Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Esistono numerosi metodi per lavare e curare la propria moto, tutti più o meno validi. Vediamo insieme alcune strategie per farlo al meglio.

 

Cosa rappresenta per voi la moto? Per molti passione, gioco, adrenalina, gioia. Ma come tutti i veicoli di spostamento, che sia su quattro, due o tre ruote, arriva sempre il momento per molti tanto agognato: la pulizia. 

A differenza della macchina, la moto è più delicata e non solo per via delle dimensioni differenti, ma anche per la pericolosità dell’infiltrazione di acqua, sapone o altri prodotti, in meccanismi come il sistema frenante o il serbatoio del carburante. 

Parrebbe un’operazione facile: basterebbe una pompa d’acqua, del sapone, una spugna e il gioco è fatto, non è vero? Tuttavia non è così semplice. Nei prossimi paragrafi vi guideremo verso le tre strategie principali per lavare la vostra compagna di strada senza problemi. 

In più, solo alla fine, vi sveleremo un consiglio bonus per tutti gli appassionati di moto.

 

Uno: raduna tutti gli strumenti più importanti

Avete scelto il giorno in cui pulire la moto, ma non sapete qual è il giusto occorrente per averla lucida? Detto…fatto! Prendete uno shampoo neutro per veicoli, uno sgrassatore, del grasso di vaselina e del polish per le cromature. 

Li potrete trovare con estrema facilità anche in una ferramenta locale. Prendete poi dei pennelli, una spugna, un bel secchio d’acqua e anche dei panni puliti. Per evitare di graffiare o macchiare i punti della carrozzeria che sono più fragili, munitevi anche di un po’ di pelle di daino e, soprattutto, di tappi per coprire gli scarichi.

Questi sono gli strumenti e i detergenti principali da utilizzare nella pulizia della vostra moto. 

Ciò nonostante, può capitare che un veicolo necessiti di prodotti specifici per la pulizia, magari perché la carrozzeria o altre componenti sono realizzate o ricoperte da materiali più o meno fragili. 

In questo caso, vi conviene informarvi sul sito della casa produttrice o chiedere consiglio a uno specialista. 

 

 

Due: prendi le giuste accortezze

Avere alcune accortezze vi risparmierà fatica, tempo e denaro. Per fare questo tipo di operazioni, non optate per un vicolo o una strada trafficata. Scegliete invece il vostro garage, oppure una campagna, ma anche il giardino. 

Prima di procedere al lavaggio effettivo, assicuratevi di tappare bene l’impianto di scarico e di proteggere le prese d’aria con pezzi di nylon, oppure appositi tappi di gomma che trovate facilmente in commercio. 

In questo modo non dovrete preoccuparvi che l’acqua e il sapone rovinino il sistema interno alla moto. Fate anche attenzione agli sgrassatori, assicurandovi di utilizzare quelli corretti in base a ciò che dovete fare. 

Di solito quelli per il motore sono più aggressivi, perciò se li utilizzate per la carrozzeria potrebbero rovinare le vernici trasparenti che la ricoprono. Nel caso invece di sgrassatori più generici, è bene diluirli per evitare macchie sul telaio in alluminio.

Infine, se invece del secchio avete a disposizione una pompa o un’idropulitrice, assicuratevi di averla impostata a pressioni basse. Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di spruzzare e danneggiare parti poco protette, come i blocchetti elettrici.

 

Tre: pulisci, ma con attenzione ai dettagli

Ora siete pronti a pulirla, ma da dove iniziare? Cominciate con lo spruzzare lo sgrassatore in quei punti del blocco motore che necessitano di un’azione potente. Molto spesso in queste zone si accumula sporcizia e grasso che, col tempo, possono creare parecchi problemi. 

Pulite aiutandovi con un pennello, in modo da raggiungere anche gli angoli più difficili e permettere allo sporco di sciogliersi con più facilità. 

Quindi risciacquate delicatamente e poi ripassate con la pezza con acqua pulita, per togliere eventuali rimasugli di sgrassatore. Ora passate con l’acqua la parte più superficiale della moto, facendo attenzione a non bagnare l’apparecchiatura elettronica, i filtri, i tubi di scarico, la scatola dei fusibili e tutti quei componenti che non vanno d’accordo con l’umidità.

Prendete quindi il secchio d’acqua, diluiteci lo shampoo neutro e, con l’ausilio di una spugna adatta al lavaggio di macchine e moto, con molta pazienza pulite una parte alla volta, sciacquando e asciugando passo dopo passo.

Ora avete finalmente completato la pulizia della carrozzeria, ma mancano i cerchi e il blocco motore. Utilizzate una spugna o delle fasce strette e lunghe, come delle stringhe per scarpe,  imbevute di sgrassatore. 

Fate diversi giri attorno al raggio con lo stesso movimento che fareste con un seghetto: avanti e indietro. Questo passaggio serve per tirare a lucido i raggi ed evitare di incappare in situazioni pericolose.

Prima di terminare l’asciugatura di tutta la moto, raccogliete l’acqua da quelle parti in cui è ancora presente, quindi ripassate con la pelle di daino e asciugate gli angoli più nascosti con l’ausilio di un compressore.

 

 

Bonus: prevenire è meglio che curare

Una cosa importante e da non sottovalutare è quella di preparare la moto, ma anche voi stessi, per la pulizia. Scegliete un giorno soleggiato, cosi i vostri sforzi non saranno resi vani dalla pioggia. In più rimuovete i caschi, i bagagli, gli accessori, le borse o altri oggetti che avete lasciato sulla moto. 

Se avete in particolar modo un GPS a bordo, cercate di smontarlo prima che si rovini con l’azione dell’acqua. Non si tratta solo di guastare gli apparecchi elettronici, ma anche di mettervi in pericolo, perché si sa: elettricità e acqua non vanno a braccetto. 

Effettuate lavaggi frequenti che vi permettano di evidenziare tutti quei problemi, come perdite causate da fori del serbatoio, oppure la rottura di una gomma. In particolar modo, soprattutto in quest’ultimo caso, scegliete tra i compressori portatili venduti online, quello che più vi interessa. In sostanza, avrete uno strumento che può svoltare la giornata sempre a portata di mano. 

Date un’occhiata anche alle catene e, nel caso in cui sia necessario, lubrificatele e approfittatene per verificare che tutti gli altri componenti siano in regola. A nostro avviso, è bene che il giorno di pulizia coincida con quello di manutenzione, in modo da ottimizzare il tempo e viaggiare sempre al sicuro.

Un’ultima cosa: rimuovete prima i moscerini schiacciati sia dal vetro, sia dal radiatore. Vi tornerà utile per evitare problemi di surriscaldamento durante la corsa. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Se avete acquistato da poco un compressore portatile o avete intenzione di farlo, scoprite innanzitutto come funziona e a cosa può esservi utile.

 

Non basta scegliere uno dei tanti compressori portatili sul mercato, perché senza una conoscenza dei componenti e delle situazioni in cui può tornarvi utile, rischiate di abbandonarlo, lasciando che si riempia di polvere. 

Il suo campo di utilizzo è veramente vasto, perché con l’aria compressa è possibile svolgere numerose attività lavorative o anche usarla come passatempo. Se state pensando di acquistarne uno, allora grazie a questo articolo potrete venire a conoscenza delle tipologie presenti in commercio, delle caratteristiche principali e le funzionalità che spiccano maggiormente, quindi optare per le soluzioni migliori.

 

Di cosa si tratta?

Quando si parla di compressore, per antonomasia s’intende un dispositivo (meglio, un macchinario) che sfrutta una forza meccanica per comprimere l’aria, sottoponendola a una pressione alta.

A prescindere dalla casa produttrice, la struttura si ripete con alcune caratteristiche per ogni modello: c’è una bombola che contiene il gas o l’aria compressa, un rubinetto di erogazione e un tubo flessibile che serve per direzionare il getto d’aria.

I suoi utilizzi possono essere molteplici, perché il bacino di possibili impieghi è ampio sia a lavoro e sia nell’hobbistica, nel fai da te e così via. 

Ciò nonostante, un utilizzo molto diffuso è quello di gonfiare le gomme dell’auto, della moto o di tutti quei veicoli che si muovono con gli pneumatici. Ecco perché è sempre consigliato di scegliere il migliore compressore portatile, perché può servirvi in occasioni particolari per cui è sempre bene averne uno.

Potrete anche usarlo per la sabbiatura, ma anche per la verniciatura, per cui è necessario non solo un compressore più potente, ma uno dotato di aerografo. Viene utilizzato nell’industria anche per la raccolta delle olive, oppure la pulizia degli appartamenti e di altri macchinari, che non possono essere puliti con altri prodotti e strumenti.

 

 

Due grandi famiglie

Di compressori, come avete intuito, ne esistono di diversi tipi. In commercio si distinguono solo due grandi famiglie: i volumetrici e i dinamici. Nel primo caso, la pressione dell’aria e l’erogazione di quest’ultima vengono scandite da movimenti meccanici ben definiti. 

Per quanto riguarda invece la seconda tipologia, la compressione si ha per via della velocità che si riesce a imprimere sul corpo. Viene da sé che la scelta di utilizzare l’uno o l’altro dipende molto dal lavoro che si deve svolgere o di ciò a cui vi potrà essere utile. 

Essere costretti a imprimere una forza su un corpo affinché raccolga l’aria e quindi funzionare non è sempre il massimo, soprattutto se si va di fretta e non si ha abbastanza forza: ecco perché quelli più comuni sono quelli della prima categoria.

Se state pensando di acquistarne uno, valutate prima di capire di che tipo è quello che avete individuato e, solo dopo, comparate le eventuali caratteristiche tecniche.

 

Altre tipologie

Per essere ancora più specifici, in virtù dei diversi utilizzi, ci sono anche ulteriori sottocategorie e tipologie di compressore portatile ad aria. C’è ad esempio quello senza olio, chiamato anche compressore a secco, particolarmente utile per eseguire lavori casalinghi in cui non serve una potenza eccessiva, quindi evitando di macchiare sia il pavimento sia altre cose.

Esiste anche la controparte, quindi quello a olio, spesso più silenzioso ma a cui bisogna fare comunque attenzione per le possibili perdite di grasso: perciò necessita anche di una manutenzione più attenta.

Si possono trovare i compressori a vite, ovvero quelli con due motori a forma di elica, spesso avviati tramite un fluido che entra nella valvola e genera una pressione non indifferente. Passiamo ai compressori a pistone, che dispongono, per l’appunto, di due o tre pistoni che permettono di comprimere il gas. Si tratta di uno dei modelli più utilizzati nell’industria, ma anche nei lavori di tutti i giorni, perché oltre la possibilità di poterli trasportare, possono essere migliorati con l’aggiunta di altri pistoni.

 

Per cosa si può utilizzare

Con un compressore si possono svolgere numerose attività, sia professionali e sia di piacere. Molto spesso un compressore portatile è utilizzato soprattutto per quei lavori domestici che necessitano di più precisione, come nel caso di pitturazione dei muri, verniciatura e tanto altro. 

Come anticipato, possono essere anche utilizzati per la coltivazione e la pulizia degli ambienti. Grazie alla pressione dell’aria, infatti, si riescono a spostare grandi quantità di materiali in breve tempo. 

Esistono alcuni compressori che consentono di collegare una pistola per la pompa idraulica, perciò vengono utilizzati nella pulizia di auto, moto, biciclette o altri veicoli. Ai fini domestici può rivelarsi interessante agganciare un aerografo, oppure altri accessori e strumenti che si possono trovare in ferramenta o da un rivenditore specializzato. 

Sarà possibile infatti utilizzarlo per lavare le tapparelle, le tende e i materassi, oppure portarlo con sé durante i viaggi in auto. Tornerà utile nel caso in cui ci sia bisogno di misurare la pressione degli pneumatici e avvitare i bulloni che tengono saldo il copricerchio.

Insomma, le modalità di impiego di un prodotto di questo genere sono numerose, basta solo scegliere il modello migliore.

