Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Rispondiamo alle due domande che tanti automobilisti si pongono quando i tergicristalli cominciano a manifestare i primi problemi.

 

Le spazzole tergicristallo molto spesso sono trascurate, quasi come se si trattasse di un accessorio di poco conto di cui ci si ricorda solo quando piove. Eppure i tergicristalli sono molto importanti ai fini di una guida sicura. Come noto, infatti, la pioggia riduce la visibilità e ciò può causare anche un incidente. Per rimuovere l’acqua dal parabrezza servono delle spazzole non soltanto di buona qualità ma anche in ottimo stato. 

Queste, infatti, tendono a deteriorarsi a causa dell’utilizzo ma anche delle intemperie e della continua esposizione al sole. Dunque, la prima domanda da porsi è quando sostituire le spazzole tergicristallo. È una domanda che richiede una risposta adeguata e soddisfacente, pertanto lo spiegheremo nel paragrafo seguente.

 

Quando cambiare le spazzole

Ci sono diversi fattori che portano all’usura delle spazzole, ecco perché non si può indicare un tempo preciso. Certo è che i più pignoli o premurosi possono provvedere alla sostituzione una volta l’anno ma al di là del limite temporale ci sono una serie di segnali, o se preferite, di sintomi che si possono cogliere facilmente, anzi, in alcuni casi è impossibile non notarli; vediamoli. 

 

 

La lama, non aderendo perfettamente al parabrezza, lascia ampie porzioni non pulite. Questo è uno di quei casi in cui la sostituzione deve essere immediata. Se le porzioni di parabrezza che restano sporche sono piccole, significa che la gomma è deformata in alcuni punti. Non siamo al caso limite visto un attimo fa, ma anche qui è bene procedere alla sostituzione senza attendere troppo. 

La comparsa di striature strette sul parabrezza non va sottovalutata; è probabile che il problema sia marginale, insomma, potrebbe essere che le spazzole siano sporche, in questo caso una veloce pulizia dovrebbe risolvere il problema ma se così non dovesse essere, l’unica via è la sostituzione. Quando la spazzola è in funzione ed è rumorosa, gli scenari sono due: o il vostro parabrezza è davvero molto sporco oppure le spazzole vanno cambiate immediatamente.

 

Il cambio delle spazzole

Non c’è verso, le spazzole vanno cambiate. In questo caso bisogna comprare un modello compatibile con l’auto, si tratta di informazioni facilmente reperibili. Trovate le spazzole tergicristallo (i migliori modelli) più vendute, bisogna procedere a smontare le vecchie per fare posto alle nuove. Alzate entrambi i braccetti fin quando non sono in posizione verticale. Individuate il punto di collegamento con il braccetto e smontate la spazzola preoccupandovi di tenere ben fermo il braccetto con una mano. Prendete le nuove spazzole e fatele scorrere sul braccetto, quindi fate una rotazione fino a sentire un click.

 

Prolungate la vita delle spazzole

Con un po’ di manutenzione si può rimandare la sostituzione delle spazzole lasciandole efficienti più a lungo. Sollevate le spazzole e con un panno umido pulitele. Dopo che il primo sporco sarà stato rimosso, con un secondo straccio, ma questa volta imbevuto di aceto, pulite nuovamente le spazzole. L’aceto residuo va rimosso utilizzando nuovamente il panno imbevuto d’acqua. Applicate una modesta quantità di vaselina per migliorare lo scorrimento sul parabrezza. In alternativa si può usare un detergente specifico.

 

Quali tergicristalli comprare

Magari avete dei dubbi su quali spazzole tergicristallo comprare. Dobbiamo dire che c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. È pur vero che alcune spazzole sono migliori di altre, ci sono poi quelle che sorprendono per il rapporto qualità/prezzo. Insomma, orientarsi potrebbe non essere così semplice, ecco perché vogliamo suggerirvene alcune.

 

 

Bosch Aerotwin 

Bosch è da tutti ritenuto un marchio affidabile, anche se principalmente specializzato in elettroutensili. Tuttavia il suo catalogo è vasto e un posto lo trovano anche i tergicristalli Aerotwin che sono realizzati con buoni materiali. La loro azione sul parabrezza è uniforme e l’acqua è rimossa molto bene. Non sono per nulla rumorosi. Sono un po’ costosi ma in cambio potrete contare sulla loro affidabilità. Si trovano in vendita a circa 16 euro.

 

Aerzetix C18482-ZAD65

Se vi interessa un tergicristallo per lunotto posteriore, non troppo dispendioso, verificate la compatibilità con la vostra auto dello Aerzetix. Per quello che costa, circa 8 euro, lavora molto bene liberando il lunotto dall’acqua in eccesso.

 

Veleo 574707

Con i tergicristalli Veleo per parabrezza anteriore torniamo a salire di prezzo ma potete star certi di montare un ottimo accessorio che vi soddisferà per l’efficacia nel rimuovere l’acqua dal parabrezza, la qualità dei materiali e la sua durata. Aspetto da non sottovalutare è che sono molto silenziosi. Non vi deluderanno e alla fine riterrete i circa 18 euro necessari all’acquisto, soldi ben spesi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Ci sono una serie di controlli semplici ma necessari da fare prima di mettersi in viaggio con la propria auto, vediamo quali sono i più importanti.

 

Un tempo si parlava di grande esodo per le vacanze, in vero qualche giornalista nostalgico lo impiega ancora nei suoi servizi ma la verità è che le cose sono cambiate. È cambiato il modo di fare le vacanze, di raggiungere le agognate mete turistiche, balneari, la quantità di giorni (ricordate le classiche tre settimane, tutte di fila, di villeggiatura?). Quelle scene viste tante volte in TV, di autostrade invase di auto trainanti roulotte, carrelli o portapacchi sul tetto, pieni fino all’inverosimile e in barba alle più elementari regole di sicurezza e rispetto del limite di carico, sono diventate rare. 

Oggigiorno in tanti preferiscono spostarsi in aereo per andare all’estero qualche giorno, anche grazie ai voli low cost, o magari spostarsi in treno per un week end in una città d’arte. Poi è chiaro, tanti altri continuano ad andare al mare con la loro auto e se non proprio per le ormai mitiche tre settimane, almeno per sette giorni di riposo. Se il vostro mezzo di trasporto è l’automobile e i chilometri che vi aspettano sono tanti, è opportuno fare una serie di controlli al fine di non rischiare che l’auto presenti problemi durante il viaggio e rovinarvi così i pochi giorni di vacanze.

 

La revisione

Tutti i mezzi circolanti in strada devono essere revisionati: lo prevede la legge. Passare la revisione significa avere la certezza che il mezzo non presenti problemi significativi ed è sicuro per se stessi e per gli altri. La mancata revisione comporta una sanzione pecuniaria e la sospensione della circolazione dell’auto. Insomma, non il modo migliore per cominciare le vacanze.

 

 

Controllo luci

Tutte le luci devono funzionare correttamente, ancor di più se si viaggia di notte. Nel caso in cui ci siano problemi con anabbaglianti, stop e indicatore di direzione, provvedete a risolverli prima di mettervi in viaggio.

