Ultimo aggiornamento: 21.10.21

 

Chi desidera concludere l’affare dell’acquisto di un’auto tra privati, è bene che faccia attenzione ad alcuni elementi. Scopriamo quali.

 

Scegliere di acquistare auto usate da privati non è qualcosa da sottovalutare, anche perché spesso e volentieri non vengono considerate garanzie importanti, dilazioni di pagamento e certezze riguardo l’affidabilità e la sicurezza della vettura. In ogni caso, ogni anno sono numerosi i passaggi di proprietà che avvengono anche solo nel nostro Bel paese.

Grazie ai dati forniti dall’ACI, sappiamo che solo nel 2016, le vetture che hanno cambiato proprietario sono state più di 5 milioni.

Le ragioni che portano alla compravendita tra privati possono essere diverse ma, in primo luogo, c’è la questione del prezzo. Infatti, una delle opinioni più diffuse sul territorio è quella che acquistando presso un concessionario si finisca per spendere sempre di più, perciò è meglio optare per un importo più basso, offerto dal privato. Del resto, chi fa l’acquisto di auto usate da privati ha probabilmente fretta di concludere gli affari, perché necessita di una vettura. D’altro canto, chi vende ed è un privato, ha tutta la necessità di liquidità, quindi accetta più facilmente di svendere la propria vettura.

In genere, in Italia possiamo definire la maggior parte delle vetture vendute privatamente come vecchie di almeno 5 anni, con molti chilometri sul tachimetro e un basso valore.

Queste sono certamente delle auto che vengono evitate dai professionisti, perciò allontanate anche solo da commercianti e concessionari, a causa di margini di guadagno poi molto bassi.

Ebbene, proprio perché questo tipo di compravendita auto è particolarmente adottata in Italia, quali sono le cautele da adottare? Scopriamolo nei prossimi paragrafi.

Presupposti

Ovviamente, prima di procedere all’acquisto di una nuova vettura usata, bisogna effettuare un’analisi approfondita del veicolo. Questo lo vedremo tra poco, ma è sicuramente un presupposto da non sottovalutare e che spesso viene invece trascurato a fronte di una fretta eccessiva. Bisogna invece prestare molta attenzione alla storia del veicolo, dall’inizio della sua vita fino al momento in cui entrate al comando.

Questo emerge sicuramente dai documenti che deve necessariamente fornire il vecchio proprietario. Il venditore, infatti, può raccontarvi praticamente qualunque cosa, magari dirvi che l’auto non ha mai avuto alcun problema e altre storie simili.

Ma la verità qual è? Be’, la verità risiede nell’esame della storia, e sebbene non sia tutto verificabile nei minimi termini, ci si accorge senza dubbio di eventuali contraddizioni.

Quando si fa la vendita dell’auto tra privati, le informazioni vanno sempre confrontate con lo stato d’uso effettivo, per cercare riscontri che negano o sottolineano quanto vi viene detto.

Ma facciamo un esempio concreto: immaginate di trovare su uno dei siti vendita auto usate privati una vettura che vi interessa.

Bene, contattate il venditore e scoprite essere una persona anziana, un pensionato che vuole dare via la sua auto usata davvero pochissimo.

Effettivamente potete notare dalle foto che l’auto non è poi così tanto usurata, e che il precedente proprietario l’ha trattata benissimo.

Ciò nonostante, una volta che salite in macchina, potreste altresì constatare che ci sono componenti un po’ danneggiati a causa, per esempio, del nipote. Cosa fate?

Carta canta

La prima cosa che vi suggeriamo è proprio quella di chiedere direttamente al venditore tutte le fatture e gli scontrini degli interventi di manutenzione effettuati all’auto. In questo modo, avrete già una prova che ciò che vi ha detto all’inizio è vero e che probabilmente potreste anche chiudere un occhio.

Questo tipo di approccio vale per ogni tipo di venditore: perciò sono da evitare senza ombra di dubbio tutte quelle auto tuning, cioè che hanno subito degli interventi e manutenzione con fini estetici o altresì meccanici. A meno che non sia espressamente un modello omologato dalla casa automobilistica del produttore, controllate sempre anche le eventuali revisioni periodiche. Tramite la carta, insomma, si può comprendere tutta la storia e la vita di una vettura: da quando è stata acquistata a quando effettivamente potrebbe essere tra le vostre mani.

Se pensate che possa essere un’occasione da non perdere, allora verificare quasi in ultima istanza anche il certificato cronologico del venditore.

L’acquisto di auto usate tra privati potrebbe venir meno se ci sono impedimenti di natura fiscale. In genere, chi ha qualcosa da nascondere ha sempre lo stesso pattern di comportamento: è frettoloso e tende a schivare o a storcere il naso alle domande.

Quindi, in questi casi, sempre meglio lasciar perdere la trattativa ed evitare di dover passare poi il resto della vostra vita in auto con un martinetto idraulico in mano.

Sempre meglio avere un documento di vendita tra privati sicuro, che certifica la qualità dell’auto usata, che dover poi ricredersi sull’affare appena fatto.

Nessuna garanzia

Molti si chiedono se la vendita di auto usate tra privati voglia dire anche poter godere di alcune garanzie e tutele. Purtroppo, la risposta è negativa, infatti è questo che differenzia il tipo di acquisto in concessionario da uno del genere.

Quindi, se per esempio dovesse rompersi qualcosa di importante, il venditore non potrà poi essere chiamato in causa.

Insomma, dovrete vedervela da soli, e questo può infine rappresentare un bel problema se a monte non c’è stata chiarezza dall’altra parte. Il pagamento nella vendita di auto usate tra privati va quindi effettuato solo dopo esserci resi conto di tutte queste informazioni, prendendo in esame anche altre regole che vi aiuteranno a concludere l’affare nel migliore dei modi:

♦ studiate bene la documentazione della vettura;

♦ valutate accuratamente l’atteggiamento del venditore;

♦ preferite chi propone metodi di pagamento sicuri tra privati (per esempio, il bonifico bancario);

♦considerate anche eventuali verniciate fresche, perché potrebbero nascondere ammaccature;

♦ confrontate le parole del venditore con quanto è l’effettivo stato d’uso.

 

 

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