Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Se siete appassionati di automobilismo e di pneumatici, sapete che ci sono varie teorie sul miglior copertone per ruote. Ecco qui i nostri pareri a riguardo.

 

Se siete qui, significa che anche voi avete sperimentato almeno una volta nella vita la sfortuna di avere un foro nelle ruote della bici. Forse non lo sapete, ma ciò che accade non è tanto che la gomma resta a terra, quanto che viene danneggiata la camera d’aria. 

Nel corso degli anni si sono sperimentati numerosi metodi per evitare queste situazioni spiacevoli, ma una vera e propria soluzione è praticamente impossibile da trovare. Tuttavia, già a partire dal secolo scorso, la tecnologia industriale ha escogitato sistemi nuovi, tra cui il tubeless. Vediamo di cosa si tratta.

 

Cos’è la camera d’aria?

Ogni amante della bicicletta o delle auto che si rispetti, ha avuto a che fare o sentito nominare quella che viene chiamata camera d’aria. La sua invenzione risale al 1888, quando un certo Dunlop, per facilitare il figlio sul triciclo, pensò di unire diversi strati di gomma e riempirli con dell’aria compressa, creando inconsapevolmente il primo pneumatico con questo sistema ad aria.

L’idea si rivelò vincente e rese possibile le successive evoluzioni delle gomme come le conosciamo adesso. Quindi, in soldoni, la camera d’aria altro non è che uno spazio tra i vari strati di uno pneumatico, in cui viene immagazzinata dell’aria compressa, permettendo una guida leggera, sicura e discretamente più facile. 

 

 

I copertoni tubeless

La camera d’aria è stata un’invenzione sensazionale, ma, dalla metà del secolo scorso, ha iniziato a diffondersi una nuova tecnologia chiamata “tubeless”. Se per i primi anni questo nuovo sistema era circoscritto solo al mondo automobilistico, successivamente al brevetto di alcune compagnie francesi, l’idea ha interessato anche le aziende produttrici di biciclette. 

Tra le rivoluzioni principali apportate agli pneumatici, c’è quella di aver eliminato la camera d’aria interna, rendendo impermeabile la gomma e quindi anche più difficile la creazione di fori. 

L’intero sistema è stato progettato su due componenti principali: il cerchio della ruota, realizzato con un profilo diverso che permette una tenuta maggiore, e una copertura dedicata al tipo di gomma utilizzato.

Osservando il canale di tenuta dello pneumatico tubeless, noterete la presenza di due fasce laterali che percorrono tutta la ruota, il cui scopo è quello di mantenere saldo il copertone e custodirne la posizione. 

In effetti, gli pneumatici tubeless sono di gran lunga più rigidi rispetto quelli con la camera d’aria incorporata, perché devono mantenere la compostezza senza l’aiuto della pressione interna. 

Sebbene quasi tutte le biciclette moderne siano progettate per ospitare questo tipo di pneumatici, non disperate se avete ancora la necessità di utilizzare gomme con la camera d’aria. 

A tal proposito, esistono numerosi compressori (controllare qui la lista delle migliori offerte) venduti online che possono fare al caso vostro, poiché facilmente trasportabili. 

 

La tecnologia tubeless ready

Se il primo utilizzo accertato di questo tipo di ruote per bici si attesta al 1999, lo sviluppo tecnologico non si è mai fermato. In particolar modo, le aziende che hanno ottenuto il brevetto per questo nuovo prodotto, hanno progettato una sorta di tecnologia ibrida chiamata “tubeless ready”.

Quest’ultima si compone di cerchi e pneumatici, che uniscono le caratteristiche già conosciute con coperture ancora più rigide, ma senza l’impermeabilità all’aria esterna che vantano altri prodotti. 

Per questo viene consigliato di occludere eventuali fori con della gomma o del lattice, sigillando e incrementando le performance di questo sistema.

 

Vantaggi e svantaggi

Fatte le dovute premesse, vi starete chiedendo quali sono concretamente i vantaggi e gli svantaggi di una tecnologia di questo tipo. Quello che salta subito all’occhio, fin dai primi utilizzi, è che gli pneumatici dotati di sistema tubeless non rischiano di forarsi. 

Inoltre, in mancanza di una camera d’aria, che altrimenti renderebbe davvero arduo girare su bici più particolari come la Mountain Bike, il sistema di flessibilità della gomma vi consente di guidare anche su terreni più dissestati. 

Poiché questo tipo di gomme tenderanno a deformarsi senza subire tagli sulla superficie, è evidente una maggiore sicurezza e una buona percorrenza su qualsiasi manto stradale. Ma non può essere tutto perfetto: infatti, tra il lattice e i cerchi tubeless, il peso delle gomme è maggiore rispetto gli standard. 

Ciò potrebbe creare parecchi fastidi a chi è abituato a utilizzare mezzi più leggeri e quindi a girare con minore forza le ruote. In più, tenete in considerazione che il lattice iniettato negli pneumatici tubeless tenderà ad asciugarsi e a rendere meno equilibrata la ruota con l’andare degli anni e gli utilizzi.

Ma l’aspetto più sconveniente del nuovo sistema è l’eventuale tallonamento che porta alla fuoriuscita della gomma dalle labbra del cerchio. 

 

 

Da standard a tubeless

Se non si possiede una bici con un sistema tubeless già incorporato, è possibile comunque fare una modifica e quindi passare da standard a tubeless. Le opzioni possono essere in effetti quattro: acquistare direttamente una bici tubeless, dei cerchi convertibili in tubeless ready, delle coperture definite UST o TR, oppure comprare due coperture da aggiungere ai cerchi di qualsiasi bici e che possano essere facilmente eliminabili qualora non vi troviate a vostro agio.

Scegliere la terza opzione significa acquistare articoli con la tecnologia sviluppata già incorporata. Questa potrebbe essere la soluzione più veloce e migliore per via dell’impermeabilità all’aria, ma si tratta di un brevetto che hanno in mano solo poche aziende. 

Optando invece per l’ultima opzione, quindi quella di convertire i cerchi normali, bisognerà acquistare un kit apposito e seguire dei semplici passaggi, come la sigillatura della pista interna del cerchio, effettuata prima con del nastro e poi con del lattice. 

Rispetto alle altre opzioni, il prezzo in questo caso è quasi esiguo, considerando che un kit base costa pochi euro e che in più vi permetterà di ritornare al sistema originale.

D’altro canto, bisogna tener conto che, con la mancanza delle parti laterali, è molto più facile che gli pneumatici tubeless fuoriescano dall’alloggiamento. 

 

Le principali occasioni in cui il tubeless è efficace

Prima di procedere a qualsiasi acquisto, è importante che sappiate su quali tipi di attività è consigliato sfruttare una tecnologia tubeless. Di solito sono proprio le case produttrici a spingere sul loro impiego.

Anche le moto o le bici possono godere dei vantaggi derivanti da questa più recente tecnologia. In particolar modo, sono consigliati per sport come il ciclismo su strada, cicloturismo e tutte quelle attività in cui si alternano strade sterrate ad asfalto pianeggiante.

Ad esempio, tra i ciclisti è ormai un pensiero comune quello di utilizzare questo tipo di pneumatici anche su tratti urbani, in virtù dell’inesistente possibilità di foraggio della ruota,  della pizzicatura, oppure di tutte quelle situazioni spiacevoli che, chi viaggia su gomme con camera d’aria, deve sopportare.