 

Aria condizionata

Soprattutto se non siete tra quelli che fanno la classica partenza intelligente, ovvero, evitare giorni e orari da bollino nero per il traffico (tanto per usare un altro termine abusato nei servizi giornalistici che trattano l’argomento della partenza per le vacanze) verificate il perfetto funzionamento dell’aria condizionata. Credeteci, non vi piacerà restare bloccati nel traffico per ore, sotto il sole di mezzogiorno.

 

Tergicristalli

Dire “vacanze bagnate, vacanze fortunate” è soltanto una simpatica rima. Tuttavia potreste essere colpiti da un acquazzone durante il viaggio, ecco perché dovete controllare che la vostra auto sia dotata di buone spazzole tergicristallo. In caso contrario procedete alla sostituzione prima di partire.

 

Controllete i liquidi

Tutti i liquidi devono trovarsi al livello sufficiente, dunque verificate olio, acqua nel radiatore, detergente dei tergicristalli. Aggiungere un additivo per la pulizia del sistema di combustione aiuta a prevenire problemi agli iniettori e di conseguenza a consumare meno carburante. Nel caso di auto con trasmissione automatica è bene accertarsi che non sia necessario un cambio d’olio. 

 

Altri controlli scrupolosi

Soprattutto se la vostra auto è datata, vi conviene controllare l’efficienza della batteria; meglio avere con sé i cavi per la ricarica. Quando ci si mette in viaggio bisogna avere la certezza che il sistema frenante sia di assoluta affidabilità. Fate mente locale a quando avete cambiato l’ultima volta le pasticche dei freni, fate dare un’occhiata dal vostro meccanico di fiducia e già che ci siete, fategli controllare anche gli ammortizzatori. Subito dopo passate dal vostro amico gommista: il suo compito sarà di controllare la pressione degli pneumatici e il livello di usura.

 

Mappe aggiornate

Se usate un navigatore, ricordatevi di aggiornare le mappe al fine di raggiungere la meta senza sbagli. Se non avete il navigatore, munitevi della mappa cartacea più recente, programmate con anticipo le eventuali soste per il rifornimento del carburante e riposare qualche minuto, magari prendendo un caffè rigenerante.

 

 

Kit emergenza

L’ultima cosa da caricare (non certo perché meno importante) o comunque da tenere a portata di mano è quello che chiamiamo “kit di emergenza”. In cosa consiste? Nulla di particolare ma che la legge fa obbligo di possedere a bordo dell’auto. Stiamo parlando del triangolo e del giubbetto riflettente. Completano il kit (ma quanto segue non è fatto obbligo dalla legge, piuttosto dal buon senso), una torcia e il necessario per riparare e/o sostituire la ruota.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Molto spesso si gettano via tergicristalli che potrebbero durare ancora per un bel po’. Vi spieghiamo come utilizzarli al 100%.

 

Gli automobilisti sono persone piuttosto irritabili, basta poco per farli uscire dai gangheri, il traffico è certamente una delle cause principali ma credeteci, basta molto poco per fare loro perdere la pazienza e iniziare a imprecare a destra e manca. I meno tolleranti, per esempio, non sopportano lo stridio delle spazzole a contatto con il parabrezza. 

Effettivamente si tratta di un rumore molesto che si verifica quando le spazzole sono diventate dure e/o consumate poiché vicine alla fine del loro ciclo di vita. Si tratta di una sorta di campanello d’allarme che avverte l’automobilista che è giunta l’ora di sostituire le spazzole dei tergicristalli. 

Importante ricordare che questi semplici e piccoli accessori svolgono una funzione tutt’altro che trascurabile per la sicurezza di chi guida e di conseguenza di tutti i passeggeri e di quanti si trovano in strada. Si sa, la pioggia, se intensa, riduce la visibilità e dei tergicristalli non efficienti comportano una scarsa rimozione dell’acqua: ciò può essere causa di incidente. Ma siamo sicuri che sia proprio necessario procedere alla sostituzione delle spazzole? Prima di mettervi alla ricerca delle migliori spazzole tergicristallo, date un’occhiata ai consigli che seguono.

 

Stato di usura

Se le le spazzole montate sulla vostra auto fanno rumore, non necessariamente significa che siano compromesse. Verificate con attenzione il loro stato, molto spesso l’usura non è tale da richiedere la sostituzione, può essere sufficiente rimuovere lo sporco per riportarle a nuova vita.

 

 

Il necessario per la pulizia delle spazzole

Vediamo di cosa avete bisogno al fine di dare una bella pulita alle spazzole. Non molto a dire il vero e si tratta di cose facilmente reperibili che probabilmente avete già in casa, quindi non dovete neanche disturbarvi a uscire per comprare il necessario. Ma andiamo al punto. Ciò di cui avete bisogno sono: due stracci puliti, acqua, un po’ di aceto, vasellina e magari un prodotto per la pulizia dei cristalli.

 

La pulizia

Questo è il paragrafo che tutti stavano aspettando di leggere, o quantomeno è quello più atteso dai frettolosi. Orbene, siamo giunti qui, al tema centrale: la pulizia. Come prima cosa evitate di eseguire sotto il sole l’operazione che stiamo per illustrarvi. Perché è importante sfuggire dal sole? Perché un’asciugatura troppo veloce potrebbe originare degli antiestetici aloni sul parabrezza. Dopo aver sollevato le spazzole, passatele con un panno imbevuto d’acqua. Noterete lo sporco che si trasferirà sullo straccio. 

Per la fase 2 potreste usare lo stesso straccio dopo averlo ripulito ma è meglio usarne un secondo. Questo va imbevuto d’aceto al fine di ripetere la fase 1. È importante che siate molto delicati nel passare il panno sulla spazzola poiché potreste asportare la grafite dai tergicristalli. A questo punto passate nuovamente un panno imbevuto d’acqua, pulito, in modo tale da rimuovere i residui di aceto. 

A questo punto entra in scena la vasellina che va applicata sulle spazzole per renderle più scorrevoli quando sono a contatto con il parabrezza. Non esagerate, la quantità necessaria di vasellina è modestissima; dopo averla applicata, le spazzole devono restare sollevate per almeno cinque minuti per asciugare. 

È consigliabile periodicamente una rapida pulizia con acqua e aceto sulle spazzole al fine di prolungarne l’efficienza. Comprendiamo che quel “periodicamente” suona abbastanza vago. Ebbene, se siete soliti percorrere delle strade sterrate, polverose, magari che costeggiano il mare per lungo tratti, quindi con sabbia nell’aria e salsedine, allora la pulizia andrà eseguita con maggior frequenza.

 

La sostituzione delle spazzole

Quando la pulizia non basta più, è giunto il momento di cambiare i tergicristalli. L’operazione è semplice ma come prima cosa spegnete l’auto. Dopo aver sollevato i bracci dei tergicristalli, capovolgete le spazzole, i gommini devono essere rivolti verso l’alto. In questo modo si attiva il sistema di sgancio. Noterete la presenza di un piccolo pulsante, pigiatelo per liberare la spazzola e estrarla. 

A questo punto prendete le nuove spazzole e inseritele nell’alloggio. Un click vi avverte del perfetto aggancio. L’ultima cosa da fare è riportare i tergicristalli a contatto con il parabrezza. È opportuno fare una piccola e veloce verifica per essere certi che tutto funzioni alla perfezione: accendete l’auto e attivate i tergicristalli per essere certi che tutto funzioni come dovrebbe. Se è così, siete pronti per mettervi in viaggio, anche con la pioggia.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Viaggi dopo viaggi, anche le pastiglie freni possono non funzionare più come prima. Per evitare danni peggiori, scopriamo come e quando cambiarle.

