Ultimo aggiornamento: 18.08.19

 

Analisi della categoria di gomme pensate per la stagione più fredda e loro evoluzione nel corso del tempo.

 

Sfruttare al meglio la categoria dei pneumatici progettata per il periodo invernale non solo mette al riparo da possibili problemi legati alla guida ma influenza anche una scelta che può far risparmiare in caso di controlli e verifiche stagionali.

 

La sfida

Al giorno d’oggi parlare di migliori pneumatici invernali potrebbe sembrare ovvio ma la questione e il tema non sono in realtà così scontati. I grandi marchi di produttori si stanno concentrando sempre più su prodotti altamente specializzati, in grado anche di fornire quel supporto che va oltre il semplice manto stradale con neve ma che ben si adatti anche a un fondo bagnato e con temperature decisamente rigide. 

 

 

Il punto su cui i produttori lavorano in continuazione riguarda la maggiore e minore adattabilità di queste gomme al tipo di frenata che si andrà a realizzare e al profilo più o meno dinamico offerto in fase di guida. Guardando alla tipologia di auto si capisce che a fronte di un mercato automobilistico che sempre si rinnova con maggiore interesse e intensità, il montaggio su un modello di macchina che ha già alle spalle un certo periodo di tempo di gomme di ultima generazione apporta un vantaggio non da poco a chi pensa di procedere con il cambio. Si monta così la miglior tecnologia del momento su un un mezzo che tanto attuale al momento non è. 

Si vede dunque che il mercato e lo studio puntano nella direzione non solo della nuova vettura sul mercato ma vogliono adattarsi anche a un sistema sempre più dinamico di controllo del mezzo. Quindi largo all’inserimento di tasselli e lamelle sempre più tecnici e dal nuovo concept, capaci anche di stupire e fornire il giusto supporto anche senza evidenti e appariscenti qualità. 

 

Passato e presente delle gomme

Volgendo lo sguardo a un tempo in cui la tecnologia e attenti studi di settore non andavano ancora a creare grosse differenziazioni e specificità, si può vedere la graduale “sportivizzazione” dei pneumatici estivi, un aspetto che è andato a toccare e influenzare anche le ruote montate su macchine utilitarie. Ne è conseguita una ridotta aderenza di questi ultimi in caso di un fondo freddo e con neve, una maggiore rigidità e un ridotto grip. 

La scomparsa progressiva su queste gomme delle lamelle che andavano a presentarsi e a definire il battistrada, così come una mescola pensata per resistere all’usura delle alte temperature ha eliminato quella tipologia “di mezzo” di gomme che esistevano un tempo. 

Al livello di prestazioni i modelli di oggi offrono numerosi vantaggi in più ma in quanto a versatilità si è andato via via assottigliando la questione.

I punti forti su cui concentrare l’attenzione sono il battistrada e la tipologia della mescola. Ai tasselli pieni dei pneumatici estivi si impone quello degli invernali con un pneumatico scolpito e l’aggiunta di lamelle a fornire le giusta presa sulla strada. La mescola è l’altro aspetto invece meno evidente ma altrettanto importante. La morbidezza degli pneumatici invernali e l’elasticità anche a basse temperature si va a sommare anche all’aderenza che è un requisito centrale per chi guida e si trova a voler mantenere il giusto feedback alla guida. La combo del battistrada lamellare più morbidezza e reattività della mescola, rende dunque il pneumatico invernale mediamente più versatile rispetto a quello estivo, in quegli scenari con asfalto umido e bagnato.

 

 

Segni distintivi del pneumatico invernale

Facendo riferimento al Codice della Strada, si vede come un primo elemento con cui identificare un pneumatico invernale è rappresentato dalla sigla M+S. Le due lettere identificano rispettivamente il fango (mud) e la neve (snow). Tutte le gomme termiche riportano questa indicazione su un fianco. 

Per andare però a colpo ancora più sicuro è ad altri due elementi che vi suggeriamo di guardare. Da un lato la simbologia di un albero e dall’altro quella del fiocco neve. Si tratta di simbologie che determinano e richiamano specifici test realizzati su un fondo invernale, alzando ancora di più l’asticella dell’affidabilità del prodotto. In Italia la legge stabilisce l’utilizzo di questa tipologia di pneumatici per un periodo che va dal 15 di novembre fino al 15 di aprile dell’anno successivo, con un tempo di adeguamento e di passaggio agli altri tipi di pneumatici stabilito entro 30 giorni dalla fine del limite massimo.

Qualora invece il vostro mezzo monti gomme “all seasons” questo adeguamento non è necessario, avendo già a disposizione un tipo di gomma adattabile e che garantisce una buona sicurezza e controllo nelle diverse situazioni di guida e con scenari ambientali variabili.