Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Pneumatici Invernali – Guida all’acquisto e Confronti

 

Questo è il momento migliore per acquistare un nuovo set di pneumatici invernali per la vostra auto, visto che potete trovarli a un prezzo più economico rispetto a quello proposto durante l’inverno. Nella nostra guida abbiamo sottoposto a comparazione gli pneumatici attualmente più venduti, richiestissimi dai consumatori sia per la loro affidabilità sia per i prezzi di convenienza che solitamente distinguono i prodotti venduti online. Al primo posto nella lista dei migliori pneumatici invernali del 2021, stando anche ai pareri dei numerosi acquirenti soddisfatti, si collocano i Michelin Alpin A4, grazie al loro eccellente rapporto qualità-prezzo, seguiti dagli Hankook Winter i*cept Evo2 W320, estremamente affidabili sulle strade ghiacciate.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 Migliori Pneumatici Invernali – Classifica 2021

 

 

Pneumatici invernali Michelin

 

1. Michelin Alpin A4 175/65/14 82T Pneumatici Invernali

 

Gli pneumatici invernali Michelin Alpin A4 sono al top della nostra classifica soprattutto grazie al loro eccellente rapporto qualità-prezzo. Sono gomme destinate alle utilitarie e alle autovetture del segmento medio, e sono disponibili in una gamma di misure che va dai 14 fino ai 17 pollici.

La loro mescola esclusiva migliora il livello di aderenza anche su fondi bagnati e ghiacciati, assicurando una guida sicura in ogni condizione atmosferica. Il disegno esclusivo del battistrada, inoltre, incrementa trazione, stabilità e frenata; rispetto ai loro precursori, infatti, gli Alpin A4 hanno ridotto di un ulteriore 5% lo spazio di frenata su suolo bagnato, innevato e ghiacciato.

Anche se la qualità dello pneumatico è ottima, sul mercato è comunque possibile trovare di meglio a prezzi più alti. Il punto di forza che rende il Michelin il miglior pneumatico invernale invece, come dimostrano le preferenze dei consumatori, sta proprio nella convenienza del suo prezzo.

 

Pro

Prezzo eccellente: Il costo degli pneumatici invernali Alpine A4 è solo di poco superiore a quello delle gomme di fascia economica, e questo è un aspetto che ha contribuito notevolmente al loro successo di mercato.

Ottima qualità: A dispetto del prezzo ridotto offrono un’ottima qualità, come da standard Michelin del resto. Rientrano nella classe C per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato e nella F per l’efficienza energetica.

Durevoli: Percorrono il 35% di chilometraggio in più rispetto agli pneumatici della stessa categoria prodotti dalle principali ditte concorrenti dell’area europea.

 

Contro

Virtualmente perfetti: Michelin è un marchio storico nel settore degli pneumatici, e infatti nessuno ha segnalato difetti di sorta negli Alpine A4. L’unica raccomandazione, acquistandoli online, è di controllare attentamente il DOT.

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Pneumatici invernali Hankook

 

2. Hankook Winter i*cept Evo2 W320 225/60R17 99H Pneumatici Invernali

 

Gli pneumatici invernali W320 sono qualitativamente superiori agli Alpine A4, e infatti sono un prodotto Premium Made in Europe del noto marchio sudcoreano Hankook, al settimo posto nella classifica dei leader mondiali nel settore degli pneumatici.

La loro popolarità è inferiore ai Michelin esaminati in precedenza solo in virtù del prezzo, infatti, che è maggiore del 65% circa. In compenso la qualità è a un livello nettamente superiore: il battistrada ha un disegno innovativo con dei solchi laterali ad ascia che incrementano la trazione anche sui fondi innevati, la cintura rinforzata lo rende molto resistente e garantisce una rigidezza tale da migliorare la maneggevolezza e la risposta dello sterzo. La particolare mescola al silicio, invece, è studiata apposta per offrire altissime prestazioni, soprattutto per quanto riguarda l’aderenza sulle strade europee in condizioni invernali.

Sono consigliate soprattutto per autovetture BMW e Mercedes, per i monovolumi, SUV e berline due volumi.

 

Pro

Premium Ultra High Performance: Si tratta di pneumatici invernali ad altissime prestazioni, prodotti con tecnologie all’avanguardia e materiali di prima scelta.

Alta aderenza: La mescola al silicio, lo speciale disegno del battistrada con solchi laterali ad ascia, gli garantiscono un’elevata aderenza e un incremento della trazione sulla neve, sul bagnato e sul ghiaccio.

Spalle larghe: La spalla larga offre una maggiore stabilità all’automobile, riduce i tempi di risposta dello sterzo e quindi migliora notevolmente la maneggevolezza, il comfort e anche la sicurezza di guida.

 

Contro

Prezzo: L’unico tasto dolente è rappresentato dal costo, decisamente più alto ma del tutto consono al livello di qualità e alle prestazioni offerte da queste gomme.

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Pneumatici invernali 255/45 R17

 

3. Continental TS 830 P MP 255/45/17 Pneumatico Invernali

 

La ditta tedesca Continental è al quarto posto nella classifica mondiale dei produttori di pneumatici, sia per qualità e affidabilità sia per numero di vendite e clienti soddisfatti.

Gli pneumatici invernali TS 830 P della misura 255/45 R17 sono indicati soprattutto per SUV e autovetture, sono caratterizzati da un’eccezionale potenza di frenata sulla neve e sul ghiaccio, un incremento nella trazione su strade innevate e un’elevata durata della mescola. Alle alte prestazioni e qualità strutturale che contraddistinguono anche gli pneumatici Hankook esaminati in precedenza, quindi, i TS 830 P uniscono la maggiore resa nel chilometraggio, tipica invece dei Michelin.

Tra tutte le gomme invernali esaminate nella nostra guida, quindi, le Continental si pongono al top in tutto, anche nel prezzo. Costano infatti più del doppio rispetto agli Alpine A4, quindi sono consigliati soprattutto a coloro che vivono in zone montane, dove le condizioni invernali sono più rigide.

 

Pro

Alta qualità: Anche gli pneumatici Continental sono un prodotto ad alte prestazioni di fascia alta, il loro livello qualitativo e tecnologico è superiore perfino a quello delle gomme Hankook.

Battistrada: Scolpito con un disegno reticolare complesso, costituito da un elevato numero di blocchi e lamelle che migliorano notevolmente la presa sulla neve e di conseguenza il potere di trazione.

Durata: Il disegno particolare del battistrada contribuisce anche a una distribuzione uniforme del peso, garantendo una minore usura e una maggiore resa nel chilometraggio.

 

Contro

Prezzo: Anche in questo caso ci troviamo davanti a un prodotto di qualità eccellente ma dal costo decisamente elevato, non proprio alla portata di tutti.

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Pneumatici invernali Nokian

 

4. Nokian WR D4 185/65/R15 Pneumatico Invernales

 

Gli pneumatici invernali WR D4 chiamano l’attenzione innanzitutto per il loro costo, tipico della fascia dei prodotti a prezzi bassi. Sembra però che il loro livello qualitativo, in realtà, non abbia assolutamente nulla da invidiare a quello delle ditte più note e affidabili.

Il WR D4 infatti, a dispetto del costo ridotto, è uno pneumatico di classe Premium che rientra nella classe A per quanto riguarda l’aderenza sulla neve e sul ghiaccio. Le sue elevate prestazioni di aderenza, stabilità e comfort di guida sono garantite fino a una velocità massima di ben 270 km/h, prestazione testata e certificata TÜV SÜD nel 2017 su Volkswagen Golf VII e su varie strade in Danimarca, Austria e Finlandia.

Molti consumatori sono scettici, perché condizionati dal basso costo e dal brand ancora poco noto. Gli acquirenti, però, ne hanno confermato l’ottima qualità, la bassa rumorosità e l’eccellente presa sul bagnato e sulla neve.

 

Pro

Basso costo: Questi pneumatici saltano subito all’occhio per il loro prezzo ridotto, che fa giustamente dubitare della qualità Premium vantata dal produttore. Gli acquirenti però, sono rimasti soddisfatti.

Qualità Premium: Le persone che li hanno acquistati, infatti, riferiscono che gli pneumatici Nokian hanno delle prestazioni pienamente conformi a quelle descritte dal produttore, e che la qualità è Premium a tutti gli effetti.

Classe A: Il livello di aderenza offerto sul bagnato è di classe A, equivalente a una riduzione dello spazio di frenata di oltre 18 metri rispetto agli pneumatici delle classi inferiori.

 

Contro

Brand finlandese: Nokian Tyres è un produttore di pneumatici finlandese fondato nel 1932, le sue gomme sono ottime ma ancora poco conosciute sul versante occidentale del Mercato Europeo.

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Pneumatici invernali Continental

 

5. Continental TS 850 P WinterContact Pneumatico Invernale

 

Dopo i TS 830 P non potevano certo mancare i TS 850 P WinterContact, nella fattispecie la misura 195/55 R20, ideale soprattutto per i possessori di SUV, sportive e berline di grossa cilindrata.

Gli pneumatici WinterContact offrono lo stesso livello qualitativo dei TS 830 P con in più alcune caratteristiche specifiche per rendere al meglio sulla classe di veicoli per la quale sono stati disegnati, inoltre hanno il pregio di costare decisamente meno. La loro caratteristica principale è la tecnologia ActiveBand, brevetto esclusivo della ditta Continental, che riduce significativamente lo spazio di frenata tanto sul fondo asciutto quanto sul bagnato.

Come abbiamo accennato prima, però, si tratta di uno pneumatico invernale destinato a una categoria di automobili decisamente di nicchia, e anche se è meno caro del TS 830 P ha un costo maggiore rispetto al pneumatico Hankook esaminato in precedenza, analogamente progettato per SUV e auto di grossa cilindrata.

 

Pro

Ideale per i SUV: Questo pneumatico è apprezzato soprattutto da chi possiede un SUV, oppure un’auto di grossa cilindrata, sia sportiva sia berlina.

S-Grip: Lo speciale disegno offre una presa salda tanto sull’asciutto quanto sul bagnato, e mantiene una elevata trazione su fango e neve.

Comfort di guida: Il livello di comfort e sicurezza che offrono è eccellente, la risposta allo sterzo è rapida e si traduce in un’elevata maneggevolezza del veicolo.

 

Contro

Per auto di grossa cilindrata: Le loro caratteristiche, e anche il prezzo a dire il vero, li rendono adatti soltanto a chi possiede auto di grossa cilindrata, di qualsiasi tipo.

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Pneumatici invernali Pirelli

 

6. Pirelli Winter 210 SnowControl Serie III Pneumatico Invernales

 

Gli pneumatici invernali Pirelli Winter 210 appartenenti alla Serie III, invece, sono destinati esclusivamente alle autovetture di media e bassa cilindrata, utilitarie e city car.

Sono dei cinturati radiali da 205 millimetri di larghezza, con un rapporto di sezione 55 e un diametro di 16 pollici. Le prestazioni sono buone e proporzionate al prezzo, che è decisamente accessibile tra l’altro, inoltre offrono anche il vantaggio di essere un modello Run Flat, cioè in caso di foratura permettono di continuare a guidare per una settantina di chilometri almeno a pneumatico sgonfio.

Pur collocandosi in una fascia di prestazioni di livello medio, gli pneumatici invernali Pirelli sono comunque soddisfacenti sotto tutti gli aspetti, e anche molto affidabili, per cui sono apprezzati da un buon numero di automobilisti, soprattutto da coloro che usano l’auto soltanto per spostarsi su brevi percorsi e per un ciclo di guida a maggioranza urbano.

 

Pro

Rapporto qualità-prezzo: La proporzione costo-prestazioni offerte è a dir poco eccellente, d’altronde il marchio italiano Pirelli è noto per la sua affidabilità.

Ideali per le City Car: Sono progettati per offrire il massimo della resa sulle auto di media e bassa cilindrata destinate prevalentemente all’uso urbano. Quindi sono ideali per chi vive in città.

Sicuri: Grazie alle caratteristiche Run-Flat sono anche estremamente sicuri, e permettono di guidare con uno pneumatico sgonfio per diverse decine di chilometri senza alcun problema.

 

Contro

Solo per utilitarie: I Pirelli Winter 210 sono adatti esclusivamente alle utilitarie e per un ciclo di guida quasi esclusivamente urbano, per auto del segmento medio con percorrenze extra-urbane è preferibile optare per altri tipi di gomme.

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Pneumatici invernali Bridgestone

 

7. Bridgestone Blizzak LM 001 Pneumatico Invernales

 

I Bridgestone Blizzak LM 001 sono pneumatici invernali di fascia economica, molto apprezzati dagli acquirenti soprattutto grazie alla convenienza del loro prezzo e alle buone prestazioni di aderenza offerte sul bagnato e sulla neve, dove rientra nella classe C sulla relativa tabella di valutazione.

Sono vantaggiosi anche per quanto concerne il livello di rumorosità emesso; i 72 decibel dichiarati dalle specifiche, infatti, collocano gli pneumatici invernali Bridgestone alla pari con le gomme di fascia più elevata prodotte dai marchi più blasonati. Il loro limite di pneumatici economici, invece, sta tutto nella bassa efficienza energetica, dove la classificazione raggiunta è la E soltanto. La misura 195/65 R15 è consigliata per le autovetture di media e grossa cilindrata, compresi i SUV.

I Bridgestone sono certificati TÜV, ADAC, TCS e ÖAMTC, quindi nel complesso, pur essendo economici sono di buona qualità, l’unica pecca è la bassa efficienza nel ridurre il consumo di combustibile.

 

Pro

Affidabili: Sono pneumatici invernali che hanno superato i test e ottenuto le certificazioni dei maggiori enti europei, quindi sono affidabili e mediamente prestanti.

Economici: Il loro prezzo è molto conveniente, soprattutto per chi non ha particolari esigenze ed è solito percorrere un chilometraggio limitato.

Ottima aderenza: Rientrano nella classe C per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato e sulla neve, e in questo non hanno nulla da invidiare a pneumatici invernali di marche più costose.

 

Contro

Efficienza energetica bassa: La classe di efficienza energetica raggiunta è soltanto la E purtroppo, quindi sono poco adatti per chi percorre molte migliaia di chilometri all’anno.

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Pneumatici invernali 185 65 R15

 

8. Firestone Winterhawk 3 Pneumatico Invernales

 

Se state cercando dove acquistare gli pneumatici invernali più economici, almeno tra tutti quelli esaminati nella nostra guida, allora è d’obbligo dare un’occhiata ai Winterhawk 3 185 65 R15 proposti online.

Le uniche gomme che potrete mai trovare a un prezzo inferiore a queste, infatti, sono giusto quelle da masticare. Le Firestone sono delle gomme invernali con delle buone caratteristiche, alla stregua delle Bridgestone esaminate in precedenza, infatti, offrono un buon livello di prestazioni in termini di aderenza con la classe B sul bagnato e C sulla neve, e un’emissione di rumore che si attesta tra i 70 e 72 decibel.

Analogamente ai Bridgestone, però, gli pneumatici invernali Firestone Winterhawk 3 hanno un basso rendimento nell’efficienza energetica, la cui prestazione rientra solo nelle classi da C a F a seconda delle condizioni del fondo stradale. Ma il prezzo ridotto le rende comunque ideali per chi fa un uso limitato dell’automobile.

 

Pro

Basso costo: Il prezzo, anche se di poco, è più economico perfino rispetto ai Bridgestone esaminati in precedenza, il massimo per coloro che vogliono risparmiare il più possibile sulla spesa d’acquisto.

Sicuri: Le prestazioni sono di buona qualità e alla pari con quelle offerte da molti pneumatici di fascia media, e quindi più costosi, sia per quanto riguarda l’aderenza sulla neve e sul bagnato sia per la maneggevolezza.

Bassa rumorosità: Anche nell’emissione sonora sono alla pari con gli pneumatici invernali di qualità superiore, con una soglia variabile dai 70 ai 72 decibel.

 

Contro

Classe energetica bassa: La pecca degli pneumatici invernali a basso costo, purtroppo, rimane la minore efficienza energetica, e quindi il maggior consumo di carburante.

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Guida per comprare uno pneumatico invernale

 

Il periodo di utilizzo

Sapere quale pneumatico invernale comprare per la propria automobile non è difficile, le ditte produttrici del settore, infatti, offrono tutte un notevole standard di qualità per quanto riguarda i requisiti principali di aderenza sulle strade bagnate, ghiacciate e innevate, e in termini di sicurezza e maneggevolezza di guida.

Anche le gomme invernali a basso costo offrono discrete prestazioni in tal senso, l’unica reale differenza è che i prodotti economici rendono molto meno a livello di efficienza energetica, e di conseguenza comportano un maggior dispendio in carburante.

Per capire come scegliere un buon pneumatico invernale, quindi, bisogna innanzitutto fare un quadro delle proprie esigenze stabilito sul chilometraggio annuo percorso in media e, in particolare, relativamente al periodo invernale. La normativa del Codice della Strada, infatti, prescrive l’obbligo degli pneumatici invernali a partire da novembre fino ad aprile, in maniera generalizzata e senza tenere conto delle eccezioni previste da regione a regione sulla base delle normative locali.

Una ulteriore caratteristica degli pneumatici invernali inoltre, che rende preferibile sostituirli a un certo punto, è quello di consumarsi più in fretta se usati anche d’estate. Questo a causa della particolare struttura del loro battistrada, nei cui blocchi sono inserite centinaia di piccole lamelle metalliche le quali, in assenza di neve e nei periodi in cui la temperatura è più alta, si surriscaldano e deteriorano irrimediabilmente il battistrada, compromettendo l’aderenza e la sicurezza di guida.

 

Le fasce di prezzo

Nella fascia più economica di mercato, la spesa d’acquisto può variare dai 50 ai 75 euro circa per ogni pneumatico, per una cifra complessiva che oscilla tra i 200 e i 300 euro per l’intero set di gomme. Gli pneumatici di fascia medio-alta, invece, hanno un costo che oscilla dai 100 ai 300 euro circa, quindi presentano una spesa complessiva che va da un minimo di 400 fino a un massimo di 1.200 euro, e la differenza di prezzo salta subito all’occhio.

Se si utilizza l’auto soltanto nei fine settimana e durante le vacanze, si può tranquillamente fare a meno di spendere grosse cifre e rivolgersi verso uno pneumatico invernale di fascia economica. Come accennato anche prima, infatti, pur avendo una bassa classificazione sulla tabella di efficienza energetica, gli pneumatici invernali di fascia economica offrono comunque buone prestazioni e il maggior consumo di carburante viene compensato dal minore utilizzo dell’automobile.

Gli pneumatici di fascia medio-alta

Se invece usate l’auto su base quotidiana e in maniera regolare, a prescindere se per ragioni di lavoro o per sbrigare le incombenze familiari, la media annua dei chilometri percorsi sale di molto, e di conseguenza anche l’esigenza di ridurre il consumo di carburante dell’autovettura.

In questo caso è meglio prepararsi a spendere qualcosa in più, non soltanto per assicurarsi un minor consumo di carburante, ma anche per l’ulteriore incremento delle prestazioni in termini di aderenza, risposta dello sterzo, maneggevolezza e resa nel chilometraggio.

I più esigenti non baderanno a spese per la propria auto, soprattutto se è un modello di grossa cilindrata, ma i più attenti al risparmio possono trovare degli ottimi pneumatici invernali di qualità Premium anche a un costo singolo di 100-110 euro.

 

 

 

Domande frequenti

 

Obbligo/Normativa pneumatici invernali

L’obbligo di montare gli pneumatici invernali, secondo la normativa del Codice della Strada, è entrato in vigore il 15 novembre 2018 e scadrà soltanto il 30 aprile 2021. Ogni regione però applica delle eccezioni particolari che sono in continuo aggiornamento, e quindi vanno verificate direttamente online sui siti ufficiali dei comuni, delle province e delle regioni.

 

Come riconoscere gli pneumatici invernali?

Gli pneumatici sono soliti riportare simboli e scritte per consentire di identificare rapidamente la tipologia e le misure. Quelli invernali sono caratterizzati dal simbolo in rilievo di un cristallo di neve, da un cerchio che racchiude l’immagine stilizzata di una montagna e di un fiocco di neve, oppure dalle lettere M+S che stanno per Mud e Snow, cioè fango e neve.

 

Come leggere le sigle degli pneumatici invernali?

Il primo codice è relativo alle misure del pneumatico, per esempio 195/65 R 17 95 H significa che la gomma ha una larghezza di 195 millimetri e un rapporto del 65%, la lettera indica la struttura dello pneumatico, in questo caso la R indica che si tratta di un radiale, mentre il numero che segue è il diametro del cerchio espresso in pollici.

Seguono poi un altro numero e una lettera, il primo è relativo all’indice di carico massimo sopportabile per ogni ruota, 95 equivale a un carico limite di 690 chilogrammi, mentre la H indica la velocità massima tollerabile, che in questo caso è 210 km/h.

 

Quando montare gli pneumatici invernali?

L’obbligo per la stagione invernale 2018/19 è scattato dal 15 novembre, a meno che la vostra regione di residenza non abbia stabilito diversamente. Quindi è meglio verificare subito, magari direttamente sul sito della regione, e provvedere subito di conseguenza a seconda della necessità.

 

Quando togliere gli pneumatici invernali?

L’obbligo scade il 30 aprile del 2021, il che significa che siamo quasi agli sgoccioli ormai, in ogni caso vale sempre lo stesso discorso per quanto riguarda le deroghe e le eccezioni che possono variare da regione a regione, in base alle normative locali.

 

Gli pneumatici invernali si possono usare in estate?

La legge non vieta espressamente di usare gli pneumatici invernali anche in estate, ma stabilisce dei parametri di resa per ogni veicolo indicati nel rispettivo libretto di circolazione. Se gli pneumatici invernali rispettano le indicazioni del libretto di circolazione, quindi, possono essere tranquillamente usati. Il problema però è che in estate, il battistrada delle gomme invernali si usura più in fretta causa delle lamelle nei blocchi, che in assenza di neve si surriscaldano.

 

Quale deve essere la pressione degli pneumatici invernali?

La pressione degli pneumatici invernali varia a seconda della tipologia di auto, della cilindrata e del peso. L’unico modo di andare sul sicuro per sapere qual è la pressione ideale a cui mantenerli è quello di consultare l’apposita tabella riportata su un’etichetta all’interno della portiera dell’auto, oppure online direttamente sul sito del produttore.

 

 

 

Pneumatici invernali: caratteristiche, obblighi e consigli

 

Ogni anno, nel periodo che va solitamente da novembre ad aprile, ritorna l’obbligo di legge di montare gli pneumatici invernali sulla propria auto. La normativa generale del Codice della Strada, valida su tutto il territorio nazionale, prevede però delle eccezioni che variano da regione a regione, per cui prima di provvedere alla sostituzione è sempre bene dare un’occhiata a quelle che interessano la vostra zona di residenza.

 

 

La ragione di quest’obbligo, ovviamente, è dettata dalla necessità di rendere sicure le strade quando le condizioni invernali estreme, soprattutto il ghiaccio e la neve, rendono estremamente pericolosa la guida degli autoveicoli. Gli pneumatici invernali di ultima generazione permettono di risolvere il problema in maniera molto più efficiente rispetto alle catene e ai chiodi.

Quando arriva il periodo, quindi, è bene dotarsi di un set di gomme invernali della misura adatta al vostro veicolo, e per identificarli dovrete conoscere le misure, il diametro del cerchio, l’indice di carico, la struttura del pneumatico e la velocità massima tollerabile, esaminando i codici riportati lungo la spalla della gomma.

Prendendo in esame i codici dello pneumatico invernale Hankook W320 esaminato nella nostra guida, per esempio, possiamo vedere che la dicitura indica: 225/60 R17 99H P. questo significa che la gomma ha una larghezza di 225 millimetri e un rapporto del 60 per cento, il che lo rende uno pneumatico largo e ribassato. La lettera R indica invece il tipo di struttura, che in questo caso è radiale, mentre il 17 indica il diametro del cerchio espresso in pollici. Il numero 99 è l’indice di carico, quindi l’Hankook W320 può resistere fino a un carico limite di 775 chilogrammi, mentre la H indica che la velocità massima tollerabile è di 210 chilometri orari. La P finale, invece, indica che è destinato esclusivamente alle automobili.

Esistono anche alcuni indici particolari, nel caso degli pneumatici invernali sono proprio quelli che servono a identificarli come tali, e questi sono rappresentati dalla sigla M+S, che ne attesta l’elevata aderenza su fango e neve, e da altre sigle o loghi specifici.

Sempre per quanto concerne l’identificazione degli pneumatici invernali, oltre alla sigla M+S, molti riportano anche dei loghi stilizzati che riproducono uno o più cristalli di neve oppure un profilo montano, e spesso sono addirittura rappresentati insieme.

 

 

La sostituzione può essere fatta anche da soli volendo, ed è ancor più facile se potete disporre di un martinetto idraulico e di un avvitatore pneumatico a percussione. Tenete presente però, che un professionista, pur essendo a pagamento, vi fornirà un servizio di gran lunga migliore eseguendo anche la corretta convergenza ed equilibratura delle gomme.

Scaduto il termine di obbligo per gli pneumatici invernali, è conveniente sostituirli in ogni caso anche se non si è obbligati a farlo. Data la particolare struttura del loro battistrada infatti, a alla presenza delle numerose lamelle metalliche che garantiscono l’aderenza sulla neve, gli pneumatici invernali tendono a deteriorarsi molto più in fretta sull’asfalto asciutto e arroventato dai raggi solari, e quindi a durare meno e calare drasticamente nelle prestazioni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Catene da Neve – Guida all’acquisto e Confronti

 

In zone dove la neve è un evento raro o quando, al contrario, la quantità che ricopre il manto stradale è sovente di molti centimetri una buona soluzione, in alternativa alle gomme termiche, è rappresentata dalle catene da neve. Se non sapete quale modello acquistare, allora siete arrivati alla pagina giusta. Qui potrete trovare diversi consigli d’acquisto e le opinioni sulle catene da neve più vendute. Un modello molto semplice da installare e adatto a diversi tipi di pneumatici sono le catene da neve KÖNIG K-Summit K45 che si fissano al cerchione della gomma utilizzando uno dei dadi presenti. In alternativa, le Suptempo – Catene da Neve Auto si adattano a mezzi di diverso tipo, compresi SUV e veicoli commerciali leggeri. 

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
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Le 8 Migliori Catene da Neve – Classifica 2021

 

 

Catene da neve konig

 

1. KÖNIG K-SUMMIT K45 Catene da Neve, 1 Paio

 

La particolarità di queste catene da neve Konig riguarda il suo, a dir poco innovativo, sistema di fissaggio al pneumatico. Infatti l’installazione prevede che questa si fissi tramite uno dei dadi originali presenti su ogni cerchio (ovviamente senza utilizzare quello “antifurto). Questo consente che la catena non vada a toccare e quindi a rovinare i preziosi cerchi in lega che si possono trovare su molte auto. Una volta fissata al dado, tramite un sistema di serraggio a cricchetto la catena si adatta alla perfezione al pneumatico.