 

Ogni veicolo, auto, moto o altro, sfrutta un sistema quasi sempre standard per la frizione delle ruote. Gli elementi principali in questo tipico meccanismo sono tre: una pinza del freno, delle pastiglie freni e un disco. 

L’intero sistema viene disposto in corrispondenza di ogni ruota e viene aggiunto un liquido specifico per garantirne il funzionamento. Questa breve introduzione serve innanzitutto per capire come, giorno dopo giorno, sia facile che anche le migliori pastiglie freni siano da cambiare poiché usurate. 

Queste ultime sono infatti l’organo del sistema frenante più vicine alle ruote e, tra l’altro, quelle che subiscono la pressione di ogni frenata. Vediamo allora come capire quando cambiarle.

 

Cosa sono nello specifico

Come anticipato, le pastiglie freno sono una parte più che fondamentale di ogni veicolo, perché il compito principale è quello di fornire quell’attrito necessario per far fermare le ruote, quando si preme sul pedale del freno. 

A livello fisico, l’attrito genera chiaramente calore, tuttavia, anche se le pastiglie freni sono realizzata in metallo, il liquido frenante e il materiale di cui sono ricoperte, non crea danni né all’ambiente, né alla vostra auto e né durante una frenata.

A differenza di altri componenti del veicolo, più soggetti a una rottura, le pastiglie freni tendono sì a consumarsi, ma non così velocemente come si pensa. Ma quando è assolutamente necessario sostituirle? In realtà, per quanto se ne dica, guidare in città non è la cosa migliore. 

Facendo lunghi percorsi in autostrada, ad esempio, utilizzerete meno sia il freno, sia i cambi, che in città sono molto spesso improvvisi e più numerosi. Chiaramente, tutto è correlato a come utilizzate il vostro veicolo, alla cura che ci mettete e alla qualità delle pastiglie freno originali. 

 

 

La manutenzione

Un detto popolare dice che prevenire è meglio che curare, perciò una manutenzione di tutti i componenti del veicolo, vi permette di non dover arrivare all’ultimo momento per cambiare tutti i pezzi.

Il vantaggio potrebbe essere anche quello di risparmiare nel lungo periodo sui componenti da sostituire. Guidare una moto o una macchina con delle pastiglie freni usurate, vi porterà ad avere diversi problemi, soprattutto in fase di frenata. 

Immaginate tutto il sistema di frizione del vostro veicolo: a partire dal piede che esercita la pressione sul pedale, l’impulso viene trasmesso al sistema frenante che, a sua volta, crea attrito coinvolgendo anche il liquido inserito nel meccanismo. 

Se le pastiglie non sono adatte o sono consumate, queste faticheranno a fermare velocemente l’auto, quindi potreste rischiare di frenare dopo diversi metri o non frenare affatto. 

È perciò consigliabile andare da un meccanico ogni 30.000/40.000 km percorsi e constatare lo stato dell’intero sistema frenante, senza aspettare troppo tempo, ma anticipando eventuali problemi che possono verificarsi con il tempo. 

 

Indici di pastiglie freno usurate

Ci sono diversi tipi di controlli da effettuare per capire se è il caso di cambiare le pastiglie freno. Innanzitutto, quando sono particolarmente consumate, sul cruscotto della vostra auto o della moto comparirà una spia rossa, il cui colore indica proprio il pericolo del problema. 

Ma prima di arrivare a conclusioni affrettate, assicuratevi che non si sia accesa per un falso contatto oppure perché manca il liquido dei freni nell’apposita vaschetta. Tra l’altro, per quest’ultimo problema, sarete avvisati eventualmente da un’altra spia che può comparire sul cruscotto. 

Un altro indizio è il rumore che fuoriesce dal sistema frenante quando premete la frizione. Solitamente è stridulo e crea non poco fastidio, mentre indica che c’è qualcosa che non va, specialmente se sempre più alto e persistente. 

In questo casi, spegnete l’auto e leggete ciò che è scritto nel manuale in dotazione, assicuratevi che il freno di stazionamento sia disinserito (perciò questa operazione fatela su un terreno pianeggiante), aprite il cofano e controllare il livello del liquido frenante. 

Se non è questo il problema, allora l’unica cosa che resta da fare è recarsi da un meccanico o uno specialista.

 

Dove acquistarle?

È il caso di cambiare le pastiglie freno? Non preoccupatevi, perché non sono né troppo costose e nemmeno difficili da trovare. Di solito i meccanici, soprattutto quelli di fiducia, possono fare al caso vostro, facendo da intermediari con le aziende che realizzano le pastiglie, adatte all’equipaggiamento del vostro veicolo. 

Quello che vi servirà sarà leggere le caratteristiche riportate nella scheda tecnica dell’auto, in cui è indicata la marca, il modello e il codice identificativo. Se non riuscite ad acquistare le pastiglie freno originali, la soluzione è quella di optare per altre, talvolta anche migliori. 

Quello che dovrete fare sarà andare in un qualsiasi centro post vendita automobilistico, indicare il modello e l’anno della vostra auto e immediatamente avrete il codice delle pastiglie compatibili con il veicolo. 

Non risentirete di una grossa differenza a livello qualitativo, anche perché, dal 1998, grazie al UNECE (ovvero la Commissione Economica Europea delle Nazioni Unite), esiste una normativa che disciplina gli standard obbligatori dei componenti frenanti come tamburi, pinze, pastiglie freno e tutti gli organi che compongono il sistema frenante.

 

 

Le marche più gettonate

Ora che sapete come capire quando cambiare le pastiglie freno, potrà tornarvi utile conoscere le marche principali e più gettonate per questo tipo di prodotti. Tra le versioni più vendute ci sono quelle Brembo: si tratta di un’azienda italiana che nasce nel 1961 e appena tre anni dopo inizia la produzione degli organi del sistema frenante. 

Oggi è quella che realizza freni per macchine come BMW, Ferrari, Ford GT e Lamborghini, riuscendo a sfruttare tecnologie all’avanguardia e materiali di prima categoria. Un’altra azienda più che conosciuta nel mondo automobilistico è Ferodo, che da più di 100 anni si dedica alla produzione di articoli del mondo delle auto. 

Le loro pastiglie freni (i migliori modelli) non vengono realizzate né con metalli pesanti, né con sostanze chimiche pericolose, perché hanno un occhio rivolto anche alla questione ambientale, senza tralasciare caratteristiche importanti come la resistenza al surriscaldamento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Nel mondo automobilistico, da qualche anno sono arrivate le auto elettriche. Ma cosa c’è da sapere sulle pastiglie freni per questi veicoli? Scopriamolo insieme.

 

Con l’avvento della tecnologia, un nuovo sistema di spostamento su ruote ha preso piede sempre più velocemente. Stiamo parlando della auto elettriche e di tutto ciò che gira attorno a questo mondo, latore di diversi vantaggi. 

Nel mercato odierno le auto elettriche sono una buona opzione in confronto alle classiche autovetture a benzina, metano, diesel o GPL, perché non solo sono ecosostenibili, ma sono interessanti per le relative spese di mantenimento. 

