Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Tutto ciò che c’è da sapere su questa procedura, da come identificare il modello del prodotto fino al suo collegamento con il caricatore.

 

La batteria dell’automobile viene spesso trascurata e questo, dopo svariati anni di utilizzo e shock termici dovuti al cambio di temperatura tra periodo estivo e invernale ne causa un deterioramento asintomatico che vi presenterà il conto tutto d’un colpo, quando la macchina non si avvierà più. Come si può fare se ci si ritrova con la batteria dell’automobile scarica? Esistono diverse alternative, dalla sostituzione all’operazione di ricarica. Vediamo insieme come ridare vita alla batteria e capire se può ancora essere utilizzata o meno.

 

Ricarica

Qualora fosse giunto il momento di ricaricare la batteria dell’auto e vi stiate chiedendo come si fa di preciso, vi invitiamo a seguire i nostri consigli. Innanzitutto è molto importante usare dei guanti protettivi e soprattutto occhiali. Le batterie generano energia con processi chimici e il materiale acido presente potrebbe danneggiare gli occhi qualora vi entrasse in contatto. Non lavorate in una zona eccessivamente chiusa dove i fumi chimici potrebbero stagnare nell’aria e cercate sempre una zona ben ventilata o, meglio ancora, all’aperto.

Dopo aver preso tutte le precauzioni del caso e allontanato eventuali bambini e animali dalla zona in cui lavorerete, potrete aprire il cofano dell’auto e identificare il modello di batteria montato. Se si tratta della prima batteria dell’automobile sarà molto facile capirne il modello, in caso contrario dovreste comunque trovare senza troppa difficoltà sigle e voltaggio direttamente stampati sulla batteria.

Le batterie più diffuse sono quelle piombo-acido con elettrolita liquido, quelle su cui è possibile lavorare. In alcuni casi è possibile trovare anche delle batterie con sigla AGM, queste sono però chiuse e non è possibile effettuare manutenzione fai-da-te.

In garage è importante avere sempre un caricabatterie per auto, se non lo avete potrete sceglierne un modello economico, l’importante è che sia compatibile con la vostra batteria (ricordate che non funzionerà in nessun caso con le AGM). 

I modelli più nuovi hanno anche un processore, come se fossero dei piccoli computer, che controllano lo stato di carica della batteria e interrompono automaticamente l’erogazione di energia quando l’accumulatore arriva allo stato massimo di carica. Se non avete tempo da perdere rappresentano la scelta migliore poiché non vi costringono a stare nei pressi del caricatore per fermarlo al momento opportuno.

 

 

Rimozione della batteria

Per poter lavorare in tutta tranquillità dovrete rimuovere la batteria dal suo alloggiamento, prima di farlo però vi toccherà scollegarla dall’impianto elettrico. Dopo aver rimosso i due cavi superiori, prima quello del polo negativo (riconoscibile dal segno -) e poi quello positivo, potrete sollevare la batteria con l’apposita maniglia, attenzione poiché potrebbe essere abbastanza pesante e potreste doverla sollevare con due mani. Appoggiatela poi a terra o sul piano di lavoro nei pressi del caricatore.

Prima di effettuare la ricarica vera e propria potrete dare una pulita ai due terminali, se la batteria non è stata cambiata per lunghi periodi potrebbe essersi accumulata della polvere o sporcizia sui poli, cosa che potrebbe rendere difficile o intermittente la ricarica. Per ripulirli potrete usare bicarbonato di sodio o un blocco abrasivo, avendo cura di eliminare tutte le parti arrugginite. L’operazione va eseguita assolutamente con guanti protettivi, soprattutto se vedete dei residui di polvere bianca, questo non è altro che acido solforico, altamente ustionante.

 

Collegare il caricatore

Assicurandovi ancora una volta che la zona sia ben ventilata, i terminali della batteria siano ben puliti e che non vi siano bambini o animali nei dintorni, potrete iniziare a collegare il cavo nero, quello negativo, al terminale della batteria con segno – o l’abbreviazione NEG e il cavo rosso, quello positivo, al terminale indicato dal segno + o l’abbreviazione POS. Verificate ancora una volta che questi siano correttamente collegati prima di inserire la spina del caricatore.

Prima di effettuare l’accensione va regolato anche il voltaggio, in base a quello supportato dalla vostra batteria. Fatte queste preparazioni non resta che accendere il caricatore e attendere che il processo sia ultimato. Qualora la batteria dovesse essere molto scaricata, è bene impostare una ricarica lenta della durata di almeno otto ore, in caso contrario potrete avvalervi anche della ricarica veloce ma sarebbe opportuno non lasciare il veicolo incustodito durante l’operazione.

Quando la ricarica è completa non resta che spegnere il caricatore, scollegare i cavi e rimontare la batteria nell’automobile. Prima di quest’ultimo passaggio, però, potrebbe essere una buona idea controllare lo stato della batteria con un voltimetro. Per avere tali informazioni non dovrete far altro che collegare i poli positivi e negativi dello strumento con quelli della batteria e sul display dovrebbe apparirvi il valore di carica. Qualora non fosse 100% saprete immediatamente che la batteria non è più in grado di conservare la carica e che potrebbe essere quasi arrivato il momento di sostituirla.

 

 

Sostituzione della batteria

Se si rivela necessario effettuare una sostituzione, è bene sapere che qualora vogliate acquistare una nuova batteria per auto buona ed economica potrete rivolgervi non solo al vostro elettrauto di fiducia ma è possibile esaminare anche le offerte proposte sulla rete. Il mercato online delle batterie è molto florido ed è possibile trovarne per qualsiasi automobile e per tutte le esigenze, persino quelle per le nuove auto elettriche. 

È molto importante, prima di scegliere la batteria, capire il modello montato sulla vostra automobile, eviterete così di sperperare denaro in un prodotto che non potrete utilizzare. Se non l’avete già fatto, quindi, aprite il cofano e controllate con i vostri occhi sigle e codici stampati direttamente sulla batteria. Trascriveteli e poi confrontateli con i prodotti che trovate online. Per il montaggio, invece, sarebbe meglio chiedere a un professionista, soprattutto se non avete mai eseguito l’operazione.