La catena è indicata per tutti quei veicoli che hanno poco spazio tra gomma e passaruota, dove le normali catene da neve sarebbero molto difficili da installare. Infatti questo modello proposto da Konig non prevede nessuna presenza di catena oltre la metà del pneumatico.

Il grip sulla neve e sul ghiaccio è favorito dalla presenza di placche in materiale plastico, chiodi in metallo e maglie di catena in acciaio speciale.

 

Pro

Installazione: Il sistema inventato da Konig per installare queste catene da neve è tra i più innovativi e consente quindi di predisporre l’auto ad affrontare la neve in breve tempo.

Battistrada: Il design non è quello classico di una catena con maglie in acciaio. Per un maggiore grip su neve e ghiaccio Konig ha studiato un modello che alterna, placche in plastica, chiodi in metallo e parti di catena in acciaio.

Minimo ingombro: Una volta che le catene si devono togliere dalle ruote perché non servono, piacerà il fatto che occupano pochissimo spazio e si possono riporre nella borsa in nylon fornita nella confezione.

 

Contro

Tiranti: Secondo i pareri degli utenti per posizionare a dovere la catena sul pneumatico è necessario agire su dei tiranti e non sempre si riesce ad avere la giusta posizione della catena in breve tempo.

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Catene da neve facili da montare

 

2. Suptempo – Catene da Neve Auto

 

Tra le migliori catene da neve dell’anno troviamo il modello di Suptempo che si distingue per la sua grande versatilità. Potrete usarlo con automobili di diverso tipo, inoltre si adattano anche ai SUV e ai veicoli commerciali di piccole dimensioni. 

Prodotte in fibbia in lega di zinco, queste catene si rivelano estremamente resistenti e durevoli, inoltre assicurano una trazione ottimale su neve e ghiaccio per una sicurezza maggiore quando guidate in montagna. 

Si adattano anche alla guida sulla sabbia, sul fango e per le salite impegnative, quindi ideali se siete appassionati di escursionismo o di mountain bike e dovete raggiungere percorsi particolarmente impervi. I cinturini in nylon consentono di stringere la catena attorno alla ruota in modo stabile, sebbene il montaggio non proprio pratico potrebbe farvi perdere un po’ di tempo nelle prime applicazioni. 

 

Pro

Resistenti: La fibbia in lega di zinco le rende estremamente solide e durevoli nel tempo, potrete farne un utilizzo intensivo senza alcuna preoccupazione.

Sicurezza: La trazione ottimale vi consente di guidare in montagna su neve e ghiaccio in tutta tranquillità, inoltre si rivelano molto sicure anche in frenata.

Versatili: Potrete usarle per affrontare terreni in salita sdrucciolevoli, guidare su fango e sulla sabbia. 

Cinturini: Realizzati in nylon vi permettono di assicurare la catena attorno alla ruota in modo ottimale. 

 

Contro

Montaggio: Le prime applicazioni delle catene potrebbero risultare difficoltose in quanto bisogna prenderci un po’ la mano sia per montarle sia per toglierle dalle ruote.

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Catene da neve ragno

 

3. Spikes-Spider Compact Catene da Neve 1 Paio, Size 4

 

Le catene ragno Spikes-Spider Compact sono un modello tra i più facili da montare e sono adatte a pneumatici con una larghezza che non sia superiore ai 205 mm e che il peso massimo a pieno carico non sia oltre le 2 tonnellate e mezzo. Sono contrassegnate dall’omologazione 5117 e quindi possono tranquillamente essere utilizzate anche in Italia senza incorrere in alcuna sanzione.

A livello di comparazione con altri modelli di catene, questo nuovo modello si contraddistingue per un prezzo superiore alla media, dovuto principalmente al sistema di aggancio rapido delle catene.

Non ci sono molti problemi a inserire le catene anche su pneumatici che hanno poco spazio rispetto al passaruota. Altra caratteristica molto importante riguarda la possibilità di cambiare ogni singolo pezzo se soggetto ad usura, in modo da avere sempre le catene performanti anche dopo molti anni che si utilizzano.

Una volte che vengono tolte dal pneumatico, non occupano molto spazio nel bagagliaio.

 

Pro

Aggancio rapido: Uno dei motivi per cui è una delle catene da neve più venduta è il suo sistema di aggancio al pneumatico che permette di montarle in un batter d’occhio senza molta fatica

Usura: Ogni componente della catena, che con l’andar del tempo potrebbe usurarsi, può essere cambiato singolarmente in modo da avere sempre le catene pronte all’uso come appena tolte dalla confezione.

Cuscinetti: L’innovativo sistema proposto da Spikes Spider si basa su dei cuscinetti a rotazione che consentono di adattare la catena a ragno su qualsiasi pneumatico, scegliendo tra le quattro diverse misure a disposizione.

 

Contro

Costo: Nonostante sia uno dei modelli più venduti online il suo prezzo è un po’ sopra la media, ma come spesso accade anche con altri prodotti, la qualità si paga.

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Catene da neve 205 55 r16

 

4. Melchioni CA990 Catene da Neve Omologate

 

Chi possiede un’auto che monta pneumatici con una misura pari a 205 44 r16 può prendere in considerazione il modello proposto da Melchioni, per la precisione la versione CA990. Queste catene da neve omologate vanno a coprire il fabbisogno di diverse misure di pneumatico oltre a quella sopra descritta. Ad esempio anche gomme con misura 185/60 R17, 205/50 R17, 215/45 R17, 235/40 R17 e 215/40 R18.

Per chi volesse dove acquistare queste catene e l’elenco dei modelli compatibili può trovare i link sotto i pro e contro di questa pagina. Le catene hanno un prezzo molto conveniente e spesso sono utilizzate per averle in auto quando il periodo dell’anno prevede catene a bordo ma difficilmente verranno montate.

Nel caso, l’installazione è abbastanza semplice e il grip offerto in caso di neve è più che accettabile. Le maglie in acciaio hanno una dimensione di 9mm, classica e molto utilizzata anche da altri produttori per questa tipologia di catene da neve.

 

Pro

Montaggio: Chi ha una buona manualità può montare queste catene in pochi minuti. Gli altri probabilmente impiegheranno più tempo, ma non di certo ore.

Anti multa: Visto il prezzo esiguo possono essere una buona scelta per non prendere una salata multa nel caso si venga fermati e c’è l’obbligo di catene a bordo.

Confezione: Molto apprezzata la custodia dove riporre le catene quando non si utilizzano, di dimensioni piccole che non vanno ad occupare molto spazio nel bagagliaio.

 

Contro

Qualità: Alcuni utenti lamentano il fatto che le maglie della catena si rompono troppo facilmente anche dopo pochi utilizzi, cosa che rende le catene inutilizzabili e quindi da buttare.

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Catene da neve Thule

 

5. Thule E9 070 Catene da Neve Omologate

 

Se non si vuole spendere molto perché difficilmente le si monteranno catene da neve ma esiste l’obbligo di averle a bordo, le catene da neve thule possono soddisfare al meglio questa esigenza. Sono prodotte da un marchio molto famoso nell’aftermarket automobilistico e, a una discreta qualità, abbinano anche un prezzo in media con i concorrenti. Sono classiche catene da neve che si installano come molte altre sul mercato e richiedono una buona manualità per completare l’operazione in tempi ragionevoli.

Vengono fornite con una comoda custodia in plastica dalle dimensioni contenute, perfette per non andare ad occupare troppo spazio nel bagagliaio.

Le catene si possono montare anche su ruote dove presente il sistema ABS, senza che queste vadano in alcun modo ad incidere sulla particolare tipologia di frenata. È necessario cercare sul sito Thule la versione adatta ai propri pneumatici, che di sicuro avranno le giuste catene per affrontare strade innevate e ghiacciate.

 

Pro

Prezzo: Per chi considera i prezzi bassi per ogni articolo che acquista ma vuole anche un minimo di qualità queste catene da neve Thule possono diventare un’ottima scelta.

Dimensioni: La serie di catene da neve Thule va a coprire, per dimensioni, la stragrande maggioranza di pneumatici disponibili ad oggi sul mercato.

Custodia: Visto che saranno riposte nel bagagliaio durante i mesi invernali è da sapere che la custodia dove sono riposte le catene ha dimensioni molto contenute.

 

Contro

Quasi perfette?: Difficile trovare un difetto che possa in qualche modo sconsigliarne l’acquisto o quanto meno valutarlo. Le catene costano poco, hanno una buona qualità e sono facili da montare.

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Catene da neve 225 45 r17

 

6. Kawin Catene da Neve Omologate R17 

 

Economiche e pratiche, le catene da neve Kawin sono un modello classico che si adatta a pneumatici di diverse dimensioni. Una soluzione ideale se andate sporadicamente in montagna o semplicemente per avere delle catene a bordo nei periodi dove sono obbligatorie. Il prodotto  infatti è conforme alle norme europee del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 

Il battistrada a rombo assicura una buona tenuta sulla neve e sul ghiaccio, quindi potrete guidare in tutta tranquillità e avere la sicurezza di poter frenare correttamente senza slittamenti. Il montaggio è molto semplice, seguendo le istruzioni sul manuale o tramite video apposito sarà possibile applicare le catene correttamente e allo stesso modo rimuoverle con facilità. 

Se non sapete dove acquistare il prodotto nuovo e a prezzi bassi, cliccate sul link qui di seguito che vi porterà sulla pagina del negozio online.

 

Pro

Pratiche: Si montano e si tolgono con gran facilità, se siete alle prime armi non dovrete fare altro che seguire le istruzioni del produttore.

Sicure: Garantiscono una buona tenuta su strada su neve e ghiaccio, anche in caso di frenata. Sono la soluzione ideale per gite sporadiche in montagna.

Economiche: Il prezzo ridotto vi consente di comprarle senza spendere troppo, in modo da avere in automobile delle catene conformi alle normative europee. 

 

Contro

Prestazioni: Le catene sono adatte per la neve e per il ghiaccio, ma se cercate un modello per affrontare terreni sdrucciolevoli in salita o per guidare sulla sabbia con il SUV allora dovrete puntare su qualcosa di diverso.

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Catene da neve Michelin

 

7. Michelin 008307 Catene Neve Easy Grip Evolution Gruppo, 7

 

Da uno dei più famosi produttori di pneumatici una versione di catene neve con dietro uno studio specifico per renderle molto facili da montare, anche su gomme che non sono prodotte dalla Michelin. Le catene della serie Easy Grip si basano sulla presenza di un tenditore elastico che si chiude sopra al cerchione con un semplice, ma sicuro, attacco metallico. Questo rende l’installazione molto semplice e veloce.

L’ottimale grip offerto sulla neve o sul ghiaccio, è fornito da una fitta rete di clip metallici (ben 150), confermato da chi ha avuto modo di utilizzarle sulla propria auto. Piace anche il sistema catarifrangente laterale NVS (Night Vision Security) che permette una migliore visione laterale dell’auto durante le ore notturne.

Nella dotazione sono forniti un paio di guanti per il montaggio e le istruzioni stampate su un tappetino plastificato che si può utilizzare senza che si rovini anche se nevica molto forte.

 

Pro

Clip: Le catene da neve Michelin Easy Grip sono composte da ben 150 clip in metallo legati fra di loro che danno vita alla struttura che va ad installarsi sopra al pneumatico.

Grip ottimale: Il design “a clip” permette di avere il massimo grip sulla neve in qualsiasi condizione, ovvero in frenata, in discesa, in salita e in accelerazione.

Dotazione: Insieme alle catene, Michelin fornisce anche un paio di guanti utili per quando serve installare le catene evitando di sporcarsi le mani.

 

Contro

Prezzo: Non sono certo catene da neve da “primo prezzo”, e quindi sono ideali per chi va o vive in montagna dove sono necessarie catene di un certo livello facili da montare e smontare.

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Catene da neve per cerchi in lega

 

8. Lampa 16082 Catene Neve 9 mm, 2 Pezzi

 

Chi monta dei preziosi cerchi in lega sicuramente è propenso a cercare delle catene da neve che non li rovinino quando vengono montate sui pneumatici. Un modello appositamente studiato per venire incontro a questa esigenza sono le catene da neve per cerchi in lega Lampa 16082. Questo modello è disponibile per pneumatici che corrispondono alle misure 215/60-17, 225/55-17, 215/55-18, 275/35-18, 245/40-19.

Questi catene si montano facilmente anche su vetture dove lo spazio tra gomme e parti meccaniche è risicato. Una volta montate, e tese manualmente, le catene dispongono di un sistema di auto tensionamento che si attiva durante la guida.

Le chiare istruzioni in allegato mostrano in semplici 8 passaggi tutte le manovre necessarie per montare a regola d’arte le catene sul pneumatico, senza andare a toccare minimamente i cerchioni con il rischio di graffiarli irrimediabilmente. Comoda la scatola rigida che le contiene che può essere inserita dentro la ruota di scorta per evitare che si muova all’interno del bagagliaio.

 

Pro

Anti graffio: Se le catene vengono montate seguendo rigorosamente le istruzioni allegate non esiste il pericolo di graffiare i cerchi in lega della propria auto.

Tensionamento: Una volta installate e posizionate, le catene si auto tendono durante la guida, adattandosi perfettamente al pneumatico.

Prezzo: Il rapporto qualità/prezzo di queste catene è molto buono come confermano la maggior parte dei pareri degli utenti che le hanno acquistate.

 

Contro

Installazione: Il montaggio può creare qualche problema se ci si trova a montare le catene in una situazione ambientale non perfetta. Di norma, ci vogliono circa 10 minuti per ruota.

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Guida per comprare una catena da neve

 

Le catene da neve sono obbligatorie quando la neve è talmente copiosa sul manto stradale che anche le migliori gomme termiche non riescono ad offrire il giusto grip per muoversi in sicurezza. Queste diventano indispensabili se si montano normali pneumatici estivi, e si viene colti da un’improvvisa nevicata.

Normalmente chi sceglie di acquistare catene da neve vive in zone dove le nevicate non sono molto abbondanti e comunque è un evento più unico che raro. Molte di queste aree però sono soggette a una normativa del codice della strada che prevede in un particolare periodo dell’anno l’obbligo di “catene a bordo”. Questa dicitura in pratica obbliga qualsiasi automobilista sprovvisto di gomme termiche ad avere con sé in auto (di norma nel bagagliaio) una coppia di catene da neve che siano omologate per essere utilizzate in Italia.

Non solo: le migliori catene da neve, per non incorrere in pesanti multe, e in alcuni casi anche al fermo giudiziario del veicolo, devono essere adatte ad essere montate sui pneumatici della propria auto.Infatti le catene da neve sono prodotte in diverse misure, appunto per soddisfare i requisiti di grandezza dei vari pneumatici.

 

 

Una questione di dimensioni

Per sapere quale catena da neve compare, prima di procedere all’acquisto, è quindi indispensabile verificare le dimensioni dei propri pneumatici. Questo dato è facilmente reperibile sul libretto di circolazione. Le misure sono espresse in tre distinte voci: la prima riguarda la larghezza del pneumatico, la seconda il rapporto tra altezza e fianco del pneumatico e la terza la dimensione del diametro interno della gomma.

Esiste anche una quarta voce che è espressa in una lettera, e che equivale al codice di velocità. Quest’ultima non ha importanza nella scelta della catena da neve. In pratica si potrà avere una sigla del genere: 195 65 r15. Individuata questa serie di numeri e lettere sul libretto di circolazione si dovranno acquistare catene che siano compatibili con questa misura.

 

Semplicità di montaggio

Sul mercato esistono diversi tipi di catene da neve. È quindi difficile dire quale sia la migliore catena da neve. Negli ultimi anni la tecnologia anche in questo campo ha fatto passi da gigante. Gli sforzi dei vari produttori si sono concentrati soprattutto nel cercare un metodo di installazione che sia il più semplice possibile. Infatti, una delle critiche maggiori mosse alle catene da neve, era la loro difficoltà di installazione, soprattutto se questa doveva avvenire magari sotto una nevicata copiosa, o in una giornata con una temperatura polare.

Al giorno d’oggi ci sono sistemi di montaggio che non prevedono più di 2/3 minuti per montare le catene sulla ruota. Anche le care vecchie catene da neve come siamo abituati a conoscere hanno ormai dei sistemi più facili da utilizzare, anche se, dichiarare senza ombra di dubbio che siano facili da installare non è proprio la verità. Questa della facilità di montaggio è una di per sé una caratteristica importante per sapere come scegliere una buona catena da neve.

Svariate tipologie

Le catene da neve classiche sono la scelta migliore per chi deve adeguarsi alle normative del codice della strada, ma non prevede di doverle installare molto spesso, o meglio praticamente mai. Il loro costo esiguo di fatto evita di esporsi a multe molto salate che superano di gran lunga la spesa da affrontare.

Le catene da neve più “ingegnose” sono invece adatte a chi va spesso in montagna e, anche se dotato di gomme termiche, sa bene che se la neve sul manto stradale fosse in abbondanza non c’è alcun modo di muoversi in sicurezza, se non appunto, montando catene da neve. In questo caso, il fatto di poterle installarle rapidamente è il plus che spesso determina il prezzo finale, di norma non molto basso, e che può a volte essere anche il triplo di un paio di normali catene da neve con maglie in acciaio.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come montare le catene da neve?

Partendo dal presupposto che ogni catena da neve ha un suo ben specifico metodo di installazione, è quindi obbligatorio seguire con attenzione le istruzioni allegate alla confezione.

Una buona cosa per essere dei maghi nel sapere come montare le catene da neve quando sarà necessario è quelli di provare a farlo in totale tranquillità, magari nel box o in un parcheggio. Questo permetterà di capire in tutta calma come procedere e di evitare di commettere errori che in un momento di ansia e stress che può avvenire quando si è colti da una nevicata, possono essere amplificati.

 

Obbligo catene da neve

Il codice della strada italiano prevede che in un determinato periodo dell’anno, in pratica quello a cavallo dei mesi invernali, su alcune strade e zone è obbligo catene da neve a bordo. DI norma questo periodo va dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno. Questo significa che se si percorre una determinata strada bisogna avere nel bagagliaio un paio di catene da neve. Nel caso si venisse fermati dalle forze dell’ordine e verificassero la non presenza di tali catene si incorrerebbe in sanzioni amministrative che possono arrivare anche ad oltre 300 euro, oltre alla decurtazione di 3 punti.

Se ci fosse una nevicata in atto o il manto stradale fosse ricoperto da cospicua neve, l’automobilista fermato e non trovato con le catene da neve a bordo dovrebbe adeguare prontamente il veicolo per poter proseguire, oltre ovviamente a dover pagare l’inevitabile multa.

 

Come capire la misura delle catene da neve?

Le catene da neve hanno diverse misure che vanno ad adattarsi a quelle dei pneumatici della propria auto. Come capire la misura delle catene da neve è abbastanza semplice. Nella confezione è obbligatorio che il produttore specifichi tale misure. In questo modo, se queste come detto sono compatibili con quelle delle proprie gomme non si avranno problemi.

 

Chi usa catene non omologate è sanzionabile?

Anche se paradossalmente vengono vendute catene da neve non omologate per l’utilizzo in Italia, è bene sapere che chi usa catene non omologate è sanzionabile al pari di chi non le ha proprio.

La cifra della sanzione amministrativa è quindi la stessa che si prenderebbe nel caso si fosse sorpresi dalle forze dell’ordine su una strada dove vige l’obbligo di catene da neve a bordo. Per non sbagliare l’acquisto, le catene omologate per l’Italia devono riportare la dicitura UNI 11313 (CUNA NC178-01) o ad equipollente norma valida in ambito comunitario, come ad esempio la norma austriaca ӦN v.5117.

 

Quanto costano le catene da neve?

I prezzi delle catene da neve variano da circa 30 euro a oltre 300. In questa forbice di prezzi rientrano vari modelli che si differenziano tra di loro per diversi aspetti tecnici, come lo spessore delle maglie o per il sistema di montaggio che utilizzano.

Per sapere quanto costano le catene da neve è bene farsi un’idea su una qualsiasi sito che vende prodotti per le auto, per scegliere, in base alle caratteristiche di ognuno, quale sia il modello che più si addice alle proprie esigenze.

 

Quando mettere le catene da neve?

È importante sapere che non sempre è bene montare le catene da neve. Quando mettere le catene da neve dipendere molto dalla quantità di neve che ricopre il manto stradale.

Si può subito capire se è giunto il momento di installare appena la propria auto diventa ingovernabile, oppure lo spazio di frenata si allunga vistosamente. Se la neve è poca, montare le catene da neve può essere pericoloso, e inoltre si rischia di bucare i pneumatici dove sono installate.

 

 

 

Come utilizzare le catene da neve

 

Le catene da neve sono proposte in diverse misure che devono essere corrispondenti a quelle dei pneumatici della propria auto. Questo consente innanzitutto di poter guidare in totale sicurezza nel caso di nevicate abbondanti, ma anche di evitare di essere multati nel caso si fosse fermati dalle forze dell’ordine nel periodo dell’anno che il codice della strada obbliga ad avere a bordo.

 

 

Come fare

La maggior parte delle catene da neve più economiche si montano sul pneumatico seguendo delle istruzioni che sono allegate alla confezione. Di norma vanno stese davanti alla gomma, poi si prende il lato basso e lo si porta sul pneumatico fino ad avvolgerlo completamente. Una volta fatto questo è necessario “fissare” la catena con degli agganci che si occupano anche di tenderla e renderla perfettamente aderente alla gomma.

Se questa manovra, descritta a grandi linee, è quella che viene utilizzata per le catene da neve con maglie d’acciaio e archetto, il mercato propone diversi modelli con design e sistemi di aggancio e installazione tra i più fantasiosi. Questi comunque sono pensati per rendere più facile la vita degli automobilisti che si trovano improvvisamente a dover mettere le catene da neve per poter proseguire il viaggio.

 

I vari pareri

Prima di acquistare un determinato modello, è buona cosa leggere le recensioni degli utenti che le hanno già installate per cercare di capire se il sistema di installazione proposte è effettivamente semplice da effettuare o se magari è anche più complicato di quello “generico” utilizzato dalle catene da neve economiche.

 

Valutare le condizioni della strada

Le catene vanno montate solo quando la neve è molto copiosa, e la gomma, anche se di tipo estivo, non ha assolutamente nessun grip sull’asfalto.

Di fatto è il momento di montarle quando la ruota slitta nella neve (appunto non fa presa) o quando lo strato di ghiaccio sull’asfalto è talmente massiccio che l’auto diventa ingovernabile. In tutti gli altri casi la presenza delle catene da neve sul pneumatico può rovinarlo, addirittura bucarlo. Inoltre la catena stessa si rovina, visto l’attrito che si crea tra quest’ultima e l’asfalto.

 

 

Una piccola prova

Molti utenti consigliano, prima di mettersi in viaggio, di provare a montare le catene nel proprio garage o in uno spazio adeguato.

Questa “prova” consente di capire, senza l’assillo di doversi mettere in viaggio al più presto, magari sotto una nevicata abbondante e con temperature ben al di sotto dello zero, dove ci riscontrano i maggiori problemi nell’installazione. La calma del momento aiuta a risolverli, per far sì che quando si dovranno installare in fretta e furia non si ripeteranno gli stessi errori. Lo stesso vale anche per le operazioni di smontaggio.

 

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

Arearicambi Coppia Catene da Neve Gruppo 9.5 Ruota 225/45

 

Non serve spostare né tantomeno sollevare l’auto per montare queste catene da neve adatte a pneumatici con misura pari a 225 45 r17. Si montano in meno di 5 minuti con un minimo di abilità ma anche chi non è un gommista provetto non dovrebbe impiegarci più di 10 minuti per montarle su entrambi i pneumatici. La catena è un modello che prevede un design a rombo con maglie da 9 mm.

Quest’ultime sono realizzate con acciaio trattato di altissima qualità che le rende resistenti anche dopo molto anni di utilizzo. L’omologazione TUV UNI e ONORM V511 garantisce che la catena può essere utilizzata in Italia lasciando al riparo da eventuali contravvenzioni. Il rapporto qualità/prezzo è l’aspetto più enfatizzato dagli utenti che hanno avuto modo di montarle e provarle in condizioni stradali che richiedevano l’installazione delle catene per la tanta neve presente.  

Le stesse catene sono anche disponibile per pneumatici con misure pari a 205 55 R17, 215 50 R17 e 245 40 R17.

 

Pro

Qualità/prezzo: Difficilmente si potranno trovare catene da neve della stessa qualità di queste ad un prezzo minore di quello previsto per questo modello per ruote da 225 45 r17.

Maglie: Il design di queste catene è abbastanza classico, quindi a rombo, dove spiccano le maglie con spessore da 9mm in acciaio trattato.

Omologazione: Oltre a essere omologate per poter essere utilizzate in Italia, queste catene diventano utili anche per chi vuole andare in altre nazioni europee senza correre il rischio di venire multati.

 

Contro

Solo pregi: Quando si dice di un prodotto che costa il giusto e che offre una buona qualità. Infatti non c’è una recensione negativa, a conferma che il prodotto piace sotto tutti i punti di vista.

 

 

Iregro Catene Anti-Slittamento per Automobile SUV Universale

 

Perché complicarsi la vita quando sul mercato ci sono delle catene da neve facili da montare. Il modello di Iregro si presenta con un prezzo davvero molto conveniente e si possono sistemare sugli pneumatici senza spostare la macchina. 

Basterà usare i guanti inclusi nella confezione per poter fissare le catene senza fare sforzi e soprattutto in pochissimo tempo. Il materiale delle catene in TPU conferisce agli pneumatici una maggiore protezione, evitando allo stesso tempo di rovinare il suolo stradale. 

Sono adatte alla guida fuoristrada su sabbia, fango e in salita, inoltre possono sopportare temperature fino a -30° centigradi, quindi vanno bene anche per ghiaccio e neve. Il design delle catene si adatta a diversi pneumatici di larghezza fra i 165 e i 275 mm.

 

Pro

Installazione: Grazie a un particolare meccanismo, queste catene si potranno montare in pochi semplici passaggi usando dei guanti inclusi nella confezione.

Materiale: Il TPU conferisce alle catene una buona resistenza e permette di proteggere sia gli pneumatici sia il suolo stradale da eventuali danni.

Versatili: Sono perfette per pneumatici tra i 165 e i 275 mm, inoltre si potranno usare per affrontare diverse tipologie di terreno.

 

Contro

Istruzioni: Il manuale è disponibile solo in lingua inglese, sebbene il prodotto sia destinato al mercato italiano.

 

 

UniAuto Catene da Neve Universali per Pneumatici

 

Quando si deve acquistare un paio di catene da neve, di norma, se si pensa di utilizzarle spesso, si cerca un modello facile da montare, magari senza badare molto al prezzo. A questa caratteristica corrisponde la catena da neve Konig Easy-Fit, che appunto, da come si evince dal nome, sono tra le migliori catene da neve facili da montare.

Questo grazie a un sistema di aggancio al pneumatico che prevede in pratica solo tre semplici passaggi, che saranno eseguiti in brevissimo tempo. Il tutto si basa su un elemento in alluminio centrare che si occupa di effettuare il tensionamento automatico della catena, semplicemente premendo con il piede il pulsante di aggancio.