L’unico tasto dolente al momento è il loro costo, che le rende ancora poco alla portata della maggior parte dei consumatori. D’altro canto, quello che spendereste acquistandone una, lo potreste recuperare sul lungo periodo, ottenendo un discreto risparmio nel rifornimento, anche grazie ad agevolazioni, come l’esenzione dal pagamento del bollo auto.

C’è ancora tanta strada da fare prima che questo nuovo metodo di circolazione più ecologico riesca a prendere piede in ogni città italiana. Tuttavia, se avete scelto di acquistarne una, vi può servire sapere alcune qualcosa riguardo i componenti più importanti.

 

La differenza tra auto tradizionale e auto elettrica

Se prendiamo in esame i classici autoveicoli a benzina o gasolio, lo studio statistico sui conducenti di auto tradizionali e  di auto elettriche, effettuato dalle varie agenzie, fornisce i seguenti dati: i costi medi di manutenzione riferiti a un triennio di utilizzo, sono inferiori del 23%, per quanto riguarda i veicoli elettrici. 

 

 

Questo dato aumenta con il diminuire delle dimensioni del veicolo: le classiche city car registrano un impoverimento del 34%! Nelle auto tradizionali bisogna invece mettere in conto l’usura di tanti meccanismi interni ed esterni, necessari al corretto funzionamento del veicolo. 

Chiaramente le macchine elettriche non sono la panacea per l’inquinamento, infatti anche queste ultime hanno un motore e alcuni organi meccanici di funzionamento che, con l’andare del tempo, tendono a consumarsi. 

Ciò nonostante, quello che più di tutto spicca all’occhio è l’esiguo costo di ricarica. Con un pieno di energia, che si può tranquillamente ottenere collegando la macchina alla centrale di casa, si spenderanno appena 10 euro. 

La cosa non cambia nemmeno se scegliete di caricarle alle colonnine di alcune stazioni di servizio: dimenticate di dimezzare il portafoglio solo per un pieno.

 

Sistema frenante di un’auto elettrica

Con le macchine convenzionali siamo tutti abituati a dover avere delle buone pastiglie freni,  che evitino l’insorgenza di problemi. Nel caso delle macchine elettriche, invece, il sistema frenante è parecchio differente. 

Per merito del motore di trazione che funziona da generatore, quando avviene la conversione dell’energia cinetica in elettricità che carica la batteria, il rallentamento dell’auto si verifica senza mettere in campo i freni. 

In realtà non è un meccanismo nuovo, ma semplicemente una miglioria di quello che già possiamo vedere con treni e tram e altri mezzi che sfruttano l’energia come mezzo trainante. In tal senso, i freni convenzionali presenti nella macchina saranno quasi a riposo. 

Il passaggio dal classico sistema idraulico a quello più nuovo delle vetture elettriche, è frutto della volontà di recuperare l’energia, ridurre il peso delle auto e delle emissioni e migliorare il tenore di vita di ogni individuo. 

Merito dell’interesse dimostrato dalle case produttrici di pastiglie freno come Brembo, questo sistema è stato perfezionato. L’azionamento funziona tramite la classica pressione sul pedale del freno, ma la differenza è nell’attuazione. 

Il guidatore ottiene immediatamente la sensazione che l’auto stia rallentando, perché l’input fornito dall’azione del pedale viene trasmesso velocemente alla centralina, la quale elabora il segnale e attiva quel sensore specifico del freno.

 

Quali vantaggi ci sono?

Un sistema frenante di questo genere può portare vantaggi su numerosi fronti. Innanzitutto, quando si frena con un sistema elettrico, i tempi di risposta sono nettamente ridimensionati: 

si parla di appena 300/500 millisecondi in alcuni casi o addirittura 100 o meno in altri. 

Questo consente di avere una sicurezza maggiore per il guidatore, che riesce a frenare il proprio veicolo, sfruttando minore spazio con tempistiche dimezzate. Poiché la velocità di risposta è un aspetto essenziale in un mezzo, questo aspetto tornerà utile, soprattutto nel caso di arresti immediati, in cui i metri utilizzati per fermarsi talvolta possono essere decisivi.

Ma non c’è solo la voce sicurezza nel discorso riguardante i freni e le pastiglie freno di un’auto elettrica, perché parimenti importante è il comfort, rispettato da quasi tutti i sistemi frenanti elettrici. 

Indipendentemente dal carico del veicolo, la frenata tende ad adattarsi alle condizioni di percorrenza, quindi del veicolo, risultando leggermente più dolce e assistita rispetto quella tradizionale.

Ciò comporterà una minore usura delle eventuali pastiglie presenti nel veicolo, quindi anche una minore riduzione del fluido dei freni nel lungo periodo, poiché vi permetterà di fare manutenzioni periodiche più funzionali agli interi componenti dell’autovettura.

 

 

Uno sguardo al futuro

Se queste sono le premesse per le pastiglie freno e i sistemi frenanti elettrici attuali, secondo voi dove si potrà arrivare in futuro? A questo stanno già pensando le grandi aziende del sistema automotive. Ad esempio, negli ultimi anni, dall’America sono arrivati veicoli come Tesla, che permettono di ottenere frenate immediate tramite sensori e nessuna pressione sul pedale. 

Oltre quello che si può immaginare, sembra che la sicurezza, la personalizzazione e la sostenibilità ambientale siano temi molto cari alle nuove case automobilistiche e, di riflesso, anche i meccanismi delle auto elettriche o ibride ne risentono. 

Un esempio sono le nuove pastiglie freni Hella Pagid, nate dalla collaborazione tra TMD Fiction e Hella, prive di rame e forti nelle alte prestazioni. Anche ZF Aftermarket ha presentato la linea Electric Blue, che consente sia di ridurre il rumore, sia di eliminare l’emissione di particolato generato dalla polvere dei freni.

Quest’ultimo è pericoloso per l’ambiente, per i più piccoli e inficia la caratteristica ecosostenibilità delle auto elettriche. Il valore oggettivo di un prodotto simile, che secondo noi vi può interessare, è quello fornito da TRW: a dicembre 2018, il 97% delle auto elettriche montava queste pastiglie freni nel proprio sistema.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Prima di partire per un viaggio, ci sono alcune accortezze da eseguire per evitare intoppi lungo il tragitto. Di seguito le più importanti.

 

Le auto e le moto sono i mezzi principali di spostamento della maggior parte degli italiani e i principali veicoli che occupano le strade. Secondo l’Istat, i motivi primari degli spostamenti sono viaggi di lavoro e anche di piacere. 

Ma prima di mettersi al volante, per tutelare sé stessi e le persone con cui si viaggia, fare un check-up auto e moto è un’idea da non trascurare assolutamente. Non può bastare fare questi controlli una volta l’anno, perché, in ogni caso, una manutenzione dell’auto o della moto potrebbe essere necessaria anche pochi giorni prima di partire. 

Ci possono essere tanti inconvenienti che potrebbero rovinarvi il tragitto, come: un’assicurazione scaduta, la bassa pressione dell’aria nelle ruote e tanto altro. Ecco i principali controlli da effettuare sulla vostro auto o moto prima di partire: alcuni potrete farli da soli, per altri avrete bisogno di uno specialista.

