le migliori catene da neve sono quelle che meglio corrispondono alle proprie esigenze. Non sempre è il prezzo a determinare la bontà di un prodotto, e in questo caso specifico, spesso può essere un limite, soprattutto se valutato in base all’utilizzo che si fa dell’oggetto acquistato.