Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Quanto aspettare prima di passare a un nuovo gruppo di gomme e come sostituirle? Scopriamolo insieme 

 

La scelta di un pneumatico invernale è un obbligo a cui sono sottoposti diversi automobilisti, per una durata di tempo superata la quale è possibile montare le ruote estive senza rischiare così di incorrere in problemi e questioni legate a multe e alle normative stradali. Capito questo altre domande si affacciano alla mente dell’automobilista. Per quanto tempo posso fare affidamento sulle gomme montate e quando sarà il momento di cambiarle così da non mettere in questione la sicurezza e la capacità di offrire la migliore prestazione possibile?

 

I fattori determinanti

Una premessa è d’obbligo, meglio puntare a una via di mezzo in cui alla qualità si accompagni anche un adeguato costo della gomma. Pneumatici invernali economici infatti sono disponibili e riescono anche a offrire la giusta dimensione tra prestazioni e risultato su strada. 

Purtroppo non esiste una formula esatta circa lo stato e la data di usura precisa, in linea generale però trascorsi dieci anni sarebbe opportuno cambiare gli pneumatici, anche se non sono stati utilizzati in modo eccessivo. Due sono gli elementi concomitanti che portano a una riduzione della sicurezza e del supporto ideale previsto. 

 

 

Nel caso infatti in cui gli pneumatici siano montati su una vettura ferma, procedono nel processo di invecchiamento, senza considerare il fatto che il mezzo non si muova. Lateralmente poi si verifica una deformazione degli stessi, con conseguenze anche importanti sulla conducibilità e sicurezza del mezzo. L’altro motivo per cui queste gomme invecchiano è che non sono state stoccate seguendo le regole e i parametri previsti per mantenerle nelle migliori condizioni. 

Altro elemento importante è rappresentato dai cinque anni. Trascorso questo lasso di tempo è opportuno far controllare da un gommista specializzato lo stato delle gomme almeno una volta all’anno. Si potrà così avere maggior contezza dello stato e della situazione verificando così che tutto proceda per il meglio.

Lo stato di immagazzinamento è dunque un primo punto di cui prendere nota e che influenza la tenuta e il buon supporto in cui si trova la gomma. Quindi informatevi al meglio dal vostro gommista di fiducia, facendo appello a tutte le conferme e assicurazioni possibili per avere un oggetto protetto e pronto ad essere montato a inizio o fine stagione. 

Altro fattore concomitante è invece un elemento più sottile, meno determinabile ma di uguale peso. Si parla qui delle condizioni complesse di utilizzo, ovvero quell’insieme di pratiche e situazioni in cui lo stile di guida e il tipo di macchina su cui si montano le ruote incide e non poco sulla resa finale e il consumo delle vostre gomme. 

Sotto questa macro categoria possiamo inserire poi il carico del mezzo, la media della velocità con cui si viaggia, lo stile di guida e, dulcis in fundo la pressione delle ruote.

 

 

Verifiche e controlli

Il colore del battistrada, l’usura degli spazi tra un solco e l’altro e il grip della ruota sul manto stradale, questi sono alcuni degli indicatori di primo piano di cui prendere nota al momento in cui dovessero sorgere dei dubbi relativi allo stato delle gomme. Diciamo che bisogna drizzare le antenne quando il battistrada raggiunge uno spessore inferiore agli 1,6 mm. 

Gran parte delle gomme presentano un tassello in gomma collocato appositamente sul battistrada, così da poter verificare in tempo reale quando venga raggiunta la soglia limite oltre la quale è meglio procedere al cambio. Si tratta di un indicatore posizionato in corrispondenza del codice TWI o nelle vicinanze di un triangolo o del logo della casa di produzione. 

Spesso si tende poi a confondere quella che è la data del marcatore DOT, ovvero quell’indicazione circa la data di produzione del pneumatico e la corrispondenza di un dato simile con la relativa usura dello stesso. Questo tipo di indicazione riportata trova piena giustificazione nel fatto che questa cifra è un elemento di tracciabilità del lotto di produzione. 

Altra opzione per chi desidera verificare lo stato degli pneumatici sta nell’utilizzo di un calibro di profondità. Si tratta di uno strumento pensato per una ricognizione puntuale dello stato delle scanalature del battistrada.

Per fornire poi una misura ulteriore e un punto di riferimento su cui stabilire tempistiche e situazioni legate al consumo delle ruote, prendete anche un chilometraggio del mezzo compreso tra 25.000 e 50.000 km.