 

Il controllo delle carte

Questa operazione rientra a tutti gli effetti tra i primi controlli da effettuare prima di partire. No, non stiamo parlando solamente della carta d’identità e la patente del conducente, ma anche (e soprattutto) dell’assicurazione RC auto o moto del proprio veicolo. 

Ammesso e concesso che debba essere una prassi comune quella di circolare con un’assicurazione in piena regola, è bene essere sicuri che questa non sia scaduta prima di immettersi su strada. 

Le motivazioni sono molteplici, perché il pericolo risiede tanto nell’assenza di una copertura del mezzo in caso di un sinistro stradale, quanto nell’illegalità. Secondo la legge, se le autorità stradali dovessero trovarvi in una situazione simile, la multa sarebbe compresa tra gli  841 e i 3287 euro, oppure ci sarebbe un sequestro o confisca del mezzo, in casi più gravi.

A differenza dell’assicurazione che ha durata annuale, il bollo dell’auto ha inizialmente una scadenza ogni 4 anni dalla prima immatricolazione e solo dopo va rinnovato ogni 2 anni.  Questo è infatti un altro documento che necessita di controllo, perché le sanzioni rimangono salatissime: da 159 a 639 euro.

 

 

Il livello dell’olio motore

Per quanto concerne i liquidi del veicolo, ricordate, in vista di un imminente viaggio con l’auto o con la moto, di fare un controllo della pulizia dell’olio del motore. Nel caso non sia al giusto livello, rabboccatelo e acquistate una confezione di olio nuova, per non rimanerne privi.

L’importante è che sia adatto al motore della vostra auto o moto, perché sarà di scorta, da tenere nel portabagagli. Il compito di questo liquido è quello di rendere efficiente il propulsore, quindi permettervi di muovervi senza problemi, per questo va cambiato dopo diversi chilometri, di solito segnati sul libretto del veicolo. 

Non controllandolo, potreste rischiare di deteriorare definitivamente il “cuore” del vostro mezzo.

 

Il sistema frenante

È tempo di controllare gli aspetti più meccanici e quindi più legati al movimento e alle altre funzionalità della vostra moto o auto. Accertatevi, con un controllo da un meccanico professionista, che tutto il sistema frenante sia a posto. 

Non basta avere l’impressione che, con ottime pastiglie freni, tutto sia perfetto, perché, molto spesso, un po’ per colpa del calore e un po’ per la mancanza del liquido di frizione, si rischia di frenare troppo lentamente. Di solito, grazie a una spia rossa sul cruscotto, sarete informati di eventuali problemi al liquido o alle pastiglie. 

 

La pressione dei pneumatici 

La base su cui poggia una moto o un’auto sono sempre gli pneumatici, perciò è opportuno verificarne la pressione. Se è troppo bassa o se non dovesse essere degli standard decisi dalla casa automobilistica, aumentatene il volume con un compressore.

In più, sarà meglio verificare lo spessore del battistrada, che, secondo quanto è segnato sul libretto dell’auto, non deve essere minore di 1,6 mm: questa è la norma sancita dal codice stradale. 

Il motivo è che un battistrada troppo piatto non avrà mai la giusta aderenza sull’asfalto, rischiando che il veicolo scivoli sul terreno durante le frenate o in condizioni atmosferiche sfavorevoli.

Infine, se volete fare un lavoro più completo, allora sarà meglio controllare le condizioni della ruota di scorta, oppure il kit di gonfiaggio presente nell’auto o moto.

 

Il controllo del sistema elettronico

Anche se partite di giorno, non tralasciate di esaminare il fondamentale ruolo del sistema elettronico del veicolo. Vi basterà fare una visita veloce da un elettrauto per avere conferma che le lampadine siano pulite e funzionanti, come anche tutto il resto del sistema. 

In quest’ultimo sono comprese le frecce, i fanali abbaglianti e anabbaglianti, gli stop e anche i fendinebbia. Le luci non sono solamente utili quando cala il sole e la strada è buia, ma possono anche essere funzionali per la comunicazione con altri guidatori o per essere visti sulla strada. 

Buona norma è quella di accendere le anabbaglianti anche di giorno, nel caso vi troviate su autostrade o strade extraurbane.

 

Un occhio al comfort

Soprattutto nelle stagioni più calde, viaggiare in un abitacolo di un’autovettura con temperature elevate e sotto il sole potrebbe farvi perdere la lucidità durante il tragitto. A tal proposito fate controllare da un elettrauto il sistema di aria condizionata e accertatevi che i filtri siano puliti. 

Un altro vantaggio di viaggiare per percorsi lunghi con l’aria condizionata accesa è quello di sprecare meno carburante nel tragitto. Infatti, aprire i finestrini per cercare di far arieggiare la macchina, porta a uno sforzo maggiore del motore, perciò un dispendio equivalente o superiore di gasolio, benzina, GPL o metano. 

 

 

L’importanza della sicurezza

Oltre al comfort, ultimo ma non per importanza, c’è il controllo delle cinture di sicurezza e degli airbag. Nel caso di viaggi con bambini piccoli, accertatevi anche del seggiolino e del suo posizionamento secondo quanto previsto dalla legge, ed evitate di portare il piccolo in braccio.

Organizzate il tragitto da fare, inserendo soste e fermate per sgranchirsi le gambe e/o per fare rifornimento. Sarà importante anche guidare in maniera piacevole, godendo in totale sicurezza di quel tragitto che vi separa dalla vostra destinazione, breve o lungo che sia.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Gli strumenti necessari per una corretta manutenzione della batteria dell’auto. Se non ne avete mai sentito parlare è venuto il momento di scoprire a cosa servono.

 

Tester, cos’è?

Un modo semplice per controllare lo stato della batteria della vostra automobile, e tenere sotto controllo eventuali danni fatti da shock termici, è quello di utilizzare il tester. Questo strumento, spesso chiamato anche multimetro, è in grado di misurare la carica della vostra batteria e la tensione che può erogare. I tester moderni sono digitali, dotati anche di display per una chiara e immediata lettura dei dati. 

Se non avete mai utilizzato tale dispositivo non c’è da temere, il suo funzionamento è molto semplice e seguendo alcuni accorgimenti riuscirete a controllare lo stato della batteria senza troppi affanni. Il primo passo è quello di collegare i puntali al tester, inserendo il cavo rosso e il cavo nero negli appositi slot colorati. Nella parte che si trova sotto il display digitale troverete un selettore, che dovrete spostare sulla lettera V, indicante la corrente continua. Si tratta di un passaggio estremamente importante altrimenti la lettura della batteria sarà inaccurata, non dimenticatelo per le vostre letture future.

Ora il tester è pronto per l’utilizzo, tenetelo da parte e aprite il cofano della vostra automobile e identificate la batteria. Questa ha due poli, uno positivo e uno negativo, a cui rispettivamente vanno collegati il puntale rosso e quello nero. Non appena le due estremità toccheranno la batteria dovreste iniziare a vedere dei numeri sul display digitale del tester. 

Una batteria allo stato di carica massima avrà un voltaggio di 12,8 V. Scendendo a 12,5 V avrà circa l’80% di carica, a 12,3 il 45% mentre al 12,2 V il 40%, questo è il valore minimo e indica che la batteria è scarica e necessita di un intervento o una sostituzione.

