Ultimo aggiornamento: 23.09.21

 

Come si fa l’iscrizione della propria auto all’ASI? A questa e ad altre domande troverete risposta in questo articolo.

 

Possedere un’auto storica vuol dire godere non solo di un investimento di qualità, ma anche di un vero e proprio motivo per cui vantarsi, perché si ha tra le mani un prezzo di storia da non sottovalutare. Tuttavia, è bene conoscere regole e altre informazioni utili riguardo questo mondo: dagli anni al bollo, dall’immatricolazione all’assicurazione e alla revisione. Nei prossimi paragrafi approfondiremo l’argomento così da fornire un quadro completo.

 

Iscrizione ASI: quali sono i vantaggi?

Forse ancora pochi sanno che l’iscrizione all’ASI non è considerata obbligatoria, ma è altresì consigliata fortemente in seguito ai numerosi vantaggi di cui si può godere una volta entrati nell’albo. Del resto, il costo è pari a 42 €, perciò abbastanza conveniente in vista di quanto vi stiamo per spiegare.

Per esempio, se la vostra auto ha un’età che va da 20 a 30 anni (calcolata in base alla data di immatricolazione), dovrete pagare solo la metà dell’importo completo del bollo auto.

Inoltre, c’è anche la possibilità di godere di una tariffa assicurativa più conveniente perché agevolata, garantendo anche una quotazione di mercato maggiorata rispetto a modelli di auto storiche non iscritte all’ASI.

Quando conviene fare l’iscrizione?

Quando si parla di auto storiche, si fa riferimento a tutti quei veicoli ancora funzionanti e con oltre 20 anni di età rispetto la data di immatricolazione, e che risultano anche iscritti all’Automotoclub Storico Italiano.

Se siete incerti o indecisi se è arrivato il momento di entrare a far parte di questo ente riconosciuto, dovete sapere che bisognerà innanzitutto richiedere un certificato di rilevanza storica, presso il Dipartimento per i Trasporti Terrestri, fondamentale per la circolazione.

Per effettuare l’iscrizione, ci sarà bisogno anche di un certificato d’identità, ossia del documento in cui sono elencati tutte le informazioni che riguardano lo stato di conservazione, le differenze rispetto al modello originale del costruttore, ed eventuali modifiche e restauri effettuati nel corso del tempo.

Una volta iscritti all’ASI, verranno rilasciati altrettanti documenti, inclusa la carta FIVA, ossia una sorta di documento di riconoscimento del vostro veicolo, che contiene la foto, gli estremi identificativi, la datazione e la classificazione, quindi la sintesi storica.

 

Bollo auto storiche

Come anticipato in precedenza, tutte le auto considerate storiche e antiche possono godere di alcune agevolazioni molto importanti. Per quanto concerne il pagamento del bollo, viene infatti previsto un vantaggio davvero interessante per tutti i possessori di questo tipo di veicoli. Infatti, se fino a qualche anno fa il prezzo da pagare andava via via aumentando, adesso le cose sono diverse.

Esiste l’esenzione dal bollo auto, ma solamente per quelle vetture che superano i 30 anni di vita. Questa viene applicata automaticamente, anche senza eventuale iscrizione al registro, ma bisogna rispettare alcuni criteri, tra cui il fatto che non devono essere utilizzate a livello professionale, altrimenti il proprietario dovrà versare una quota annuale di 28,40 €.

Purtroppo, chi dal 2019 ha una riduzione sulla tassa di possesso, non potrà godere di queste agevolazioni così importanti.

Assicurazione e revisione

Non si direbbe, eppure anche per le auto definite storiche valgono gli intervalli classici di tempo per la revisione: ogni due anni. Ciò significa che il proprietario è tenuto ad avere in possesso la documentazione aggiornata con la carta di circolazione, chiaramente con l’aggiunta della voce “veicolo storico”. Infatti, qualora venisse fermato, è tenuto a mostrare il proprio storico delle revisioni dell’auto.

Per fortuna però, è possibile evitare i tempi biblici della Motorizzazione Civile, grazie alla circolare ministeriale 4862/18, che prevede appunto la possibilità di recarsi presso centri specializzati sul territorio.

E per quanto riguarda l’assicurazione? Be’, anche in questo caso sono previsti dei vantaggi da lasciare non poco indifferenti.

Infatti, i proprietari delle auto d’epoca (la cui età non può essere inferiore a 23 anni) possono godere di un premio inferiore rispetto quello delle vetture più moderne, entrando in classi in cui non sono previsti sistemi di bonus/malus classici.

 

Passaggi di proprietà

All’inizio del nostro articolo abbiamo specificato come effettivamente un’auto storica rappresenti un buon investimento. Questo perché può trasformarsi in una fonte di guadagno non da poco se si decide di affittarla oppure addirittura di venderla.

In quest’ultimo caso, il passaggio di proprietà dovrà essere effettuato con le stesse regole adatte per le auto moderne.

Bisognerà certamente effettuare la classica visura della targa, autenticare la firma e quindi registrare il passaggio al Pubblico Registro Automobilistico, per poi passare direttamente dalla Motorizzazione Civile per l’aggiornamento dei documenti di circolazione.

Per quanto riguarda l’acquisto di un’auto storica, ovviamente è sempre bene verificare l’autenticità e la veridicità di quanto riportato dal venditore, quindi anche se i cerchi in lega sono gli stessi oppure sono stati cambiati. Insomma, è bene valutare ogni singolo componente, anche quello più sottovalutato e infinitesimale, considerando il prezzo e il valore di mercato.

Infine, dobbiamo specificare anche che i veicoli di interesse collezionistico e storico che hanno più di 20 anni di età, non possono più godere delle agevolazioni e dei vantaggi dell’IPT dell’auto, in seguito alle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità entrata in vigora da gennaio 2015.

Circolazione

Quanti acquistano o hanno la fortuna di avere un’auto d’epoca, devono sapere che possono usarla solamente in caso di manifestazioni nazionali o locali.

Invece, chi può vantare di avere nel garage un’auto storica, allora potrà circolare senza problemi in strada, anche nella propria città.

Ovviamente, tra le cose di cui tenere conto c’è senza dubbio anche la normativa in materia di emissioni, quindi le eventuali ZTL. Inoltre, dovrà garantire una manutenzione e revisione costante, assicurando che non ci sono parti meccaniche cedevoli che possono provocare incidenti più o meno pericolosi.

 

 

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