 

 

Come sceglierne uno

A tal proposito, per individuare quello giusto tra la vasta gamma di compressori presenti sul mercato, si può optare per svariati metodi di classificazione. Innanzitutto decidete per quale impiego vi servirà, poiché un compressore per verniciare sarà diverso da un altro utilizzato per sabbiare, per imballare o per pulire, non tanto a livello di struttura, quanto a livello di funzionalità.

Ogni compressore possiede alcune peculiarità che lo rendono unico e diverso dagli altri, adatto quindi ai vari settori di impiego e, di conseguenza, con costi diversi. Se siete alla ricerca di un articolo di facile trasporto, che può essere portato con sé in macchina oppure in moto, allora optate per un modello sia abbordabile economicamente, sia con l’opzione di poter essere integrato con altri attrezzi.

Esistono trapani, cacciaviti elettrici e altri strumenti che si attivano anche tramite l’azione dell’aria compressa, quindi particolarmente utili in tutte quelle situazioni di emergenza su strada, in cui manca l’energia elettrica.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Volete fare una sorpresa coi fiocchi a chi guida quattro e due ruote? Allora leggete le 10 idee regalo che abbiamo raccolto in questo articolo.

 

Almeno una volta all’anno arriva quel momento in cui si desidera (o si deve) fare un regalo a qualcuno, a prescindere che si tratti di un evento speciale oppure no. In effetti un regalo non è sempre sinonimo di sorpresa, perché molto spesso capita di non avere idee e di finire per chiedere direttamente all’interessato ciò che può desiderare. 

Ma se volete evitare quest’ultimo passaggio e quindi arrivare impreparati fino all’ultimo, seguiteci nelle prossime righe, perché vi faremo conoscere dieci accessori speciali per l’auto o per la moto!

 

Per gli amanti della due ruote

Il mondo sembra dividersi in due tipi di individui: quelli che amano l’auto e quelli che amano la moto. Partiamo proprio da quest’ultima, infatti, nei prossimi paragrafi, elenchiamo cinque accessori utili prevalentemente per questo mezzo, ma che possono essere validi anche per chi è amante della quattro ruote.

 

 

Zacro ZOR3AUIT1

Si tratta di una custodia impermeabile per il cellulare, da attaccare comodamente allo specchietto retrovisore. Il braccio è articolato e resistente, progettato affinché il telefono non si muova con le vibrazioni del veicolo e, in più, può essere ruotato di 360 gradi.

Inoltre è provvisto di una piccola tasca in cui custodire i documenti durante il viaggio. Insomma, è un prodotto parecchio economico che farà felice chiunque sia solito utilizzare il GPS tramite lo smartphone mentre è alla guida.

 

Favoto FTEUXXL

In questo caso l’idea regalo è strettamente legata ai possessori di moto, ma per semplici ragioni di grandezza. Stiamo parlando di un telo coprimoto di alta qualità, confezionato in poliestere, perciò adatto a proteggere il veicolo dalla pioggia, dalla polvere, dai raggi ultravioletti e anche dal vento. 

Ma non finisce qui, perché è testato anche per tutelare la moto e la carrozzeria dai graffi. Tuttavia le cuciture non sono termosaldate, perciò è consigliato per un uso prettamente interno. 

 

ARFKEY portachiavi smart

Un accessorio utile in qualsiasi occasione è proprio questo articolo, adeguato quasi a ogni evenienza. 

Stiamo parlando di un portachiavi realizzato in fibra di carbonio con l’aggiunta di acciaio inossidabile, che lo rende leggero e al tempo stesso robusto, ma anche compatto e resistente. 

Potrete agganciare e custodire fino a 28 chiavi grazie al sistema anti allentamento delle viti. 

Nella confezione, oltre a una garanzia perenne, sono presenti un apribottiglie, una sim e un gancio per attaccarlo alla cintura.

 

SKEY CZK3617

In questo caso parliamo uno dei compressori portatili più venduti (ecco la lista dei migliori prodotti): non sarà utile solo per chi guida la moto, ma per chiunque giri su gomme che toccano l’asfalto. La pompa è dotata di quattro ugelli aggiuntivi, che permettono al compressore di riempire d’aria lo pneumatico in appena 4 minuti.

Grazie al display a LED, questo prodotto è facile da utilizzare anche al buio e in situazioni di emergenza. Secondo noi è un’idea regalo non solo utile, ma anche premurosa per la sicurezza di chi riceve la sorpresa.

 

ILM CH30

Quando si viaggia spesso, può capitare di dover utilizzare il GPS tramite tablet, smartphone o altri dispositivi, quindi anche di agganciarlo a qualche strumento per seguire le indicazioni.

In ogni caso, non si deve rinunciare alla sicurezza: per questo motivo questi guanti leggeri e al tempo stesso resistenti possono fare al caso vostro nella scelta di un regalo.

Sono comodi da indossare, dotati di una chiusura regolabile e compatibili con qualsiasi schermo touch.

 

Per chi guida l’auto

Per quanto riguarda le altre cinque idee regalo adatte prevalentemente a chi guida l’auto, di seguito ne troverete alcune molto particolari. Come avrete intuito, si tratta di accessori utili (talvolta addirittura necessari per la sicurezza) che possono essere sfruttati sia durante la guida, sia nella vita di tutti i giorni.

 

Handpresso Auto Ese

Se il diretto interessato è un amante del caffè e non può o non vuole rinunciare a questo piacere anche in viaggio, allora questo è l’articolo perfetto. Si tratta di una macchina espresso trasportabile, che permette di preparare l’autentico espresso in auto, in camper ma anche durante una sosta con la moto. 

Basterà avere solamente un piccolo attacco di alimentazione a 12V e le cialde apposite: in dotazione c’è anche una custodia per il trasporto insieme a due tazzine e ben 18 cialde in omaggio.

 

BLISSANY Purificatore d’aria

Dopo diversi utilizzi, anche il filtro dell’aria condizionata tende a rovinarsi. Il costo per una sostituzione e per la manutenzione è purtroppo elevato, per questo, un regalo che può tornare utile è un purificatore d’aria.

Questo modello, ad esempio, serve a rimuovere fumo, odori, smog e pollini dall’abitacolo, collegandolo semplicemente all’accendisigari. Già dopo diversi utilizzi se ne traggono benefici, soprattutto per chi soffre di particolari allergie, è raffreddato oppure per chi vuole semplicemente respirare aria più pulita.

 

VANTRUE N2 Pro

Vi proponiamo un’idea regalo più legata alla sicurezza, utile su moto, su auto e su qualsiasi altro mezzo. Stiamo parlando di una telecamera Full HD, dotata di una particolare visione notturna.

Utile tanto nel caso di incidenti, perché registra quanto avvenuto durante il sinistro, quanto durante le manovre di parcheggio. La registrazione partirà in automatico ogni qualvolta la macchina viene messa in moto. 

 

 

ThreeH HUF05

Nei viaggi lunghi, da soli o in famiglia, molto spesso si è costretti a fermarsi all’autogrill per prendere dell’acqua o per mangiare. Una soluzione per evitare di farlo ogni volta è quella di acquistare un minifrigo come questo, da portare con sé in auto, ma anche in moto, lasciandolo nel portabagagli. 

In particolare questo articolo è alimentato tramite cavo USB ed è capace sia di raffreddare e sia di riscaldare. In entrambi i casi la modalità viene contrassegnata da un indicatore a LED verde o rosso.

 

Kwmobile Telecomando Bluetooth

Per una guida sicura è meglio scegliere un telecomando Bluetooth per impostare la musica o rispondere alle chiamate. Questo modello, per una decina di euro, consente di avere un’ampia possibilità d’azione, perché si aggancia al manubrio o allo sterzo grazie al supporto integrato. Inoltre è compatibile con dispositivi Android e iOS.

Sebbene venga fornito di un caricatore, la batteria è parecchio durevole in virtù della tecnologia che imposta in automatico lo standby.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Se avete intenzione di acquistare un compressore portatile o lo avete già, ecco dieci situazioni in cui può tornarvi utile!

 

Acquistare un buon compressore portatile è un investimento non da poco: non perché si tratti di un prodotto costoso, ma perché può esservi utile per numerose occasioni, più o meno importanti. 

A partire dagli hobby, passando per le emergenze e arrivando a eventi emozionanti come il carnevale, oppure un matrimonio, ma anche un compleanno: insomma, gli utilizzi di un compressore portatile sono svariati, ma noi abbiamo selezionati i principali dieci. 

 

Com’è fatto?

Prima di scoprire come e cosa potete sperimentare con un compressore portatile, per scegliere il migliore sarà meglio capire com’è fatto. Innanzitutto, esistono varie tipologie di compressore, ma di base quello più venduto, poiché economico e pratico, è quello ad aria. 

Si compone di un serbatoio, un motore che consente al macchinario di funzionare, ma anche di un manometro per il serbatoio e uno per la pressione dell’aria in uscita. Inoltre ha anche un rubinetto a cui è spesso collegato un tubo flessibile, a cui attaccare diversi strumenti e che consente di direzionare meglio l’erogazione dell’aria.

 

 

Per pulire

Tra i primi utilizzi di un compressore portatile c’è quello di facilitare, tramite emissione dell’aria, la pulizia nei punti più critici di un abitacolo, di una casa o di qualsiasi altro luogo. 

Insomma, attaccando la bocchetta adatta potrete arrivare negli angoli più difficili da raggiungere, dove si accumula lo sporco nel corso del tempo a causa dell’assenza di vento.

Un utilizzo da non sottovalutare, perché la polvere si accumula in ogni dove e, talvolta, l’unico modo per toglierla è proprio questo.

 

Per colorare

Siete dei pittori o semplicemente artisti improvvisati, che vogliono dare una svolta alla propria casa, macchina, moto o altro? In commercio esistono compressori portatili a cui potrete collegare le bombolette di vernice, facilmente acquistabili in ferramenta. 

Con il getto d’aria si può scegliere se lasciare che il colore si sparga in modo più vaporoso oppure più uniforme: modalità interessanti, soprattutto se state ridipingendo casa. In particolare quando si dà un tocco di colore ai muri, ci sono angoli difficili da raggiungere con un semplice pennello: ecco che entra in gioco il vantaggio di avere un compressore portatile ad aria.

 

Per sabbiare

Per la sabbiatura avere un compressore non è utile, ma necessario! Si tratta di una tecnica utilizzata in particolar modo dalla grande industria, che consente di pulire le parti metalliche con il getto di aria compressa e silicio, quindi sabbia. 

Durante l’operazione, vi consigliamo di indossare delle cuffie protettive, degli occhialini e dei guanti, affinché la sabbia non possa entrare nelle orecchie e negli occhi. 

 

Per auto e moto

Il processo di pulizia si estende anche alle auto e alle moto, ma l’utilizzo di un compressore in questi casi va oltre il semplice erogare aria compressa. Con l’ausilio della pressione, prima di qualsiasi lavaggio o pulizia della vettura, potrete togliere da soli tutti i rimasugli di sporco sia dentro e sia fuori il veicolo. 

In modo particolare nelle auto, capita che tra le cinghie si formino accumuli di sporcizia e moscerini morti: qui l’azione di un compressore sarà importantissima.

 

Gonfiare e sgonfiare

Tra gli utilizzi principali di un compressore portatile ci sono la possibilità di gonfiare e di sgonfiare: ci riferiamo a gomme, materassini e a tutto quello che necessita di avere dell’aria compressa all’interno. 

In realtà, le gomme sono un caso un po’ a parte, perché la motivazione del loro corretto gonfiaggio non è solo estetico, ma anche e soprattutto funzionale e di sicurezza. Uno pneumatico sgonfio renderà più difficile una frenata e scivolerà con più facilità su strada bagnata.

 

Per gli eventi speciali

Ci sono eventi della propria vita a cui non si può rinunciare: un esempio? Il matrimonio, oppure il proprio compleanno.Sarà interessante, per esempio, sfruttare l’energia di un compressore portatile per lanciare il riso agli sposi quando escono dalla chiesa. 