Se siete in garage e avete effettuato la lettura, avrete modo di prendere dei provvedimenti, con cavi per l’avviamento d’emergenza o in casi estremi la sostituzione della batteria, tuttavia, non sempre è possibile trovare una soluzione così facilmente. Immaginate per esempio di trovarvi in aperta campagna. Dopo aver effettuato un test scoprite che la batteria è completamente scarica e non avete modo di farla ripartire. In questi casi può tornare molto utile uno strumento da avere sempre in bagagliaio: l’avviatore per automobile.

 

 

Cos’è un avviatore?

L’avviatore, anche comunemente chiamato starter o booster, è un dispositivo che fornisce una potenza elettrica sufficiente a mettere in moto l’automobile e iniziare così il processo di ricarica automatico della batteria. Un dispositivo in grado di salvarvi, momentaneamente, da situazioni in cui l’unica opzione è rivolgersi a un meccanico. 

Per acquistare quello più adatto alle vostre esigenze è necessario però controllare che sia compatibile con la propria vettura dal momento che sul mercato ne sono disponibili di diversi. Tra i più comuni troviamo quelli a batteria il cui funzionamento è decisamente semplice, si tratta infatti di dispositivi che fungono da batteria ausiliaria e, quando quella dell’auto è scarica, basta collegarla per trasferire una carica sufficiente all’accensione.

Una nuova tipologia è quella a condensatori, spesso usata anche in Formula 1. Tali dispositivi concentrano una quantità di energia notevole rilasciandola in un brevissimo lasso di tempo nella batteria, dandole così la potenza necessaria per l’accensione del veicolo. Il risultato, alla fine, è lo stesso, ovvero avviare una batteria scarica e permettervi di tornare a casa.

Per quanto concerne l’utilizzo di un avviatore, tutto ciò che dovrete fare è aprire il cofano e capire dove è posizionata la batteria. Per collegare l’avviatore dovrete collegare i cavi del dispositivo ai poli positivo e negativo della batteria, ricordate sempre che la pinza rossa va collegata a quello positivo mentre quella nera al polo negativo. Fatto ciò dovrete avviare l’automobile con la chiave e questa dovrebbe uscire dalla situazione di stallo, accendendosi al primo tentativo.

 

Mantenitore di carica

Spesso ci si ritrova con una batteria a una stato di carica inferiore a quanto ci si aspetterebbe per diversi motivi, per l’eccessivo caldo che innesca un decadimento più veloce delle batterie, per lunga inattività o una cattiva manutenzione. In casi in cui la vostra automobile o la vostra moto restino fermi per troppo tempo, è possibile far sì che lo stato di carica della batteria sia sempre al massimo tramite un mantenitore di carica. 

Questi dispositivi sono molto semplici da installare e non richiedono grosse competenze tecniche, pertanto, se avete intenzione di tenere l’auto ferma per un mese o più, potrebbe essere un’ottima idea procurarsene uno. Per la scelta, potrete optare per un 6 o 12 V in base alla vostra automobile ma ne esistono anche di più performanti per macchine agricole o camion, da 24 V.

Per il collegamento bisogna seguire il classico schema: pinza rossa sul polo positivo, pinza nera su quello negativo. Una volta collegato il mantenitore di carica non dovrete fare altro e potrete dormire sonni tranquilli con una batteria che avrà sempre uno stato di carica tra il 90 e il 95% per un periodo di circa 30 giorni.

 

 

Controllo batteria

Anche le migliori batterie per auto (i migliori modelli) necessitano di tanto in tanto di un controllo. Il modo migliore per evitare di restare con l’auto in panne e non aver modo di risolvere la situazione è quello di tenere sempre sott’occhio la batteria, soprattutto durante il caldo intenso e il freddo invernale. 

Le batterie per auto elettriche, a differenza di quelle normali, soffrono molto le temperature che scendono sotto lo zero, perdendo fino anche al 50% delle loro prestazioni originali. Cercate quindi di non dimenticare che la vostra vettura non è solo motore e carburante, ma necessita anche di una batteria in perfetto stato di salute per funzionare al meglio.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Questo dispositivo, seppur resistente, mal tollera le alte e le basse temperature. Vediamo quindi come prendercene cura per evitarne il collasso.

 

La batteria dell’automobile è un elemento fondamentale del veicolo. Senza la batteria la vostra auto non riuscirebbe nemmeno a mettersi in moto, non va quindi trascurata o sottovalutata. Si dà spesso più importanza ad altri elementi come gli pneumatici, il carburante, l’antigelo e così via, dimenticandosi della batteria e di come le temperature possano avere un grande impatto sulle sue performance e sulla sua stessa durata, scoprendo troppo tardi che l’auto è in panne. Secondo un sondaggio dell’Automobile Club tedesco, possiamo scoprire che il 40% circa dei guasti avvengono proprio a causa delle batterie.

Si pensa che le cause di rottura della batteria siano riconducibili principalmente al periodo invernale, il che, per un certo verso, è vero. Tuttavia non è tecnicamente il freddo a compromettere la batteria ma è solo la goccia che fa traboccare il vaso. Il deterioramento inizia ben prima: durante le torride estati.

L’indagine di Johnson Controls, su un campione di 67.000 automobili in cinque Paesi diversi, ha rivelato che un terzo delle batterie italiane, montate su altrettanti veicoli, è a rischio rottura. La temperatura ideale per questi dispositivi è di 20 gradi centigradi e tutte le temperature superiori aumentano il deterioramento con una certa rapidità, velocizzando il processo chimico che permette di generare energia elettrica. Il ciclo vitale della batteria si riduce con una velocità notevole e, sebbene non presenti problemi durante l’estate, quando sopraggiunge l’inverno sarà ormai completamente esausta, lasciandovi con l’esigenza di sostituirla.

 

Cosa si può fare?

Naturalmente è possibile prendere delle precauzioni per far sì che l’auto non vi abbandoni nel momento del bisogno, cercando di prolungare la vita della batteria che ha dovuto subire temperature infernali. Il primo accorgimento è di far controllare sempre la batteria, almeno una volta al mese oppure ogni due mesi, per capirne lo stato e intervenire prontamente.

 

 

Tenendo presente che la batteria dell’automobile non si rigenera automaticamente quando viene sfruttata per distanze brevi, sarebbe bene collegarla a un caricabatterie casalingo per far sì che il fabbisogno energetico richiesto non sia mai inferiore alla disponibilità della batteria. Ricordate che qualsiasi strumento in auto consuma energia elettrica, dai tergicristalli al riscaldamento fino all’autoradio e alle luci di posizione. In inverno si tende ad accendere tutti questi dispositivi contemporaneamente e una batteria esausta potrebbe avere seri problemi a sostenere l’output energetico richiesto.

È consigliato anche evitare delle soste prolungate poiché in alcuni casi, soprattutto per quanto riguarda le auto moderne, la vettura assorbe energia anche a motore spento, per gestire l’antifurto, per esempio. Se pianificate di lasciare l’auto spenta per qualche settimana potreste considerare l’accensione per almeno un paio d’ore di tanto in tanto in modo da far sì che la batteria si ricarichi quel tanto che basta per evitarne la morte totale.

 

Batterie auto elettriche

La batteria per auto elettrica merita una menzione speciale dal momento che rispetto a quelle normali ha effettivamente un calo di prestazioni con l’arrivo del freddo. Secondo alcuni studi queste batterie a ioni di litio soffrono particolarmente il freddo invernale, rischiando di perdere la carica in brevissimo tempo.

