Ultimo aggiornamento: 08.12.21

 

Conoscere la differenza tra sosta e fermata è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda le possibili sanzioni in cui si incorre in caso di infrazione.

 

La parte più ostica da affrontare, durante il corso di scuola guida, è quella relativa al codice della strada, e specialmente la sezione riguardante i divieti e i relativi segnali indicatori. Due segnali in particolare generano confusione tra gli automobilisti alle prime armi: il divieto di sosta e il divieto di fermata; cerchiamo quindi di approfondire ulteriormente l’argomento e capire qual è la differenza tra sosta e fermata, quali sono i casi in cui si corre il rischio di commettere un’infrazione e cosa può comportare quest’ultima in termini di sanzioni.

 

Art. 157 Codice della Strada

Nell’articolo 157 del Codice della Strada sono specificate le differenze tra fermata, arresto e sosta del mezzo.

Sia l’arresto sia la fermata non sono altro che una sospensione della marcia del veicolo; l’arresto avviene per cause di forza maggiore, come per esempio lo stop a un semaforo oppure a davanti a un segnale che obbliga a dare la precedenza in un incrocio, mentre la fermata ha luogo per esigenze del guidatore, per esempio quando deve far scendere o salire un passeggero dal veicolo.

In entrambi i casi la sospensione della marcia è soltanto temporanea e non deve arrecare alcun intralcio alla circolazione degli altri veicoli.

La sosta, invece, è una sospensione della marcia protratta nel tempo, con spegnimento del motore ed eventuale allontanamento del conducente dal veicolo; per determinati versi è simile al parcheggio quindi, solo che mentre quest’ultimo viene effettuato nelle apposite aree indicate da strisce blu o bianche, oppure dagli appositi cartelli indicatori con la P di parcheggio, la sosta può essere eseguita anche in zone che non riportano alcuna indicazione specifica.

I cartelli indicatori

Il segnale stradale che indica il divieto di sosta è uno dei più facili da ricordare, si tratta infatti di un disco di colore blu circondato da un bordo rosso e attraversato da una linea rossa che va dal lato superiore sinistro fino a quello inferiore destro.

Questo segnale è anche riprodotto in dimensioni ridotte all’interno di cartelli rettangolari che vengono apposti davanti ai cancelli e ai portoni, i quali servono a indicare la presenza di un passo carrabile.

Meno noto ma altrettanto importante, invece, è la variante che invece della singola barra diagonale rossa su sfondo blu, ne riporta due incrociate sempre nella stessa combinazione di colori.

Quest’ultimo segnale indica infatti il divieto di sosta e fermata; nelle aree dove si trova questo cartello, quindi, è assolutamente proibito sospendere la marcia del veicolo indipendentemente dalla durata dell’arresto.

 

Articolo 158 Codice della Strada

L’articolo 158 del Codice della Strada specifica in modo dettagliato le circostanze dei divieti e le relative sanzioni in caso di infrazione.

Riassumendo in breve, l’articolo 158 riporta che la sosta e la fermata sono vietate nelle vicinanze di passaggi a livello, passaggi pedonali, piste ciclabili, sottopassi, sotto i portici e i fornici, nelle gallerie e nei sottovia, nelle vicinanze o in corrispondenza di segnali stradali verticali e semafori, lungo le corsie di canalizzazione, nei pressi degli incroci, sui marciapiedi e ovunque sia presente il relativo segnale di divieto.

Salvo diversa segnalazione, inoltre, La sosta è vietata anche in tutte le zone che espongono il cartello indicatore di passo carrabile, sulle banchine e sui marciapiedi, sulle aree destinate a carico e scarico merci, nelle aree pedonali, nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, davanti ai cassonetti di raccolta dei rifiuti urbani o a meno di cinque metri dai distributori di carburanti.

Nelle zone dove la sosta e la fermata sono consentite, invece, queste devono avvenire rispettando determinati obblighi: la macchina deve essere accostata il più possibile al bordo destro della strada, nel senso di marcia e a ridosso del marciapiedi; se quest’ultimo non c’è, allora bisogna lasciare almeno un metro di spazio tra la fiancata del veicolo e il margine della carreggiata, in modo da permettere il passaggio dei pedoni. Nell’accostare al bordo del marciapiedi, inoltre, bisogna fare molta attenzione a non toccare o strusciare con le ruote, in modo da evitare di danneggiare cerchioni e pneumatici; il rischio, in questo caso, è elevato specialmente per le ruote che hanno cerchi in lega, dal momento che questi ultimi possono graffiarsi irrimediabilmente o addirittura spaccarsi in caso di urti bruschi.

 

Cosa succede in caso di infrazione

Se le disposizioni in merito ai divieti di sosta e fermata non vengono rispettate si può incorrere in sanzioni pecuniarie, e in alcuni casi persino alla decurtazione dei punti dalla patente.

Nel caso l’infrazione sia commessa a bordo di un veicolo a due ruote, si può rischiare una multa da un minimo di 25 fino a un massimo di 168 euro, mentre per i veicoli a quattro ruote le multe vanno dai 42 ai 344 euro a seconda del tipo di infrazione commessa.

Le multe, inoltre, sono applicate per ogni giorno del calendario in cui si protrae la violazione; se per esempio un’automobile viene lasciata in sosta su una pista ciclabile, oppure sulle strisce pedonali, e la sosta si protrae per tre giorni, la sanzione comminata viene moltiplicata per tre.

Nel caso in cui la sosta sia effettuata nelle corsie e negli spazi riservati al transito e alla fermata dei mezzi pubblici, inclusi i veicoli su rotaia, e negli spazi e aree riservate agli invalidi, a parte la sanzione pecuniaria moltiplicabile per i giorni in cui si protrae la sosta, è prevista anche la decurtazione di 2 punti dalla patente.

Oltre alla multa, inoltre, l’automobilista che ha commesso l’infrazione riceverà a casa anche la notifica con l’obbligo di comunicare i dati dell’effettivo conducente; nel caso di mancata risposta a questa richiesta, l’automobilista riceverà una seconda sanzione pecuniaria il cui ammontare potrebbe raggiungere i 1.133 euro.

La decurtazione dei punti, però, può essere evitata se il veicolo con il quale è stata commessa l’infrazione è un’automobile aziendale, oppure una macchina condivisa da tutto il nucleo familiare.

 

 

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