Un altro utilizzo altrettanto divertente è invece quello di colorare con coriandoli, o altri pezzi di carta che riflettono la luce, la festa che avete organizzato. Chiaramente lo stesso compressore può essere poi utilizzato per pulire il pavimento, radunando tutto il riso e i coriandoli in un angolo e passandoci poi con la scopa.

 

Per hobby

Quanti di voi passano il proprio tempo libero a dipingere, colorare o impreziosire un oggetto per poi sfoggiarlo all’ingresso di un appartamento o, addirittura, venderlo? Con un compressore portatile potrete fare anche questo! 

Tramite l’azione dell’aria compressa si può dipingere un quadro, ma anche colorare in maniera più precisa oggetti piccoli come perline, collane e quant’altro. Il tutto, s’intende, sempre con le dovute misure di sicurezza come carta di giornale, guanti, occhiali e mascherina.

 

In autofficina 

Se di professione siete meccanici, quindi lavorate in autofficina o volete semplicemente fare un regalo a chi si diletta in questi lavori, allora un compressore portatile può tornare davvero utile. 

Non solo per le macchine, le moto e altri veicoli come le biciclette, ma anche per la pulizia di tutto il luogo di lavoro. Tra il grasso dei motori, la polvere e tanto altro, per un’autofficina non basta la semplice scopa.

Con il compressore portatile si può invece riunire lo sporco con estrema facilità e, con l’aiuto di altri elementi come un aspirapolvere, rendere più pulito almeno il pavimento e i ripiani.

 

Per divertirsi d’inverno

Abitate in una villa? Oppure avete un giardino che ogni inverno amate addobbare, in attesa del Natale? Allora ecco il nono modo con cui utilizzare un compressore portatile. Non sempre nevica d’inverno, ma avere un giardino tinto di bianco, su cui si riflettono le luci natalizie, è davvero stupendo. 

Ecco allora che, con la forza dell’aria compressa, avrete la possibilità di spargere un po’ di neve artificiale e rendere magici i mesi più freddi. Sarà di sicuro un divertimento per grandi e piccoli, utile anche per imbiancare l’albero di Natale o il presepe, ormai parte della tradizione di tutta la penisola. 

 

 

Per altre attività lavorative

Sia a livello professionale e sia a livello casalingo, sono tante altre le attività che possono essere svolte con il compressore portatile: basta solo attaccare il giusto attrezzo al rubinetto di emissione dell’aria. 

Esistono alcuni trapani che servono per scalpellare, avvitare, inchiodare o attaccare rapidamente viti, bulloni e tanto altro senza l’ausilio dell’energia elettrica.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Kit di Riparazione per Pneumatici – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

I kit per riparare uno pneumatico sgonfio sono composti da una serie di attrezzi base ma non tutti sono uguali. I due consigliati sono: GIVI S450 è completo, affidabile e corredato da chiare e semplici istruzioni. Comprende anche tre bombolette di anidride carbonica, fondamentale per gonfiare lo pneumatico dopo la riparazione. Rhutten RHU 281867 è un kit essenziale ma efficace, proposto a un prezzo imbattibile, ideale per chi ne voglia acquistare più d’uno.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior kit di riparazione per pneumatici?

 

Come deve essere composto un kit di riparazione per pneumatici? Come si usa e quanto costa? Scopri queste e altre informazioni leggendo la nostra guida, mentre nella classifica in basso trovi la recensione dei modelli più apprezzati sul mercato da automobilisti e motociclisti.

Gli attrezzi che non possono mancare

Il kit di riparazione per pneumatici è un valido alleato per automobilisti e motociclisti perché in pochi minuti consente di superare una situazione di impasse e di giungere in orario a un appuntamento importante o di proseguire tranquillamente una gita fuori porta.

Si rivela addirittura fondamentale di notte o nei giorni festivi quando tutte le officine sono chiuse. Evita di dover chiamare il carro attrezzi e di smontare/rimontare la ruota. In ogni caso, dopo la riparazione, è sempre consigliabile recarsi da un gommista per effettuare controlli più accurati.

I kit in vendita tra cui scegliere possono essere più o meno completi, ma ci sono alcuni attrezzi che non devono assolutamente mancare, quattro in particolare.

Dopo aver estratto la vite o il chiodo che ha causato la foratura – per squarci più grossi qualsiasi tipo di kit si rivela inutile – bisogna disporre di speciali strisce in grado di tappare il foro che vanno inserite tramite un apposito punteruolo con occhiello. Prima, però, bisogna pulire e liberare il foro con un alesatore e poi cospargerlo di colla.

Questi quattro oggetti – strisce, punteruolo, alesatore e colla – sono presenti in ogni kit perché costituiscono la base e, tuttavia, da soli non sono sufficienti.

 

Altri attrezzi

I kit della migliore marca si distinguono dagli altri perché offrono soluzioni più complete, anche se bisogna mettere in conto una spesa maggiore. I modelli essenziali, infatti, hanno un prezzo estremamente competitivo, a volte perfino irrisorio. Tuttavia, come detto, hanno bisogno di altri accessori che bisogna possedere già in casa o acquistare separatamente.

Una volta individuato il chiodo che ha causato la foratura bisogna rimuoverlo e per farlo occorre un paio di pinze che non sono presenti in tutti i kit.

Bisogna poi pulire il foro e riempirlo con mastice e una o due strisce. A questo punto la riparazione è completa però lo pneumatico rimane sgonfio. Ecco perché è necessario disporre di una bomboletta con anidride carbonica che possa gonfiarlo e diversi kit ne contengono anche due o tre.

In alternativa potresti considerare un set che comprenda, invece, un piccolo compressore che va collegato alla presa accendisigari del veicolo e che assicura il gonfiaggio dello pneumatico in maniera più rapida e comoda.

Istruzioni

Confronta prezzi e completezza dei vari kit ma, qualunque sceglierai, assicurati di saperlo utilizzare. Anche se, tutto sommato, occorre poco tempo per riparare la foratura, è importante sapere come agire, specialmente se hai poca dimestichezza con gli pneumatici.

Privilegia quei kit che contengono chiare istruzioni in italiano perché possono essere vitali quando dovrai materialmente procedere alla riparazione.

Dai anche un’occhiata su YouTube perché molte aziende hanno realizzato tutorial online che, affiancati alle istruzioni, si rivelano di grandissima utilità.

 

I 5 Migliori Kit di Riparazione per Pneumatici – Classifica 2019

 

Vediamo adesso, in pratica, come scegliere un buon kit di riparazione per pneumatici. In basso trovi le recensioni dei prodotti più apprezzati dagli automobilisti tra i quali ti consigliamo di fare una comparazione perché in pochi minuti potresti individuare quello che stai cercando senza dover fare ulteriori ricerche.

 

1. GIVI S450 Kit Riparazione Gomme Pneumatici

 

Se stai cercando un prodotto particolarmente completo e affidabile, il miglior kit di riparazione per pneumatici potrebbe essere per te quello proposto dall’italiana Givi.

Bastano pochi minuti per riparare la gomma, ritornare su strada ed effettuare i necessari controlli all’officina più vicina. Tutti, però, hanno bisogno di istruzioni comprensibili su come utilizzare i vari strumenti e quelle in dotazione con questo kit sono semplici e chiare, come testimoniano molti utenti.

Il vantaggio ulteriore è la presenza del codice QR che permette di accedere ai video tutorial online con lo smartphone anche dove non c’è copertura di rete per avere sempre e ovunque una dimostrazione pratica su come si usano gli accessori. La visione di questi filmati è sempre consigliata e va abbinata alla lettura delle istruzioni per non trovarsi impreparati quando la foratura rischia di rovinare una bella gita fuori porta.

Tra i più venduti online, è completo perché contiene ben tre bombolette di anidride carbonica: una, infatti, potrebbe non essere sufficiente a riportare lo pneumatico alla giusta pressione. Manca, però, la pinza.

Un buon set quello proposto da Givi, completo di tutto l’occorrente per riportare in vita un pneumatico forato. Dai pareri in rete sono pochi i lati negativi emersi, vediamo il quadro generale al completo, così da illuminare pregi e le eventuali zone d’ombra.

 

Pro

Istruzioni chiare: Nella confezione trova posto un libretto che accompagna l’utente nelle varie operazioni, spiegando l’utilizzo degli accessori contenuti all’interno del kit in maniera semplice e puntuale.

Bombolette aria: Nel set sono incluse tre bombolette di Co2, per mettere in sesto lo pneumatico in caso di una foratura grave e consentire all’utente di raggiungere l’officina più vicina.

Codice QR: La presenza di un codice QR permette l’accesso a contenuti video che guidano l’utente passo dopo passo; una soluzione in più che può far comodo a quanti hanno poca dimestichezza con le operazioni.

 

Contro

Assenza pinza: Alcuni utenti hanno lamentato l’assenza di una pinza grazie a cui rimuovere un chiodo o il corpo estraneo penetrato nella gomma.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

2. Saife 281867 Kit Ripara Pneumatici Gomme

 

Tra i migliori kit di riparazione per pneumatici del 2019 troviamo questo modello Rhutten composto da cinque strisce di gomma, il mastice e quattro attrezzi, tra cui le pinze che a volte non sono presenti neanche nei kit più costosi ma che sono indispensabili per estrarre la vite o il chiodo dallo pneumatico.

Mancano, invece, le bombolette per il gonfiaggio; l’automobilista o il motociclista dovrà acquistarle a parte oppure dovrà dotarsi di un piccolo compressore.

Il costo di questo kit è alla portata di tutti e non mancano coloro che ne hanno acquistati più d’uno per i diversi veicoli presenti in casa.

Gli utensili hanno impugnature ergonomiche e non manca il sacchettino per contenerli tutti e riporli nel portabagagli occupando un ingombro ridottissimo.

Un pratico video su YouTube realizzato dalla Rhutten stessa – che, a dispetto del nome, è un’azienda italiana – dimostra con chiarezza come vanno usati i vari accessori e con quanta facilità si può riparare la foratura.

Il marchio made in Italy offre una tra le soluzioni più economiche presenti sul mercato. Scopriamo quali sono i pregi del kit e dove si potrebbe migliorare per una maggiore soddisfazione dei clienti.

 

Pro

Pinza inclusa: L’inserimento di una pinza con cui estrarre oggetti appuntiti, come chiodi e pezzi infilati nel copertone, non è un’aggiunta così scontata come molti potrebbero pensare e per questo decisamente gradita in un kit di pronto intervento.

Buon rapporto qualità/prezzo: La presenza di strumenti utili ed efficaci, insieme a una banda per chiudere lo strappo delle gomma, ben bilanciano ed equilibrano il prezzo finale con un buon compromesso per l’utente.

Contenitore: Il kit degli utensili si può riporre dentro una custodia apposita in dotazione; una praticità che non guasta e che trova un posto comodo all’interno del vano bagagli o sotto il sedile dell’auto, per un aiuto immediato in caso di bisogno.

 

Contro

Assenza bombolette: Il tassello mancante che avrebbe meritato all’oggetto il top delle valutazioni, sta nell’assenza di una bomboletta di Co2 con cui immettere aria nella gomma forata; una soluzione temporanea con cui raggiungere l’officina di servizio.

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3. Haskyy Kit di Riparazione, 45 pz

 

Il kit di riparazione per pneumatici CPRRS-15, prodotto dalla ditta Haskyy, è un set di tipo professionale ma di fascia economica, composto da un totale di 45 pezzi contenuti in una pratica valigetta portatile.

Il kit è composto da due manici a T, tre punteruoli intercambiabili di cui due già montati sui manici, due chiavi a brugola per il montaggio dei punteruoli, quattro tubetti da 12 grammi ognuno di mastice vulcanizzante per caucciù, un piccolo cutter, una pinza, una confezione di grasso lubrificante e 35 strisce per la riparazione delle forature.

Gli acquirenti lo ritengono un buon kit di riparazione pneumatici, abbastanza completo e anche economico, essendo prodotto in Germania, inoltre, gli strumenti si distinguono per la loro robustezza e resistenza; le pecche sono le istruzioni, presenti soltanto in lingua tedesca, e la mancanza di bombolette di CO2, che sono indispensabili per riportare a pressione lo pneumatico dopo averlo riparato.