Le istruzioni contenute nella confezione spiegano molto bene quale sia il procedimento esatto per poter montare la catena in maniera agevole e veloce. Sempre nella confezione è offerta una pratica custodia per poter riporre le catene una volta smontate dalla ruota.

 

Pro

Passaggi: In tre semplici step, ben evidenziati nelle istruzioni in allegato alle catene, si riesce a montarle sul pneumatico in pochissimo tempo, addirittura sotto al minuto dopo che si è presa un po’ la mano.

Aggancio: Tutto questo è merito del sistema di aggancio rapido che si basa sulla presenza di un elemento centrale in alluminio che si occupa di tendere la catena appena installata.

Borsa: Una pratica borsa presente nel bundle delle catene consente di riporle quando non sono in uso. La stessa borsa può essere utilizzata come tappetino su cui appoggiarsi quando si installano.

 

Contro

Salva cerchi: nella confezione sono presenti dei “bottoni salva cerchi” che servono, come si può intuire a preservare i cerchi dai graffi. Questo fa capire come sia fin troppo semplice rovinarli con questa catena se non si fa attenzione.

 

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Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Pneumatici – Guida all’acquisto e Confronti

 

Scegliere un buon pneumatico per la propria auto può fare la differenza in termini di prestazioni, sicurezza e consumi. Tra i vari modelli che affollano il mercato, tra estivi, 4 stagioni e invernali vogliamo porre l’accento su due modelli in particolare. Il primo è il Firestone Winterhawk 3 un modello termico o invernale che dir si voglia di buona qualità che si può montare su diversi tipi di automobile, essendo disponibile in svariate misure. Chi predilige i pneumatici 4 stagioni può considerare i Michelin Crossclimate + il giusto compromesso tra gomme estive e invernali che ben si comportano in qualsiasi condizione meteo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 15 Migliori Pneumatici – Classifica 2021

 

 

Pneumatici invernali

 

1. Firestone Winterhawk 3 195/50/R15 82T E/C/72 Pneumatico Invernales

 

Per chi cerca un pneumatico invernale che non costi molto e che garantisca comunque buone prestazioni il marchio Firestone, con il modello Winterhawk 3, corrisponde alla perfeziona a queste caratteristiche. Si evidenza per una buona trazione durante i mesi invernali che la stessa Firestone ritiene migliori rispetto ai precedenti modelli di pneumatici analoghi. Questo soprattutto grazie alle alette laterali che si occupano di evacuare acqua e fango che si possono depositare sul pneumatico e che possono essere molto pericolosi se non vengono espulsi durante la marcia.

L’impronta a terra di buone dimensioni è stata pensata per evitare il problema dell’aquaplaning, evento che si verifica quando le piogge sono consistenti e l’asfalto non è in grado di drenare il velo di acqua che si forma.

Il pneumatico è proposto in diverse misure e va a soddisfare le esigenze di svariati modelli di auto, dalle utilitarie ai grandi SUV.

 

Pro

Alette laterali: Il sistema di alette laterali è stato studiato per eliminare velocemente acqua o fango che potrebbero formarsi sul pneumatico rendendo la guida molto meno sicura.

Impronta: L’impronta a terra di questo pneumatico invernale è molto ampia. Questa caratteristica garantisce meno rischi di incorrere nel fenomeno dell’aquaplaning.

Misure: Firestone Winterhawk è proposto in tantissime misure, in moda da soddisfare un parco auto in commercio molto ampio, cha va dall’utilitaria al SUV

 

Contro

Usura: Questo pneumatico non immune alla precoce usura se viene utilizzato quando la temperatura è sopra i 5 gradi centigradi, ma questo è un difetto cronico di molti dei pneumatici invernali in commercio.

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2. Michelin Alpin A4 165/70/14 81T C/F/70dB Pneumatici Invernali

 

Tra le varie offerte di pneumatici invernali a marchio Michelin spicca il modello Alpin A4 che si può fregiare di essere stato nominato come uno dei migliori dalla ADAC, la maggiore associazione automobilistica europea che conduce test indipendenti sui pneumatici di tutti i produttori.

Alpine A4 garantisce innanzitutto uno spazio di frenata minore del 5% rispetto ad altri modelli, che si traduce in maggiore sicurezza in caso di frenate improvvise su asfalto bagnato, ghiacciato o innevato. Nonostante questo quando serve maggiore grip Alpine 4 si dimostra il 10% più brioso nello spunto, sempre in condizioni di asfalto non perfette.

Il pneumatico sul lato offre la marcatura “Green” che garantisce per questo modello un livello di efficienza energetica tra i migliori sul mercato. Grazie a questi pneumatici, si riduce il consumo di carburante e le conseguenti emissione di CO2. L’efficienza si riscontra anche nella durata che è pari al 35% in più rispetto a pneumatici della generazione precedente.

 

Pro

Green: La dicitura green che si può notare sul lato del pneumatico significa che questo pneumatico è attento all’ambiente, visto che riduce i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2.

Frenata: Lo spazio di frenata su qualsiasi tipo di fondo stradale è ridotto del 5% rispetto ai pneumatici di vecchia generazione.

Durata: Per essere un pneumatico invernale, questo modello soffre meno dell’usura, garantendo in media il  35% di chilometri in più da percorrere in comparazione a prodotti di una generazione fa.

 

Contro

Perfetti: Secondo i pareri degli utenti difficilmente si può trovare un miglior pneumatico, che soddisfa sotto tutti i punti di vista, non ultimo il prezzo.  

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Pneumatici 4 stagioni

 

3. Michelin Crossclimate+ 205/55/16 91H B/C/69dB Pneumatici

 

La linea Crossclimate+ di Michelin è una delle più apprezzate quando si parla di pneumatici 4 stagioni. La casa francese ha creato un modello che è il giusto compromesso tra le gomme estive e quelle invernali. Questa versione è omologata anche per la neve, e quindi può essere montata anche dove la legge impone pneumatici invernali. Una mescola innovativa, utilizzata per creare questo pneumatico, consente di massimizzare l’aderenza al terreno anche quanto la temperatura è molto alta, o al contrario molto bassa. La presenza di tasselli autobloccanti permette di frenare senza intoppi su asfalto asciutto.

Il battistrada, con un particolare disegno a “V” consente di muoversi senza problemi soprattutto quando si affronta asfalto ghiacciato o innevato. Test indipendenti confermano l’ottima tenuta in frenata di questo modello, che è al pari del modello Crossclimate estivo, e quindi il migliore di casa Michelin quando si tratta fermare l’auto in corsa su fondo asciutto.

 

Pro

Frenata: Questo pneumatico si rivela uno dei migliori “All Season” quando si tratta di frenare su qualsiasi fondo stradale, dall’asciutto fino a quello ricoperto di ghiaccio.

Disegno: Il battistrada presenta un disegno a “V” che è pensato per avere il giusto grip quando si affrontano strade ghiacciate o innevate.

Mescola speciale: Con temperature basse o alte non cambia nulla: la speciale mescola utilizzata per questo pneumatico consente di avere sempre la massima aderenza al terreno.

 

Contro

Consumi: Non bisogna stupirsi se si avranno consumi leggermente più alti utilizzando questo pneumatico, ma questo è un problema comune ai modelli 4 stagioni.

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4. Firestone Multiseason 165/70/R14 81T E/C/71 Pneumatici

 

Prezzo molto interessante per questo pneumatico 4 stagioni proposto da Firestone che consente di guidare in totale sicurezza affrontando qualsiasi condizione atmosferica. È omologato per utilizzo invernale, quindi corrisponde alle specifiche che consentono di non incappare in salate multe nelle zone dove sono obbligatori i pneumatici termici in un determinato periodo dell’anno.

Come altri pneumatici Firestone, anche il modello Multiseason è offerto in diverse misure, per andare incontro alle esigenze della maggior parte degli automobilisti che puntano ad avere un solo treno di gomme per tutto l’anno.

Tra le sue caratteristiche migliori, visto anche il prezzo è il valore di riferimento per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato, che ottiene la classe “B”, quando la migliore è la classe “A”. Stessa classe anche per i consumi (B), che si rivela un ottimo risultato visto che permette di non incidere più di tanto sui costi del carburante utilizzando queste gomme 4 stagioni.

 

Pro

Qualità/prezzo: Uno dei pneumatici 4 stagioni con il migliore rapporto qualità/prezzo, come evidenziano gli automobilisti che l’hanno acquistato per la propria auto.

Invernale: Firestone Multiseason è conforme alle normative sui pneumatici invernali, quindi si possono montare senza rischio di multe se si dovesse essere fermati nel periodo e nelle zone dove sono obbligatori.

Classe B: Questo pneumatico si può fregiare della classe “B” sia per quanto riguarda i consumi di carburante, sia per l’aderenza sul bagnato.

 

Contro

Rumore: Qualche utente fa notare come sia leggermente percettibile il rumore del rotolamento sull’asfalto soprattutto quando questo è asciutto. Comunque niente di particolarmente fastidioso.

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Pneumatici m+s

 

5. Hankook I Cept Rs2 (W452) 185/65/R15 88T E/C/71 Pneumatico Invernales

 

Questo modello di pneumatico invernale che sfoggia la sigla M+S è pensato per le autovetture compatte e di media cilindrata, che rientrano nella categoria delle utilitarie o city car.

Questa gomma si rivela ottima anche quando si crea la pericolosa per l’aderenza fanghiglia sulla strada dovuta allo scioglimento della neve, che la rende meno compatta e quindi più facilmente propensa ad attaccarsi al pneumatico, con conseguente diminuzione del grip. Offre una cintura d’acciaio della dimensione molto ampie: questa caratteristica consente una migliore rigidità del battistrada che si rivela molto utile quando si deve affrontare asfalto ricoperto di neve o ghiaccio.

Questa cintura in acciaio è ricoperta da una seconda cintura ulteriormente rinforzata e che si denota per mancanza di giunture. Il pneumatico I Cept Rs2 è proposto in diverse dimensioni e il suo prezzo non è particolarmente alto paragonato a quello di modelli con le stesse caratteristiche ma di produttori più conosciuti.

 

Pro

Cintura d’acciaio: Rende il battistrada particolarmente rigido e quindi nella situazione ideale per affrontare strade con tanta neve o ghiaccio.

Anti fango: Il particolare disegno del battistrada consente ad acqua e soprattutto fango di non attaccarsi al pneumatico, ma anzi di scorre via lasciando la superficie sempre pulita.

Prezzo: La qualità del pneumatico Hankook I Cept Rs2 è abbinata a un costo che è leggermente più basso di quello dei modelli di altri produttori con le stesse caratteristiche tecniche.

 

Contro

Niente da segnalare: gli automobilisti che si sono affidati a questo pneumatico invernale non evidenziano particolari problemi che ne possono sconsigliare l’acquisto.

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Pneumatici Hankook

 

6. Hankook Ventus Prime 3 K125 205/55/R16 91H C/A/71

 

Questo pneumatico estivo mette sul piatto tecnologie e design avanti, il tutto al servizio della sicurezza del conducente. L’ampia cintura in acciaio, ad esempio, permette una migliore manovrabilità sia che si affronti asfalto asciutto, sia che si debba percorrere una strada particolarmente bagnata. La spalla dei pneumatici Hankook è stata concepita per offrire una migliore durata, mentre la speciale mescola di silicio oltre ad offrire ottime prestazioni su asciutto e bagnato consente una minore resistenza al rotolamento, a tutto beneficio dei consumi di carburante e relative emissioni di CO2.  

Le manovre in totale sicurezza sono garantite dalla doppia rigidità prevista sulle nervature, abbinate a una profondità e posizione delle scanalature pensate per il massimo della manovrabilità in qualsiasi situazione.

Infine spicca l’area di contatto sull’asfalto che per questo pneumatico top di gamma ha la particolarità di ampliarsi in maniera istantanea in fase di frenata grazie alla sagomatura del canale battistrada.

 

Pro

Area di contatto: Il canale del battistrada è smussato e consente all’area di contatto sull’asfalto di ampliarsi automaticamente ogni qualvolta si frena, anche in modo repentino.

Manovrabilità: Grazie alla presenza di una cintura d’acciaio rinforzata consente di eseguire manovre in totale tranquillità a prescindere dal tipo di asfalto che si trova, sia esso bagnato o asciutto.

Rotolamento: La mescola utilizzata per questo pneumatico estivo è stata studiata da Hancock per offrire ottime prestazioni sul bagnato e sull’asciutto ma diminuire la resistenza al rotolamento.

 

Contro

Prezzo differente: Questo pneumatico è venduto a costi differenti a seconda del rivenditore. Per sapere dove acquistare il più economico è sempre meglio confrontare i prezzi seguendo i link sotto evidenziati.

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Pneumatici Michelin

 

7. Michelin Energy Saver+ 195/65/15 91H A/C/70dB Pneumatici

 

Quando non si vuole sbagliare nella scelta del pneumatico è d’obbligo rivolgersi verso i modelli proposti dai marchi più blasonati. I pneumatici Michelin, a ragion veduta, sono tra i migliori sul mercato. Non sfugge a questa caratteristica anche il modello Energy Saver+, un modello che fa del risparmio di carburante il suo cavallo di battaglia.

Infatti chi acquisto questo pneumatico può contare su una classe di efficienza energetica pari alla lettera C, che si traduce in un risparmio di ben 60 litri all’anno rispetto al modello precedente. Anche la durata della gomma è maggiore: Michelin assegna a questo pneumatico 6.301 Km in più dell’Energy Saver di prima generazione.

Questi risparmi sono a disposizione di molti automobilisti, visto che la gomma è proposta in diverse misure che vanno a coprire un po’ tutti i modelli di auto sul mercato. Altra caratteristica molto importante è la classe di aderenza sul bagnato che corrisponde alla lettera “A”, in pratica il meglio che si possa sperare di avere per un pneumatico estivo.

 

Pro

Aderenza su bagnato: Tra le varie caratteristiche di questo pneumatico premium spicca la classe “A” per quanto riguarda la classificazione di aderenza su asfalto bagnato.

Consumi ridotti:  Il nomer “Energy Saver” è stato affibbiato da Michelin a questo pneumatico perché rispetto ai modelli precedenti consente di risparmiare ben 60 litri di carburante all’anno.

Durata: Non da meno a livello di alte prestazioni è l’usura del pneumatico che in questo caso è notevolmente ridotto visto che secondo Michelin si possono fare oltre 6mila chilometri in più del vecchio modello.

 

Contro

Costo: Il pneumatico Michelin Energy Saver+ è un modello top e quindi anche il prezzo ne risente. Infatti, rispetto alla media dei pneumatici estivi ha un costo leggermente superiore.

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Pneumatici estivi

 

8. Uniroyal RainSport 3 205/55/R16 91V C/A/71 Pneumatico Estivos

 

Per la bella stagione o se si vive in zone dove la neve è un evento più unico che raro, bisogna montare sulla propria auto i pneumatici estivi.

Come il modello Uniroyal RainSport 3 che, da come si capisce dal nome è stato studiato per essere montato su auto sportive e che quindi hanno bisogno di performance superiori, compresi SUV e auto di grossa cilindrata. La prima caratteristica che salta all’occhio di questo pneumatico estivo, è che si rivela particolarmente sicuro anche in caso di pioggia e quindi chiaramente quanto l’asfalto bagnato.

La sicurezza in caso di acquazzoni improvvisi è garantita da dalle speciali scanalature presenti sulla superficie esterna che sono distanziate in modo da far drenare l’acqua appena questa entra in contatto con la gomma. Molto apprezzata la presenza di un bordino “salvacerchio”, che in pratica evita che questo si graffi se ci si avvicina troppo ai marciapiedi in fase di parcheggio.

 

Pro

Sportivo: La destinazione migliore per questo pneumatico sono le auto sportive, i SUV e quelle di grossa cilindrata che hanno bisogno di prestazioni di alto livello.

Consumi: Il pneumatico Uniroyal corrisponde alla classe di efficienza energetica “A”, quindi non si andranno a consumare litri di carburante in più dovuti alla resistenza al rotolamento.

Bagnato: Questa gomma offre il meglio di sé quando ci si trova ad affrontare asfalto molto bagnato, grazie a una mescola leggermente più morbida che consente al pneumatico un maggiore grip sull’asfalto.

 

Contro

Durata: L’altro lato della medaglia dell’avere una mescola morbida si fa sentire sulla durata del pneumatico come evidenziano alcuni utenti che hanno avuto modo di provarlo.  

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Pneumatici Nexen

 

9. Nexen N blue HD Plus 205/55/R16 91V C/B/68 Pneumatico Estivos

 

Poca spesa ma tanta resa per questo modello di pneumatici Nexen, azienda meno conosciuta forse, ma che offre prodotti di qualità a prezzi molto accessibili. Un esempio è il modello estivo Nexen N blue HD Plus, proposto nella misura 205/55/R16 91V che offre un design con scanalature laterali per garantire una migliore stabilità di guida sul bagnato. Quando si curva anche a velocità elevate si può contare sul blocco spalla molto rigido, che consente anche una maggiore maneggevolezza del veicolo dove vengono montati questi pneumatici estivi.

Pu essere montato su tutte le automobili dalla classe media in su. Molto apprezzata la costruzione eco-friendly che tramite l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia garantisce la massima qualità nelle prestazioni.

Tra queste spiccano il Filler idrofilo e la microstruttura a polimeri speciali controllati che sono i due elementi caratterizzanti della mescola utilizzata, che permette un’ottima tenuta di strada sia su fondi asciutti sia su quelli più bagnati.

 

Pro

Mescola: I punti di forza della mescola sono Filler idrofilo e la microstruttura a polimeri speciali controllati, a beneficio delle prestazioni su asfalto asciutto e bagnato.

Intagli: La presenza di tre intagli continui posti nella parte centrale del pneumatico continui consente di avere la massima stabilità anche su lunghi rettilinei a velocità sostenuta.

Tecnologia OCCS: Grazie a questa particolare tecnologia il pneumatico non si deforma, neanche nel caso venga sottoposto a sollecitazioni esterne, assicurando così una tenuta di strada sempre ottimale.

 

Contro

Nessun difetto: Difficile trovare un “contro” a un pneumatico venduto a prezzo interessante e che offre prestazioni che tutti gli automobilisti reputano di alto livello.

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Pneumatici Continental

 

10. Continental ContiPremiumContact 5 205/55/R16 91V C/A/71

 

Tra i pneumatici Continental un modello che merita attenzione se serve una gomma estiva è il ContiPremiumContact 5. L’azienda lo propone in 26 versioni per cerchi che vanno da una misura di 14 fino a 17 pollici. Da questo è facilmente intuibile che sono pneumatici adatti a che a vetture di piccola cilindrata ma che non sfigurano anche in quelle di categoria superiore. Infatti sono omologati per auto che arrivano fino a 270 km/h di velocità.

L’ottimo grip, che si nota soprattutto in curva è dovuto alla presenza di tasselli molto grandi sulla spalla del pneumatico.

Il fenomeno dell’aquaplaning è un problema che non si dovrebbe verificare sempre grazie ai tasselli che consentono all’acqua di lasciare il pneumatico in un istante. Interessanti le cosiddette “tacche silenziatrici” che sono in pratica dei minuscoli tratti in gomma posizionati al di sopra dei tasselli e che si occupano di non disperdere il rumore all’esterno.

 

Pro

Spazio di frenata: Rispetto ai modelli precedenti di ContiPremiumContact, la versione 5 garantisce uno spazio di frenata sul bagnato minore del 15%.

Più chilometri: L’ultimo modello di pneumatico Continental soffre meno l’usura rispetto ai vecchi modelli: con questo si percorrono circa il 12% in più di chilometri.

Meno rumore: Piace e non poco la trovata di Continental di inserire delle “tacche silenziatrici” per diminuire ancora di più il rumore del pneumatico quando si è in viaggio.

 

Contro

Prezzo: Per poter godere delle prestazioni di questo pneumatico bisogna essere pronti a sborsare qualche euro in più della media.

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Pneumatici Pirelli

 

11. Pirelli Winter 210 SnowControl Serie III 205/55/R16 91H E/B/72

 

Da uno dei marchi più famosi per la produzione di pneumatici arriva un modello termico (o invernale che dir si voglia) dal prezzo un poco elevato. Nelle varie misure in cui è proposto si rende adatto ad utilitarie, piccole familiari e berline compatte. Chi monta questo pneumatico può contare una estrema stabilità, una eccellente trazione ma soprattutto su ridotti spazi di arresto in ogni tipologia di strada, soprattutto quando ghiacci e neve la fanno da padrone.

Tra le sue caratteristiche merita attenzione il profilo arrotondato del battistrada che grazie a un disegno a intagli obliqui e due scanalature longitudinali consente di espellere velocemente l’acqua verso la parte esterna del pneumatico.

Questo, in pratica, scongiura di incappare nel pericoloso effetto aquaplaning. I pneumatici Pirelli sono realizzati con tecnologia Green Performance che si evidenzia soprattutto nel minore consumo di carburante e relativo abbassamento delle emissioni di anidride carbonica. La stabilità in marcia su asfalto asciutto è garantita da una mescola a base di silice e dalla nuova zona del tallone.

 

Pro

Frenata: Una delle sue caratteristiche migliori riguarda lo spazio di frenata, molto ridotto rispetto a pneumatici di fascia medio bassa.

Gestione del bagnato: Un profilo arrotondato del battistrada appositamente studiato con tagli obliqui e scanalatura risulta efficace nell’evacuare l’acqua e ridurre il rischio di aquaplaning.

Mescola: A base di silicio di nuova generazione, permette una stabilità perfetta anche quando si preme un po’ sull’acceleratore.

 

Contro

Prezzo: Non è certo un pneumatico per chi vuole risparmiare, ma il suo valore vale ogni euro in più che si spende, soprattutto se si pensa alla propria sicurezza in auto.

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Pneumatici Bridgestone

 

12. Bridgestone Blizzak LM 001 225/45/R17 94V E/B/72

 

Tra i marchi premium, i pneumatici Bridgestone sono tra i più importanti e si rendono ideali per chi dispone di auto di un certo valore e percorre molti chilometri ogni anno. In particolare, nel segmento dei pneumatici invernali, spicca il modello Bridgestone Blizzak LM001 caratterizzata da un innovativo disegno del battistrada.

Questo vede la presenza di un elevato numero di tasselli e intagli, posizionati in modo da consentire la massima aderenza in ogni condizione meteo. Altro esempio di tecnologia applicata ai pneumatici sono gli incavi 3D, che si rivelano molto utili quando il manto stradale è innevato o bagnato.

Inoltre, questa tecnologia consente di allungare la vita del pneumatico del 15%, grazie agli incavi che anche dopo molto chilometri percorsi consentono di mantenere il livello di rigidità al battistrada in maniera ottimale. Blizzak LM001 è infine dotato di ampi incavi inclinati che si occupano di compattare la neve migliorando sensibilmente l’attrito sul terreno per spazi di frenata estremamente ridotti.

 

Pro

Incavi 3D: Questa nuova tecnologia applicata al design del battistrada consente di avere la massima trazione e stabilità in qualsiasi condizione di asfalto ci si debba confrontare.

Usura: Chi acquista i pneumatici Bridgestone sa che la durata sarà molto più alta rispetto ad altri modelli. In questo caso l’azienda garantisce una vita del 15% maggiore se confrontata con altri pneumatici premium.

Sicurezza: I pneumatici della serie Blizzak LM001 sono stati reputati da test indipendenti tra i più sicuri al momento sul mercato.

 

Contro

Non per tutti: La qualità, come spesso accade, si paga e anche salata. Il prezzo di questo pneumatico non è per tutti e il suo acquisto è ideale per chi possiede auto di pregio.

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Pneumatici runflat

 

13. Pirelli Cinturato P7 Runflat 205/50/R17 89V E/B/71 Pneumatico Estivos

 

Specifico per vetture di cilindrata medio-alta, facente parte della categoria pneumatici runflat, il Pirelli Cinturato P7 è anche omologato per supportare auto che arrivano alla bellezza di 270 Km/h. Il pneumatico, dal costo un po’ alto, ha la proprietà di risentire molto meno dell’usura irregolare, problema che affligge molti pneumatici di bassa fattura.

La caratteristica principale però di questo pneumatico è la presenza delle tecnologia runflat, che poi è il motivo principale per chi si acquisterà questo modello.

Il pneumatico, per rientrare nella categoria runflat dispone di rinforzi interni che sono in grado di sostenere la vettura anche quando il pneumatico si fora e di conseguenza perde pressione. Si può quindi viaggiare per circa un’ottantina di km alla velocità massima di 80 Km/h, poi è comunque necessario cambiare la gomma. Da notare il battistrada asimmetrico con canali circonferenziali che sono pensati per offrire una maggiore protezione dall’acquaplaning e in generale una migliore tenuta sul bagnato.

 

Pro

Runflat: Questa innovativa tecnologia consente di proseguire il viaggio per circa 80 chilometri senza superare gli 80 km/h in caso di foratura o di un piccolo taglio laterale.

Battistrada asimmetrico: Pirelli ha studiato questo particolare design del battistrada per rendere meno probabile l’effetto acquaplaning e migliorare le prestazioni su asfalto bagnato.

Usura irregolare: Una delle sue caratteristiche migliori riguarda la minore possibilità di trovarsi il battistrada usurato in modo irregolare, problema molto diffuso tra pneumatici di basso valore.

 

Contro

Consumi: Il pneumatico corrisponde alla classe di riferimento dei consumi “E”, quindi non proprio uno dei migliori se si vogliono contenere i costi del carburante.

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Pneumatici 205 55 r16

 

14. Tomket 129358-205/55/R16 91V C/B/69dB Pneumatici Estivi

 

Per auto che montano pneumatici 205 55 R16 un modello conveniente ma di buon valore è quello offerto da Tomket nella versione 129358. Questo pneumatico estivo ha un dato che è molto difficile da trovare anche su gomme di produttori molto più famosi. Stiamo parlando dell’indice di rumorosità che si attesta a solo 69 db, quando in media gli altri pneumatici sono risultati rumorosi intorno ai 71/72 decibel.

Altro dato importante riguarda la classe di aderenza sul bagnato, che viene rilevata con la lettera “B”, ovvero quasi il massimo considerando che la lettera “A” è la classe migliore. Il prezzo di questo pneumatico adatto ad auto sportive è tra i migliori, considerando anche la qualità generale, come fanno notare gli utenti che l’hanno acquistato. Sono presenti anche quattro scanalature molto ampie che abbinate al battistrada asimmetrico migliorano non poco l’aderenza sul bagnato e riducono il rischio di aquaplaning.

 

Pro

Decibel: Questo pneumatico ha un indice di rumorosità di soli 69 decibel, un dato molto minore rispetto alla media che si attesta tra i 71 e 72 decibel.

B sul bagnato: Per quanto riguarda le prestazioni in caso di asfalto bagnato, il pneumatico Tomket ha un indice di aderenza pari alla lettera “B”, quasi il massimo.

Qualità/prezzo: Difficilmente a questo prezzo si può trovare un pneumatico sportivo 205 55 r16 con questa qualità generale.

 

Contro

Mescola: Per essere un pneumatico estivo qualche utente trova che la mescola si un po’ troppo morbida e questo potrebbe incidere sulla durata della gomma.