La ricerca evidenzia come la temperatura di lavoro ideale per le batterie elettriche si collochi tra 5 e 46 gradi centigradi, scendendo al di sotto gli accumulatori subiscono uno shock termico al punto tale da perdere circa il 40% dell’autonomia. Lo studio è stato svolto prendendo in esame cinque automobili campione, provenienti da diversi produttori e tenendo presente un raggio d’azione di 185 km a tre temperature diverse: -6, 20 e 35 gradi centigradi. L’unico risultato negativo viene proprio dalle temperature che scendono sotto lo zero mentre per le auto nel range dei 35 gradi centigradi c’è stata una perdita di energia sintomatica del 4% e nessun cambiamento degno di nota per la temperatura ottimale di 20 gradi centigradi.

Se vi state chiedendo se si può effettivamente fare qualcosa, non disperate. È possibile infatti seguire delle linee guida per far sì che la perdita di energia durante l’inverno non sia così drastica. È consigliato per esempio riscaldare l’auto elettrica durante il ciclo di ricarica oppure tenerla in garage, riparata dal freddo, per evitare uno shock termico. Sono piccoli accorgimenti che possono ridurre gli effetti negativi sulla batteria anche se una vera e propria soluzione non esiste ancora e gli esperti del settore stanno lavorando alle tecnologie attualmente in uso per migliorare la resa anche durante il periodo invernale.

 

 

Quanto dura una batteria?

Mediamente la batteria dell’automobile ha una durata di sei anni in condizioni ottimali e otto, invece, per quelle delle auto elettriche.. Molto più realisticamente questo dato si riduce a un periodo che va da un minimo di due a un massimo di cinque anni proprio a causa della cattiva gestione che ne fanno gli utenti. In zone generalmente più fredde, come per esempio in nord Italia o in Europa del nord, la batteria riesce a resistere di più mentre il dato si capovolge qualora si parli di batterie per auto (ecco i migliori modelli) elettriche. 

I controlli ufficiali vanno eseguiti inizialmente una volta ogni due anni e poi una volta all’anno, tuttavia, considerati gli shock termici, in entrambi i casi è sempre meglio tener d’occhio la batteria ogni paio di mesi circa, a maggior ragione se il prodotto ha già un paio d’anni d’età. Alcuni piccoli accorgimenti prevedono il non lasciare accessori o luci accese quando la parcheggiate, potrebbero sembrare inezie ma in realtà consumano energia riducendo la capacità della batteria.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Se la batteria della vostra automobile cede improvvisamente è venuto il momento di andare dall’elettrauto o sostituire completamente il dispositivo.

 

Della batteria dell’auto spesso ce ne ricordiamo troppo tardi, ovvero quando ci abbandona o inizia a fare i capricci. Si tratta in realtà di un elemento fondamentale dell’automobile. Se l’auto senza benzina è come un cavallo a cui non è stato dato da mangiare e non ha energia per muoversi, un’auto senza batteria è come un cavallo privato del cuore pulsante, così girando la chiave nel cruscotto le luci non si accenderanno nemmeno, figuriamoci la macchina.

La batteria ha dei nemici naturali negli agenti atmosferici e nelle temperature, siano esse troppo rigide o troppo elevate. Si pensa, a torto, che sia il caso di prestare attenzione solo durante il periodo invernale invece anche durante l’estate, con caldi importanti, la batteria può improvvisamente abbandonarvi, spesso per un corto circuito causato da temperature elevate. Per non farsi trovare impreparati bisogna seguire degli accorgimenti in modo da preservare la durata della propria batteria. 

Se il vostro veicolo ha più di due anni, per esempio, potrebbe essere un’ottima idea recarsi dall’elettrauto di fiducia e far dare una controllata alla batteria. Gli specialisti del settore sono infatti dotati di strumenti appositi per calcolare l’efficienza della batteria e capire quanta “vita” le è rimasta. Meglio avere sotto controllo la situazione che ritrovarsi d’improvviso, magari quando si è pronti ad andare in vacanza, con l’auto in panne.

 

Quali sono le cause?

Se vi state chiedendo il perché la batteria all’improvviso smetta di funzionare, i motivi possono essere molteplici e il primo non ha nulla a che vedere con l’incuria ma si tratta del semplice trascorrere del tempo. Si tratta pur sempre di una batteria, che, nonostante sia ricaricabile, col tempo perde di efficienza progressivamente, usurandosi e portando alla sua fatidica morte. Non si può evitare questo avvenimento ma lo si può prevenire, facendo una visita occasionale dall’elettrauto che potrà aggiornarvi sullo stato della batteria.

Un altro motivo, più casuale, è dato dall’allungamento delle piastre interne della batteria, fenomeno che si presenta appunto con i primi caldi estivi. Anche in questo caso c’è poco da fare tranne che cercare di lasciare sempre l’auto al fresco ed evitare di lasciarla spenta per intere settimane.

 

 

Come funziona la batteria

La batteria dell’automobile è come una batteria per telecomandi, tramite un processo chimico accumula energia e la rilascia in forma di corrente elettrica. All’interno hanno un elettrodo positivo e uno negativo immersi nell’elettrolita, il tutto all’interno di un contenitore di plastica, precisamente polipropilene, particolarmente resistente al freddo, agli acidi e altri fluidi che potrebbero venire a contatto con la scatola come benzina e antigelo.

Le griglie interne supportano gli elettrodi e vengono anche comunemente chiamate piastre. Ve ne sono sia di negative sia di positive e gli ioni elettrici si spostano tra queste generando elettricità che viene portata all’utilizzatore esterno.

Sulla batteria troverete codici e sigle che vi aiuteranno a identificare quella più adatta per la vostra automobile. La prima dicitura, solitamente, identifica il prodotto, come le batterie AGM, pensate appositamente per auto di nuova generazione con Start and Stop, meno delicate quindi e in grado di sopportare molto cicli di carica/scarica. A seguire potete trovare il voltaggio, solitamente 12 volt, e infine il valore Ah, ovvero ampere/ora.

Le batterie AGM sono le più popolari perché hanno un aumento di potenza pari circa al 15% rispetto a una batteria tradizionale durante l’avviamento. Il loro tallone d’Achille, però, è il caldo eccessivo. Queste vengono infatti montate spesso nell’abitacolo a meno che non abbiano una zona dedicata e raffreddata costantemente nel cofano, al fine di evitare un cortocircuito che ne decreterebbe la morte.

 

Batterie specifiche

In alcuni casi, i produttori di automobili hanno ideato delle batterie che funzionano al meglio con le proprie vetture, Ford, per esempio, ha un sistema di ricarica intelligente basato su calcio/argento. Per sostituire la batteria di un’automobile di questo tipo dovrete quindi fare molta attenzione e scegliere o una batteria ufficiale o comunque una compatibile che sfrutti lo stesso sistema di ricarica al fine di evitare malfunzionamenti.

È sempre sconsigliato, in tutti i casi, sostituire la batteria da sé, questo perché anche se si tratta di un modello vecchio è necessario controllare che sia nella posizione giusta, che i poli siano collegati in modo perfetto e, soprattutto, per lo smaltimento della batteria vecchia che deve essere eseguito da un professionista contenendo acido e piombo.