 

Pro

Strisce di riparazione: A differenza di altri kit simili che contengono soltanto poche strisce di ricambio, di solito non più di cinque, il kit Haskyy CPRRS-15 ne offre ben 35 nella sua dotazione di accessori.

Custodia: Pratica oltre che comoda, non solo permette di tenere tutti gli strumenti del kit in ordine, ma può anche essere trasportata con estrema facilità, occupando un ingombro minimo.

Pinze: Le pinze sono un accessorio che non tutti i kit offrono, ma in quello Haskyy è presente anche una pinza di estrazione per rimuovere chiodi o altri corpi estranei che, eventualmente, potrebbero penetrare nello pneumatico.

Utensili robusti: Gli utensili del kit Haskyy, soprattutto le pinze, le punte alesatrici e i manici, hanno il pregio di essere robusti e resistenti e di non piegarsi come quelli dei kit a basso costo.

 

Contro

CO2: Il kit Haskyy è completo quasi di tutto, fatta eccezione per le bombolette di CO2 che servono a gonfiare la gomma, ma si tratta di un difetto comune a molti kit del genere.

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4. BKR Kit Ripara Gomme CO2 Delux

 

Il kit ripara pneumatici proposto da BKR offre tutto l’occorrente per questa operazione se si dovesse forare una ruota della moto o dello scooter.

Nella comoda borsa per il trasporto sono infatti offerti: una valvola di collegamento, cinque cordoni autovulcanizzanti, un adattatore per gomme da bicicletta, una chiave a T per foro e una chiave a T con uncino, un taglierino e un tubetto di colla. Se questi sono gli arnesi che non possono mancare in kit ripara gomme, molto importante è la presenza di ben 3 bombolette di CO2, indispensabili per gonfiare la gomma e ripartire per il proprio viaggio senza problemi.

Inoltre non mancano quattro strisce di gomma per riparare da sé l’eventuale foro che si è creato nel pneumatico. Molti utenti consigliano di acquistare almeno un altro paio di bombolette di CO2 se si utilizza questo kit per una motocicletta, perché quelle presenti potrebbero non bastare a gonfiare una gomma di una moto.

 

Pro

Dotazione: Non manca proprio nulla a questo kit che diventa indispensabile per chi viaggia spesso in moto, scooter e anche in bicicletta. Spiccano le 3 bombolette di CO2.

Borsa: Tutti gli attrezzi sono contenuti in modo ordinato una borsa per il trasporto che è abbastanza capiente per poter aggiungere qualche altro oggetto non presente nella dotazione.

Prezzo: Rispetto ad altri kit sul mercato, prodotti da marchi più blasonati questo di BKR non ha nulla da invidiare e viene offerto a un costo decisamente più economico.

 

Contro

Pinza: Per essere perfetta la dotazione avrebbe dovuto prevedere anche una pinza per poter togliere il chiodo o la vite che ha causato la foratura, operazione che con le sole mani è un po’ difficile da compiere.

Bombolette: Se il kit viene pensato per riparare una gomma da moto è molto probabile che le tre bombolette di CO2 in dotazione non siano sufficienti per gonfiarla del tutto.

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5. Slime 071628150028 Riparapneumatici

 

Questo kit ripara pneumatici diventa utile da tenere sempre con sé nel bagagliaio della propria auto ed utilizzarlo in caso di foratura di un pneumatico. Il sistema si basa sulla presenza di una bomboletta contenente una miscela di fibre, polimeri e leganti. La sostanza viene iniettata nel foro tramite un piccolo compressore presente nel kit che si alimenta tramite la presa accendisigari dell’auto.

Una volta a contatto con l’aria gli agenti coagulanti e leganti si attivano e iniettati nel foro creano un tappo flessibile che consente di proseguire il proprio viaggio in sicurezza. L’utilizzo è molto semplice, e il tutto è coadiuvato da istruzioni chiare e precise contenute nella confezione. Slime ha però una durata limitata, all’incirca 3 anni, passati il quale non viene più garantita la sua funzione.

Oltre al kit è bene premunirsi di una pinza per poter estrarre dalla ruota la vite o il chiodo colpevoli della foratura. Il compressore può anche essere utilizzato per gonfiare le gomme anche se non sono forate.

 

Pro

Semplice da usare: Una delle doti migliori di questo kit di riparazione pneumatici è la facilità di utilizzo grazie anche alle chiare istruzioni fornite dal produttore.

Compressore: Per inserire lo Slime all’interno del forno è a disposizione un piccolo compressore alimentato tramite la presa accendisigari, che diventa utile anche per gonfiare le gomme un po’ sgonfie.

Sempre a disposizione: Il kit si può tranquillamente tenere nel bagagliaio della propria auto in quanto la sostanza contenuta nella bomboletta non è infiammabile né tossica, e non si gela o si secca.

Borsa: Compressore e bomboletta di Slime sono contenuti in una pratica borsa per il trasporto, in cui è possibile anche inserire altri piccoli utensili che possono servire in caso di foratura.

 

Contro

Scadenza: Purtroppo lo Slime ha una scadenza, che è di 3 anni oltre il quale è meglio non utilizzarlo in quanto non è garantita la tenuta del tappo che va a chiudere il foro nella gomma.

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Come utilizzare il kit di riparazione per pneumatici

 

Può capitare a tutti e in qualsiasi momento, anche quello meno opportuno (ammesso poi che ci sia un momento opportuno per una spiacevole situazione), di forare una ruota. Cosa si fa? Ma certo, basta cambiarla con la ruota di scorta. Vero, peccato che non vi siate preoccuparti di farla riparare dopo l’ultima foratura. Per viaggiare più tranquilli, è preferibile avere sempre in auto un kit di riparazione per pneumatici.

 

 

Più spazio e auto più leggera

In teoria disporre di un kit per riparare le gomme eviterebbe l’ingombro della ruota di scorta la quale, come si sa, occupa buona parte del bagagliaio, oltre a rendere l’auto più pesante. Tanto è vero che alcuni produttori, al posto della ruota di scorta inseriscono il suddetto kit. Bisogna però dire che non sempre è possibile riparare la gomma; pensiamo al caso di uno squarcio nel copertone. In questa occasione avere la ruota di scorta è una vera salvezza. Ecco perché, anche se decidete di comprare il kit, è sempre bene avere nel bagagliaio almeno il ruotino.

 

Cosa comprende un kit

Generalmente un kit include un mini compressore e una bomboletta. In alcuni casi può essere presente anche un attrezzo utile per allargare il foro, A riguardo apriamo una parentesi. Non tutti vedono di buon occhio quei kit che per la riparazione richiedono di ampliare, seppur di poco, il foro perché ritengono che ciò comprometta ulteriormente il pneumatico. Il compressore è alimentato da una tensione di 12 V e può essere collegato all’accendisigari dell’auto. La bomboletta, che contiene una schiuma, va collegata al piccolo compressore.

 

 

La procedura di riparazione

Diciamo subito che non c’è bisogno di smontare la ruota. Innanzitutto è necessario individuare il foro. Fatto ciò si collega il compressore all’accendisigari, come anticipato un attimo fa e dunque si avvita la bomboletta spray. Quando si aziona il compressore, una certa quantità di schiuma e aria viene inserita nella gomma fino a tappare il buco. La fase successiva è verificare la pressione della ruota.

Se tutto è in ordine, bisogna comunque attendere una decina di minuti per dare il tempo alla schiuma di legarsi con il copertone. Attenzione, bisogna viaggiare a velocità moderata: è opportuno non superare i 60 Km/h. Sempre per questioni di sicurezza, è bene far controllare la ruota a un gommista alla prima occasione.

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

Prodigital Kit de Riparazione

 

A volte l’automobilista o il motociclista già possiede alcuni attrezzi che si possono trovare in un kit di riparazione per gomme come la pinza, le bombolette per gonfiare lo pneumatico o un piccolo compressore. Ecco perché nei nostri consigli d’acquisto trovi un kit essenziale come questo Prodigital che è composto solo dalle quattro componenti fondamentali: mastice, strisce, alesatore e punzone con occhiello.

Il vantaggio principale di questo prodotto sta nel prezzo imbattibile che ne fa uno dei più venduti sul mercato. Nonostante il costo a dir poco abbordabile, il kit svolge egregiamente il suo lavoro come, del resto, testimonia la maggior parte degli utenti che lo hanno utilizzato.

Come detto, bisogna disporre già di alcuni attrezzi, altrimenti il kit in sé non risolve il problema e poi è sempre consigliabile recarsi dal gommista più vicino dopo aver riparato la foratura.

Il set qui proposto punta a includere quegli strumenti che non possono mancare, con un prezzo molto concorrenziale. A fine paragrafo potrete trovare il link su dove acquistare il kit se interessati.

 

Pro

Prezzo accattivante: È fuor di dubbio che il costo concorrenziale a cui viene venduto il prodotto costituisce un fattore di interesse per quanti non vogliono spendere troppo.

Strumenti base: A fronte di un costo contenuto, il set dispone di un set base che include colla e mastice con cui chiudere il foro, incluso anche un alesatore con cui far passare ed estrarre il corpo estraneo.

Qualità materiali: Gli accessori forniti per sistemare il foro sono di buona qualità, con una resistenza e una funzionalità tali da consentire all’utente di poter estrarre quanto ha causato il danno alla gomma.

 

Contro

Assenza bombola e pinza: Alcuni utenti non hanno gradito la mancanza di una bombola di Co2 per un gonfiaggio d’emergenza e l’inserimento di una pinza che può facilitare l’estrazione di quanto ancora inserito nello pneumatico.

 

 

Baili 15194

 

Il kit Baili è stato apprezzato da molti automobilisti non tanto per le prestazioni offerte quanto per il prezzo di vendita davvero competitivo. Bastano pochi euro per assicurarsi questo prodotto che, naturalmente, è essenziale e contiene solo gli utensili indispensabili: lima, punteruolo, mastice e strisce di riparazione.

Non può, quindi, essere utilizzato da solo perché ha bisogno di un compressore, o per lo meno di bombolette con anidride carbonica per il gonfiaggio dello pneumatico, e di una pinza per l’estrazione del chiodo o della vite.

Fatte queste precisazioni, si tratta comunque di un kit valido – le recensioni positive dei consumatori lo confermano – che permette di risolvere in poco tempo la foratura senza dover cambiare tutta la ruota, senza rivolgersi immediatamente a un’officina che potrebbe essere chiusa o lontana e senza chiamare il carro attrezzi.

 

Pro

Economico: Una spesa di pochi euro è sufficiente per portarsi a casa questo kit che comprende: lima, punteruolo, colla e cinque strisce di riparazione.

Semplicità: Consente di eseguire l’operazione sul pneumatico in modo agevole e non troppo complicato.

 

Contro

Tempi: Sebbene sia possibile rimettersi in marcia già dopo una mezz’ora dall’applicazione, alcuni utenti consigliano di aspettare diverse ore perché la colla agisca in modo impeccabile.

Dimensioni: Le striscette hanno dimensioni contenute, dunque c’è chi fa notare come spesso se ne debbano utilizzare due affiancate per riparare il foro.

 

 

Tech Star HJ67hR

 

Chi è interessato a un prodotto base ma non sa quale kit di riparazione per pneumatici comprare può dare un’occhiata a questo modello.

Come detto, si tratta di un set essenziale che non comprende, per esempio, compressore, pinza o sacchetto di cui si può fare a meno se si posseggono già.

Non mancano, invece, gli utensili indispensabili come quello per pulire e liberare il foro, e il punteruolo con occhiello nel quale far passare una delle cinque strisce di riparazione, insieme al mastice.

Grazie a questo kit semplice ma universale, con poche operazioni sarà possibile rimettersi su strada, indipendentemente dal tipo di veicolo che si possegga, a due o a quattro ruote. E, altro vantaggio fondamentale, anche senza smontare la ruota.

Essenzialità è il nome scritto sul biglietto da visita di questo oggetto. Ripassiamo insieme le specifiche clou del prodotto e gli aspetti migliorabili secondo gli utenti on line.