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Pneumatici Goodyear

 

15. Goodyear EfficientGrip Performance Compact 205/55 R16 91V

 

Nella nostra carrellata dei migliori pneumatici 2021 non poteva mancare una proposta di Goodyear, uno dei marchi più famosi e riconosciuti per la qualità dei suoi prodotti. Il modello estivo EfficientGrip Performance Compact con misura 205/55 R16 91V è adatto ad auto sportive si può fregiare della classe “A” di aderenza sul bagnato, il massimo che si possa sperare.

Quindi anche in condizione estreme di asfalto bagnato, la trazione sarà sempre regolare e la guida sicura. Questo grazie alle lamelle molto larghe che spezzano la superficie d’acqua efficacemente, potendo così raggiungere l’asfalto asciutto nel minor tempo possibile. Stesso dicasi in caso di asfalto asciutto: gli utenti sono soddisfatti della tenuta di strada anche quando si spinge sull’acceleratore.

E tutto questo viene offerto ad un prezzo non poi molto alto rispetto alla media, quindi sono una buona scelta per chi deve montare pneumatici estivi della misura sopra descritta.

 

Pro

Lamelle: La presenza di lamelle ultra larghe permette a queste di spezzare il velo d’acqua che si forma sull’asfalto e di produrre attrito sul manto stradale asciutto.

FuelSaving: Questa tecnologia utilizzata per creare la mescola è stata progettata per ridurre la resistenza al rotolamento per un buon 18%. Questo si riflette su minore consumo di carburante.

Asciutto: Se la sua capacità migliore riguarda l’aderenza sul bagnato, non da meno è in condizioni di asfalto asciutto, visto che lo spazio di frenata è ridotto del 3% rispetto a modelli precedenti.

 

Contro

Classe di aderenza sul bagnato: Attenzione che esiste anche una versione di questo pneumatico con classe di aderenza “B”. Meglio sempre controllare l’etichetta prima dell’acquisto.

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Accessori

 

Kit riparazione pneumatici

 

Slime 071628150028 Riparapneumatici

 

Il kit di riparazione pneumatici Slime 071628150028 si basa su una miscela di fibre, leganti e polimeri che non sono né infiammabili né inquinati.

Consente di riparare all’istante un’eventuale foratura, grazie alla miscela che si espande uniformemente per tutto il pneumatico. Gli agenti coagulanti, spinti dalla forza centrifuga vanno a riempire il foro, creando un tappo che consente di recarsi alla prima officina per la riparazione definitiva della gomma.

Nella confezione è presente anche un compressore che si deve collegare alla presa accendisigari da 12V per farlo funzionare. Lo si può tranquillamente lasciare all’interno del bagagliaio senza il pericolo che il caldo o il freddo possano in qualche modo deteriorare la sostanza contenuta nella bomboletta.

 

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Sensori pressione pneumatici

 

Uphig Sistema di Controllo della Pressione

 

Per le auto prodotte prima del 2014 e che quindi non integrano di legge dei sensori di pressione dei pneumatici, un sistema facile e veloce per tenere sotto controllo lo stato delle proprie gomme lo offre Uphig.

Questo sistema prevede quattro sensori esterni da inserire sulla valvola del pneumatico e una centralina che funziona ad energia solare per averla a disposizione quando serve senza preoccuparsi di ricordare se è carica oppure no.

La centralina offre un display con evidenziati i quattro pneumatici e la relativa pressione espressa in BAR o PSI come meglio si desidera. Nei dati proposti ad ogni rilevazione viene anche visualizzata la temperatura del pneumatico.

 

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Guida per comprare un pneumatico

 

I pneumatici per auto si suddividono in estivi, invernali e 4 stagioni. La scelta deve essere ponderata in base soprattutto alla zona in cui si vive e alla possibilità di effettuare viaggi in regioni dove è necessario dotarsi di pneumatici invernali ma di norma si montano quelli estivi. Quest’ultimi sono indicati ove non vige l’obbligo dei pneumatici invernali o, se esiste, la neve è abbastanza rara e un buon paio di catene a bordo può consentire comunque di circolare senza incorrere in sanzioni.

La sicurezza quando la temperatura cala

I pneumatici invernali, conosciuti anche come pneumatici termici, sono invece indispensabile nelle zone dove neve e ghiaccio sono eventi che ad ogni inverno non si fanno attendere. Anche se si vive nelle pianure del nord Italia e non per forza di cose nelle zone montuose, l’installazione di un pneumatico invernale nel periodo che va da metà novembre a metà aprile è altamente consigliata, anche per, come detto, non dover pagare multe in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine nel periodo sopra indicato.

 

Districarsi tra le sigle

Tra le varie sigle e scritte presenti sul pneumatico invernale bisogna controllare che ci sia la marcatura M+S (dall’inglese Mud e Snow, tradotti in fango e neve). Alcuni produttori evidenziano questa sigla in modi diversi come M&S, MS, M/S, ma il significato è lo stesso e si può stare certi che si sta acquistando un treno di pneumatici omologati per essere montati nel periodo più freddo dell’anno.

È bene ricordare che il pneumatico invernale lo si sfrutta a pieno quando la temperatura esterna scende sotto i 7° centigradi, a prescindere dalle condizioni dell’asfalto, ovvero se è innevato, asciutto o ghiacciato. Al di sopra di questa temperatura un normale pneumatico “estivo” ha le stesse performance di quello invernale, anzi molto spesso migliori soprattutto in caso di asfalto bagnato. Per questo motivo se si vive in zone dove la temperatura difficilmente scende sotto i 7° e la neve è un evento più unico che raro, le catene da neve sono la migliore soluzione (ed anche la più economica) per non essere in contravvenzione se la legge impone pneumatici invernali o, appunto, catene a bordo.

I pneumatici estivi sono quelli più utilizzati e il mercato ne propone di ogni genere e qualità. Si va dai marchi più famosi, a produttori meno conosciuti ma che non per questo propongono pneumatici di bassa fattura. Questa guida all’acquisto vuole appunto aiutare nel scegliere quale pneumatico acquistare in base alle proprie esigenze, anche economiche. Infatti non è detto che il migliore pneumatico del 2021 sia quello del marchio più conosciuto. Le recensioni degli utenti sono sempre un buon viatico per capire se un prodotto può valere l’acquisto o meno, e anche i pneumatici non sfuggono a questa logica.

Per tutto l’anno

Una scelta che accomuna entrambe le esigenze è quella di optare per i pneumatici 4 stagioni, conosciuti anche nel mercato come “All Season”. Questi pneumatici hanno la peculiarità di essere affidabili su qualsiasi tipo di fondo si va ad affrontare. Il primo vantaggio di montare pneumatici 4 stagioni è quello di utilizzare un solo treno di gomme per tutto l’anno, a prescindere dalla condizione climatiche che si potranno affrontare durante questo periodo di tempo, Quindi non è necessario, anche dove la legge lo impone, installare i pneumatici termici per poter circolare, in quanto i modelli 4 stagioni omologati sono equiparati a quelli invernali obbligatori.

In caso di neve abbondante però le buone vecchie catene sono comunque indispensabili per potersi muovere in tutta sicurezza. A livello di sicurezza, come detto, se consideriamo lo spazio di frenata, in base alla condizione dell’asfalto gli All Season si posizionano nel mezzo tra gli estivi e gli invernali. Ad esempio, su neve lo spazio di frenata necessario per un’auto con pneumatici invernali sarà minore sia rispetto a chi monta gli estivi sia rispetto a chi utilizza i 4 stagioni. Ma un veicolo con gomme 4 stagioni necessita di spazio di arresto minore rispetto agli estivi se c’è neve sull’asfalto

La scelta del pneumatico deve essere fatta secondo le misure riportate sul libretto di circolazione. Normalmente il produttore dell’auto, per avere l’omologazione a circolare, consente di installare due misure di gomme, ma montarne diverse da quanto scritto sul libretto di circolazione può portare, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, al blocco automatico del veicolo e a una conseguente multa molto, molto salata.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quanti km durano gli pneumatici?

Dire con esattezza quanto durano gli pneumatici è molto difficile. Molto dipende da che tipo di strade si percorrono abitualmente o da altri fattori che possono incidere sull’usura che alcuni automobilisti si trovano ad affrontare ed altri no. Si può ipotizzare che circa ogni 40mila chilometri (o anche meno) si debbano sostituire ma, come detto, questa durata dipende da molti fattori. Per sapere se è giunto il momento un gommista di fiducia può essere d’aiuto.

 

Come funziona il sensore pressione degli pneumatici?

Il sensore TPMS, acronimo di Tire Pressure Monitoring System è obbligatorio dal 1 novembre 2014 consente di tenere sotto controllo la pressione di ogni singolo pneumatico. Questi sensori sono inseriti o a livello della valvola o all’interno del battistrada, e questa scelta è deputata al produttore del pneumatico.

Una volta installato il pneumatico, la centralina di controllo presente nell’autovettura tiene costantemente monitorata la pressione, e nel caso questa dovesse scendere sotto (o sopra) un valore consigliato provvederà ad avvisare il conducente con un “alert” che sarà ben visibile nella strumentazione di guida.

 

Come funziona il kit riparazione pneumatici?

Il kit di riparazione pneumatici ha di fatto sostituito, nella maggior parte delle vetture, la vecchia ruota di scorta e il crick, rendendo molto più semplice la riparazione della ruota bucata. Questo dispositivo, molto meno ingombrante, ha permesso ai produttori di auto di offrire più spazio nel bagagliaio. Come funziona il kit di riparazione pneumatici è molto semplice, visto che comprende un piccolo compressore e una bomboletta a gas. Per alimentare il compressore è necessario collegarlo alla presa accendisigari da 12V presente in tutte le auto.

La bomboletta, preventivamente collegata alla valvola del pneumatico, sprigiona una speciale schiuma all’interno della gomma che va “a riempire” il foro, di fatto riparandolo e riportando la pressione del pneumatico a un livello ideale per proseguire la marcia. È chiaro che questa soluzione è valida per poter arrivare da un gommista che proceda alla riparazione a regola d’arte della foratura. In caso di tagli sul lato della gomma non c’è altro da fare che chiamare il soccorso stradale.

 

L’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati?

Non ci sono problemi: l’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati, quindi anche in questo caso non si verifica il bloccaggio delle quattro ruote in caso di una brusca frenata.

 

Pneumatici m+s cosa significa?

Con la sigla M+S, (dall’inglese Mud e Snow, fango e neve) visibile sul fianco dei pneumatici si ha a che fare con un pneumatico che rientra nella categoria 4 stagioni. Se oltre a questa sigla è presente il simbolo di un fiocco di neve racchiuso all’interno di una montagna stilizzata allora sono pneumatici invernali o termici. In entrambi i casi si possono montare quando c’è l’obbligo di catene a bordo o gomme da neve.

 

Quando sostituire gli pneumatici?

Il momento di sostituire i pneumatici è definito dalla profondità della scolpitura del battistrada. Una normativa europea ha determinato che questa misura non deve superare gli 1,6 mm. Al di sotto o al pari di essa è giunto il momento di cambiare le gomme.

Questa operazione è molto importante per la propria sicurezza, ma può anche evitare di incorrere in multe se si viene fermati per un controllo dalle forze dell’ordine. Se piace il “fai-da-te” e si vuole misurare la scolpitura si può creare un tassello di 1,6 mm e inserirlo nel battistrada.

Se la gomma sarà oltre il tassello non ci sono problemi, se il tassello esce dalla scolpitura il pneumatico è inesorabilmente usurato. Non è detto che tutti i quattro pneumatici siano usurati allo stesso modo. Purtroppo però, per problemi di assetto dell’auto anche solo una delle due anteriori o posteriori usurata, implica la sostituzione di entrambe (ma non di tutte e quattro se le altre due non raggiungono il limite indicato).

 

 

 

Curiosità sugli pneumatici

 

Per scegliere il pneumatico adatto alla propria auto, per prima cosa bisogna controllare quanto riportato sul libretto di circolazione. Nel caso si stesse procedendo a un acquisto online, e il libretto non fosse a portata di mano basta collegarsi al sito del produttore della propria auto, selezionare il modello e le specifiche tecniche. In un lampo si potranno avere le misure esatte del pneumatico da installare.

 

 

Scoprire qual è la gomma giusta

Potrebbe far paura la marea di sigle che si leggono. Queste però definiscono in modo univoco quale pneumatico montare. Per sapere come leggere un pneumatico è possibile seguire questo esempio. Se sul fianco si legge una sigla del tipo 205/65/R15 91H la “traduzione” è questa: 205 indica la larghezza del pneumatico da montare, 65 è la percentuale tra altezze del fianco e larghezza di sezione del pneumatico.

La lettera R indica la tipologia di pneumatico, in questo caso “radiale”, che poi è la definizione della struttura della carcassa. Difficilmente si troverà un’altra lettera, perché al giorno d’oggi la maggior parte dei pneumatici utilizzati sulle auto è appunto di tipo radiale. 91 è l’indice di carico massimo che può supportare il pneumatico alla velocità indicata, che viene espressa con un’altra lettera che vedremo più avanti.

Questo deve coprire il totale dei chilogrammi del veicolo, ma 91 non sta a significare 91 chilogrammi. Esiste infatti una tabella specifica dove ogni numero corrisponde a un carico: in questo caso il numero 91 equivale a un carico massimo supportato di 615 kg a pneumatico. Infine la lettera H, evidenzia l’indice di velocità massimo. Anche in questo caso la lettera fa riferimento a una tabella specifica, e nel nostro caso la lettera H corrisponde a 210 km/h.

 

Altre sigle da decifrare

Non sarà impossibile trovare altri numeri sul fianco del pneumatico, di norma quattro cifre consecutive, come ad esempio 0517. Questo numero in pratica quando è stato prodotto il pneumatico, ovvero la quarta settimana (05) del 2017 (17). È importante verificare questo dato perché un pneumatico che sia stato prodotto non di recente potrebbe non essere affidabile come uno più “nuovo”.

In sostanza è meglio non acquistare pneumatici che siano vecchi di due anni. Infine, se il pneumatico che intendete acquistare è di tipo invernale, deve essere riportata obbligatoriamente la sigla M+S (o MS, M/S) accompagnata da simbolo di un fiocco di neve racchiuso all’interno di una montagna stilizzata. I pneumatici che sono sprovvisti di tale simbolo sono gli All Season, mentre gli estivi non hanno nessuna sigla o simbolo

 

 

Il marchio dell’Unione Europea

Un’altra importante valutazione da fare quando si acquista un pneumatico nuovo è offerta dall’etichetta obbligatoria UE che deve essere presente sui pneumatici nel momento dell’acquisto. Questa etichetta molto colorata riporta tre dati che sono molto importanti a livello di prestazioni del pneumatico. L’etichetta si compone di tre disegni, due scale di lettere e un dato numerico seguito dalla sigla db. Il primo disegno che mostra un pneumatico sormontato da a un distributore di benzina segnala la classe di riferimento dei consumi, che va dalla A (la migliore) alla G (la peggiore). Una freccia nera con all’interno la lettera evidenzia questa classe.

La stessa è proposta per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato, e si nota per un pneumatico affiancato da una nuvola che scroscia pioggia. Anche in questo caso vale la regola che la lettera A indica la migliore aderenza e la lettera G la peggiore. Infine, il pneumatico con un altoparlante al centro indica il rumore esterno da rotolamento, e il numero seguito dalla sigla db (decibel) consente di capire quanto rumore si percepirà se si tengono i finestrini dell’auto abbassati.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Compressori – Guida all’acquisto e Confronti

 

Un buon compressore non dovrebbe mancare nella dotazione di chi ama prendersi cura della propria auto, soprattutto per quanto riguarda la pressione delle gomme. Un modello non molto costoso e dalle dimensioni contenute è l’Einhell 4020495 TH-AC 190/6 che arriva a una potenza di 8 bar e non richiede nessun tipo di manutenzione, essendo privo di olio per il suo funzionamento. Se si cerca un prodotto ultracompatto può essere preso in considerazione il mini compressore Oasser 150PSI AC DC 13L/Min, che si tiene in una mano e consente in brevissimo tempo di riportare gli pneumatici alla giusta pressione senza essere collegato a una presa di corrente.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 9 Migliori Compressori – Classifica 2021

 

 

Compressore d’aria

 

1. Einhell 4020495 TH-AC 190/6 Compressore, 1100 W

 

Se si cerca un compressore d’aria versatile che non costi un occhio della testa e che riesca a gonfiare senza problemi gli pneumatici dell’auto, la scelta potrebbe ricadere sul modello Einhell 4020495 TH-AC 190/6. Questo dispositivo innanzitutto si nota per le sue dimensioni molto compatte, nonostante offra una capacità massima del serbatoio pari a 6 litri. Rispetto ai modelli più professionali, questo non necessita dell’aggiunta di olio per funzionare, e quindi di un qualsiasi tipo di manutenzione.

Basta collegarlo a una presa da 230 volt. La pressione massima che è grado di raggiungere sono gli 8 bar, quindi non ci sono problemi nel gonfiare anche i pneumatici più grandi.

Se utilizzato a 7 bar la sua potenza massima in uscita si attesta a 60 litri al minuto. Non manca un comodo manometro per controllare la pressione che può essere regolata tramite un riduttore presente di fianco a tale manometro. Si trasporta facilmente grazie alla presenza di una comoda maniglia.

 

Pro

Serbatoio: Nonostante le dimensioni molto contenute questo compressore ad aria offre un serbatoio da 6 Litri, sufficiente per gonfiare senza problemi le quattro gomme dell’auto.

Bar: Altra caratteristica che può sorprendere sono gli 8 bar che è in grado di erogare come potenza massima, un valore che permette di eseguire diversi lavori con questo compressore.

Trasportabile: Dimensioni compatte, peso ridotto (poco più di 9 kg) e una comoda maniglia posta nella zona superiore agevolano l’eventuale trasporto di questo compressore.

 

Contro

Rumore: Secondo i pareri degli utenti il rumore generato da questo compressore è fin troppo alto e quindi molti sconsigliano di utilizzarlo all’interno di un appartamento.

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2. Mecafer Compressore Portatile 6 lt. 1,5 hp

 

Questo compressore d’aria portatile offre un motore da 1,5 cavalli monocilindrico ma si alimenta tramite elettricità. Infatti non serve gasolio o olio, perché si basa sul funzionamento coassiale. Il serbatoio offre una capacità di 6 litri, sufficiente per molti impieghi “casalinghi” non ultimo il gonfiaggio di gomme di auto, moto, biciclette e scooter.

Oltre a questo è utile quando serve, soffiare, pulire, spruzzare, dipingere o aggregare, utilizzando vari accessori che si possono acquistare a parte. Come molti altri compressori di questa portata d’aria, se lo si utilizza per molto tempo, serve che si rigeneri l’aria dentro al serbatoio.

In pratica con uno spruzzo continuo d’aria si ha un’autonomia di 10/15 minuti, poi bisogna attendere che si ricarichi. La potenza in Bar che è in grado di raggiungere è di 8, mentre gli utenti sono contenti della precisione del manometro presente e ben visibile quando serve verificare la pressione dell’oggetto che si sta gonfiando.

 

Pro

Potenza: Anche si di dimensioni contenute il compressore d’aria Mecafer arriva a ben 8 bar di potenza, perfetto per gonfiare qualsiasi tipo di gomma.

Versatile: Come un normale dispositivo professionale anche questo consente i più svariati utilizzi acquistando gli accessori preposti per soffiare, spruzzare, verniciare e via dicendo.

Da viaggio: Se serve avere un compressore con sì, magari sul camper o per trasportarlo nella casa al mare per fare alcuni lavoretti non si avranno problemi grazie alla maniglia e un peso contenuto.

 

Contro

Autonomia: Se non è collegato alla corrente, il serbatoio da 6 litri si svuota rapidamente soprattutto se lo si utilizza per soffiare su oggetti da pulire con l’aria compressa.

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Compressore portatile

 

3. Oasser 150PSI AC DC 13L/Mini

 

Negli ultimi tempi si sono affermati i mini compressori portatili, che fanno delle dimensioni il loro cavallo di battaglia. Un esempio è il modello Oasser 150PSI AC DC 13L/Mini che consente di gonfiare le gomme dell’auto e altri prodotti gonfiabili come palloni, materassini e così via, senza molta fatica e in breve tempo.

Non serve alimentarlo, visto che dispone al suo interno di una batteria al litio da 500 mAh. Una volta esaurita si ricarica in circa un’ora e mezza, e piace la presenza nella dotazione di un cavo con presa accendisigari per poterla fare tornare attiva anche quando si è in auto e non c’è una presa di corrente nelle vicinanze.

La dotazione prevede una serie di ugelli utili per gonfiare diversi oggetti. Peculiarità di questo compressore portatile è la possibilità di pre-impostare la pressione che bisogna raggiungere tramite dei tasti e visibile sul display LCD di cui è fornito. Una volta che l’oggetto raggiunge la pressione impostata, il compressore si ferma in autonomia consentendo quindi di avere la giusta pressione come indicato nelle specifiche di quanto si sta gonfiando.

 

Pro

Compatto: Difficilmente esiste un prodotto sul mercato più piccolo di questo compressore e che sia in grado di gonfiare anche le gomme dell’auto senza doverlo collegare alla corrente.

Ugelli: Nella dotazione sono forniti diversi ugelli che consentono di utilizzare il compressore in abbinamento a svariati prodotti gonfiabili, quali palloni, gomme di biciclette, scooter e auto, materassini, e via dicendo.

Batteria: Il modello di Oasser non deve essere alimentato tramite corrente, in quanto è dotata di una batteria interna ricaricabile, quindi utilizzabile ovunque ci si trovi.

 

Contro

Gomme grandi: Il piccolo compressore fa un po’ fatica a gonfiare le gomme presenti su auto di grandi dimensioni, soprattutto se queste sono particolarmente sgonfie.

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4. Oasser P2 Compressore Aria Portatile Auto

 

Questo compressore portatile non si alimenta tramite corrente elettrica ma si affida a batteria ricaricabile per essere sempre pronto quando serve. Un comodo display LCD consente di visualizzare la pressione che si può pre-impostare prima del gonfiaggio utilizzando i tasti presenti per questa operazione. Questa funzione si rivela utile quando si deve gonfiare un pneumatico e si conosce la pressione secondo quanto riportato dalla casa produttrice della gomma.

Piace il suo design a pistola che lo rende semplice da utilizzare: un tasto di colore rosso ben visibile è deputato alle operazioni di gonfiaggio, semplicemente premendolo quando si è collegato il compressore all’oggetto da gonfiare.

La pressione massima di gonfiaggio è di 130 PSI equivalenti a quasi 9 bar, quindi è possibile gonfiare la maggior parte delle gomme utilizzate sui vari mezzi di trasporto, auto compresa. Tramite un apposito tasto si può scegliere quale unità di misura della pressione utilizzare tra PSI. BAR, kg/cm².

 

Pro

Pistola: Sicuramente il suo design è molto apprezzato, visto che semplifica e non di poco le operazioni di gonfiaggio.

Unità di misura: Spesso capita con alcuni oggetti che la pressione indicata dalla casa produttrice non sia espressa in bar ma in altre unità di misura, come PSI. Con questo modello è possibile scegliere quella più adatta.

Pressione preimpostata: Quando si conosce la pressione ideale di un oggetto si può pre-impostarla prima di attivare il gonfiaggio, stando certi che il compressore si fermerà appena raggiunta tale pressione.

 

Contro

Batteria: Manca un indicatore che riveli quando la batteria interna è completamente carica, Un vero peccato visto un display LED a disposizione dove si sarebbe potuto integrare tale indicatore.

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Mini compressore

 

5. TACKLIFE ACP1C Compressore Aria Portatile Auto 40L/Min

 

Dimensioni contenute per questo compressore in grado di arrivare a 2,4 bar in poco meno di 5 secondi. Offre un flusso d’aria di ben 40 litri al minuto, e quindi adatto al gonfiaggio di pneumatici, gomme di bicicletta e scooter, oltre chiaramente a una moltitudine di oggetti gonfiabili. Molto apprezzato dagli utenti il manometro digitale incorporato, che corrisponde agli standard internazionali ANSI B40.1 per la precisione della pressione rilevata che non è mai oltre il 2% in più o in meno di quella reale.

Questo compressore inoltre non serve collegarlo alla rete elettrica (anche se è comunque presente un alimentatore da muro) ma può essere utilizzato sfruttando la presa accendisigari dell’auto.

La presenza di quattro luci a LED permette di utilizzarlo anche di notte, di cui una “SOS” consente di essere visibili nel caso l’auto si trovi in panne sul ciglio della strada. È possibile scegliere quale unità di misura utilizzare, tra PSI, bar e KPA, mentre nella dotazione spicca la presenza di quattro adattatori per poterlo utilizzare con vari tipi di ugelli presenti nei vari oggetti da gonfiare.

 

Pro

Precisione: Il mini compressore Tacklife si può fregiare di corrispondere agli standard internazionali ANSI B40.1 per il rilevamento preciso della pressione tramite il manometro digitale incorporato.

Dotazione: La presenza di ben quattro adattatori per altrettanti tipi di ugelli lo rende perfetto per gonfiare qualsiasi oggetto che richieda questa operazione.

Torce LED: Quella presente nel compressore dispone di tre modalità di illuminazione, tra cui la “SOS” per essere visibili in caso di auto in panne nel cuore della notte.

 

Contro

Avvitamento: Il tubo di aggancio alla valvola del pneumatico va avvitato e quindi svitato una volta terminato il gonfiaggio, operazione che richiede qualche secondo ma che fa perdere alcuni bar di pressione.

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Compressore 100 litri

 

6. Fiac AB 100-360 M Compressore d’Aria 

 

Quando serve un compressore per poter eseguire lavori molto lunghi, è indispensabile che il serbatoio sia molto capiente per non dover interrompere quello che si sta facendo in attesa che il compressore ricarichi d’aria compressa tale serbatoio. Un modello che soddisfa a pieno questa esigenza è il Fiac AB 100-360 M un compressore 100 litri di serbatoio.

Oltre al classico utilizzo per gonfiare pneumatici delle auto (arriva a ben 10 bar) si può adoperare, in abbinamento agli accessori predisposti, per sabbiare mattoni e pietre, per verniciare e per qualsiasi altra operazione che si possa fare utilizzando un compressore. Il compressore è un modello molto attuale, e l’assenza di spazzole, uno dei componenti principali più soggetto ad usura nei motori elettrici, ne garantisce una lunga durata.

La testata realizzata in fusione di alluminio è di tipo bicilindrica, con i cilindri prodotti in ghisa. Infine, è da notare la presenza di una manopola di regolazione della pressione in uscita verificabile tramite manometro posizionato appena sotto tale manopola.

 

Pro

Serbatoio: Con una capienza di ben 100 litri, questo compressore è adatto a diversi utilizzi e quindi il gonfiaggio delle ruote è solo uno dei tanti offerti.

Giri: La testata del motore arriva a 1.500 giri al minuto, un buon dato che conferma la durabilità del compressore, visto che un motore che eroga troppi giri è più soggetto all’usura.

Pressostato: La presenza di questo elemento attiva il compressore in maniera autonoma appena la pressione all’interno del serbatoio è troppo bassa.

