Ultimo aggiornamento: 19.04.21

 

Sono diversi i vincoli imposti dal Codice della Strada per quanti scelgono un impianto GPL. Ecco cosa sapere in merito: dalle procedure ai costi, e così via.

 

Secondo alcuni dati, il numero di automobilisti che decidono di passare al GPL è in aumento. Non tanto per una questione di moda, ma per due ragioni differenti: in primo luogo, il costo effettivo del gasolio e della benzina. Entrambi i carburanti sembrano essere sempre più costosi, perciò chi vuole risparmiare perché viaggia spesso con l’auto, opta per un impianto GPL. In secondo luogo, perché le nuove regolamentazioni che sanciscono un blocco del traffico, fanno preoccupare i possessori di auto diesel.

In ogni caso, che si decida di effettuare una sostituzione della bombola GPL, o che si scelga di convertire la propria auto a questo tipo di carburante, è fondamentale conoscere i vincoli imposti dal legislatore. Insomma, chi opta questo tipo di impianto, deve assolutamente sapere i pro e i contri che ne derivano, per partire sempre avvantaggiati in caso di problemi. Non temete se non sapete a cosa ci stiamo riferendo, perché nei prossimi paragrafi vi daremo tutte le informazioni necessarie.

Bombola GPL scaduta: sanzioni

Aver bisogno di effettuare una revisione delle bombole GPL può essere dovuto a diversi fattori, tra cui proprio il rischio di eventuali sanzioni piuttosto pesanti. Infatti, la multa prevista dal Codice della Strada in caso di un mancato rispetto delle scadenze è molto salata, e oltre a essere di natura pecuniaria, può anche prevedere un fermo del veicolo. Non è perciò consentito mettersi alla guida con un serbatoio GPL vecchio o nuovo ma privo di un collaudo.

Continuare a circolare con un impianto non a norma può mettere in pericolo non solo voi stessi e chi viaggia con voi ma anche l’incolumità delle persone che vi circondano, in particolar modo in caso di incidenti stradali. Per questa ragione, la sanzione amministrativa per una mancata revisione dell’impianto GPL può comportare il dover pagare almeno 594€, cui si potrebbe aggiungere anche il ritiro della carta di circolazione.

 

Sostituzione e revisione impianto GPL

Come forse già saprete, la bombola GPL non è eterna ma ha una scadenza che arriva a 10 anni circa da quando è stata prodotta. Una volta passato questo lasso di tempo, che in genere decorre dall’immatricolazione della vettura o da quando è stato installato l’impianto, bisogna procedere alla sua completa sostituzione. Inoltre, è anche possibile unire più cose insieme, quindi procedere con collaudo dell’impianto GPL dopo 10 anni, sostituendo anche altri elementi, e quindi eseguire obbligatoriamente una nuova prova idraulica.

Tutto questo per garantire sempre la massima sicurezza vostra e di chi vi sta intorno, e a cui deve essere aggiunto anche quanto espresso dalla normativa comunitaria. Infatti, quest’ultima – che è la ECE/ONU 67/01 – ha disciplinato la durata e l’eventuale sostituzione del serbatoio GPL nonché una serie di dispositivi particolari (come la valvola che si occupa di bloccare il flusso di GPL in uscita quando non è inserita la chiave d’accensione). 

 

Il cambio della bombola GPL

Il collaudo dell’impianto GPL della Motorizzazione Civile può prevedere anche la sostituzione della bombola. In questi casi, bisognerà però presentare l’apposita domanda per effettuare l’operazione con il modello TT 2119. Infatti, la sostituzione ha prezzi in genere molto abbordabili, che sono pari a 57€, oltre che la produzione, rilasciata dall’installatore autorizzato, che attesti che tutti i passaggi siano stati fatti in modo corretto e a norma. Bisognerà presentare anche l’apposita documentazione tecnica relativa al nuovo serbatoio e le ricevute dei versamenti di denaro effettuati in anticipo.

Dopodiché, dopo tutti questi giri burocratici, potrete ritirare la tanto agognata carta di circolazione nuova, con il permesso provvisorio di validità per l’auto. Sono molti quelli che si preoccupano di eliminare l’impianto GPL dopo 10 anni, ma spesso e volentieri, ciò che spaventa di più, è il costo richiesto. Se il cambio ha un prezzo esiguo, la nuova bombola può superare anche 500€ se della casa madre.

Potete anche optare per soluzioni più economiche, ma avrete sempre bisogno di un nulla osta della casa produttrice ufficiale dell’auto, che ha però un costo di circa 150€. In tutto questo, bisogna assolutamente fare attenzione ad alcuni particolare ed evitare di non confondersi con la sostituzione del serbatoio con quello delle auto a metano, perché queste ultime non hanno una durata decennale, ma quinquennale.

Restrizioni

A partire dal 2020, alcune delle città più grandi e importanti d’Italia hanno deciso di limitare la circolazione a tutte quelle auto a Diesel Euro 4 o inferiori. Nel corso degli anni, è già in procinto un nuovo blocco del traffico per le Euro 6 e superiori, sempre per ragioni di sostenibilità ambientale e per ridurre lo smog. Una soluzione in questi casi è sicuramente quella di partire già avvantaggiati ed evitare di non poter usare il proprio veicolo a causa di queste limitazioni.

Come? Beh, semplicemente installando un nuovo impianto GPL fiammeggiante, che vi permetterà di risparmiare soldi nel lungo periodo, perché il costo del carburante è nettamente inferiore alla benzina e al diesel. A maggior ragione se fate diversi chilometri ogni anno, sia per piacere e sia per lavoro.

Tra l’altro, il GPL vi garantirà anche nuove prestazioni, dando l’impressione di una nuova guida pur avendo sempre sotto i piedi la vostra auto. Vedrete che ne risentiranno positivamente anche le ruote, permettendovi di lasciare nel portabagagli il kit di riparazione per pneumatici. Guida leggera, poca spesa in termini di carburante e possibilità di girare anche in ZTL a Torino, Milano, Roma e in altre metropoli della nostra penisola. Ecco alcuni dei vantaggi dell’impianto GPL e della sostituzione della bombola.

 

 

 

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