 

Pro

Pratico: Il kit di riparazione pur non includendo una bomboletta di Co2 dispone di due strumenti utili per estrarre il chiodo e lavorare bene la gomma. Gli utenti che l’hanno provato confermano la relativa facilità con cui procedere all’operazione.

Basso costo: il kit, nella sua essenzialità, consente di sistemare e far fronte a un’emergenza in caso di foratura, collocandosi tra i più convenienti sul mercato e con un rapporto tra spesa iniziale e risultati soddisfacente.

Strumenti efficaci: Gli elementi su cui si fonda l’utilità del kit sono la lima e il punteruolo, non dimenticando la pinza grazie a cui estrarre l’oggetto appuntito e il mastice con cui chiudere il foro.

 

Contro

Assenza istruzioni: L’assenza di un manuale di istruzioni potrebbe rendere ostica la comprensione di tutti i passaggi necessari alla riparazione a chi non è pratico della cosa.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Martinetto Idraulico – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione 

 

Il martinetto idraulico è un oggetto che pian piano sta prendendo piede all’interno di numerosi veicoli. Infatti lo si trova tra le dotazioni di alcune macchine per un supporto rapido e funzionale in caso di guasti improvvisi o per chi, nella tranquillità del proprio garage vuole procedere al cambio della ruote nel corso di una regolare manutenzione. Quanti desiderano avere uno sguardo più ampio, capace di illuminare aspetti differenti e aiutare nella scelta del migliore martinetto idraulico, possono leggere la guida che abbiamo stilato qui di seguito. Le tipologie e il funzionamento possono cambiare, ma in diversi contesti esistono prodotti di un certo livello. Unitec 10008 fa parte di questa categoria, con una struttura solida e una capacità di carico che si assesta sulle 2 tonnellate massime. A seguire in seconda posizione Einhell 2006365 a bottiglia, realizzato da una delle migliori marche, anche mettendo a confronto i prezzi. In questo caso la tipica struttura verticale supporta un carico massimo di 5 tonnellata e guarda alla portabilità come la carta da giocare per vincere la partita tra i migliori martinetti idraulici del 2019.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior martinetto idraulico?

 

Chi apprezza i confronti serrati e una pratica schematizzazione che si muove tra pregi e difetti, troverà utile dedicare del tempo alla lettura della tabella comparativa. In questa suddivisione emergono quegli aspetti e le eventuali problematicità dei prodotti presi in esame, così da offrire un colpo d’occhio immediato per chi ama certa sintesi ma vuole comunque sapere quale martinetto idraulico comprare.

 

 

Tipologia di martinetti

Confusi su come scegliere un buon martinetto idraulico? Per fortuna le tipologie che vanno per la maggiore non sono molte. Sul mercato troviamo i tipi a carrello e i modelli a bottiglia.

Nel primo caso la struttura presenta uno sviluppo più orizzontale e il dispositivo sfrutta quattro ruote per muoversi senza difficoltà al di sotto del mezzo. Nei modelli dal costo più elevato la grande differenza la fanno i materiali con cui è realizzato il pistone idraulico, i dispositivi di sicurezza e il peso massimo che il cric riesce a sostenere. Ci sono martinetti che superano di molto anche le dieci tonnellate.

Per chi vuole un oggetto da sistemare nel bagagliaio del mezzo, disporre di un martinetto idraulico a carrello, comporta la scelta di un modello piccolo e funzionale. La portabilità, ma non solo, è l’altra qualità che di solito si ricerca nei martinetti a bottiglia.

 

Funzionalità

La stragrande maggioranza delle persone utilizza i modelli a bottiglia sistemandoli in poche mosse sotto il mezzo. Diciamo che l’obiettivo di chi usa un cric idraulico sta tutto nello sfruttare il lavoro di un pistone che, attivandosi con il movimento della mano, permette di sollevare un lato dell’autovettura per un cambio gomme pratico e senza eventuali danneggiamenti al mezzo e all’operatore.

Avere ben chiaro di cosa si ha bisogno può sgomberare il campo da prodotti spesso dal costo eccessivo che non risolvono le reali necessità dell’utente.

 

 

L’importanza del meccanismo

Di base il movimento necessario che mette in funzione un martinetto idraulico parte dall’asta che si collega al pezzo. La pressione esercitata dall’utente fa sollevare progressivamente il pistone idraulico posizionato sotto il mezzo. Lo sforzo richiesto è minimo e la resa in termini di altezza dipende molto dal range massimo che il cric riesce a raggiungere.

Anche in questo caso, a seconda del mezzo di cui si dispone, si può optare per un modello capace di supportare 2 tonnellate, oppure alzare il tiro fino a 5 o 6. L’importante è disporre di una barra comoda e maneggevole, così come di una base stabile, quanto mai necessaria in caso di operazioni delicate come queste.

 

I 5 Migliori Martinetti Idraulici – Classifica 2019

 

La classifica dei migliori martinetti idraulici, si muove tra una serie di prodotti della tipologia a carrello e a bottiglia. Questo perché spesso a seconda del prodotto, una capacità di sollevamento inferiore si sposa a una migliore qualità costruttiva e a una buona praticità d’uso.

In altri contesti i pareri positivi degli utenti hanno confermato parametri che riteniamo fondamentali, tra cui la resistenza, la presenza di una confezione in cui riporlo al termine delle operazioni e un sistema di montaggio e smontaggio pensato più per il neofita che per l’esperto meccanico.

 

 

1. Unitec 10008 Martinetto Idraulico 2T

Principale vantaggio:

L’Unitec 10008 2T ha il pregio di possedere un eccellente rapporto qualità-prezzo e un livello di prestazioni ideale per l’impiego domestico. Se possedete un’auto di media cilindrata e dimensioni, questo è il martinetto giusto per voi, efficiente ed economico.

 

Principale svantaggio:

Bisogna fare particolare attenzione nel regolare l’altezza del supporto mediante la relativa vite perché, secondo alcuni acquirenti, la fase di abbassamento potrebbe presentare dei problemi e divenire un’operazione poco pratica da eseguire.

 

Verdetto 9.8/10

L’eccellente rapporto qualità-prezzo dell’Unitec 10008 2T è stato particolarmente apprezzato, come testimonia il notevole successo di mercato ottenuto da questo modello.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Economico ed efficiente

Il martinetto idraulico è un sistema di sollevamento basato appunto sull’utilizzo di un cilindro idraulico. Si tratta di un attrezzo usato soprattutto nei garage e nelle officine meccaniche, per sollevare un lato dell’automobile e permettere il cambio delle gomme, per esempio, o per avere accesso alla parte inferiore della meccanica, al fine di effettuare il cambio d’olio e altri piccoli interventi di manutenzione in tutta comodità.

I martinetti idraulici destinati all’impiego professionale sono estremamente costosi, ma in compenso garantiscono prestazioni eccellenti e un elevato potere di sollevamento, che però è inutile nell’ottica di un impiego di tipo domestico.

Gli appassionati dell’automobile e i risparmiatori attenti che curano, nei limiti del possibile, la manutenzione del proprio veicolo, invece, possono tranquillamente contare sui martinetti di fascia economica, come l’Unitec 10008 2T. Questo martinetto idraulico, infatti, ha il pregio di essere low cost e di offrire un livello di prestazioni adeguato alle necessità di impiego per una singola classe di veicoli.

 

 

Compatto, solido e ben assemblato

Una delle caratteristiche che gli acquirenti hanno apprezzato di più è la sua compattezza e praticità di trasporto, grazie alla presenza di una comoda maniglia ergonomica.

L’apparecchio ha un peso di circa 9,4 chilogrammi, dovuto però al fatto di essere realizzato interamente in acciaio inossidabile verniciato a smalto e, per quanto economico sia, è decisamente solido e ben assemblato. Il suo ingombro è minimo e gli permette di essere tenuto sia in garage sia nel portabagagli.

Le sue misure, infatti, sono di soli 46 x 15 x 11 centimetri circa, rispettivamente in lunghezza, larghezza e altezza. Montando la leva di azionamento la lunghezza totale raggiunge i 70 centimetri circa, assicurando un’elevata praticità d’impiego, la massima libertà di movimento e, al tempo stesso, di stare a distanza di sicurezza dall’automobile.

 

Ideale per gli automobilisti

Il livello di prestazioni offerto dal martinetto idraulico Unitec 10008, è ideale soprattutto per coloro che possiedono utilitarie o vetture del segmento medio. L’ampiezza di sollevamento consentita dal cilindro idraulico, infatti, varia da un minimo di 135 millimetri fino a un massimo di 342 millimetri, mentre la portata massima di peso è di due tonnellate.

Le specifiche gli permettono di essere tranquillamente usato per il cambio occasionale di una gomma, in caso di foratura, ma anche per impieghi più gravosi. In questo caso, però, è consigliabile munirsi di ulteriori cavalletti di sostegno, soprattutto se si rende necessario protrarre il tempo di sollevamento dell’automobile.

 

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2. Einhelll 2006365 Cricco a Bottiglia BTHJ 5000

 

Il modello realizzato da Einhell sorregge fino a 5 tonnellate, con un’escursione che passa 216 mm fino a un massimo 413 mm. Questo significa che a riposo l’oggetto può passare sotto una macchina con uno spessore di 22 cm, così da essere posizionato senza difficoltà.

La forma essenziale e a bottiglia si combina per un funzionamento in cui il sollevamento si concentra in un punto preciso, con un cambio gomme che avviene così senza troppi problemi e con una rapidità che non può che fare piacere a chi si trova in mezzo a una strada con una ruota bucata. Trova posto senza difficoltà nel bagagliaio di una macchina e per quello che deve fare viene proposto a un prezzo decisamente concorrenziale.

Secondo i pareri degli acquirenti, il martinetto idraulico a bottiglia prodotto dalla ditta Einhell è il modello ideale da tenere a bordo dell’autoveicolo, grazie alle sue dimensioni compatte che occupano il minimo ingombro.

 

Pro

Ingombri: La sue dimensioni compatte gli permettono di essere tenuto tranquillamente anche a bordo dell’auto, dato che si tratta di un modello a bottiglia dal minimo ingombro.

Efficiente: Offre una portata massima di ben cinque tonnellate, il che gli permette di sollevare qualsiasi tipo di automobile fino a un’altezza massima di 36,5 centimetri.

Sicuro: Integra una valvola di sicurezza che lo protegge dall’eventualità di un sovraccarico, salvaguardando al tempo stesso anche la sicurezza della persona che lo adopera.

Economico: Considerando la media di prezzo dei martinetti idraulici di fascia bassa, il BTHJ 5000 ha il pregio di essere anche discretamente economico.

 

Contro

Forza: Le sue dimensioni ingannano e, nonostante l’elevata portata, non è adatto a sollevare SUV o furgoni a causa dell’altezza insufficiente.

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3. Seb Crick Auto 6 T Sollevatore Idraulico a Pressione Martinetto Bottiglia

 

La scelta del prodotto Seb risponde spesso alla necessità di un trasporto al tempo stesso comodo e funzionale. Dai pareri di numerosi utenti infatti l’oggetto occupa veramente poco spazio, sfruttando al meglio la potenza idraulica così da riuscire a sollevare un peso massimo di 6 tonnellate.

L’asta per procedere al sollevamento è inclusa nella confezione e come tutto il resto è realizzata in metallo. In tanti hanno apprezzato il gioco del pistone che raggiunge un’altezza di 14 cm, aumentabili fino a 7 cm grazie al pistone a vite presente nel cric. La valvola alla base dell’oggetto si occupa poi di riportare in posizione il supporto al termine del lavoro.

Anche il Seb 12439 è un martinetto idraulico a bottiglia nonché il più economico tra tutti quelli esaminati nella nostra guida, ideale soprattutto per chi vuole risparmiare e cerca un prodotto a prezzi bassi.

 

Pro

Elevazione: L’altezza massima raggiungibile dal pistone è incrementata da un sistema a vite, per cui questo martinetto è adatto anche per sollevare i SUV e i veicoli che hanno un maggiore distacco dal suolo.