 

 

Sostituzione e acquisto

Se pensate sia arrivato il momento di sostituire la vostra batteria e volete dormire sonni tranquilli, il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi a un canale ufficiale, soprattutto se l’automobile è ancora in garanzia. Qualora la vostra vettura fosse ormai fuori garanzia o se si tratta di un’auto di seconda mano e avete comunque esigenza di sostituire la batteria, potrete risparmiare qualcosa acquistandola e portandola da un elettrauto per la sostituzione. 

Nell’eseguire questo passaggio, però, è molto importante ricordare di scegliere un prodotto adatto alla propria automobile. Le batterie per auto vendute online sono molteplici ed è molto semplice acquistarne una non compatibile, consigliatevi quindi prima con un esperto per evitare di sperperare il vostro denaro.

Se volete fidarvi invece dell’elettrauto e sentire le sue proposte, attenzione alle batterie eccessivamente economiche, realizzate da piccoli produttori. Non tutte sono infatti ottime e performanti e potreste finire con lo spendere poco ma ritrovarvi a sostituirle dopo poco tempo. Spendere poco è sì un elemento importante ma non sempre può portare ai risultati sperati.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Tutto ciò che c’è da sapere su questa procedura, da come identificare il modello del prodotto fino al suo collegamento con il caricatore.

 

La batteria dell’automobile viene spesso trascurata e questo, dopo svariati anni di utilizzo e shock termici dovuti al cambio di temperatura tra periodo estivo e invernale ne causa un deterioramento asintomatico che vi presenterà il conto tutto d’un colpo, quando la macchina non si avvierà più. Come si può fare se ci si ritrova con la batteria dell’automobile scarica? Esistono diverse alternative, dalla sostituzione all’operazione di ricarica. Vediamo insieme come ridare vita alla batteria e capire se può ancora essere utilizzata o meno.

 

Ricarica

Qualora fosse giunto il momento di ricaricare la batteria dell’auto e vi stiate chiedendo come si fa di preciso, vi invitiamo a seguire i nostri consigli. Innanzitutto è molto importante usare dei guanti protettivi e soprattutto occhiali. Le batterie generano energia con processi chimici e il materiale acido presente potrebbe danneggiare gli occhi qualora vi entrasse in contatto. Non lavorate in una zona eccessivamente chiusa dove i fumi chimici potrebbero stagnare nell’aria e cercate sempre una zona ben ventilata o, meglio ancora, all’aperto.

Dopo aver preso tutte le precauzioni del caso e allontanato eventuali bambini e animali dalla zona in cui lavorerete, potrete aprire il cofano dell’auto e identificare il modello di batteria montato. Se si tratta della prima batteria dell’automobile sarà molto facile capirne il modello, in caso contrario dovreste comunque trovare senza troppa difficoltà sigle e voltaggio direttamente stampati sulla batteria.

Le batterie più diffuse sono quelle piombo-acido con elettrolita liquido, quelle su cui è possibile lavorare. In alcuni casi è possibile trovare anche delle batterie con sigla AGM, queste sono però chiuse e non è possibile effettuare manutenzione fai-da-te.

In garage è importante avere sempre un caricabatterie per auto, se non lo avete potrete sceglierne un modello economico, l’importante è che sia compatibile con la vostra batteria (ricordate che non funzionerà in nessun caso con le AGM). 

I modelli più nuovi hanno anche un processore, come se fossero dei piccoli computer, che controllano lo stato di carica della batteria e interrompono automaticamente l’erogazione di energia quando l’accumulatore arriva allo stato massimo di carica. Se non avete tempo da perdere rappresentano la scelta migliore poiché non vi costringono a stare nei pressi del caricatore per fermarlo al momento opportuno.

 

 

Rimozione della batteria

Per poter lavorare in tutta tranquillità dovrete rimuovere la batteria dal suo alloggiamento, prima di farlo però vi toccherà scollegarla dall’impianto elettrico. Dopo aver rimosso i due cavi superiori, prima quello del polo negativo (riconoscibile dal segno -) e poi quello positivo, potrete sollevare la batteria con l’apposita maniglia, attenzione poiché potrebbe essere abbastanza pesante e potreste doverla sollevare con due mani. Appoggiatela poi a terra o sul piano di lavoro nei pressi del caricatore.

Prima di effettuare la ricarica vera e propria potrete dare una pulita ai due terminali, se la batteria non è stata cambiata per lunghi periodi potrebbe essersi accumulata della polvere o sporcizia sui poli, cosa che potrebbe rendere difficile o intermittente la ricarica. Per ripulirli potrete usare bicarbonato di sodio o un blocco abrasivo, avendo cura di eliminare tutte le parti arrugginite. L’operazione va eseguita assolutamente con guanti protettivi, soprattutto se vedete dei residui di polvere bianca, questo non è altro che acido solforico, altamente ustionante.

 

Collegare il caricatore

Assicurandovi ancora una volta che la zona sia ben ventilata, i terminali della batteria siano ben puliti e che non vi siano bambini o animali nei dintorni, potrete iniziare a collegare il cavo nero, quello negativo, al terminale della batteria con segno – o l’abbreviazione NEG e il cavo rosso, quello positivo, al terminale indicato dal segno + o l’abbreviazione POS. Verificate ancora una volta che questi siano correttamente collegati prima di inserire la spina del caricatore.

Prima di effettuare l’accensione va regolato anche il voltaggio, in base a quello supportato dalla vostra batteria. Fatte queste preparazioni non resta che accendere il caricatore e attendere che il processo sia ultimato. Qualora la batteria dovesse essere molto scaricata, è bene impostare una ricarica lenta della durata di almeno otto ore, in caso contrario potrete avvalervi anche della ricarica veloce ma sarebbe opportuno non lasciare il veicolo incustodito durante l’operazione.

Quando la ricarica è completa non resta che spegnere il caricatore, scollegare i cavi e rimontare la batteria nell’automobile. Prima di quest’ultimo passaggio, però, potrebbe essere una buona idea controllare lo stato della batteria con un voltimetro. Per avere tali informazioni non dovrete far altro che collegare i poli positivi e negativi dello strumento con quelli della batteria e sul display dovrebbe apparirvi il valore di carica. Qualora non fosse 100% saprete immediatamente che la batteria non è più in grado di conservare la carica e che potrebbe essere quasi arrivato il momento di sostituirla.

 

 

Sostituzione della batteria

Se si rivela necessario effettuare una sostituzione, è bene sapere che qualora vogliate acquistare una nuova batteria per auto buona ed economica potrete rivolgervi non solo al vostro elettrauto di fiducia ma è possibile esaminare anche le offerte proposte sulla rete. Il mercato online delle batterie è molto florido ed è possibile trovarne per qualsiasi automobile e per tutte le esigenze, persino quelle per le nuove auto elettriche. 

È molto importante, prima di scegliere la batteria, capire il modello montato sulla vostra automobile, eviterete così di sperperare denaro in un prodotto che non potrete utilizzare. Se non l’avete già fatto, quindi, aprite il cofano e controllate con i vostri occhi sigle e codici stampati direttamente sulla batteria. Trascriveteli e poi confrontateli con i prodotti che trovate online. Per il montaggio, invece, sarebbe meglio chiedere a un professionista, soprattutto se non avete mai eseguito l’operazione.