 

Contro

Niente da segnalare: Questo modello è forse il miglior compressore sul mercato ed infatti è confermato da solo recensioni positive da parte degli utenti.

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Compressore silenziato

 

7. Hit Compressore 24 25 Lt Silenziato a Secco

 

Uno dei difetti maggiori che si imputano ai compressori è il rumore che generano durante il loro utilizzo. Negli ultimi tempi però sta sempre di più prendendo piede una nuova famiglia di dispositivi: il compressore silenziato. Questi particolari modelli sono appunto più silenziosi di quelli “normali”.

Questo grazie alla presenza di pistoni realizzati in Teflon (e non in ghisa o in acciaio) che consentono di contenere il rumore in soli 57 db, quindi un suono appena percettibile dall’orecchio umano. A tutto questo corrisponde il compressore con 24 litri di serbatoio proposto da Hit, che non utilizza quindi neanche olio per la lubrificazione dei pistoni.

La potenza in bar erogata è di 8, dato che si rivela molto utile per chi deve insabbiare visto che questa potenza è disponibili direttamente in uscita sul relativo attrezzo da collegare. I 24 litri di capienza si ricaricano in soli due minuti, mentre la portata d’aria al minuto è di 165 litri. Per sapere dove acquistare questo compressore silenziato basta cliccare sui link presenti in questa pagina.

 

Pro

Silenzioso: Con i suo 59 decibel di rumore si rivela uno dei compressori da 24 litri più silenziosi, e forse per questo è anche uno dei più venduti.

Teflon: Per poter offrire un compressore silenzioso, Hit ha inserito pistoni realizzati in Teflon e che quindi non necessitano neanche di olio per essere lubrificati.

Bar: Con 8 bar di potenza diretti in uscita si rende utile anche per essere un buon compagno di lavoro per altri impieghi e non solo per il gonfiaggio delle gomme.

 

Contro

Serbatoio: Nonostante i 24 litri se si deve fare un lavoro prolungato si dovrà attendere di tanto in tanto che l’aria contenuta all’interno del serbatoio torni alla giusta pressione.

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Compressore 25 litri

 

8. POWER Plus Compressore 25 Lt Carrellato Compressore ad Olio

 

Quando non si sa quale compressore comprare, una buona via di mezzo per avere un modello in grado di gonfiare i pneumatici della propria auto senza problemi e di essere utilizzato anche per dei piccoli lavori di manutenzione in casa, è quello con un serbatoio da 25 litri, una buona via di mezzo tra quelli portatile e i grandi compressori da officina.

Inoltre questi modelli, tra i più venduti online, possono contare, in comparazione anche su prezzi bassi rispetto a quelli sopra descritti. Un buon compressore da 25 litri è il GAL-118399, che offre una pressione massima in uscita diretta da 8 bar. La potenza arriva a 1.500 watt ed in grado di erogare 170 litri di aria al minuto.

Rispetto a modelli più attuali serve inserire dell’olio per lubrificare i pistoni e il livello è possibile verificarlo tramite una piccola asta a vite. Comode le due rotelle presenti e la maniglia per poterlo spostare agevolmente dove serve.

 

Pro

Qualità/prezzo: Rispetto a tante offerte che si trovano sul web questo compressore è ritenuto dagli utenti un buon compromesso tra qualità del prodotto e prezzo da pagare.

8 bar: Con una potenza di 8 bar in uscita diretta lo si può utilizzare anche per sabbiare telai di biciclette, muri e via dicendo. L’utensile predisposto però non è compreso nella dotazione.

Maneggevole: Il peso non molto elevato e la presenza di due ruote e una maniglia consentono di spostarlo senza troppo fatica.

 

Contro

Attacchi: I vari attacchi rapidi non sono di ottima fattura, visto che qualche utente ha rilevato che filtra aria, con conseguente svuotamento del serbatoio se non lo si utilizza per qualche giorno.

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Pressostato compressore

 

9. Haobase Compressore d’Aria Pressostato Valvola di Controllo

 

Questo pressostato per compressore realizzato in plastica offre un evidente tasto di colore rosso che consente di interrompere o attivare il flusso d’aria in diverse applicazioni, non ultimo quella che prevede un compressore abbinato a piscine e vasche idromassaggio presenti nelle SPA o anche in casa.

È concepito per essere utilizzato quando serve un pressostato spesso messo sotto torchio, quindi con un uso prolungato ed intensivo. È compatibile con una grande varietà di fluidi e altrettante terminazioni che lo rendono ideale da installare in qualsiasi tipo di compressore, in sostituzione di quello presente o in aggiunta dove non è previsto nella dotazione. La sua potenza varia da 20 A a 120 V a 12 A se utilizzato a 240 V.

La pressione massima che è in grado di gestire è di 175 PSI equivalenti a ben 12 bar. La presenza infine di quattro porte “femmina” e la dimensione della valvola pari a 1,3 cm di diametro lo rendono compatibile con molti compressori in commercio.

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Guida per comprare un compressore

 

Il compressore è un prezioso dispositivo che è stato pensato per gonfiare diversi oggetti che ci si trova ad utilizzare tutti i giorni o quasi. Il primo a cui si pensa e senza ombra di dubbio la gomma presente in vari veicoli, come moto e biciclette, ma soprattutto il pneumatico delle auto. I compressori, rispetto a qualche anno fa, sono diventati meno ingombranti e pesanti e ai nostri giorni sono proposti anche versioni portatili che per funzionare non si basano sul classico filo elettrico da collegare a una presa, ma sono dotati di batteria interna ricaricabile.

Questi particolari modelli sono in pratica utili da tenere sempre con sé nella dotazione della propria auto, visto che sono sempre pronti all’uso quando serve e inoltre non occupano molto spazio, tanto che possono essere tenuti nel vano portaoggetti all’interno dell’abitacolo.

 

 

I compressori da 25 litri

A determinare la dimensione di un compressore è la capacità del serbatoio. Questa è già una caratteristica molto importante per sapere come scegliere un buon compressore. Tralasciando i modelli portatili che non vanno oltre i 13 litri e quelli mastodontici da 100 e passa litri, un compressore adatto per uso casalingo e quindi utili per vari lavoretti fai-da-te è quello da 25 litri, una giusta dimensione per qualsiasi operazione si possa eseguire con questo dispositivo.

In primis, in caso di gomma sgonfia dell’auto, è una valida alternativa al gommista sotto casa, mentre se si vuole verniciare a spruzzo o insabbiare un telaio della propria bicicletta, con il dovuto accessorio, tutto questo è possibile. Insomma le potenzialità dei compressori da 25 litri sono molteplici e inoltre non hanno un prezzo esorbitante, spesso contenuto entro i 100 euro anche per modelli di fascia medio alta.

 

I bar

Come per molti altri oggetti, per scegliere il migliore compressore del 2021, è importante valutare alcune caratteristiche che possono fare la differenza tra un modello e l’altro, tenendo sempre in considerazione le proprie esigenze. Quando si parla di compressori la prima valutazione è quanti bar sia in grado di raggiungere, caratteristica che identifica la pressione operativa massima che può raggiungere il compressore.

I bar sono molto importanti per capire se il modello su cui sono messi gli occhi sia in grado i meno di gonfiare i pneumatici della propria auto. Lo stesso vale per chi vuole un compressore per insabbiare o verniciare, visto che per queste operazioni sono necessari un buon numero di bar in uscita diretta (tra gli 8 e 10).

 

PSI

Può capitare, su un oggetto che si sta gonfiando, di vedere una dicitura nella scheda tecnica o direttamente sul prodotto relativa alla pressione espressa in PSI, acronimo di “pound-force per square inch”, che non è altro che l’unità misura della pressione nel sistema anglosassone.

Un bar equivale a circa 14,5 PSI. Molti modelli tra i più sofisticati consentono di cambiare l’unità di misura, mentre è molto frequente trovare manometri analogici con la doppia scala, in bar e PSI. Nel caso (raro) di un compressore che sia dotato di un manometro con la scala in soli bar o soli PSI sarà necessario fare un calcolo veloce per capire a quale pressione gonfiare l’oggetto che si ha tra le mani, senza il rischio di esagerare o peggio (per una gomma) di lasciarla troppo sgonfia.

Rumorosi, ma non tutti

Il compressore, per antonomasia, è un prodotto abbastanza rumoroso, visto che ha un motore che deve mandare alla giusta pressione l’aria contenuta nel serbatoio. Questo problema è più evidente nei modelli con serbatoio da 25 litri in su. Per questo motivo di solito si utilizza il compressore all’aria aperta o in garage, zone dove il rumore, a parte per chi lo sta usando, non è fastidioso per le altre persone. Per fortuna anche in questo campo i produttori di compressori si sono evoluti, e propongono dei compressori “silenziati”.

Per ottenere un compressore “silenzioso”, al posto dei normali pistoni in acciaio, vengono utilizzati quelli in Teflon, materiale che crea meno attrito e quindi meno rumoroso quando il pistone è in movimento. Inoltre vengono prodotti degli speciali chassis da montare intorno al motore che sono insonorizzati. I compressori silenziati sono molto utili in ambienti chiusi, magari in luoghi pubblici come negozi o bar. DI contro hanno un costo superiore degli stessi modelli con pari caratteristiche ma non “silenziati”.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona il regolatore di pressione del compressore

Il regolatore di pressione, conosciuto anche come riduttore di pressione, consente, come dice il nome stesso, di regolare la pressione in uscita (nel gergo “a valle”) per poter impostare la migliore a seconda del tipo di utensile che si sta utilizzando. Ad esempio, se una pistola per soffiatura indica che l’uso è indicato con una pressione massima di 4 bar, tramite il regolatore si potrà ottenere tale pressione in uscita dalla pistola.

Senza questo dispositivo è impossibile regolare la pressione prima dell’uscita della stessa, e quindi la si avrà sempre al massimo (il valore è indicato nelle specifiche del compressore) con il rischio di esaurire l’aria contenuta nel serbatoio in poco tempo.

 

Come funziona il pressostato del compressore

Il pressostato è un componente molto importante che dovrebbe essere presente in ogni compressore, quantomeno in quelli con serbatoio da 25 litri in su. Questo piccolo dispositivo consente di tenere sotto controllo la pressione all’interno del serbatoio e quando questa raggiunge il massimo consentito dal modello, arresta il motore per evitare che salga troppo, per evitare il rischio che il serbatoio esploda.

 

Come regolare il pressostato del compressore

Questa operazione è abbastanza semplice ma deve essere fatta con molta cura. I pressostati, normalmente, sono dotati di un bullone che al suo fianco ha i simboli + e -. Girando tale bullone verso uno dei due simboli sarà possibile scegliere la pressione massima che si potrà creare all’interno del serbatoio.

È molto importante però non superare mai il valore massimo consentito e specificato dal produttore, perché si corre il rischio che la troppa pressione all’interno del serbatoio possa far esplodere quest’ultimo con tutti i rischi annessi a un tale sfortunato episodio.

 

Come funziona un compressore

I compressori si suddividono in dinamici e volumetrici alternativi. I primi generano una compressione sfruttando l’energia cinetica grazie alla velocità di rotazione di alcuni meccanismi. Si parte normalmente da 1.000 RPM per arrivare a velocità molto elevate (dipende ovviamente dal modello del compressore). Hanno la peculiarità di non utilizzare olio per la lubrificazione di questi componenti rotatori.

I compressori più diffusi sono quelli denominati volumetrici alternativi. In questo caso un pistone, inserito all’interno di un cilindro pieno d’olio, veicola l’aria all’interno di quest’ultimo e la comprime all’interno del serbatoio. Il termine volumetrico alternativo deriva dal fatto che il cilindro è provvisto di due fori che si aprono e chiudono in alternanza, dove uno si occupa di prendere l’aria dall’esterno e l’altro, tramite un tubo la “spinge” all’interno del serbatoio.Il modello di compressore volumetrico alternativo è anche il più economico in commercio, rispetto a quello dinamico.

 

Come cambiare l’olio al compressore

Secondo molti produttori di compressori che sono provvisti di olio lubrificante, ogni 300 ore sarebbe bene controllare il livello tramite una apposita asticella. Dopo 500 ore di utilizzo è consigliabile cambiare completamente l’olio presente. Questa operazione è molto semplice: per prima cosa è importante scaldare l’olio, mettendo in funzione il compressore per 5 minuti circa.

Questo diventa più fluido e quindi la sua uscita sarà più semplice. Sotto al carter è necessario posizionare un contenitore che possa accogliere l’olio in uscita. A questo punto bisogna svitare il tappo predisposto e attendere che l’olio scenda verso tale contenitore. Questa operazione potrebbe richiedere un bel po’ di tempo. Se il compressore non fosse troppo pesante si può pensare di inclinarlo per agevolare la fuoriuscita dell’olio.

 

 

 

Come utilizzare il compressore

 

Il compressore d’aria si compone di alcuni pezzi che sono molto importanti, ognuno per quello a cui è stato adibito, per avere un buon prodotto. Il classico compressore ha una parte principale ben evidente che è il serbatoio. Sopra è presente il motore che, come quello per le auto, dispone di uno o due pistoni e altre parti meccaniche in movimento.

Questi componenti devono essere lubrificati. Per questo motivo nel motore va immesso dell’olio e la sua quantità presente all’interno va controllata periodicamente tramite un’asticella graduata, un po’ come avviene con le autovetture. I modelli migliori sono anche dotati di un comodo rubinetto che consente di far uscire l’olio per cambiarlo in toto quando serve una migliore lubrificazione.

 

 

Serbatoi e accessori

Nel serbatoio è presente di norma una specie di rubinetto a cui è collegato un cavo in gomma (spesso a spirale), che deve essere in grado di sostenere la pressione creata dal compressore stesso ma essere al tempo stesso maneggevole per le varie operazioni che si possono fare.

A questo tubo vanno poi collegati i vari accessori: ce ne sono molti e pensati per i vari utilizzi. Quello classico per gonfiare le gomme dell’auto dispone anche di un manometro che è leggibile quando si esegue questa operazione, senza dover fare contorsioni varie per vedere quello che di norma è integrato tra la strumentazione del compressore.

 

Manometro di controllo

Il manometro è l’unico strumento che consente di capire quanta pressione si sta erogando. I più classici sono a forma circolare e hanno una lancetta che si sposta da 0 a un numero prestabilito ogni qualvolta si fa uscire aria compressa dal serbatoio del compressore.

I numeri che si vedono su tale manometro sono i bar o PSI, le due unità di misura specifiche della pressione. Quando l’aria all’interno del serbatoio si esaurisce il motore entra in funzione per aspirarla dall’esterno e comprimerla (in pratica la mette in pressione) all’interno del serbatoio stesso.

 

Valvola di sicurezza e pressostato

Un componente che può fare la differenza è la valvola di sicurezza, che è pensata per far fuoriuscire l’aria dal serbatoio quando per un qualsiasi motivo il pressostato vada in blocco, con il serio rischio che la pressione accumulata all’interno del serbatoio porti allo scoppio del compressore, con conseguenti rischi per chi gli sta intorno. Il pressostato è appunto quel componenti che si occupa di controllare il flusso e la quantità di pressione che genera all’interno del serbatoio.

 

Trasporto e alimentazione

I compressori sono poi dotati di rotelle e di solito di una maniglia che consente di spostarli senza troppa fatica, visto che i modelli da 100 litri hanno un peso davvero considerevole. È bene ricordare che un normale compressore a motore necessita di una presa di corrente elettrica nelle vicinanze per poter funzionare, di norma da 230 V.

 

 

Le alternative

Esistono anche compressi definiti “a secco”, ovvero che non hanno dei pistoni in movimento e quindi non ma utilizzano degli elementi che ruotando sono in grado di comprimere e inserire l’aria all’interno del serbatoio.

Questi elementi non devono essere lubrificati, e quindi il compressore non necessita della presenza di olio al suo interno. È un’alternativa anche più “green” in quando il motore non genera alcun tipo di emissioni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Compressori Portatili – Guida all’acquisto e Confronti

 

I compressori portatili sono utili soprattutto come dotazione di emergenza per gli automobilisti e i motociclisti ma possono essere d’aiuto anche nei lavori domestici o per gonfiare attrezzature destinate al gioco o alla balneazione. Il numero dei modelli disponibili sul mercato è fin troppo vasto, ma in questa guida abbiamo esaminato per voi quelli che hanno ottenuto il maggior gradimento da parte dei consumatori. Come potrete vedere, i più richiesti sono due compressori portatili prodotti entrambi dalla stessa azienda: l’Oasser P1, grazie alla facilità d’uso e alla funzione di ricarica rapida della batteria, e l’Oasser P6, particolarmente apprezzato per la sua economicità.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 Migliori Compressori Portatili – Classifica 2021

 

 

Mini compressore portatile

 

1. Oasser P1

 

L’Oasser P1 sembra essere uno dei migliori compressori portatili del 2021, almeno secondo i pareri entusiasti dei numerosi acquirenti, e dando un’occhiata ravvicinata alle sue caratteristiche e alle prestazioni offerte, si intuisce subito il perché.

Il suo pregio principale sta soprattutto nelle dimensioni ridotte, che permettono di trasportarlo senza problemi su qualsiasi tipo di veicolo, dalle biciclette fino alle automobili; è alimentato da una batteria al litio integrata, ricaricabile in modalità rapida in un’ora e mezza soltanto, e può essere collegato agli adattatori AC/DC a 110 e a 12 Volt.

Il mini compressore portatile P1 è estremamente versatile anche nelle applicazioni, può essere usato tanto per gonfiare gli pneumatici quanto i palloni o altre attrezzature gonfiabili per uso sportivo o balneario; è dotato di un display LCD retroilluminato dove viene visualizzata la pressione in quattro diverse unità di misura selezionabili, inoltre è completo anche di LED per l’illuminazione di emergenza.

 

Pro

Compatto e versatile: Le dimensioni ridotte gli permettono di essere trasportato con estrema facilità e versatilità d’uso. Infatti è adatto per le auto, le motociclette e le biciclette, e per attrezzature gonfiabili di qualsiasi tipo, dai materassini ai palloni.

Facile da usare: Il manometro digitale integrato permette di predisporre la pressione a seconda del tipo di utilizzo che si è soliti fare del dispositivo, la scala di misura della pressione, inoltre, può essere selezionata in base all’esigenza.

Ricarica rapida e LED: La batteria interna può essere ricaricata completamente in un’ora e mezza soltanto, inoltre il mini compressore P1 è dotato anche di LED e può funzionare come torcia di emergenza.

 

Contro

Non sui camion: L’unica pecca è quello di non essere adatto alle esigenze dei camionisti. Per quel tipo di necessità occorre un compressore più potente e costoso.

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Compressore portatile per auto

 

2. Oasser P6 Compressore Aria Portatile Auto

 

Tra i modelli più venduti il P6 è al secondo posto, anche questo è prodotto dalla ditta Oasser. Si tratta di un compressore portatile per auto e, a comparazione con gli altri prodotti esaminati nella guida, risulta essere il più economico.

La forma è diversa dal P1 ma le sue dimensioni sono altrettanto compatte; anche le prestazioni sono analoghe, sia per quanto concerne le funzionalità di preimpostazione della pressione e le dotazioni, come il display LCD e le luci LED per l’illuminazione di emergenza, sia riguardo le prestazioni e la pressione massima di gonfiaggio, che è di 150 PSI.

I compressori Oasser, nel complesso, sono apprezzati soprattutto per il loro ottimo rapporto qualità-prezzo; non sono adatti per chi ha grosse esigenze, come i camionisti per esempio, ma per l’uso non intensivo sono ideali, hanno un prezzo accessibile e godono di un buon servizio post-vendita.

 

Pro

Prezzo: Il P6 è il più economico tra tutti i compressori portatili esaminati nella nostra guida, quindi è consigliato in particolar modo ai risparmiatori.

Funzionale: Le dimensioni ridotte, la leggerezza, la facilità d’uso e la presenza dei LED per l’illuminazione di emergenza lo rendono molto funzionale, ideale come dotazione di emergenza per l’automobile.

Accessoriato: La dotazione di accessori include anche un piccolo kit di aghi per il gonfiaggio di palloni, canotti e gonfiabili di altro tipo.

 

Contro

Precisione: Secondo alcuni acquirenti, è alquanto impreciso riguardo la misurazione della pressione, e i valori forniti sono leggermente inferiori rispetto a quelli reali.

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Compressore portatile 220V

 

3. Xiaomi POrtable Air Pump, Compressore Digitale Portatile

 

Tra i migliori compressori portatili dell’anno, il modello di Xiaomi si distingue per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo che vi permette di risparmiare senza rinunciare alle prestazioni. Si rivela molto versatile, infatti potrete usarlo per gonfiare le ruote della vostra automobile o della bicicletta, palloni di diverso tipo oppure materassini ad aria. 

Grazie al pratico schermo LCD potrete controllare la pressione, mentre il sensore integrato ne consente un utilizzo semplice e intuitivo. Le dimensioni compatte del prodotto vi consentono di portarlo sempre con voi ovunque andiate, molto utile quando girate in bicicletta oppure per le partite di calcetto tra amici. 

Il prodotto funziona a batteria, quindi non dovrete collegarlo alla presa elettrica per farlo funzionare. Il neo che ci sentiamo di rilevare sta nei materiali di bassa qualità, la plastica infatti non si rivela particolarmente resistente o durevole nel tempo.

 

Pro

Pratico: Le dimensioni compatte vi consentono di portarlo facilmente nel bagagliaio dell’auto ma anche nella borsa, perciò è molto utile anche quando girate in bicicletta o per le partite a calcetto o basket con gli amici.

Versatile: Potrete gonfiare ruote di auto, moto, bicicletta, materassini ad aria e palloni di diverso tipo, controllando la pressione giusta sul display LCD.

Intuitivo: L’alimentazione a batteria vi consente di usarlo ovunque vi troviate, basterà applicare il tubicino del compressore alla valvola dell’oggetto da gonfiare.

 

Contro

Materiali: Realizzato interamente in plastica, un materiale poco resistente che vi costringe ad avere una certa cura del dispositivo per poterlo far durare a lungo nel tempo.

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Compressore portatile Stanley

 

4. Stanley DN200/10/5 AIRBOSS Compressore d’Aria, 1100 W, 230 V

 

Il compressore portatile Stanley è un prodotto al top di gamma per quanto riguarda i modelli appartenenti alla fascia economica, ma è un compressore portatile adatto soprattutto all’impiego hobbistico e al bricolage.

Pur essendo utile anche per gli pneumatici e altri gonfiabili di uso generico, le dimensioni e il peso sono maggiori e, di conseguenza, è molto meno adatto al trasporto in auto e l’impiego in situazioni di emergenza. All’opposto, invece, è dotato di una maniglia e di una cinghia a tracolla che servono a facilitare lo spostamento manuale durante l’uso. Per questo gli acquirenti lo consigliano soprattutto per i lavori domestici, per hobbistica, bricolage e per il gonfiaggio delle gomme quando l’auto è in garage.

È dotato di un serbatoio da 5 litri e può gonfiare a una pressione massima di 10 bar; l’unica pecca del compressore portatile Stanley, a detta di alcuni acquirenti, è data dall’elevata rumorosità dell’apparecchio.

 

Pro

Qualità Stanley: Il brand è noto per l’alta qualità dei suoi prodotti, largamente impiegati anche in ambito professionale. Il compressore DN200, infatti, è risultato essere solido e molto affidabile.

Potente: La sua potenza è equivalente a 1.100 Watt, quindi è estremamente efficiente; inoltre è azionato da un motore privo di olio, quindi non richiede particolare manutenzione.

Maneggevole: Nonostante i suoi 10 chilogrammi di peso, grazie alla maniglia integrata e alla cinghia a tracolla, risulta decisamente maneggevole e facile da spostare.

 

Contro

Rumoroso: Il livello di rumore emesso arriva a 97 decibel, purtroppo, quindi è a dir poco assordante. È consigliabile usarlo solo durante il giorno e per breve tempo.

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Compressore portatile professionale

 

5. FIAC SUPER ECU FB210 Compressore portatile

 

Se vi state chiedendo dove acquistare un nuovo compressore portatile professionale meno rumoroso rispetto allo Stanley, invece, vi suggeriamo di dare un’occhiata al SUPER ECU FB210 prodotto dalla ditta italiana FIAC SpA.

La sua potenza raggiunge i 2 HP, equivalenti a 1.500 Watt circa, ma per il resto è analogo allo Stanley nelle prestazioni, anzi leggermente superiore per quanto riguarda la portata del flusso d’aria, che raggiunge i 200 litri al minuto contro i 180 dello Stanley. La pressione arriva a un massimo di 10 bar e il livello di rumore emesso, invece, si ferma a 90 decibel.

La limitazione maggiore del compressore portatile FIAC, purtroppo, è rappresentata da un prezzo di mercato di gran lunga superiore rispetto a quello degli altri modelli esaminati nella guida. Quindi l’FB210 è consigliato esclusivamente per l’impiego professionale nelle piccole officine meccaniche e nei laboratori di artigianato.

 

Pro

Made in Italy: La FIAC S.p.A. è un’azienda italiana con più di 40 anni di esperienza nel settore di produzione dei compressori portatili, ed è in possesso del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008.

Professionale: Le prestazioni offerte dal compressore portatile SUPER ECU sono a un livello professionale sotto tutti gli aspetti.

Accessoriato: La sua dotazione include il riduttore di pressione, il tubo flessibile elicoidale professionale, la pistola con manometro integrato e adattatori di diverso tipo.

 

Contro

Prezzo: Carissimo, purtroppo, soprattutto se paragonato al costo degli altri compressori esaminati nella guida.

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Compressore portatile 12V

 

6. Tacklife ACP1C ACP1C Compressore Aria Portatile Auto 40L

 

Con il Tacklife ACP1C ritorniamo nella categoria dei modelli adatti al trasporto in auto, si tratta infatti di un compressore portatile alimentato con tensione a 12V, completo di cavo di alimentazione con innesto per l’accendisigari.

Compatto e leggero, il Tacklife misura soltanto 67 centimetri in lunghezza ed è dotato di una pratica custodia per il trasporto; ha una potenza equivalente a circa 120 Watt e può gonfiare un pneumatico da 0 a 2,4 bar in poco meno di cinque minuti, con un flusso d’aria dalla portata di 40 litri al minuto. Queste sue caratteristiche lo rendono ideale come dotazione di emergenza per l’automobile.

La dotazione di accessori, alla pari di altri modelli analoghi disponibili nella stessa fascia di prezzo, include quattro adattatori per ugelli, compreso uno di marca Presta, la borsa di nylon per il trasporto, la garanzia di due anni, le istruzioni e un fusibile di ricambio.

 

Pro

Economico: Una delle ragioni principali per cui è tra i compressori portatili più apprezzati, è data dal prezzo economico e quindi dalla facile accessibilità.

Accessoriato: La dotazione include anche un fusibile di ricambio e una comoda borsa in nylon per facilitare il trasporto, oltre ovviamente al classico corredo di adattatori comune ai compressori di questo genere.

Semplicità: Risulta anche molto facile da usare e abbastanza rapido nel gonfiaggio, anche se nel complesso richiede tempo per caricarsi a dovere.