Prestazioni: La sua vocazione a sollevare veicoli grossi e pesanti, come i SUV e i furgoni, è confermata anche dalle sue prestazioni di sollevamento; offre, infatti, una portata massima di ben sei tonnellate.

Versatile: Può essere utilizzato senza problemi sia per il cambio gomme, sia per la manutenzione ordinaria del veicolo; date le sue ottime prestazioni è adatto anche come martinetto di scorta in un’officina professionale.

Dimensioni: È anche compatto quanto basta da poterlo trasportare senza problemi, oppure tenerlo permanentemente a bordo del proprio veicolo.

 

Contro

Comodità migliorabile: Anche in questo caso la valvola di scarico del pistone è risultata alquanto scomoda da azionare; sembrerebbe una limitazione comune dei modelli a bottiglia.

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4. Forever Speed Martinetto Idraulico 2T

 

Anche in questo caso la capacità di sollevamento raggiunge un massimo di 2 tonnellate.

Il costo e l’investimento richiesto si giustificano in parte dalla qualità dei componenti che formano il martinetto. La pompa idraulica non perde un colpo mentre la maniglia possiede un’impugnatura che ruota di 360 gradi. Nella parte bassa del mezzo è inserita poi la valvola di protezione, mentre il braccio con cui sollevare e diminuire l’altezza del cric presenta un comodo rivestimento in gomma che aiuta l’utente a non perdere la presa in un momento delicato.

Le quattro ruote consentono un comodo posizionamento, mentre l’altezza varia da 89 mm fino a 359 mm, un angolo di variazione che conserva al tempo sicurezza e un margine ampio di manovra.

Il Forever Speed è consigliato soprattutto a coloro che possiedono il garage e l’hanno attrezzato come una piccola officina, dato che questo martinetto idraulico è un modello a carrello come quello dei meccanici professionisti.

 

Pro

Carrello: I martinetti idraulici a carrello sono quelli che offrono le migliori prestazioni per quanto concerne la maneggevolezza e la praticità d’uso, e il Forever Speed non fa eccezione.

Dimensioni: Rispetto ai martinetti idraulici a carrello professionali però, come quelli usati nelle officine, il Forever Speed è decisamente più compatto e meno ingombrante.

Prestazioni: Non sono eccellenti come quelle offerte dai modelli a bottiglia con cui l’abbiamo messo a confronto, ma offre comunque la rispettabile portata di due tonnellate.

Materiali: È realizzato con materiali di buona qualità, infatti gli acquirenti ne hanno apprezzato molto la solidità e la robustezza, e lo considerano un ottimo prodotto.

 

Contro

Prezzo: La qualità è elevata ma, purtroppo, lo è anche il prezzo; ragion per cui è un martinetto idraulico adatto soprattutto per la clientela più esigente.

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5. Silverline 427711 Martinetto Idraulico, 2 T

 

La buona capacità di sollevamento messa in campo dal martinetto lo colloca al quinto posto di questa nostra ideale classifica. Facendo una comparazione con gli altri modelli elencati più sopra, è chiaro come la resistenza e l’utilizzo prevedano un peso massimo di 2 tonnellate.

A fronte di queste specifiche il martinetto Silverline presenta un corpo resistente, realizzato in acciaio. grazie a una comoda barra montabile l’utente riesce a gestire il sollevamento in modo semplice e sicuro, sfruttando la valvola di sovraccarico per capire come e quando si è raggiunto il limite. A livello di variazione dell’altezza si passa dai 158 mm fino a un massimo di 305 mm.

Un range questo che permette diversi posizionamenti a seconda delle operazioni in corso. la custodia in cui riporlo e l’efficacia nel cambio ruote gli hanno valso piacevoli considerazioni da più parti.

Chiudiamo la guida per scegliere il miglior martinetto idraulico con il Silverline 427711, un modello a bottiglia dal costo contenuto ma, secondo alcuni acquirenti, dalle prestazioni altrettanto limitate.

 

Pro

Economico: Trattandosi di un prodotto di fascia bassa, è normale che sia apprezzato soprattutto per la sua economicità, specialmente se lo si usa soltanto per il cambio gomme.

Portata: La massima capacità di sollevamento, secondo le specifiche del costruttore, è di due tonnellate; anche se alcuni acquirenti lo ritengono poco prestante sotto questo aspetto, rispetto agli altri modelli di analoga portata.

Conforme: Pur essendo economico e destinato all’uso domestico, è un prodotto certificato e conforme alle norme vigenti, che soddisfa tutti gli standard della comunità europea.

Dimensioni: Essendo un modello a bottiglia è decisamente compatto, quindi adatto soprattutto al trasporto in auto.

 

Contro

Prestazioni: Nonostante le specifiche, gli acquirenti lo ritengono un prodotto economico dalle performance limitate, adatto solo per utilitarie e city car.

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Unitec 10008 Martinetto Idraulico 2T

 

Il primo prodotto che occupa questa classifica riesce nel compito di fornire un supporto a chi deve cambiare la ruota di un mezzo in tempi rapidi. La forma allungata e le ruote alla base consentono un posizionamento e una movimentazione pratica.

La maniglia di colore giallo poi permette di trasportarlo senza affaticare troppo la mano, grazie anche a un peso che non raggiunge i 10 chili. All’interno della confezione è inserita l’asta che si posiziona per sollevare il pistone idraulico. L’altezza di sollevamento raggiunge poi i 340 mm massimi di estensione, una misura ideale nel cambio gomme. Dai commenti raccolti in rete, la sistemazione nella zona inferiore della macchina è questioni di pochi minuti, così come il sollevamento di un lato del mezzo.

Una comodità che può tornare utile a chi non è abituato a maneggiare strumenti del genere con una certa frequenza.

Se siete alla ricerca di un sito dove acquistare un nuovo martinetto idraulico per aiutarvi nel cambio gomme e nella periodica manutenzione della vostra auto, l’Unitec 10008 è uno dei più apprezzati dai consumatori.

 

Pro

Maneggevole: Trattandosi di un modello a carrello come quello usato nelle officine, ma dalle dimensioni più compatte, è molto maneggevole anche in posti stretti e ideale da tenere in garage.

Facile da usare: Le persone che l’hanno acquistato riferiscono che è decisamente facile da usare, inoltre è molto veloce da piazzare e permette di eseguire il cambio delle gomme in tempi record.

Portata: La portata massima di peso che può sollevare è di due tonnellate; non è molto considerando il peso delle auto di grossa cilindrata, ma permette di lavorare benissimo con macchine fino alle dimensioni di una berlina media.

Materiali: Nonostante non sia un prodotto destinato all’uso professionale, è realizzato con materiali di buona qualità; gli acquirenti, infatti, lo hanno trovato molto solido, stabile e robusto.

 

Contro

Abbassamento: Il sistema per abbassare il martinetto è alquanto scomodo, bisogna fare molta attenzione a maneggiarlo per evitare l’abbassamento repentino del pistone.

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Come utilizzare un martinetto idraulico

 

Se avete un’auto non possono assolutamente mancarvi alcuni attrezzi che potrebbero togliervi da una brutta situazione. Quando vi muovete con la vostra vettura, dovete mettere in conto la possibilità di forare una ruota… se poi ne forate due o più, alziamo le mani. Ma torniamo a noi. Avete la ruota di scorta? Buon per voi. Ma se non avete il martinetto idraulico, potrete averne anche due di ruote di scorta, comunque non sarete in grado di montarle. Come sapete, per cambiare la ruota è necessario sollevare l’auto e il martinetto idraulico fa proprio questo.

 

 

A bottiglia o con carrello

Possiamo distinguere due tipi di martinetti con riferimento a quelli per automobili: uno è detto a bottiglia, l’altro a carrello. Questi ultimi li trovate in qualsiasi officina meccanica ma chiaramente sono grandicelli, impossibili da portare nel portabagagli. Non disperate perché se ne vendono anche di decisamente più piccoli ed è su questi che dovete concentrare le vostre attenzioni.

Chiaramente se ne volete anche uno da tenere fisso in garage, il discorso cambia e quello che usa il vostro meccanico va benissimo. Il carrello è molto comodo perché permette di far scorrere il martinetto sotto l’auto. Meglio bloccare le ruote. Quanto ai modelli a bottiglia, si possono posizionare su un cavalletto.

 

Dove posizionare il cric

Le vetture presentano delle zone rinforzate sul fondo proprio per consentire l’uso del martinetto o del cric. Per sapere con esattezza dove si trovano queste zone, potete cercare il manuale della vostra automobile. Questi punti sono detti piastre di sollevamento.

 

 

Usare la leva

Una volta posizionato correttamente il martinetto idraulico, dovete agre sull’apposita leva che permetterà di sollevare la vettura. Raggiunta l’altezza desiderata potete procedere a rimuovere la ruota e sostituirla con un’altra. Come avrete modo di notare voi stessi, non servirà applicare una forza di particolare intensità.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Se siete appassionati di automobilismo e di pneumatici, sapete che ci sono varie teorie sul miglior copertone per ruote. Ecco qui i nostri pareri a riguardo.

 

Se siete qui, significa che anche voi avete sperimentato almeno una volta nella vita la sfortuna di avere un foro nelle ruote della bici. Forse non lo sapete, ma ciò che accade non è tanto che la gomma resta a terra, quanto che viene danneggiata la camera d’aria. 

Nel corso degli anni si sono sperimentati numerosi metodi per evitare queste situazioni spiacevoli, ma una vera e propria soluzione è praticamente impossibile da trovare. Tuttavia, già a partire dal secolo scorso, la tecnologia industriale ha escogitato sistemi nuovi, tra cui il tubeless. Vediamo di cosa si tratta.

 

Cos’è la camera d’aria?

Ogni amante della bicicletta o delle auto che si rispetti, ha avuto a che fare o sentito nominare quella che viene chiamata camera d’aria. La sua invenzione risale al 1888, quando un certo Dunlop, per facilitare il figlio sul triciclo, pensò di unire diversi strati di gomma e riempirli con dell’aria compressa, creando inconsapevolmente il primo pneumatico con questo sistema ad aria.

L’idea si rivelò vincente e rese possibile le successive evoluzioni delle gomme come le conosciamo adesso. Quindi, in soldoni, la camera d’aria altro non è che uno spazio tra i vari strati di uno pneumatico, in cui viene immagazzinata dell’aria compressa, permettendo una guida leggera, sicura e discretamente più facile. 

 

 

I copertoni tubeless

La camera d’aria è stata un’invenzione sensazionale, ma, dalla metà del secolo scorso, ha iniziato a diffondersi una nuova tecnologia chiamata “tubeless”. Se per i primi anni questo nuovo sistema era circoscritto solo al mondo automobilistico, successivamente al brevetto di alcune compagnie francesi, l’idea ha interessato anche le aziende produttrici di biciclette. 

Tra le rivoluzioni principali apportate agli pneumatici, c’è quella di aver eliminato la camera d’aria interna, rendendo impermeabile la gomma e quindi anche più difficile la creazione di fori. 

L’intero sistema è stato progettato su due componenti principali: il cerchio della ruota, realizzato con un profilo diverso che permette una tenuta maggiore, e una copertura dedicata al tipo di gomma utilizzato.

Osservando il canale di tenuta dello pneumatico tubeless, noterete la presenza di due fasce laterali che percorrono tutta la ruota, il cui scopo è quello di mantenere saldo il copertone e custodirne la posizione. 

In effetti, gli pneumatici tubeless sono di gran lunga più rigidi rispetto quelli con la camera d’aria incorporata, perché devono mantenere la compostezza senza l’aiuto della pressione interna. 

Sebbene quasi tutte le biciclette moderne siano progettate per ospitare questo tipo di pneumatici, non disperate se avete ancora la necessità di utilizzare gomme con la camera d’aria. 

A tal proposito, esistono numerosi compressori (controllare qui la lista delle migliori offerte) venduti online che possono fare al caso vostro, poiché facilmente trasportabili. 

 

La tecnologia tubeless ready

Se il primo utilizzo accertato di questo tipo di ruote per bici si attesta al 1999, lo sviluppo tecnologico non si è mai fermato. In particolar modo, le aziende che hanno ottenuto il brevetto per questo nuovo prodotto, hanno progettato una sorta di tecnologia ibrida chiamata “tubeless ready”.

Quest’ultima si compone di cerchi e pneumatici, che uniscono le caratteristiche già conosciute con coperture ancora più rigide, ma senza l’impermeabilità all’aria esterna che vantano altri prodotti. 

Per questo viene consigliato di occludere eventuali fori con della gomma o del lattice, sigillando e incrementando le performance di questo sistema.

 

Vantaggi e svantaggi

Fatte le dovute premesse, vi starete chiedendo quali sono concretamente i vantaggi e gli svantaggi di una tecnologia di questo tipo. Quello che salta subito all’occhio, fin dai primi utilizzi, è che gli pneumatici dotati di sistema tubeless non rischiano di forarsi. 

Inoltre, in mancanza di una camera d’aria, che altrimenti renderebbe davvero arduo girare su bici più particolari come la Mountain Bike, il sistema di flessibilità della gomma vi consente di guidare anche su terreni più dissestati. 

Poiché questo tipo di gomme tenderanno a deformarsi senza subire tagli sulla superficie, è evidente una maggiore sicurezza e una buona percorrenza su qualsiasi manto stradale. Ma non può essere tutto perfetto: infatti, tra il lattice e i cerchi tubeless, il peso delle gomme è maggiore rispetto gli standard. 

Ciò potrebbe creare parecchi fastidi a chi è abituato a utilizzare mezzi più leggeri e quindi a girare con minore forza le ruote. In più, tenete in considerazione che il lattice iniettato negli pneumatici tubeless tenderà ad asciugarsi e a rendere meno equilibrata la ruota con l’andare degli anni e gli utilizzi.

Ma l’aspetto più sconveniente del nuovo sistema è l’eventuale tallonamento che porta alla fuoriuscita della gomma dalle labbra del cerchio. 

 

 

Da standard a tubeless

Se non si possiede una bici con un sistema tubeless già incorporato, è possibile comunque fare una modifica e quindi passare da standard a tubeless. Le opzioni possono essere in effetti quattro: acquistare direttamente una bici tubeless, dei cerchi convertibili in tubeless ready, delle coperture definite UST o TR, oppure comprare due coperture da aggiungere ai cerchi di qualsiasi bici e che possano essere facilmente eliminabili qualora non vi troviate a vostro agio.

Scegliere la terza opzione significa acquistare articoli con la tecnologia sviluppata già incorporata. Questa potrebbe essere la soluzione più veloce e migliore per via dell’impermeabilità all’aria, ma si tratta di un brevetto che hanno in mano solo poche aziende. 

Optando invece per l’ultima opzione, quindi quella di convertire i cerchi normali, bisognerà acquistare un kit apposito e seguire dei semplici passaggi, come la sigillatura della pista interna del cerchio, effettuata prima con del nastro e poi con del lattice. 

Rispetto alle altre opzioni, il prezzo in questo caso è quasi esiguo, considerando che un kit base costa pochi euro e che in più vi permetterà di ritornare al sistema originale.

D’altro canto, bisogna tener conto che, con la mancanza delle parti laterali, è molto più facile che gli pneumatici tubeless fuoriescano dall’alloggiamento. 

 

Le principali occasioni in cui il tubeless è efficace

Prima di procedere a qualsiasi acquisto, è importante che sappiate su quali tipi di attività è consigliato sfruttare una tecnologia tubeless. Di solito sono proprio le case produttrici a spingere sul loro impiego.

Anche le moto o le bici possono godere dei vantaggi derivanti da questa più recente tecnologia. In particolar modo, sono consigliati per sport come il ciclismo su strada, cicloturismo e tutte quelle attività in cui si alternano strade sterrate ad asfalto pianeggiante.

Ad esempio, tra i ciclisti è ormai un pensiero comune quello di utilizzare questo tipo di pneumatici anche su tratti urbani, in virtù dell’inesistente possibilità di foraggio della ruota,  della pizzicatura, oppure di tutte quelle situazioni spiacevoli che, chi viaggia su gomme con camera d’aria, deve sopportare.

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Guidare su strade dissestate può causare danni alle gomme: il problema è più grave quando accade fuori città. Vediamo cosa fare in casi del genere.

 

Chiunque abbia provato a guidare un autoveicolo, una bicicletta o una moto, avrà sperimentato almeno una volta il rischio di incorrere in problemi su strade dissestate. 

Può capitare infatti di bucare uno pneumatico e non è sempre facile capire come comportarsi in questi casi. A tal proposito, leggendo i paragrafi seguenti, vedremo insieme quali sono le azioni da compiere e quali strumenti è più conveniente avere in macchina, nell’eventualità in cui si fori una gomma. 

 

I primi passi da compiere

Ci sono eventi, come la foratura di uno pneumatico, che arrivano inaspettati e in cui nemmeno il miglior compressore può essere utile a riparare il danno. Quando si buca una gomma, la guida diventa difficoltosa e pericolosa, poiché non si riesce più a controllare con facilità la direzione in cui va il veicolo. 

Per evitare ogni tipo di danno, la prima cosa da fare è mettersi in sicurezza, magari parcheggiando il mezzo a bordo strada o dove non può ostruire la normale circolazione. 

La cosa migliore da fare è cercare un terreno pianeggiante, in modo da lavorare al cambio dello pneumatico in totale sicurezza o aspettare qualcuno che vi venga a dare una mano.

Accendete quindi i lampeggiatori di emergenza, per segnalare agli altri automobilisti la vostra posizione e indossate, anche se è giorno, il gilet riflettente. Inoltre, ogni veicolo è provvisto di un triangolo di emergenza che, in casi come questi, deve essere posizionato a 50 m da dove avete accostato, oppure 100 m sulle autostrade. 

 

 

Tutti questi sono passaggi obbligatori, poiché previsti per legge e a cui non ci si può sottrarre. Ora non vi resta che alzare la vostra auto per poter finalmente lavorare al cambio o riparazione della gomma. 

Prendete quindi il cric, che trovate nel kit del vostro veicolo, posizionatelo sotto un punto di sollevamento, quindi alzate l’automobile, svitate la ruota tirandola con forza affinché si stacchi e mettetela da parte. 

 

Dove procurarsi gli strumenti giusti

Vi siete mai chiesti quali sono gli strumenti da avere in macchina e che possono servire in caso di foratura? In commercio esistono diversi kit più o meno completi, che vi permettono di avere tutto ciò che serve in un’unica confezione. 

Ma se non riuscite a trovarli o se volete acquistare ogni strumento singolarmente, potreste chiedere a un gommista qualche suggerimento in merito. Ciò che non deve mai mancare nel bagagliaio è almeno una pezza per pneumatici, per evitare di sporcarvi, ma anche una leva nel caso in cui dobbiate estrarre la ruota forata in attesa di soccorso e, per ultimo, ma non per importanza, un dispositivo per estrarre lo pneumatico ormai inutilizzabile. 

Inoltre, vi consigliamo di tenere sempre a portata di mano un pennarello di colore chiaro per segnare immediatamente dov’è il foro sulla superficie della gomma. 

 

L’eventuale assicurazione

In ambito assicurativo, soprattutto in visione di possibili forature o di soccorsi stradali, ci sono compagnie che permettono di stipulare polizze ad hoc. Questi tipi di contratti vengono identificati sotto il nome di “polizza assistenza stradale” e comprendono nel pacchetto anche l’intervento di un professionista, qualora abbiate forato uno degli pneumatici del veicolo. 

In base alle convenzioni stipulate tra l’agenzia assicurativa e le officine locali, le possibilità di soccorso sono diverse e possono comprendere sia una sostituzione immediata della gomma forata, sia l’intervento di un carro attrezzi che porti il veicolo nell’officina di riferimento. 

Se siete soliti viaggiare su lunghe percorrenze o se l’avete già programmato in futuro, questa scelta assicurativa vi tornerà utile ovunque voi siate. 

 

Prevenire è meglio che curare

Oltre gli strumenti che abbiamo citato, ci sono altre soluzioni che permettono di prevenire disagi come quello della foratura. Alcuni metodi sono più tradizionali, altri più moderni, ma entrambe le tipologie sono utili allo scopo.

Tra le soluzioni più tradizionali, quella di avere una ruota di scorta è la principale, sebbene ci siano alcuni pregi e difetti che vedremo più avanti. Questo però presuppone che sappiate cambiare le ruote con estrema facilità. 

Se non è così, sappiate che da qualche anno le nuove vetture sono già provviste del cosiddetto kit di gonfiaggio. Con quest’ultimo, risparmierete notevole spazio nel bagagliaio, sebbene a livello di utilità non sia la soluzione definitiva, poiché vi servirà solamente per fare brevi tratte, quindi per arrivare alla prima officina disponibile. 

 

Kit di emergenza…

I vantaggi di un kit di emergenza, rispetto alla ruota di scorta, sono presto detti. Come già anticipato, si tratta di uno strumento più moderno, che possiede diversi pregi, ma anche vari difetti, sebbene al momento sia la soluzione che più desta l’interesse delle case automobilistiche. 

Molte di queste, infatti, forniscono questo kit di default nelle proprie vetture. A nostro avviso, tra i pregi che più vengono sottolineati dagli automobilisti ci sono sia l’aspetto economico, sia lo scarso utilizzo dello spazio nel bagagliaio. 

Tra le altre cose, è anche semplice da utilizzare: basterà seguire le istruzioni, quindi sigillare il foro, gonfiare lo pneumatico e riprendere a circolare. Tuttavia, non è una soluzione a lungo termine, ma solo un palliativo per riuscire a raggiungere il gommista più vicino. 

Inoltre sarà anche inutile nel caso di tagli o altri danni più importanti.

 

 

…oppure gomma di scorta

La ruota di scorta è una seconda soluzione, sicuramente più tradizionale, ma altrettanto funzionale, poiché permette di utilizzare direttamente una nuova ruota e quindi continuare il vostro percorso con più tranquillità. 

Nei casi di danni più importanti come tagli o forature, avere una ruota di scorta sarà fondamentale, poiché offre maggiori garanzie. Purtroppo, a differenza del kit di emergenza, è una soluzione parecchio ingombrante e meno pratica, poiché presuppone che sappiate come cambiare una ruota in totale autonomia. 

Chiaramente, non è una soluzione perenne, poiché, per legge, non potrete circolare con il ruotino al posto di uno pneumatico, ma se siete in autostrada e non avete soluzioni, questa appare come l’unica via momentanea possibile.

Di norma, è una delle soluzioni preferibili, poiché, sebbene sia ingombrante e costosa, potrebbe farvi risparmiare soldi a lungo andare.

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Quando si usa l’automobile, può capitare che le gomme si sgonfino in seguito a vari fattori. Vediamo insieme come risolvere velocemente il problema.

 

Chi viaggia spesso in macchina o in moto, avrà avuto modo di vedere la facilità con cui le gomme si possano sgonfiare, soprattutto con l’andare del tempo e dopo diversi chilometri di percorrenza. 

Quando accade, un metodo veloce e comodo per risolvere il problema è quello di andare da un gommista o recarsi in una qualsiasi pompa di benzina e gonfiare le gomme direttamente lì. 

Se non c’è questa possibilità oppure volete muovervi in autonomia, potreste valutare l’acquisto di un buon compressore. Nei prossimi paragrafi vedremo insieme come acquistarne uno valido, il metodo principale da seguire per gonfiare le ruote e alcune caratteristiche di queste ultime. 

 

Com’è fatto uno pneumatico

Si tratta di un elemento fondamentale per mezzi come auto, bici, moto e monopattini elettrici: scegliere le giuste misure e saper leggere bene le informazioni scritte all’esterno sono azioni  utili per capire meglio come eseguire il gonfiaggio delle gomme. 

Ogni pneumatico è provvisto di un battistrada, ovvero di quella parte della ruota che tocca il manto stradale e il cui spessore non deve essere mai minore di 1,6 mm. Ciò serve per evitare che la gomma, resa liscia dopo km di corsa, possa farvi scivolare sulla strada in condizioni climatiche avverse, come in caso di pioggia, vento o neve. 