 

Contro

Solo per emergenze: Come accennato prima, il gonfiaggio richiede poco ma il caricamento allunga i tempi, inoltre basta a malapena per gli interventi di emergenza.

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Compressore portatile Black & Decker

 

7. Black & Decker ASI300-QS Compressore Portatile Compatto senza Serbatoio

 

Il compressore portatile Black & Decker ASI300-QS è consigliato invece per l’uso domestico da garage, dato che è un modello progettato per funzionare sia con la tensione di 230V sia con i 12V della batteria auto.

Qualitativamente parlando è a un buon livello, grazie all’affidabilità del noto brand statunitense; a differenza degli altri modelli analoghi con cui lo abbiamo messo a confronto, infatti, l’ASI300-QS è dotato perfino di un sistema di spegnimento automatico che previene il rischio di gonfiare gli pneumatici in modo insufficiente oppure eccessivo.

La pressione massima raggiunta, invece, è di 11 bar invece dei 10 raggiunti dai modelli analoghi prodotti dalle altre ditte. Ovviamente è completo di adattatori per il gonfiaggio delle ruote di moto e biciclette, e dei cavi per l’alimentazione con relativi adattatori.

L’unica pecca, in questo caso, è dato dalla leggera imprecisione del manometro digitale, che peraltro è comune in questo tipo di compressori.

 

Pro

Affidabile: Il marchio Black & Decker è noto per l’affidabilità dei suoi prodotti, e il compressore ASI300-QS non fa certo eccezione a questa regola.

Efficiente: La pressione massima raggiunge gli 11 bar; le operazioni di gonfiaggio sono alquanto lente, ma in compenso è efficiente e fa il suo lavoro senza problemi.

Consigliato per le moto: Gli acquirenti lo hanno trovato ideale soprattutto per le motociclette e le biciclette, anche se c’è chi l’ha usato perfino con gli pneumatici del camper.

 

Contro

Rumoroso e impreciso: I difetti invece, secondo alcuni acquirenti, sono rappresentati dalla rumorosità e dal manometro digitale leggermente impreciso.

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Compressore portatile a batteria

 

8. Compressore Aria Portatile 12 V

 

Un compressore molto potente che garantisce alte prestazioni per il gonfiaggio delle ruote di diversi veicoli. Grazie alla pressione massima raggiunta di 150 PSI e la velocità di 30-60 litri al minuto, potrete gonfiare le ruote di una bicicletta così come quelle di un’automobile o di una motocicletta.

La compressione elevata compensa le perdita di aria durante lo svitamento della valvola, in modo da ottenere un gonfiaggio ottimale. È possibile impostare la pressione richiesta a seconda dell’oggetto da gonfiare, in modo da fermare il compressore una volta raggiunta quella selezionata, inoltre potrete contare sullo spegnimento automatico di sicurezza che avverrà quando il dispositivo raggiunge una temperatura superiore ai 100 gradi. 

Il pratico display LCD vi permette di controllare diverse informazioni, inoltre potrete usarlo al buio grazie alla luce LED. Notevoli il materiale in ABS, robusto e durevole, e il tubo resistente all’alta pressione. 

 

Pro

Prestazioni: Il compressore arriva ad una pressione massima di 150 PSI per una velocità totale di 30-60 litri al minuto, ideale per gonfiare ruote di automobili, motociclette e biciclette. 

Impostazioni: Potrete selezionare la pressione giusta per ogni tipo di oggetto da gonfiare, in modo da poter ottenere risultati ottimali. 

Sicuro: Nel caso il compressore dovesse raggiungere temperature elevate, il sensore apposito attiverà lo spegnimento automatico per non produrre sovraccarichi potenzialmente dannosi.

Materiali: Si rivela resistente e durevole nel tempo grazie al rivestimento in ABS.

 

Contro

Dimensioni: Non è il modello più pratico in commercio, poco adatto se viaggiate spesso in bicicletta e cercate un compressore leggero.

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Guida per comprare un compressore portatile

 

Attenzione al tipo di compressore

Prima di decidere quale compressore portatile comprare è meglio cercare di fare un’attenta valutazione del tipo di esigenze che bisogna soddisfare, in modo da non correre il rischio di spendere soldi in un apparecchio che potrebbe rivelarsi assolutamente inadeguato ai propri bisogni.

La maggior parte dei compressori portatili che offre il mercato sono equamente suddivisi nelle fascia bassa e in quella media, in un intervallo di prezzi che va da un minimo di 20 euro fino ai 1.500 euro e oltre. All’interno di queste fasce, poi, c’è una ulteriore suddivisione da fare in base al tipo di compressore e all’uso che si intende farne.

 

 

I dispositivi da usare come dotazione di emergenza a bordo di auto e motoveicoli, per esempio, sono disponibili a un prezzo compreso tra i 30 e 100 euro circa, a seconda del modello scelto e delle caratteristiche. È ovvio però che qualsiasi modelli rientri in questa fascia specifica, fosse anche il miglior compressore portatile, sarà l’ideale per gli pneumatici, e all’occorrenza anche per altri tipi di gonfiabili, ma del tutto inadeguato per coloro le cui esigenze sono più specifiche, come i piccoli artigiani o gli amanti del fai da te. Una limitazione comune a quasi tutti i compressori portatili di fascia economica, infatti, è rappresentata dalla scarsa precisione del manometro digitale, le cui letture non corrispondono mai del tutto ai parametri reali.

 

Applicazioni diverse dal gonfiaggio

Se il compressore portatile vi occorre come attrezzatura complementare per un utensile pneumatico, invece, oppure per la verniciatura a spruzzo, dovrete prepararvi a tutt’altra spesa. Per questo tipo di applicazioni occorre un modello dotato di serbatoio e di conseguenza, pur rimanendo nella categoria dei compressori portatili, l’ingombro non lo rende adatto come dotazione di emergenza per un’auto o una moto. Anche il costo è più elevato, e può oscillare dai 100 ai 1.500 euro, con una media ristretta tra i 150 e i 550 euro per un modello che possa garantire delle buone prestazioni e una discreta versatilità d’uso.

Il vantaggio principale dei compressori portatili di questo tipo, infatti, è dato proprio dalla loro adattabilità a una vasta gamma di lavori, dal giardinaggio fino alle pulizie domestiche, oltre che per gli impieghi specifici a cui abbiamo accennato all’inizio del paragrafo.

Ovviamente la loro utilità nel gonfiaggio è analoga a quella dei modelli progettati per l’uso di bordo sui veicoli, anzi hanno l’ulteriore pregio di possedere manometri più precisi, essere più efficienti e, di conseguenza, di ridurre i tempi di gonfiaggio. I compressori portatili specifici per il trasporto in auto, infatti, essendo privi di serbatoio impiegano più tempo rispetto ai modelli che ne sono dotati.

 

 

Criteri di scelta

Capire come scegliere un buon compressore portatile non è poi tanto difficile, soprattutto considerando quanto detto nei paragrafi precedenti. Se le vostre necessità si limitano al trasporto in auto, o in moto, per affrontare eventuali situazioni di emergenza, oppure per gonfiare un materassino o un pallone all’occorrenza, allora potete orientarvi tranquillamente su un modello economico. Lo stesso vale per chi ha un budget limitato di spesa e per coloro che preferiscono risparmiare in ogni caso, perché questi apparecchi, nonostante le loro piccole limitazioni, fanno in ogni caso il lavoro per il quale sono stati progettati.

Se invece le vostre esigenze sono più articolate, allora è meglio lasciar perdere la questione economica e focalizzare l’attenzione su un modello dalle caratteristiche adeguate. Ai professionisti e ai più esigenti, infatti, senza dimenticare coloro che non badano a spese pur di assicurarsi alta qualità e prestazioni, suggeriamo di optare per i compressori portatili prodotti dai marchi più affidabili del settore, come Stanley, Black & Decker e altre ancora, note per i loro elevati standard produttivi e qualitativi.

 

 

 

Domande frequenti

 

A cosa serve il compressore portatile?

Il compressore è un’attrezzatura usata per una vasta gamma di impieghi, sia in ambito industriale e lavorativo sia domestico, ed è proprio grazie alla sua elevata utilità che ne vengono prodotte anche delle versioni portatili. Queste ultime sono adatte soprattutto per le applicazioni domestiche e artigianali ovviamente, dove gli impieghi sono veramente molteplici e diversificati.

La sua prima utilità, il motivo principale per cui sono progettati la maggior parte dei compressori portatili disponibili sul mercato ovviamente, è il gonfiaggio degli pneumatici. Questi dispositivi, infatti, fanno ormai parte della dotazione di emergenza di ogni buon automobilista e motociclista dal momento che si rivelano preziosi in caso di foratura.

A parte l’uso nelle circostanze di emergenza, inoltre, disporre di un piccolo compressore portatile vi consentirà di tenere sempre sotto controllo la pressione delle gomme, intervenendo per gonfiarle o sgonfiarle di quel tanto che basta a mantenerle sempre entro i parametri ottimali. Lo stesso vale per i motociclisti, ovviamente, e per tutti i possessori di biciclette, visto che di solito nella dotazione accessoria di questi apparecchi sono compresi diversi adattatori di gonfiaggio compatibili anche con gli pneumatici dei veicoli a due ruote.

Gli adattatori permettono di gonfiare non soltanto gli pneumatici ovviamente, ma anche le ruote di carrozzine e sedie a rotelle per esempio, per non parlare di tutta una serie di oggetti di altro tipo, come i gonfiabili per la spiaggia, i materassini, i salvagente, i canotti, le canoe, qualsiasi tipo di palle e palloni per il gioco, lo sport, il fitness, l’attività ginnica e la fisioterapia, e altro ancora. Grazie al compressore portatile, potrete gonfiare praticamente di tutto senza il minimo sforzo e in pochissimo tempo.

Un’altra applicazione domestica molto comune, per la quale i compressori portatili si rivelano estremamente utili, è la pulizia delle superfici. Per rimuovere in maniera efficace la polvere dai soprammobili più delicati, per esempio, oppure dalle cornici dei quadri più grandi e pesanti senza essere costretti a rimuoverli dalle pareti.

Ma non soltanto questo, negli anfratti difficili da raggiungere oppure per la rimozione della polvere dalle schede elettroniche all’interno di elettrodomestici, computer e altri piccoli oggetti di uso quotidiano, al fine di assicurare il loro corretto funzionamento, in ognuno di questi casi il compressore portatile si rivela un prezioso alleato.

Per gli amanti del bricolage e per gli hobbisti in generale, poi, il compressore è uno strumento assolutamente indispensabile e insostituibile, sia come ausilio nella pulizia e nella rimozione delle polveri e degli altri residui di lavorazione da oggetti e superfici di lavoro, sia come attrezzatura complementare per gli utensili pneumatici, come i sabbiatori per esempio. Collegando un compressore portatile a un aerografo, inoltre, è possibile usarlo anche per la verniciatura spray di piccoli oggetti o superfici.

 

 

 

Come utilizzare un compressore portatile

 

La definizione tecnica del compressore è: macchina operatrice pneumofora.

Questi termini stanno a indicare una macchina il cui unico scopo è quello di innalzare la pressione di una sostanza aeriforme, aria, gas o vapore a seconda dei casi e del tipo di apparecchio. L’innalzamento avviene mediante l’uso di energia meccanica che viene successivamente trasformata in energia potenziale, o di pressione appunto, dal momento che, a differenza delle pompe, i compressori agiscono sui fluidi comprimibili.

 

 

Le tipologie di compressori presenti sul mercato sono numerose e differiscono tra loro per dimensioni e classificazione. Sono due le categorie in cui sono raggruppati questi dispositivi: compressori volumetrici, che comprimono grazie a movimenti meccanici ben definiti, e dinamici, dove la compressione è ottenuta grazie alla velocità che si riesce a imprimere all’aria.

 

Oil Free

Il compressore portatile per auto rientra nella seconda categoria, e cioè in quella dei dinamici, e il suo funzionamento è basato sulla rotazione di un piccolo albero a cui è collegato appunto un rotore. Date le dimensioni ridotte di questi apparecchi, uno dei vantaggi principali che offrono è proprio quello di disporre di un rotori di tipo assiale con viti elicoidali, che sono usati specificamente per generare pressione e portata d’aria dai valori medio-bassi, e con motori del tipo Oil Free, cioè privi di lubrificanti.

È proprio l’elevata velocità di rotazione degli elementi elicoidali, quindi, che permette di innalzare la pressione all’interno del serbatoio. L’energia di pressione massima che può essere generata dipende dal tipo di compressore ovviamente, ma nella maggior parte dei modelli destinati a impiego generico è di circa 10 bar.

 

Rapporto tra dimensioni e performance

Ovviamente le dimensioni non incidono assolutamente sulle dinamiche di funzionamento che abbiamo esposto poc’anzi, quindi i compressori portatili per auto, a dispetto delle loro dimensioni ridotte e della mancanza di un serbatoio, sono comunque capaci di generare una pressione dai 7 ai 10 bar. La differenza sostanziale tra i modelli portatili e quelli di maggiori dimensioni è data soltanto dal fatto che questi ultimi sono dotati di serbatoio e quindi generano un flusso d’aria più stabile e già sotto pressione, mentre i primi innalzano la pressione direttamente all’interno dello pneumatico.

 

 

Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, anche questa dipende dalla tipologia del modello e dalle dimensioni. Solitamente questi apparecchi sono azionati da motori a scoppio oppure elettrici, questi ultimi sono molto più diffusi grazie alla maggior praticità d’uso e al fatto di non richiedere particolari interventi di manutenzione, specialmente quelli con caratteristiche Oil Free.

I compressori portatili, invece, sono solitamente alimentati da una batteria ricaricabile oppure mediante l’apposito cavo di collegamento di cui vengono dotati. Alcuni compressori per auto sono dotati della doppia alimentazione, possono cioè funzionare con una tensione di 220-230V oppure a 12V. Nel caso siano utilizzati nel box dove parcheggiate l’auto di solito, quindi, possono essere tranquillamente collegati alla corrente, mentre in auto possono avvalersi del cavo di collegamento con innesto per l’accendisigari.

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

 

KYG 4560 Compressore Auto Portatile Automatico Compressore Aria

 

Concludiamo la nostra con un compressore portatile a batteria, nella fattispecie il modello 4560 prodotto dal brand KYG.

La sua caratteristica distintiva è l’aspetto esteriore, che è quasi uguale a quello di un avvitatore o di un altro elettroutensile analogo senza fili. Alla stregua del Sumgott esaminato in precedenza, quindi, anche questo modello è consigliato come dotazione di emergenza da tenere a bordo dell’automobile, a causa della sua elevata praticità e facilità d’uso. È alimentato da una batteria interna da 2.000 mAh ed è dotato di luce LED da 260 lumen, per l’illuminazione di emergenza, display LCD e manometro digitale con misurazione della pressione in tempo reale.

Secondo gli acquirenti è un compressore discreto e dotato dal punto di vista delle funzionalità, ma tende a surriscaldarsi più del dovuto, e quindi costringe a fare delle frequenti pause durante l’utilizzo per evitare il rischio di bruciare la batteria.

 

Pro

Design: Analogo a quello di un comune avvitatore senza fili, rende l’apparecchio molto pratico e facile da usare, specie in caso di emergenza.

Funzionale e versatile: Le caratteristiche e le funzionalità possedute ne ampliano la gamma d’impiego e lo rendono adatto a diverse circostanze, incluso il gonfiaggio di attrezzi sportivi e da piscina.

Buon rapporto qualità-prezzo: Date le caratteristiche possedute, gli acquirenti gli riconoscono anche un buon rapporto qualità-prezzo.

 

Contro

Surriscaldamento: La batteria è soggetta a surriscaldarsi facilmente se l’uso si protrae troppo, quindi bisogna fare pause frequenti per evitare di danneggiarla.

 

 

Sumgott Compressore Aria Portatile per Auto 150 PSI

 

Tra i prodotti a prezzi bassi attualmente disponibili sul mercato ci è stato segnalato anche il compressore portatile 220V NC009, prodotto dalla ditta Sumgott, che si distingue per il design a “pistola” progettato apposta per offrire il massimo della praticità d’impiego.

Il display LCD, infatti, è collocato sulla parte posteriore e in alto rispetto all’impugnatura, in modo da facilitare la lettura durante l’uso. Nella parte anteriore, invece, si trova l’innesto per il tubo di gonfiaggio, compatibile con i quattro diversi adattatori forniti nella dotazione di accessori. Quest’ultima include anche il caricabatteria AC con la tensione di ingresso a 220V e il manuale delle istruzioni.

Nonostante le prestazioni non siano dissimili da quelle dei compressori portatili esaminati in precedenza, però, il Sumgott è penalizzato dal tempo di ricarica richiesto dalla batteria integrata, che necessita di un ciclo di almeno tre ore, ed è quindi doppio rispetto a quello degli Oasser.

 

Pro

Praticità: Il suo design è simile a quello di un asciugacapelli portatile, quindi risulta estremamente pratico e facile da usare, ideale per le situazioni di emergenza.

LED: Ovviamente è dotato anche di luce integrata, per fornire illuminazione localizzata durante l’uso.

Versatile: Grazie ai diversi adattatori in dotazione, è possibile usarlo per i materassini, i palloni e altre attrezzature gonfiabili per lo sport e il tempo libero.

 

Contro

Tempo di ricarica: La pecca, purtroppo, è data dal tempo di ricarica del compressore, che è doppio rispetto a quello dei modelli esaminati in precedenza.

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Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Stanno spopolando negli Stati Uniti delle speciali fascette che, in alcune condizioni estreme, fanno le veci delle catene da neve. Ma per ora, in Italia, non si possono utilizzare.

 

Forse ci vorrà un po’ di tempo, ma c’è da augurarsi che molto presto anche in Italia si potranno utilizzare le ZipGripGo, che negli Stati Uniti stanno diventando un dispositivo d’emergenza molto popolare, in grado di aiutare non poco quando ci si trova invischiati in un’improvvisa nevicata.

ZipGripGo è un dispositivo di trazione di emergenza progettato per tutti gli automobilisti, in particolare quelli senza grande manualità e che trovano difficoltà a montare le catene da neve per svariati motivi.

Non ultimo quello che è poi il terrore di molti automobilisti: alzarsi la mattina e trovare diversi centimetri di neve che ricoprono la strada e le gomme della propria auto. 

Questo prodotto innovativo e brevettato consente a tutti i conducenti di auto di uscire da situazioni drammatiche, nelle quali le ruote non riescono a fare presa su neve, ghiaccio e fango e muoversi diventa praticamente impossibile. 

La sua caratteristica migliore è che è molto facile da installare ed è completamente regolabile, tanto che si adatta alla maggior parte dei pneumatici e cerchi anche di grandi dimensioni. 

Sono pensate però per essere installate solo in presenza di cerchi in alluminio e in lega e non sono consigliate per l’uso con cerchi in acciaio. Il motivo è presto detto: alcuni hanno bordi taglienti, che di fatto possono tagliare le fascette quando si è in marcia, vanificando così il motivo per cui sono state installate.

 

Dove si pone

ZipGripGo va a inserirsi tra il battistrada dello pneumatico e il suolo. Come detto, ricorda da vicino le normali fascette che si utilizzano per bloccare i cavi, utilizzate dagli elettricisti, e il meccanismo di chiusura è praticamente lo stesso. 

 

 

Però, rispetto alle fascette da elettricista, sono potenziate con robusti tacchetti in nylon a doppio strato che possono mordere neve, ghiaccio o fango, dando ampia trazione anche nelle peggiori condizioni.

Non bisogna però pensare che Zip Grip Go vada a sostituire in toto le normali catene da neve. Queste speciali fascette devono essere utilizzate in condizioni di emergenza. Infatti la ditta produttrice dichiara un utilizzo per massimo una trentina di km. 

In pratica una distanza che permette di trovare una zona più agevole per poter montare le normali catene da neve per poi proseguire il viaggio in totale tranquillità. Lo stesso si può dire se si utilizzano pneumatici invernali: se la neve è molto alta si possono installare le fascette fino a quando si torna su una strada dove la neve non sia così copiosa da non permettere di guidare senza pericoli. Per toglierle bisogna tagliarle, meglio magari con una pinza per non rischiare di forare i pneumatici.

 

Economiche

Da questo si evince che ogni fascetta Zip Grip Go è “usa e getta”. Per fortuna il loro prezzo è davvero molto esiguo: negli Stati Uniti sono venduti in confezioni da dieci fascette a soli 22 dollari, poco meno di 20 euro, e sono considerate delle catene da neve economiche, anche se, come detto, non vanno a sostituirle del tutto. 

Con un kit si può quindi stare sicuri di uscire da una strada innevata in pochi secondi, vista anche la facilità con cui si installano sugli pneumatici. L’azienda consiglia di montare almeno quattro fascette per pneumatico per avere il giusto grip. 

Come le catene da neve, vanno posizionate sulle ruote motrici, quindi o quelle anteriori o quelle posteriori, a meno che si disponga un’auto a trazione integrale. In questo caso, se ce ne fosse bisogno, ma la neve dovrebbe essere davvero molta, andrebbero montate su tutte e quattro le ruote.

 

 

Utili

ZipGripGo può essere facilmente riposto nel bagagliaio o nella zona di carico di qualsiasi veicolo, pronto a venire in soccorso in caso di emergenza senza occupare molto spazio, sicuramente meno di una qualsiasi coppia di catene da neve. 

A differenza di queste, che devono essere delle dimensioni specifiche in base al proprio pneumatico, il meccanismo di chiusura ZipGripGo è compatibile con cerchi di tutte le forme e dimensioni.

Come detto, per il momento è inutile acquistarle sui vari siti web che le offrono, in quanto non sono assolutamente omologate come alternativa alle catene da neve o ai pneumatici invernali, per poter circolare sulle strade italiane quando vige l’obbligo di utilizzo di uno o dell’altro “mezzo antisdrucciolevole”. 

Spetta all’azienda produttrice richiedere l’omologazione, ma al momento non pare interessata a mercati oltre oceano. Potrebbero però suscitare la curiosità di un importatore che dovrebbe prendersi carico di richiedere l’omologazione per poterle vendere sul territorio italiano.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Quando si usa l’automobile, può capitare che le gomme si sgonfino in seguito a vari fattori. Vediamo insieme come risolvere velocemente il problema.

 

Chi viaggia spesso in macchina o in moto, avrà avuto modo di vedere la facilità con cui le gomme si possano sgonfiare, soprattutto con l’andare del tempo e dopo diversi chilometri di percorrenza. 

Quando accade, un metodo veloce e comodo per risolvere il problema è quello di andare da un gommista o recarsi in una qualsiasi pompa di benzina e gonfiare le gomme direttamente lì. 

Se non c’è questa possibilità oppure volete muovervi in autonomia, potreste valutare l’acquisto di un buon compressore. Nei prossimi paragrafi vedremo insieme come acquistarne uno valido, il metodo principale da seguire per gonfiare le ruote e alcune caratteristiche di queste ultime. 

 

Com’è fatto uno pneumatico

Si tratta di un elemento fondamentale per mezzi come auto, bici, moto e monopattini elettrici: scegliere le giuste misure e saper leggere bene le informazioni scritte all’esterno sono azioni  utili per capire meglio come eseguire il gonfiaggio delle gomme. 

Ogni pneumatico è provvisto di un battistrada, ovvero di quella parte della ruota che tocca il manto stradale e il cui spessore non deve essere mai minore di 1,6 mm. Ciò serve per evitare che la gomma, resa liscia dopo km di corsa, possa farvi scivolare sulla strada in condizioni climatiche avverse, come in caso di pioggia, vento o neve. 

Un’altra caratteristica da tenere in considerazione è la circonferenza, che varia in base al peso del carico trasportato, ma anche al cerchione della ruota che deve sostenerlo. Per evitare di fare acquisti errati, fate una piccola ricerca riguardo il “Regolamento Ece-Onu n. 30”, di cui devono essere rispettate prevalentemente le Direttive 92/23 Cee.

 

 

Scegliere un buon compressore

Il compressore è uno degli strumenti più utili che si possano avere in macchina: negli ultimi anni, le aziende che lo producono hanno rivolto l’attenzione alla comodità e facilità di utilizzo e trasporto. 

Infatti, da diverso tempo, alcuni dei compressori presenti in commercio sono dotati di una batteria ricaricabile interna e non necessitano di un collegamento con la presa elettrica per funzionare. 

Ma, per capire quale compressore acquistare, di modo che possa essere adatto alle vostre necessità, tenete a mente alcune caratteristiche imprescindibili: la capacità del serbatoio e la pressione dell’aria. 

Per quanto riguarda la capacità di contenimento del serbatoio, sappiate che esistono varie tipologie che vanno da un minimo di 13 litri, fino a più di 25, per arrivare anche a 100 litri. Le potenzialità che ne derivano, variano a seconda dell’impiego che ne dovete fare. 

La pressione dell’aria invece, misurata in bar e PSI, in proporzione di 1:14,5, vi servirà a capire con quanta forza viene emesso il getto d’aria dal compressore e quindi scegliere l’articolo migliore o modificare quello che già avete, a seconda dello scopo per il quale lo avete preso.

 

La pressione ottimale degli pneumatici

Sapete perché è importante avere le gomme del veicolo sempre gonfie? Non è solo per un motivo estetico e di praticità, ma anche perché entra in gioco anche un fattore sicurezza e risparmio. 

Avere le gomme sgonfie si traduce in difficoltà di frenata del veicolo e in un dispendio maggiore di carburante, poiché il movimento sarà più difficoltoso. Ma si possono incontrare problemi anche quando le gomme sono troppo gonfie, soprattutto su una strada non regolare, in quanto potrebbero facilmente forare o scoppiare per la pressione dell’aria.

Secondo la legge, quella ottimale si aggira intorno ai 2/2,4 o 3 bar. Tuttavia, ogni casa automobilistica fornisce il veicolo di un libretto su cui sono indicate le giuste informazioni riguardo le gomme presenti sulla macchina. 

 

Gonfiare le gomme della macchina

Prima di iniziare a gonfiare le gomme dell’auto, verificate quanta aria c’è all’interno, per evitare problemi dovuti a un eccessivo rigonfiamento, che sia in eccesso o in difetto. Una volta capito quanta pressione c’è al loro interno, potrete passare allo step successivo. 

Avvicinatevi alla pompa del compressore, che sia vostro o del benzinaio, e assicuratevi che sia adeguato alla valvola Schrader delle gomme, facendo una piccola prova. Quindi togliete i tappi alle valvole e metteteli da parte, facendo attenzione a non perderli, in quanto sono molto piccoli. 

A questo punto basterà gonfiare ogni gomma collegando la valvola alla pompa e facendo uscire il getto d’aria compressa tramite l’apposito strumento. Date sempre un’occhiata al manometro che vi indica la pressione, in questo modo avrete sotto controllo quella interna alla gomma. 

Adesso tenete ben salda la pompa e non preoccupatevi del rumore del compressore, che non è mai uno strumento silenzioso. All’inizio dovrebbero bastare pochi secondi per completare l’operazione, ma se sentite che l’aria compressa tende a uscire fuori, controllate che l’imboccatura della pompa sia agganciata alla valvola o se ci sono fori e tagli sul battistrada, che potrebbero compromettere la riuscita della vostra operazione. 