Un’altra caratteristica da tenere in considerazione è la circonferenza, che varia in base al peso del carico trasportato, ma anche al cerchione della ruota che deve sostenerlo. Per evitare di fare acquisti errati, fate una piccola ricerca riguardo il “Regolamento Ece-Onu n. 30”, di cui devono essere rispettate prevalentemente le Direttive 92/23 Cee.

 

 

Scegliere un buon compressore

Il compressore è uno degli strumenti più utili che si possano avere in macchina: negli ultimi anni, le aziende che lo producono hanno rivolto l’attenzione alla comodità e facilità di utilizzo e trasporto. 

Infatti, da diverso tempo, alcuni dei compressori presenti in commercio sono dotati di una batteria ricaricabile interna e non necessitano di un collegamento con la presa elettrica per funzionare. 

Ma, per capire quale compressore acquistare, di modo che possa essere adatto alle vostre necessità, tenete a mente alcune caratteristiche imprescindibili: la capacità del serbatoio e la pressione dell’aria. 

Per quanto riguarda la capacità di contenimento del serbatoio, sappiate che esistono varie tipologie che vanno da un minimo di 13 litri, fino a più di 25, per arrivare anche a 100 litri. Le potenzialità che ne derivano, variano a seconda dell’impiego che ne dovete fare. 

La pressione dell’aria invece, misurata in bar e PSI, in proporzione di 1:14,5, vi servirà a capire con quanta forza viene emesso il getto d’aria dal compressore e quindi scegliere l’articolo migliore o modificare quello che già avete, a seconda dello scopo per il quale lo avete preso.

 

La pressione ottimale degli pneumatici

Sapete perché è importante avere le gomme del veicolo sempre gonfie? Non è solo per un motivo estetico e di praticità, ma anche perché entra in gioco anche un fattore sicurezza e risparmio. 

Avere le gomme sgonfie si traduce in difficoltà di frenata del veicolo e in un dispendio maggiore di carburante, poiché il movimento sarà più difficoltoso. Ma si possono incontrare problemi anche quando le gomme sono troppo gonfie, soprattutto su una strada non regolare, in quanto potrebbero facilmente forare o scoppiare per la pressione dell’aria.

Secondo la legge, quella ottimale si aggira intorno ai 2/2,4 o 3 bar. Tuttavia, ogni casa automobilistica fornisce il veicolo di un libretto su cui sono indicate le giuste informazioni riguardo le gomme presenti sulla macchina. 

 

Gonfiare le gomme della macchina

Prima di iniziare a gonfiare le gomme dell’auto, verificate quanta aria c’è all’interno, per evitare problemi dovuti a un eccessivo rigonfiamento, che sia in eccesso o in difetto. Una volta capito quanta pressione c’è al loro interno, potrete passare allo step successivo. 

Avvicinatevi alla pompa del compressore, che sia vostro o del benzinaio, e assicuratevi che sia adeguato alla valvola Schrader delle gomme, facendo una piccola prova. Quindi togliete i tappi alle valvole e metteteli da parte, facendo attenzione a non perderli, in quanto sono molto piccoli. 

A questo punto basterà gonfiare ogni gomma collegando la valvola alla pompa e facendo uscire il getto d’aria compressa tramite l’apposito strumento. Date sempre un’occhiata al manometro che vi indica la pressione, in questo modo avrete sotto controllo quella interna alla gomma. 

Adesso tenete ben salda la pompa e non preoccupatevi del rumore del compressore, che non è mai uno strumento silenzioso. All’inizio dovrebbero bastare pochi secondi per completare l’operazione, ma se sentite che l’aria compressa tende a uscire fuori, controllate che l’imboccatura della pompa sia agganciata alla valvola o se ci sono fori e tagli sul battistrada, che potrebbero compromettere la riuscita della vostra operazione. 

Nell’ultimo caso, è buona norma fermarsi e recarsi da un gommista per un controllo dello pneumatico. 

 

 

Ogni quanto controllare la pressione?

Più si utilizza un veicolo e più la pressione dell’aria degli pneumatici tende a scendere. Del resto, le quattro ruote devono sostenere un peso importante, muovendosi su strade che molto spesso non sono pianeggianti ma dissestate: questo le rende più sgonfie ogni giorno che passa.

Una gomma nuova o tenuta bene, ha una durata abbastanza lunga. Per questo motivo viene consigliato da qualsiasi gommista di controllare la pressione dell’aria ogni 2/3 mesi, anche nel caso in cui il veicolo non venga utilizzato spesso. 

Infatti, a livello fisico, il calore estivo tende a dissipare più velocemente l’aria all’interno della gomma, mentre il freddo invernale ha un’azione diversa. Per togliersi ogni dubbio, tenete in considerazione un controllo della pressione dell’aria nelle gomme, almeno una volta ogni 5000 km, facendo un check-up generale anche del battistrada, così da eliminare qualsiasi dubbio sulla sicurezza del vostro veicolo.

 

Ultimo aggiornamento: 13.12.19

 

Sebbene avere un veicolo non sia più un lusso, servizi e prodotti come il carburante, restano in una fascia alta di prezzo. Vediamo alcuni metodi per risparmiare.

 

Da quando siamo entrati nell’euro, molti dei prodotti e dei servizi che prima avevano un prezzo abbordabile per tutti, sono improvvisamente saliti in quella che è la fascia più alta. 

Altri invece sono diventati beni lussuosi, mentre il costo della vita in generale è tendenzialmente aumentato. 

Anche se avere un veicolo proprio o condiviso non è più un bene di lusso come poteva esserlo 60 anni fa, tra costi di mantenimento e, soprattutto, il carburante, si finisce per spendere una cifra molto importante.

Questo elemento è però indispensabile per far sì che l’auto cammini, per cui abbiamo pensato di fornirvi alcuni spunti su come risparmiare dei soldi e riuscire a sostenere le numerose spese mensili tra diesel, benzina o gpl.  Vediamo insieme i cinque metodi principali per salvaguardare il vostro portafoglio.

 

Alcuni consigli tecnici

Tra i consigli più tecnici che potete utilizzare per evitare di spendere i vostri soldi dal meccanico, c’è quello di sostituire spesso le candele, che sono economiche e facili da smontare e rimontare. Il nostro suggerimento è quindi di non aspettare i classici 100.000/150.000 km prima di cambiarle.

Potete farlo da soli o con l’aiuto di un amico: ciò vi permetterà di sorpassare il fatidico momento in cui spendere altri soldi dal meccanico, pagando giustamente sia la manodopera, sia il costo delle candele della vostra auto. 

Un ulteriore ragguaglio è quello di controllare spesso, e a macchina spenta e fredda, la pressione delle gomme. Fate un check up almeno una volta ogni due o tre settimane e assicuratevi che la pressione dell’aria sia esattamente al livello consigliato dalla casa automobilistica del vostro veicolo. 

Muoversi su una macchina con delle gomme sgonfie, vi farà utilizzare maggior carburante, poiché sia in caso di frenate, sia in caso di accelerazioni, il motore dovrà fare uno sforzo maggiore. 

Quindi, nel caso in cui ci sia da aggiungere altra aria negli pneumatici, vi consigliamo di munire la vostra auto di un ottimo compressore tra quelli in commercio. Fate inoltre attenzione alla coppia espressa dal motore. 

Se dovete acquistarne uno, vi tornerà inutile comprare quello il cui numero di giri superi la quantità offerta dal vostro veicolo. A tal proposito, una coppia tra 2200 e 3000 giri è un buon affare, poiché consuma di meno.

 

 

Le scelte migliori 

Sembra scontato, ma non lo è: prendersi cura della propria auto vi porterà vantaggi in termini di costi da sostenere nel tempo. Ma curarla significa anche fare carburante in maniera intelligente. 

Vi consigliamo di fare sempre il pieno, per evitare di dover fare piccoli rifornimenti, ma anche di non rabboccare carburante prima che la lancetta sia a un quarto di serbatoio. Soprattutto quando fa freddo, questo comporta due cose: evita la condensazione e l’eventuale malfunzionamento della pompa di benzina della vostra auto e permette di usare una quantità minore di carburante, poiché il veicolo girerà con un carico leggero nel serbatoio. 

Inutile dire che uno dei segreti è anche quello di cercare le stazioni di servizio che offrono un rifornimento a basso costo. 

 

Una guida più intelligente

Molti non ci credono, ma tra le accortezze più utili, quella di avere una guida orientata verso un minor consumo di carburante è la migliore. Quanti di voi hanno il vizio di sostare in doppia fila con il motore acceso? Magari siete anche soliti fermarvi con l’aria condizionata al massimo, perché fa troppo caldo. 

Purtroppo tutto ciò non è funzionale al risparmio, perché c’è da considerare che, pur stando fermi, la vostra macchina sta utilizzando carburante. Sarà invece più conveniente parcheggiare e muoversi a piedi, piuttosto che fare 0 km finendo il carburante nel serbatoio. 

Ancora, a scuola guida, tra le prime cose che vengono dette c’è: “Guidate a una velocità costante”, perché secondo voi? In effetti è un primo consiglio utilissimo per risparmiare carburante, perché facendo frenate brusche o accelerazioni improvvise, utilizzerete praticamente lo stesso quantitativo impiegato per raggiungere una certa velocità. 

Infine, è buona norma iniziare a rallentare anticipando gli eventuali stop e semafori rossi, evitando di fermarvi continuamente e quindi sprecare carburante per ripartire immediatamente da fermo. 

 

Qualche consiglio durante la guida

Anche usare l’aria condizionata significa utilizzare molto carburante. Dai più esperti viene consigliato di attivarla solo in autostrada, cercando invece di sfruttare i finestrini nei percorsi cittadini o in brevi tratte extra urbane, aprendoli e facendo entrare aria da fuori. 

Questo perché, secondo recenti studi, l’aria condizionata aumenta il consumo del 10%, soprattutto se attivata a una velocità di crociera inferiore ai 50/60 km/h. Ma pensate anche che, nei mesi più caldi, in cui il sole batte forte, è buona norma cercare parcheggio all’ombra. 

In questo modo, quando tornerete a prendere la macchina, potrete evitare di accendere l’aria condizionata per non morire dal caldo, impedendo alla parte di acqua contenuta nel carburante di evaporare nel serbatoio. 

Per questo motivo, negli ultimi anni, quasi tutti i veicoli sono dotati di serbatoi con chiusura ermetica. Infine, se vi trovate su discese o salite, cercate di evitare di cambiare marcia continuamente, piuttosto utilizzate intelligentemente il pedale del freno e dell’acceleratore.

Cosi facendo l’utilizzo del carburante sarà quasi dimezzato, risparmiando così notevoli quantità in vista di altri percorsi più rettilinei.

 

 

Tieni traccia dei miglioramenti

Utilizzando le accortezze presenti nei paragrafi precedenti, vi consigliamo di tenere traccia, di volta in volta, di quanti km percorrete con un pieno, considerando le eventuali deviazioni, salite e discese e tutto quello che andrà a modificare il risultato. 

Se, nel corso dei mesi, riuscite a notare un consistente risparmio di denaro per il carburante, allora significa che avete seguito alla perfezione i nostri suggerimenti. Sia chiaro che i risultati possono variare anche in base al tipo di carburante utilizzato, perché un veicolo diesel svuoterà più lentamente il serbatoio rispetto a un veicolo benzina. 

Sono totalmente sconsigliati metodi illegali, come sfruttare le scie di altri mezzi come le ambulanze per evitare il traffico e quindi utilizzare meno carburante. Non bisogna dimenticare che è sempre meglio guidare sicuri, con le cinture ed evitando incidenti.

In conclusione, se dopo mesi, dalla vostra analisi riscontrate che non ci sono stati cambiamenti in positivo, valutate l’opzione di andare da un meccanico per controllare eventuali perdite di carburante, oppure cambiate direttamente auto, nel caso in cui si tratti di un vecchio veicolo.