Nell’ultimo caso, è buona norma fermarsi e recarsi da un gommista per un controllo dello pneumatico. 

 

 

Ogni quanto controllare la pressione?

Più si utilizza un veicolo e più la pressione dell’aria degli pneumatici tende a scendere. Del resto, le quattro ruote devono sostenere un peso importante, muovendosi su strade che molto spesso non sono pianeggianti ma dissestate: questo le rende più sgonfie ogni giorno che passa.

Una gomma nuova o tenuta bene, ha una durata abbastanza lunga. Per questo motivo viene consigliato da qualsiasi gommista di controllare la pressione dell’aria ogni 2/3 mesi, anche nel caso in cui il veicolo non venga utilizzato spesso. 

Infatti, a livello fisico, il calore estivo tende a dissipare più velocemente l’aria all’interno della gomma, mentre il freddo invernale ha un’azione diversa. Per togliersi ogni dubbio, tenete in considerazione un controllo della pressione dell’aria nelle gomme, almeno una volta ogni 5000 km, facendo un check-up generale anche del battistrada, così da eliminare qualsiasi dubbio sulla sicurezza del vostro veicolo.

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Sebbene avere un veicolo non sia più un lusso, servizi e prodotti come il carburante, restano in una fascia alta di prezzo. Vediamo alcuni metodi per risparmiare.

 

Da quando siamo entrati nell’euro, molti dei prodotti e dei servizi che prima avevano un prezzo abbordabile per tutti, sono improvvisamente saliti in quella che è la fascia più alta. 

Altri invece sono diventati beni lussuosi, mentre il costo della vita in generale è tendenzialmente aumentato. 

Anche se avere un veicolo proprio o condiviso non è più un bene di lusso come poteva esserlo 60 anni fa, tra costi di mantenimento e, soprattutto, il carburante, si finisce per spendere una cifra molto importante.

Questo elemento è però indispensabile per far sì che l’auto cammini, per cui abbiamo pensato di fornirvi alcuni spunti su come risparmiare dei soldi e riuscire a sostenere le numerose spese mensili tra diesel, benzina o gpl.  Vediamo insieme i cinque metodi principali per salvaguardare il vostro portafoglio.

 

Alcuni consigli tecnici

Tra i consigli più tecnici che potete utilizzare per evitare di spendere i vostri soldi dal meccanico, c’è quello di sostituire spesso le candele, che sono economiche e facili da smontare e rimontare. Il nostro suggerimento è quindi di non aspettare i classici 100.000/150.000 km prima di cambiarle.

Potete farlo da soli o con l’aiuto di un amico: ciò vi permetterà di sorpassare il fatidico momento in cui spendere altri soldi dal meccanico, pagando giustamente sia la manodopera, sia il costo delle candele della vostra auto. 

Un ulteriore ragguaglio è quello di controllare spesso, e a macchina spenta e fredda, la pressione delle gomme. Fate un check up almeno una volta ogni due o tre settimane e assicuratevi che la pressione dell’aria sia esattamente al livello consigliato dalla casa automobilistica del vostro veicolo. 

Muoversi su una macchina con delle gomme sgonfie, vi farà utilizzare maggior carburante, poiché sia in caso di frenate, sia in caso di accelerazioni, il motore dovrà fare uno sforzo maggiore. 

Quindi, nel caso in cui ci sia da aggiungere altra aria negli pneumatici, vi consigliamo di munire la vostra auto di un ottimo compressore tra quelli in commercio. Fate inoltre attenzione alla coppia espressa dal motore. 

Se dovete acquistarne uno, vi tornerà inutile comprare quello il cui numero di giri superi la quantità offerta dal vostro veicolo. A tal proposito, una coppia tra 2200 e 3000 giri è un buon affare, poiché consuma di meno.

 

 

Le scelte migliori 

Sembra scontato, ma non lo è: prendersi cura della propria auto vi porterà vantaggi in termini di costi da sostenere nel tempo. Ma curarla significa anche fare carburante in maniera intelligente. 

Vi consigliamo di fare sempre il pieno, per evitare di dover fare piccoli rifornimenti, ma anche di non rabboccare carburante prima che la lancetta sia a un quarto di serbatoio. Soprattutto quando fa freddo, questo comporta due cose: evita la condensazione e l’eventuale malfunzionamento della pompa di benzina della vostra auto e permette di usare una quantità minore di carburante, poiché il veicolo girerà con un carico leggero nel serbatoio. 

Inutile dire che uno dei segreti è anche quello di cercare le stazioni di servizio che offrono un rifornimento a basso costo. 

 

Una guida più intelligente

Molti non ci credono, ma tra le accortezze più utili, quella di avere una guida orientata verso un minor consumo di carburante è la migliore. Quanti di voi hanno il vizio di sostare in doppia fila con il motore acceso? Magari siete anche soliti fermarvi con l’aria condizionata al massimo, perché fa troppo caldo. 

Purtroppo tutto ciò non è funzionale al risparmio, perché c’è da considerare che, pur stando fermi, la vostra macchina sta utilizzando carburante. Sarà invece più conveniente parcheggiare e muoversi a piedi, piuttosto che fare 0 km finendo il carburante nel serbatoio. 

Ancora, a scuola guida, tra le prime cose che vengono dette c’è: “Guidate a una velocità costante”, perché secondo voi? In effetti è un primo consiglio utilissimo per risparmiare carburante, perché facendo frenate brusche o accelerazioni improvvise, utilizzerete praticamente lo stesso quantitativo impiegato per raggiungere una certa velocità. 

Infine, è buona norma iniziare a rallentare anticipando gli eventuali stop e semafori rossi, evitando di fermarvi continuamente e quindi sprecare carburante per ripartire immediatamente da fermo. 

 

Qualche consiglio durante la guida

Anche usare l’aria condizionata significa utilizzare molto carburante. Dai più esperti viene consigliato di attivarla solo in autostrada, cercando invece di sfruttare i finestrini nei percorsi cittadini o in brevi tratte extra urbane, aprendoli e facendo entrare aria da fuori. 

Questo perché, secondo recenti studi, l’aria condizionata aumenta il consumo del 10%, soprattutto se attivata a una velocità di crociera inferiore ai 50/60 km/h. Ma pensate anche che, nei mesi più caldi, in cui il sole batte forte, è buona norma cercare parcheggio all’ombra. 

In questo modo, quando tornerete a prendere la macchina, potrete evitare di accendere l’aria condizionata per non morire dal caldo, impedendo alla parte di acqua contenuta nel carburante di evaporare nel serbatoio. 

Per questo motivo, negli ultimi anni, quasi tutti i veicoli sono dotati di serbatoi con chiusura ermetica. Infine, se vi trovate su discese o salite, cercate di evitare di cambiare marcia continuamente, piuttosto utilizzate intelligentemente il pedale del freno e dell’acceleratore.

Cosi facendo l’utilizzo del carburante sarà quasi dimezzato, risparmiando così notevoli quantità in vista di altri percorsi più rettilinei.

 

 

Tieni traccia dei miglioramenti

Utilizzando le accortezze presenti nei paragrafi precedenti, vi consigliamo di tenere traccia, di volta in volta, di quanti km percorrete con un pieno, considerando le eventuali deviazioni, salite e discese e tutto quello che andrà a modificare il risultato. 

Se, nel corso dei mesi, riuscite a notare un consistente risparmio di denaro per il carburante, allora significa che avete seguito alla perfezione i nostri suggerimenti. Sia chiaro che i risultati possono variare anche in base al tipo di carburante utilizzato, perché un veicolo diesel svuoterà più lentamente il serbatoio rispetto a un veicolo benzina. 

Sono totalmente sconsigliati metodi illegali, come sfruttare le scie di altri mezzi come le ambulanze per evitare il traffico e quindi utilizzare meno carburante. Non bisogna dimenticare che è sempre meglio guidare sicuri, con le cinture ed evitando incidenti.

In conclusione, se dopo mesi, dalla vostra analisi riscontrate che non ci sono stati cambiamenti in positivo, valutate l’opzione di andare da un meccanico per controllare eventuali perdite di carburante, oppure cambiate direttamente auto, nel caso in cui si tratti di un vecchio veicolo.

 

Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Martinetto Idraulico – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione 

 

Il martinetto idraulico è un oggetto che pian piano sta prendendo piede all’interno di numerosi veicoli. Infatti lo si trova tra le dotazioni di alcune macchine per un supporto rapido e funzionale in caso di guasti improvvisi o per chi, nella tranquillità del proprio garage vuole procedere al cambio della ruote nel corso di una regolare manutenzione. Quanti desiderano avere uno sguardo più ampio, capace di illuminare aspetti differenti e aiutare nella scelta del migliore martinetto idraulico, possono leggere la guida che abbiamo stilato qui di seguito. Le tipologie e il funzionamento possono cambiare, ma in diversi contesti esistono prodotti di un certo livello. Unitec 10008 fa parte di questa categoria, con una struttura solida e una capacità di carico che si assesta sulle 2 tonnellate massime. A seguire in seconda posizione Einhell 2006365 a bottiglia, realizzato da una delle migliori marche, anche mettendo a confronto i prezzi. In questo caso la tipica struttura verticale supporta un carico massimo di 5 tonnellata e guarda alla portabilità come la carta da giocare per vincere la partita tra i migliori martinetti idraulici del 2021.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

I 5 Migliori Martinetti Idraulici – Classifica 2021

 

La classifica dei migliori martinetti idraulici, si muove tra una serie di prodotti della tipologia a carrello e a bottiglia. Questo perché spesso a seconda del prodotto, una capacità di sollevamento inferiore si sposa a una migliore qualità costruttiva e a una buona praticità d’uso.

In altri contesti i pareri positivi degli utenti hanno confermato parametri che riteniamo fondamentali, tra cui la resistenza, la presenza di una confezione in cui riporlo al termine delle operazioni e un sistema di montaggio e smontaggio pensato più per il neofita che per l’esperto meccanico.

 

 

1. Unitec 10008 Martinetto Idraulico 2T

Principale vantaggio:

L’Unitec 10008 2T ha il pregio di possedere un eccellente rapporto qualità-prezzo e un livello di prestazioni ideale per l’impiego domestico. Se possedete un’auto di media cilindrata e dimensioni, questo è il martinetto giusto per voi, efficiente ed economico.

 

Principale svantaggio:

Bisogna fare particolare attenzione nel regolare l’altezza del supporto mediante la relativa vite perché, secondo alcuni acquirenti, la fase di abbassamento potrebbe presentare dei problemi e divenire un’operazione poco pratica da eseguire.

 

Verdetto 9.8/10

L’eccellente rapporto qualità-prezzo dell’Unitec 10008 2T è stato particolarmente apprezzato, come testimonia il notevole successo di mercato ottenuto da questo modello.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Economico ed efficiente

Il martinetto idraulico è un sistema di sollevamento basato appunto sull’utilizzo di un cilindro idraulico. Si tratta di un attrezzo usato soprattutto nei garage e nelle officine meccaniche, per sollevare un lato dell’automobile e permettere il cambio delle gomme, per esempio, o per avere accesso alla parte inferiore della meccanica, al fine di effettuare il cambio d’olio e altri piccoli interventi di manutenzione in tutta comodità.

I martinetti idraulici destinati all’impiego professionale sono estremamente costosi, ma in compenso garantiscono prestazioni eccellenti e un elevato potere di sollevamento, che però è inutile nell’ottica di un impiego di tipo domestico.

Gli appassionati dell’automobile e i risparmiatori attenti che curano, nei limiti del possibile, la manutenzione del proprio veicolo, invece, possono tranquillamente contare sui martinetti di fascia economica, come l’Unitec 10008 2T. Questo martinetto idraulico, infatti, ha il pregio di essere low cost e di offrire un livello di prestazioni adeguato alle necessità di impiego per una singola classe di veicoli.

 

 

Compatto, solido e ben assemblato

Una delle caratteristiche che gli acquirenti hanno apprezzato di più è la sua compattezza e praticità di trasporto, grazie alla presenza di una comoda maniglia ergonomica.

L’apparecchio ha un peso di circa 9,4 chilogrammi, dovuto però al fatto di essere realizzato interamente in acciaio inossidabile verniciato a smalto e, per quanto economico sia, è decisamente solido e ben assemblato. Il suo ingombro è minimo e gli permette di essere tenuto sia in garage sia nel portabagagli.

Le sue misure, infatti, sono di soli 46 x 15 x 11 centimetri circa, rispettivamente in lunghezza, larghezza e altezza. Montando la leva di azionamento la lunghezza totale raggiunge i 70 centimetri circa, assicurando un’elevata praticità d’impiego, la massima libertà di movimento e, al tempo stesso, di stare a distanza di sicurezza dall’automobile.

 

Ideale per gli automobilisti

Il livello di prestazioni offerto dal martinetto idraulico Unitec 10008, è ideale soprattutto per coloro che possiedono utilitarie o vetture del segmento medio. L’ampiezza di sollevamento consentita dal cilindro idraulico, infatti, varia da un minimo di 135 millimetri fino a un massimo di 342 millimetri, mentre la portata massima di peso è di due tonnellate.

Le specifiche gli permettono di essere tranquillamente usato per il cambio occasionale di una gomma, in caso di foratura, ma anche per impieghi più gravosi. In questo caso, però, è consigliabile munirsi di ulteriori cavalletti di sostegno, soprattutto se si rende necessario protrarre il tempo di sollevamento dell’automobile.

 

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2. Einhelll 2006365 Cricco a Bottiglia BTHJ 5000

 

Il modello realizzato da Einhell sorregge fino a 5 tonnellate, con un’escursione che passa 216 mm fino a un massimo 413 mm. Questo significa che a riposo l’oggetto può passare sotto una macchina con uno spessore di 22 cm, così da essere posizionato senza difficoltà.

La forma essenziale e a bottiglia si combina per un funzionamento in cui il sollevamento si concentra in un punto preciso, con un cambio gomme che avviene così senza troppi problemi e con una rapidità che non può che fare piacere a chi si trova in mezzo a una strada con una ruota bucata. Trova posto senza difficoltà nel bagagliaio di una macchina e per quello che deve fare viene proposto a un prezzo decisamente concorrenziale.

Secondo i pareri degli acquirenti, il martinetto idraulico a bottiglia prodotto dalla ditta Einhell è il modello ideale da tenere a bordo dell’autoveicolo, grazie alle sue dimensioni compatte che occupano il minimo ingombro.

 

Pro

Ingombri: La sue dimensioni compatte gli permettono di essere tenuto tranquillamente anche a bordo dell’auto, dato che si tratta di un modello a bottiglia dal minimo ingombro.

Efficiente: Offre una portata massima di ben cinque tonnellate, il che gli permette di sollevare qualsiasi tipo di automobile fino a un’altezza massima di 36,5 centimetri.

Sicuro: Integra una valvola di sicurezza che lo protegge dall’eventualità di un sovraccarico, salvaguardando al tempo stesso anche la sicurezza della persona che lo adopera.

Economico: Considerando la media di prezzo dei martinetti idraulici di fascia bassa, il BTHJ 5000 ha il pregio di essere anche discretamente economico.

 

Contro

Forza: Le sue dimensioni ingannano e, nonostante l’elevata portata, non è adatto a sollevare SUV o furgoni a causa dell’altezza insufficiente.

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3. Seb Crick Auto 6 T Sollevatore Idraulico a Pressione Martinetto Bottiglia

 

La scelta del prodotto Seb risponde spesso alla necessità di un trasporto al tempo stesso comodo e funzionale. Dai pareri di numerosi utenti infatti l’oggetto occupa veramente poco spazio, sfruttando al meglio la potenza idraulica così da riuscire a sollevare un peso massimo di 6 tonnellate.

L’asta per procedere al sollevamento è inclusa nella confezione e come tutto il resto è realizzata in metallo. In tanti hanno apprezzato il gioco del pistone che raggiunge un’altezza di 14 cm, aumentabili fino a 7 cm grazie al pistone a vite presente nel cric. La valvola alla base dell’oggetto si occupa poi di riportare in posizione il supporto al termine del lavoro.

Anche il Seb 12439 è un martinetto idraulico a bottiglia nonché il più economico tra tutti quelli esaminati nella nostra guida, ideale soprattutto per chi vuole risparmiare e cerca un prodotto a prezzi bassi.

 

Pro

Elevazione: L’altezza massima raggiungibile dal pistone è incrementata da un sistema a vite, per cui questo martinetto è adatto anche per sollevare i SUV e i veicoli che hanno un maggiore distacco dal suolo.

Prestazioni: La sua vocazione a sollevare veicoli grossi e pesanti, come i SUV e i furgoni, è confermata anche dalle sue prestazioni di sollevamento; offre, infatti, una portata massima di ben sei tonnellate.

Versatile: Può essere utilizzato senza problemi sia per il cambio gomme, sia per la manutenzione ordinaria del veicolo; date le sue ottime prestazioni è adatto anche come martinetto di scorta in un’officina professionale.

Dimensioni: È anche compatto quanto basta da poterlo trasportare senza problemi, oppure tenerlo permanentemente a bordo del proprio veicolo.

 

Contro

Comodità migliorabile: Anche in questo caso la valvola di scarico del pistone è risultata alquanto scomoda da azionare; sembrerebbe una limitazione comune dei modelli a bottiglia.

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4. Ferm Cric sollevatore idraulico a carrello capacità 2000 kg

 

Il cric proposto da Ferm, compagnia che dal 1965 sviluppa utensili di elevata qualità, arriva in una comoda valigetta in plastica robusta, che consente di riporre l’attrezzo affinché possa essere posizionato ordinatamente sia in auto, qualora desideriate portarlo sempre con voi, sia nel vostro garage. In quest’ultimo caso si rivela particolarmente utile poiché eviterete accumuli di polvere o usura. 

Con una capacità massima di 2.000 kg, il martinetto permette di sollevare agevolmente la maggior parte dei veicoli e dispone anche di ruote girevoli e cuscinetti a sfera per facilitare l’utilizzo, perfetto dunque per gli utenti alle prime armi che devono sostituire una ruota. Tra i vantaggi riscontriamo anche la presenza di una valvola di sicurezza, in modo da evitare qualsiasi tipo di pericoloso sovraccarico.

Uno dei fattori che invece non ha convinto è puramente estetico, la verniciatura sembra infatti di scarsa qualità e, se non conservato opportunamente, potrebbe staccarsi molto facilmente dall’oggetto.

 

Pro

Economico: Se siete alla ricerca di un martinetto idraulico che abbia un prezzo basso, l’offerta Ferm si rivela interessante. Non dovrete spendere molto e potrete avere un cric sempre a disposizione per qualsiasi lavoretto al di sotto dell’automobile.

Valigetta: Inclusa nel prezzo, troviamo anche una custodia in plastica rigida per riporre il martinetto dopo l’utilizzo. In questo modo eviterete i danni derivanti dall’accumulo di umidità e polvere.

Capacità: Permette di sollevare circa 2.000 kg, perfetto dunque per la maggior parte delle automobili a eccezione dei SUV che hanno un peso leggermente superiore.

 

Contro

Attenzione ai dettagli: Manca una cura delle piccole cose e abbiamo riscontrato infatti una verniciatura approssimativa e dalla qualità scadente. Nulla che ne impedisca il buon utilizzo ma da Ferm ci si aspetterebbe qualcosa di più.

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5. Silverline 427711 Martinetto Idraulico, 2 T

 

La buona capacità di sollevamento messa in campo dal martinetto lo colloca al quinto posto di questa nostra ideale classifica. Facendo una comparazione con gli altri modelli elencati più sopra, è chiaro come la resistenza e l’utilizzo prevedano un peso massimo di 2 tonnellate.

A fronte di queste specifiche il martinetto Silverline presenta un corpo resistente, realizzato in acciaio. grazie a una comoda barra montabile l’utente riesce a gestire il sollevamento in modo semplice e sicuro, sfruttando la valvola di sovraccarico per capire come e quando si è raggiunto il limite. A livello di variazione dell’altezza si passa dai 158 mm fino a un massimo di 305 mm.

Un range questo che permette diversi posizionamenti a seconda delle operazioni in corso. la custodia in cui riporlo e l’efficacia nel cambio ruote gli hanno valso piacevoli considerazioni da più parti.

Chiudiamo la guida per scegliere il miglior martinetto idraulico con il Silverline 427711, un modello a bottiglia dal costo contenuto ma, secondo alcuni acquirenti, dalle prestazioni altrettanto limitate.

 

Pro

Economico: Trattandosi di un prodotto di fascia bassa, è normale che sia apprezzato soprattutto per la sua economicità, specialmente se lo si usa soltanto per il cambio gomme.

Portata: La massima capacità di sollevamento, secondo le specifiche del costruttore, è di due tonnellate; anche se alcuni acquirenti lo ritengono poco prestante sotto questo aspetto, rispetto agli altri modelli di analoga portata.

Conforme: Pur essendo economico e destinato all’uso domestico, è un prodotto certificato e conforme alle norme vigenti, che soddisfa tutti gli standard della comunità europea.

Dimensioni: Essendo un modello a bottiglia è decisamente compatto, quindi adatto soprattutto al trasporto in auto.

 

Contro

Prestazioni: Nonostante le specifiche, gli acquirenti lo ritengono un prodotto economico dalle performance limitate, adatto solo per utilitarie e city car.

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Unitec 10008 Martinetto Idraulico 2T

 

Il primo prodotto che occupa questa classifica riesce nel compito di fornire un supporto a chi deve cambiare la ruota di un mezzo in tempi rapidi. La forma allungata e le ruote alla base consentono un posizionamento e una movimentazione pratica.

La maniglia di colore giallo poi permette di trasportarlo senza affaticare troppo la mano, grazie anche a un peso che non raggiunge i 10 chili. All’interno della confezione è inserita l’asta che si posiziona per sollevare il pistone idraulico. L’altezza di sollevamento raggiunge poi i 340 mm massimi di estensione, una misura ideale nel cambio gomme. Dai commenti raccolti in rete, la sistemazione nella zona inferiore della macchina è questioni di pochi minuti, così come il sollevamento di un lato del mezzo.

Una comodità che può tornare utile a chi non è abituato a maneggiare strumenti del genere con una certa frequenza.

Se siete alla ricerca di un sito dove acquistare un nuovo martinetto idraulico per aiutarvi nel cambio gomme e nella periodica manutenzione della vostra auto, l’Unitec 10008 è uno dei più apprezzati dai consumatori.

 

Pro

Maneggevole: Trattandosi di un modello a carrello come quello usato nelle officine, ma dalle dimensioni più compatte, è molto maneggevole anche in posti stretti e ideale da tenere in garage.

Facile da usare: Le persone che l’hanno acquistato riferiscono che è decisamente facile da usare, inoltre è molto veloce da piazzare e permette di eseguire il cambio delle gomme in tempi record.

Portata: La portata massima di peso che può sollevare è di due tonnellate; non è molto considerando il peso delle auto di grossa cilindrata, ma permette di lavorare benissimo con macchine fino alle dimensioni di una berlina media.

Materiali: Nonostante non sia un prodotto destinato all’uso professionale, è realizzato con materiali di buona qualità; gli acquirenti, infatti, lo hanno trovato molto solido, stabile e robusto.

 

Contro

Abbassamento: Il sistema per abbassare il martinetto è alquanto scomodo, bisogna fare molta attenzione a maneggiarlo per evitare l’abbassamento repentino del pistone.

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Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior martinetto idraulico?

 

Chi apprezza i confronti serrati e una pratica schematizzazione che si muove tra pregi e difetti, troverà utile dedicare del tempo alla lettura della tabella comparativa. In questa suddivisione emergono quegli aspetti e le eventuali problematicità dei prodotti presi in esame, così da offrire un colpo d’occhio immediato per chi ama certa sintesi ma vuole comunque sapere quale martinetto idraulico comprare.

 

 

Tipologia di martinetti

Confusi su come scegliere un buon martinetto idraulico? Per fortuna le tipologie che vanno per la maggiore non sono molte. Sul mercato troviamo i tipi a carrello e i modelli a bottiglia.

Nel primo caso la struttura presenta uno sviluppo più orizzontale e il dispositivo sfrutta quattro ruote per muoversi senza difficoltà al di sotto del mezzo. Nei modelli dal costo più elevato la grande differenza la fanno i materiali con cui è realizzato il pistone idraulico, i dispositivi di sicurezza e il peso massimo che il cric riesce a sostenere. Ci sono martinetti che superano di molto anche le dieci tonnellate.

Per chi vuole un oggetto da sistemare nel bagagliaio del mezzo, disporre di un martinetto idraulico a carrello, comporta la scelta di un modello piccolo e funzionale. La portabilità, ma non solo, è l’altra qualità che di solito si ricerca nei martinetti a bottiglia.

 

Funzionalità

La stragrande maggioranza delle persone utilizza i modelli a bottiglia sistemandoli in poche mosse sotto il mezzo. Diciamo che l’obiettivo di chi usa un cric idraulico sta tutto nello sfruttare il lavoro di un pistone che, attivandosi con il movimento della mano, permette di sollevare un lato dell’autovettura per un cambio gomme pratico e senza eventuali danneggiamenti al mezzo e all’operatore.

Avere ben chiaro di cosa si ha bisogno può sgomberare il campo da prodotti spesso dal costo eccessivo che non risolvono le reali necessità dell’utente.

 

 

L’importanza del meccanismo

Di base il movimento necessario che mette in funzione un martinetto idraulico parte dall’asta che si collega al pezzo. La pressione esercitata dall’utente fa sollevare progressivamente il pistone idraulico posizionato sotto il mezzo. Lo sforzo richiesto è minimo e la resa in termini di altezza dipende molto dal range massimo che il cric riesce a raggiungere.

Anche in questo caso, a seconda del mezzo di cui si dispone, si può optare per un modello capace di supportare 2 tonnellate, oppure alzare il tiro fino a 5 o 6. L’importante è disporre di una barra comoda e maneggevole, così come di una base stabile, quanto mai necessaria in caso di operazioni delicate come queste.

 

 

Come utilizzare un martinetto idraulico

 

Se avete un’auto non possono assolutamente mancarvi alcuni attrezzi che potrebbero togliervi da una brutta situazione. Quando vi muovete con la vostra vettura, dovete mettere in conto la possibilità di forare una ruota… se poi ne forate due o più, alziamo le mani. Ma torniamo a noi. Avete la ruota di scorta? Buon per voi. Ma se non avete il martinetto idraulico, potrete averne anche due di ruote di scorta, comunque non sarete in grado di montarle. Come sapete, per cambiare la ruota è necessario sollevare l’auto e il martinetto idraulico fa proprio questo.

 

 

A bottiglia o con carrello

Possiamo distinguere due tipi di martinetti con riferimento a quelli per automobili: uno è detto a bottiglia, l’altro a carrello. Questi ultimi li trovate in qualsiasi officina meccanica ma chiaramente sono grandicelli, impossibili da portare nel portabagagli. Non disperate perché se ne vendono anche di decisamente più piccoli ed è su questi che dovete concentrare le vostre attenzioni.

Chiaramente se ne volete anche uno da tenere fisso in garage, il discorso cambia e quello che usa il vostro meccanico va benissimo. Il carrello è molto comodo perché permette di far scorrere il martinetto sotto l’auto. Meglio bloccare le ruote. Quanto ai modelli a bottiglia, si possono posizionare su un cavalletto.

 

Dove posizionare il cric

Le vetture presentano delle zone rinforzate sul fondo proprio per consentire l’uso del martinetto o del cric. Per sapere con esattezza dove si trovano queste zone, potete cercare il manuale della vostra automobile. Questi punti sono detti piastre di sollevamento.

 

 

Usare la leva

Una volta posizionato correttamente il martinetto idraulico, dovete agre sull’apposita leva che permetterà di sollevare la vettura. Raggiunta l’altezza desiderata potete procedere a rimuovere la ruota e sostituirla con un’altra. Come avrete modo di notare voi stessi, non servirà applicare una forza di particolare intensità.

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

 

Forever Speed Martinetto Idraulico 2T

 

Anche in questo caso la capacità di sollevamento raggiunge un massimo di 2 tonnellate.

Il costo e l’investimento richiesto si giustificano in parte dalla qualità dei componenti che formano il martinetto. La pompa idraulica non perde un colpo mentre la maniglia possiede un’impugnatura che ruota di 360 gradi. Nella parte bassa del mezzo è inserita poi la valvola di protezione, mentre il braccio con cui sollevare e diminuire l’altezza del cric presenta un comodo rivestimento in gomma che aiuta l’utente a non perdere la presa in un momento delicato.

Le quattro ruote consentono un comodo posizionamento, mentre l’altezza varia da 89 mm fino a 359 mm, un angolo di variazione che conserva al tempo sicurezza e un margine ampio di manovra.

Il Forever Speed è consigliato soprattutto a coloro che possiedono il garage e l’hanno attrezzato come una piccola officina, dato che questo martinetto idraulico è un modello a carrello come quello dei meccanici professionisti.

 

Pro

Carrello: I martinetti idraulici a carrello sono quelli che offrono le migliori prestazioni per quanto concerne la maneggevolezza e la praticità d’uso, e il Forever Speed non fa eccezione.

Dimensioni: Rispetto ai martinetti idraulici a carrello professionali però, come quelli usati nelle officine, il Forever Speed è decisamente più compatto e meno ingombrante.

Prestazioni: Non sono eccellenti come quelle offerte dai modelli a bottiglia con cui l’abbiamo messo a confronto, ma offre comunque la rispettabile portata di due tonnellate.

Materiali: È realizzato con materiali di buona qualità, infatti gli acquirenti ne hanno apprezzato molto la solidità e la robustezza, e lo considerano un ottimo prodotto.

 

Contro

Prezzo: La qualità è elevata ma, purtroppo, lo è anche il prezzo; ragion per cui è un martinetto idraulico adatto soprattutto per la clientela più esigente.

 

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Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Kit di Riparazione per Pneumatici – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

I kit per riparare uno pneumatico sgonfio sono composti da una serie di attrezzi base ma non tutti sono uguali. I due consigliati sono: GIVI S450 è completo, affidabile e corredato da chiare e semplici istruzioni. Comprende anche tre bombolette di anidride carbonica, fondamentale per gonfiare lo pneumatico dopo la riparazione. Rhutten RHU 281867 è un kit essenziale ma efficace, proposto a un prezzo imbattibile, ideale per chi ne voglia acquistare più d’uno.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

I 5 Migliori Kit di Riparazione per Pneumatici – Classifica 2021

 

Vediamo adesso, in pratica, come scegliere un buon kit di riparazione per pneumatici. In basso trovi le recensioni dei prodotti più apprezzati dagli automobilisti tra i quali ti consigliamo di fare una comparazione perché in pochi minuti potresti individuare quello che stai cercando senza dover fare ulteriori ricerche.

 

1. GIVI S450 Kit Riparazione Gomme Pneumatici

 

Se stai cercando un prodotto particolarmente completo e affidabile, il miglior kit di riparazione per pneumatici potrebbe essere per te quello proposto dall’italiana Givi.

Bastano pochi minuti per riparare la gomma, ritornare su strada ed effettuare i necessari controlli all’officina più vicina. Tutti, però, hanno bisogno di istruzioni comprensibili su come utilizzare i vari strumenti e quelle in dotazione con questo kit sono semplici e chiare, come testimoniano molti utenti.

Il vantaggio ulteriore è la presenza del codice QR che permette di accedere ai video tutorial online con lo smartphone anche dove non c’è copertura di rete per avere sempre e ovunque una dimostrazione pratica su come si usano gli accessori. La visione di questi filmati è sempre consigliata e va abbinata alla lettura delle istruzioni per non trovarsi impreparati quando la foratura rischia di rovinare una bella gita fuori porta.

Tra i più venduti online, è completo perché contiene ben tre bombolette di anidride carbonica: una, infatti, potrebbe non essere sufficiente a riportare lo pneumatico alla giusta pressione. Manca, però, la pinza.

Un buon set quello proposto da Givi, completo di tutto l’occorrente per riportare in vita un pneumatico forato. Dai pareri in rete sono pochi i lati negativi emersi, vediamo il quadro generale al completo, così da illuminare pregi e le eventuali zone d’ombra.

 

Pro

Istruzioni chiare: Nella confezione trova posto un libretto che accompagna l’utente nelle varie operazioni, spiegando l’utilizzo degli accessori contenuti all’interno del kit in maniera semplice e puntuale.

Bombolette aria: Nel set sono incluse tre bombolette di Co2, per mettere in sesto lo pneumatico in caso di una foratura grave e consentire all’utente di raggiungere l’officina più vicina.

Codice QR: La presenza di un codice QR permette l’accesso a contenuti video che guidano l’utente passo dopo passo; una soluzione in più che può far comodo a quanti hanno poca dimestichezza con le operazioni.

 

Contro

Assenza pinza: Alcuni utenti hanno lamentato l’assenza di una pinza grazie a cui rimuovere un chiodo o il corpo estraneo penetrato nella gomma.

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2. Saife 281867 Kit Ripara Pneumatici Gomme

 

Tra i migliori kit di riparazione per pneumatici del 2021 troviamo questo modello Rhutten composto da cinque strisce di gomma, il mastice e quattro attrezzi, tra cui le pinze che a volte non sono presenti neanche nei kit più costosi ma che sono indispensabili per estrarre la vite o il chiodo dallo pneumatico.

Mancano, invece, le bombolette per il gonfiaggio; l’automobilista o il motociclista dovrà acquistarle a parte oppure dovrà dotarsi di un piccolo compressore.

Il costo di questo kit è alla portata di tutti e non mancano coloro che ne hanno acquistati più d’uno per i diversi veicoli presenti in casa.

Gli utensili hanno impugnature ergonomiche e non manca il sacchettino per contenerli tutti e riporli nel portabagagli occupando un ingombro ridottissimo.

Un pratico video su YouTube realizzato dalla Rhutten stessa – che, a dispetto del nome, è un’azienda italiana – dimostra con chiarezza come vanno usati i vari accessori e con quanta facilità si può riparare la foratura.

Il marchio made in Italy offre una tra le soluzioni più economiche presenti sul mercato. Scopriamo quali sono i pregi del kit e dove si potrebbe migliorare per una maggiore soddisfazione dei clienti.

 

Pro

Pinza inclusa: L’inserimento di una pinza con cui estrarre oggetti appuntiti, come chiodi e pezzi infilati nel copertone, non è un’aggiunta così scontata come molti potrebbero pensare e per questo decisamente gradita in un kit di pronto intervento.

Buon rapporto qualità/prezzo: La presenza di strumenti utili ed efficaci, insieme a una banda per chiudere lo strappo delle gomma, ben bilanciano ed equilibrano il prezzo finale con un buon compromesso per l’utente.

Contenitore: Il kit degli utensili si può riporre dentro una custodia apposita in dotazione; una praticità che non guasta e che trova un posto comodo all’interno del vano bagagli o sotto il sedile dell’auto, per un aiuto immediato in caso di bisogno.

 

Contro

Assenza bombolette: Il tassello mancante che avrebbe meritato all’oggetto il top delle valutazioni, sta nell’assenza di una bomboletta di Co2 con cui immettere aria nella gomma forata; una soluzione temporanea con cui raggiungere l’officina di servizio.

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3. TECCPO Kit di Riparazione Pneumatici, 100 Pezzi 

 

Se avete una certa dimestichezza nei lavoretti di manutenzione della vostra auto, un kit per la riparazione degli pneumatici è uno di quei prodotti da tenere in considerazione e a portata di mano, in garage o nel bagagliaio. Questo proposto da TECCPO è una vera e propria valigetta contenente tutti gli strumenti indispensabili per effettuare prima la pulizia del battistrada della gomma, quindi la riparazione della foratura utilizzando una delle cinquanta strisce e i vari accessori. 

La qualità complessiva degli strumenti è uno tra gli aspetti più soddisfacenti nella valutazione del kit, visto che si rivelano tutti robusti e confortevoli da impugnare e utilizzare. Uno tra i grandi vantaggi è che l’operazione di riparazione avviene senza bisogno di dover smontare lo pneumatico e senza che il tutto si riveli eccessivamente complesso. 

Certo le istruzioni allegate non si possono proprio definire esaustive, perciò se siete alle prime esperienze potreste avere qualche difficoltà in più ma tenete presente che su YouTube ci sono molti tutorial sull’argomento. Il prezzo di vendita è di quelli economici, dunque un motivo in più per tenere questa offerta di TECCPO in considerazione al momento della scelta. 

 

Pro

Ricchezza: Il kit è completo e al suo interno trovano posto tutti gli strumenti (nonché cinquanta strisce di gomma) indispensabili sia per la pulizia sia per la successiva riparazione degli pneumatici. 

Qualità: Tutti gli strumenti presenti si fanno apprezzare per la loro robustezza, il che trasmette la sensazione che siano stati realizzati utilizzando materiali di buona qualità. 

Prezzo: Considerate completezza della dotazione, qualità ed efficacia, questo kit di TECCPO si propone come uno tra quelli con il miglior rapporto tra qualità e spesa da sostenere. 

 

Contro 

Istruzioni: Se non avete grande dimestichezza con questo genere di operazioni, il manuale allegato non vi sarà di grande aiuto. Meglio affidarsi ai tutorial video presenti online.

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4. BKR Kit Ripara Gomme CO2 Delux

 

Il kit ripara pneumatici proposto da BKR offre tutto l’occorrente per questa operazione se si dovesse forare una ruota della moto o dello scooter.

Nella comoda borsa per il trasporto sono infatti offerti: una valvola di collegamento, cinque cordoni autovulcanizzanti, un adattatore per gomme da bicicletta, una chiave a T per foro e una chiave a T con uncino, un taglierino e un tubetto di colla. Se questi sono gli arnesi che non possono mancare in kit ripara gomme, molto importante è la presenza di ben 3 bombolette di CO2, indispensabili per gonfiare la gomma e ripartire per il proprio viaggio senza problemi.

Inoltre non mancano quattro strisce di gomma per riparare da sé l’eventuale foro che si è creato nel pneumatico. Molti utenti consigliano di acquistare almeno un altro paio di bombolette di CO2 se si utilizza questo kit per una motocicletta, perché quelle presenti potrebbero non bastare a gonfiare una gomma di una moto.

 

Pro

Dotazione: Non manca proprio nulla a questo kit che diventa indispensabile per chi viaggia spesso in moto, scooter e anche in bicicletta. Spiccano le 3 bombolette di CO2.

Borsa: Tutti gli attrezzi sono contenuti in modo ordinato una borsa per il trasporto che è abbastanza capiente per poter aggiungere qualche altro oggetto non presente nella dotazione.

Prezzo: Rispetto ad altri kit sul mercato, prodotti da marchi più blasonati questo di BKR non ha nulla da invidiare e viene offerto a un costo decisamente più economico.

 

Contro

Pinza: Per essere perfetta la dotazione avrebbe dovuto prevedere anche una pinza per poter togliere il chiodo o la vite che ha causato la foratura, operazione che con le sole mani è un po’ difficile da compiere.

Bombolette: Se il kit viene pensato per riparare una gomma da moto è molto probabile che le tre bombolette di CO2 in dotazione non siano sufficienti per gonfiarla del tutto.

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5. Slime 071628150028 Riparapneumatici

 

Questo kit ripara pneumatici diventa utile da tenere sempre con sé nel bagagliaio della propria auto ed utilizzarlo in caso di foratura di un pneumatico. Il sistema si basa sulla presenza di una bomboletta contenente una miscela di fibre, polimeri e leganti. La sostanza viene iniettata nel foro tramite un piccolo compressore presente nel kit che si alimenta tramite la presa accendisigari dell’auto.

Una volta a contatto con l’aria gli agenti coagulanti e leganti si attivano e iniettati nel foro creano un tappo flessibile che consente di proseguire il proprio viaggio in sicurezza. L’utilizzo è molto semplice, e il tutto è coadiuvato da istruzioni chiare e precise contenute nella confezione. Slime ha però una durata limitata, all’incirca 3 anni, passati il quale non viene più garantita la sua funzione.

Oltre al kit è bene premunirsi di una pinza per poter estrarre dalla ruota la vite o il chiodo colpevoli della foratura. Il compressore può anche essere utilizzato per gonfiare le gomme anche se non sono forate.

 

Pro

Semplice da usare: Una delle doti migliori di questo kit di riparazione pneumatici è la facilità di utilizzo grazie anche alle chiare istruzioni fornite dal produttore.

Compressore: Per inserire lo Slime all’interno del forno è a disposizione un piccolo compressore alimentato tramite la presa accendisigari, che diventa utile anche per gonfiare le gomme un po’ sgonfie.

Sempre a disposizione: Il kit si può tranquillamente tenere nel bagagliaio della propria auto in quanto la sostanza contenuta nella bomboletta non è infiammabile né tossica, e non si gela o si secca.

Borsa: Compressore e bomboletta di Slime sono contenuti in una pratica borsa per il trasporto, in cui è possibile anche inserire altri piccoli utensili che possono servire in caso di foratura.

 

Contro

Scadenza: Purtroppo lo Slime ha una scadenza, che è di 3 anni oltre il quale è meglio non utilizzarlo in quanto non è garantita la tenuta del tappo che va a chiudere il foro nella gomma.

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Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior kit di riparazione per pneumatici?

 

Come deve essere composto un kit di riparazione per pneumatici? Come si usa e quanto costa? Scopri queste e altre informazioni leggendo la nostra guida, mentre nella classifica in basso trovi la recensione dei modelli più apprezzati sul mercato da automobilisti e motociclisti.

Gli attrezzi che non possono mancare

Il kit di riparazione per pneumatici è un valido alleato per automobilisti e motociclisti perché in pochi minuti consente di superare una situazione di impasse e di giungere in orario a un appuntamento importante o di proseguire tranquillamente una gita fuori porta.

Si rivela addirittura fondamentale di notte o nei giorni festivi quando tutte le officine sono chiuse. Evita di dover chiamare il carro attrezzi e di smontare/rimontare la ruota. In ogni caso, dopo la riparazione, è sempre consigliabile recarsi da un gommista per effettuare controlli più accurati.

I kit in vendita tra cui scegliere possono essere più o meno completi, ma ci sono alcuni attrezzi che non devono assolutamente mancare, quattro in particolare.

Dopo aver estratto la vite o il chiodo che ha causato la foratura – per squarci più grossi qualsiasi tipo di kit si rivela inutile – bisogna disporre di speciali strisce in grado di tappare il foro che vanno inserite tramite un apposito punteruolo con occhiello. Prima, però, bisogna pulire e liberare il foro con un alesatore e poi cospargerlo di colla.

Questi quattro oggetti – strisce, punteruolo, alesatore e colla – sono presenti in ogni kit perché costituiscono la base e, tuttavia, da soli non sono sufficienti.

 

Altri attrezzi

I kit della migliore marca si distinguono dagli altri perché offrono soluzioni più complete, anche se bisogna mettere in conto una spesa maggiore. I modelli essenziali, infatti, hanno un prezzo estremamente competitivo, a volte perfino irrisorio. Tuttavia, come detto, hanno bisogno di altri accessori che bisogna possedere già in casa o acquistare separatamente.

Una volta individuato il chiodo che ha causato la foratura bisogna rimuoverlo e per farlo occorre un paio di pinze che non sono presenti in tutti i kit.

Bisogna poi pulire il foro e riempirlo con mastice e una o due strisce. A questo punto la riparazione è completa però lo pneumatico rimane sgonfio. Ecco perché è necessario disporre di una bomboletta con anidride carbonica che possa gonfiarlo e diversi kit ne contengono anche due o tre.

In alternativa potresti considerare un set che comprenda, invece, un piccolo compressore che va collegato alla presa accendisigari del veicolo e che assicura il gonfiaggio dello pneumatico in maniera più rapida e comoda.

Istruzioni

Confronta prezzi e completezza dei vari kit ma, qualunque sceglierai, assicurati di saperlo utilizzare. Anche se, tutto sommato, occorre poco tempo per riparare la foratura, è importante sapere come agire, specialmente se hai poca dimestichezza con gli pneumatici.

Privilegia quei kit che contengono chiare istruzioni in italiano perché possono essere vitali quando dovrai materialmente procedere alla riparazione.

Dai anche un’occhiata su YouTube perché molte aziende hanno realizzato tutorial online che, affiancati alle istruzioni, si rivelano di grandissima utilità.

 

 

Come utilizzare il kit di riparazione per pneumatici

 

Può capitare a tutti e in qualsiasi momento, anche quello meno opportuno (ammesso poi che ci sia un momento opportuno per una spiacevole situazione), di forare una ruota. Cosa si fa? Ma certo, basta cambiarla con la ruota di scorta. Vero, peccato che non vi siate preoccuparti di farla riparare dopo l’ultima foratura. Per viaggiare più tranquilli, è preferibile avere sempre in auto un kit di riparazione per pneumatici.

 

 

Più spazio e auto più leggera

In teoria disporre di un kit per riparare le gomme eviterebbe l’ingombro della ruota di scorta la quale, come si sa, occupa buona parte del bagagliaio, oltre a rendere l’auto più pesante. Tanto è vero che alcuni produttori, al posto della ruota di scorta inseriscono il suddetto kit. Bisogna però dire che non sempre è possibile riparare la gomma; pensiamo al caso di uno squarcio nel copertone. In questa occasione avere la ruota di scorta è una vera salvezza. Ecco perché, anche se decidete di comprare il kit, è sempre bene avere nel bagagliaio almeno il ruotino.

 

Cosa comprende un kit

Generalmente un kit include un mini compressore e una bomboletta. In alcuni casi può essere presente anche un attrezzo utile per allargare il foro, A riguardo apriamo una parentesi. Non tutti vedono di buon occhio quei kit che per la riparazione richiedono di ampliare, seppur di poco, il foro perché ritengono che ciò comprometta ulteriormente il pneumatico. Il compressore è alimentato da una tensione di 12 V e può essere collegato all’accendisigari dell’auto. La bomboletta, che contiene una schiuma, va collegata al piccolo compressore.

 

 

La procedura di riparazione

Diciamo subito che non c’è bisogno di smontare la ruota. Innanzitutto è necessario individuare il foro. Fatto ciò si collega il compressore all’accendisigari, come anticipato un attimo fa e dunque si avvita la bomboletta spray. Quando si aziona il compressore, una certa quantità di schiuma e aria viene inserita nella gomma fino a tappare il buco. La fase successiva è verificare la pressione della ruota.

Se tutto è in ordine, bisogna comunque attendere una decina di minuti per dare il tempo alla schiuma di legarsi con il copertone. Attenzione, bisogna viaggiare a velocità moderata: è opportuno non superare i 60 Km/h. Sempre per questioni di sicurezza, è bene far controllare la ruota a un gommista alla prima occasione.

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

 

Haskyy Kit di Riparazione, 45 pz

 

 

Il kit di riparazione per pneumatici CPRRS-15, prodotto dalla ditta Haskyy, è un set di tipo professionale ma di fascia economica, composto da un totale di 45 pezzi contenuti in una pratica valigetta portatile.

Il kit è composto da due manici a T, tre punteruoli intercambiabili di cui due già montati sui manici, due chiavi a brugola per il montaggio dei punteruoli, quattro tubetti da 12 grammi ognuno di mastice vulcanizzante per caucciù, un piccolo cutter, una pinza, una confezione di grasso lubrificante e 35 strisce per la riparazione delle forature.

Gli acquirenti lo ritengono un buon kit di riparazione pneumatici, abbastanza completo e anche economico, essendo prodotto in Germania, inoltre, gli strumenti si distinguono per la loro robustezza e resistenza; le pecche sono le istruzioni, presenti soltanto in lingua tedesca, e la mancanza di bombolette di CO2, che sono indispensabili per riportare a pressione lo pneumatico dopo averlo riparato.

 

Pro

Strisce di riparazione: A differenza di altri kit simili che contengono soltanto poche strisce di ricambio, di solito non più di cinque, il kit Haskyy CPRRS-15 ne offre ben 35 nella sua dotazione di accessori.

Custodia: Pratica oltre che comoda, non solo permette di tenere tutti gli strumenti del kit in ordine, ma può anche essere trasportata con estrema facilità, occupando un ingombro minimo.

Pinze: Le pinze sono un accessorio che non tutti i kit offrono, ma in quello Haskyy è presente anche una pinza di estrazione per rimuovere chiodi o altri corpi estranei che, eventualmente, potrebbero penetrare nello pneumatico.

Utensili robusti: Gli utensili del kit Haskyy, soprattutto le pinze, le punte alesatrici e i manici, hanno il pregio di essere robusti e resistenti e di non piegarsi come quelli dei kit a basso costo.

 

Contro

CO2: Il kit Haskyy è completo quasi di tutto, fatta eccezione per le bombolette di CO2 che servono a gonfiare la gomma, ma si tratta di un difetto comune a molti kit del genere.

 

 

Prodigital Kit de Riparazione

 

A volte l’automobilista o il motociclista già possiede alcuni attrezzi che si possono trovare in un kit di riparazione per gomme come la pinza, le bombolette per gonfiare lo pneumatico o un piccolo compressore. Ecco perché nei nostri consigli d’acquisto trovi un kit essenziale come questo Prodigital che è composto solo dalle quattro componenti fondamentali: mastice, strisce, alesatore e punzone con occhiello.

Il vantaggio principale di questo prodotto sta nel prezzo imbattibile che ne fa uno dei più venduti sul mercato. Nonostante il costo a dir poco abbordabile, il kit svolge egregiamente il suo lavoro come, del resto, testimonia la maggior parte degli utenti che lo hanno utilizzato.

Come detto, bisogna disporre già di alcuni attrezzi, altrimenti il kit in sé non risolve il problema e poi è sempre consigliabile recarsi dal gommista più vicino dopo aver riparato la foratura.

Il set qui proposto punta a includere quegli strumenti che non possono mancare, con un prezzo molto concorrenziale. A fine paragrafo potrete trovare il link su dove acquistare il kit se interessati.

 

Pro

Prezzo accattivante: È fuor di dubbio che il costo concorrenziale a cui viene venduto il prodotto costituisce un fattore di interesse per quanti non vogliono spendere troppo.

Strumenti base: A fronte di un costo contenuto, il set dispone di un set base che include colla e mastice con cui chiudere il foro, incluso anche un alesatore con cui far passare ed estrarre il corpo estraneo.

Qualità materiali: Gli accessori forniti per sistemare il foro sono di buona qualità, con una resistenza e una funzionalità tali da consentire all’utente di poter estrarre quanto ha causato il danno alla gomma.

 

Contro

Assenza bombola e pinza: Alcuni utenti non hanno gradito la mancanza di una bombola di Co2 per un gonfiaggio d’emergenza e l’inserimento di una pinza che può facilitare l’estrazione di quanto ancora inserito nello pneumatico.

 

 

Baili 15194

 

Il kit Baili è stato apprezzato da molti automobilisti non tanto per le prestazioni offerte quanto per il prezzo di vendita davvero competitivo. Bastano pochi euro per assicurarsi questo prodotto che, naturalmente, è essenziale e contiene solo gli utensili indispensabili: lima, punteruolo, mastice e strisce di riparazione.

Non può, quindi, essere utilizzato da solo perché ha bisogno di un compressore, o per lo meno di bombolette con anidride carbonica per il gonfiaggio dello pneumatico, e di una pinza per l’estrazione del chiodo o della vite.

Fatte queste precisazioni, si tratta comunque di un kit valido – le recensioni positive dei consumatori lo confermano – che permette di risolvere in poco tempo la foratura senza dover cambiare tutta la ruota, senza rivolgersi immediatamente a un’officina che potrebbe essere chiusa o lontana e senza chiamare il carro attrezzi.

 

Pro

Economico: Una spesa di pochi euro è sufficiente per portarsi a casa questo kit che comprende: lima, punteruolo, colla e cinque strisce di riparazione.

Semplicità: Consente di eseguire l’operazione sul pneumatico in modo agevole e non troppo complicato.

 

Contro

Tempi: Sebbene sia possibile rimettersi in marcia già dopo una mezz’ora dall’applicazione, alcuni utenti consigliano di aspettare diverse ore perché la colla agisca in modo impeccabile.

Dimensioni: Le striscette hanno dimensioni contenute, dunque c’è chi fa notare come spesso se ne debbano utilizzare due affiancate per riparare il foro.

 

 

Tech Star HJ67hR

 

Chi è interessato a un prodotto base ma non sa quale kit di riparazione per pneumatici comprare può dare un’occhiata a questo modello.

Come detto, si tratta di un set essenziale che non comprende, per esempio, compressore, pinza o sacchetto di cui si può fare a meno se si posseggono già.

Non mancano, invece, gli utensili indispensabili come quello per pulire e liberare il foro, e il punteruolo con occhiello nel quale far passare una delle cinque strisce di riparazione, insieme al mastice.

Grazie a questo kit semplice ma universale, con poche operazioni sarà possibile rimettersi su strada, indipendentemente dal tipo di veicolo che si possegga, a due o a quattro ruote. E, altro vantaggio fondamentale, anche senza smontare la ruota.

Essenzialità è il nome scritto sul biglietto da visita di questo oggetto. Ripassiamo insieme le specifiche clou del prodotto e gli aspetti migliorabili secondo gli utenti on line.

 

Pro

Pratico: Il kit di riparazione pur non includendo una bomboletta di Co2 dispone di due strumenti utili per estrarre il chiodo e lavorare bene la gomma. Gli utenti che l’hanno provato confermano la relativa facilità con cui procedere all’operazione.

Basso costo: il kit, nella sua essenzialità, consente di sistemare e far fronte a un’emergenza in caso di foratura, collocandosi tra i più convenienti sul mercato e con un rapporto tra spesa iniziale e risultati soddisfacente.

Strumenti efficaci: Gli elementi su cui si fonda l’utilità del kit sono la lima e il punteruolo, non dimenticando la pinza grazie a cui estrarre l’oggetto appuntito e il mastice con cui chiudere il foro.

 

Contro

Assenza istruzioni: L’assenza di un manuale di istruzioni potrebbe rendere ostica la comprensione di tutti i passaggi necessari alla riparazione a chi non è pratico della cosa.

 

 

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