Ultimo aggiornamento: 14.05.21

 

Possiamo considerare la targa delle automobili come una ‘carta d’identità’ tramite la quale è possibile ottenere diverse informazioni. 

 

Si sa che le automobili sono una ‘tassa’ fissa che rientra nelle spese annuali di ogni italiano. Di media tendiamo a spendere quasi più di mille euro annui per la manutenzione del veicolo e per tutti vari obblighi burocratici tra i quali rientrano l’assicurazione e il bollo. Oggigiorno però grazie al web è possibile tenere traccia più facilmente delle varie informazioni e pagamenti da effettuare per il proprio veicolo, basta saper usare i vari portali dedicati agli automobilisti. 

Grazie alla propria targa infatti è possibile risalire a una serie di utili informazioni sul veicolo. La targa non è composta da numeri e lettere messi lì a casaccio, bensì servono a distinguere i vari mezzi di trasporto in base al modello e i dati tecnici. 

 

Controllo targa online

Per poter ottenere le informazioni su una targa auto potete recarvi a uno sportello dell’Automobil Club d’Italia e richiedere una visura ACI. Potrete effettuare questa richiesta anche online andando sul sito ufficiale del Club. La visura della targa richiede il pagamento di 6 € (con un supplemento di 2,83 € se fatta online) e vi permette di scoprire la regione e la data di immatricolazione, la cilindrata, la potenza e il tipo di carburante usato dal veicolo. 

A cosa serve la verifica targa? 

Fondamentalmente il controllo della targa può tornare utile quando si deve stipulare un nuovo contratto assicurativo, per il quale vengono richieste tutte le informazioni del veicolo. Allo stesso modo, se volete acquistare un’automobile usata potreste voler controllare tutti i dati possibili per valutarne l’acquisto. Tenete conto che non tutti gli automobilisti si informano sulle specifiche del proprio mezzo di trasporto, quindi magari potrebbero non conoscere (o magari non ricordare) la data di immatricolazione, la cilindrata e l’alimentazione. 

Il controllo della targa vi permette inoltre di verificare il pagamento del bollo auto, una tassa obbligatoria che va pagata ogni anno. Il controllo della targa auto è fondamentale per trovare un veicolo rubato o magari rintracciarne uno dopo un incidente con omissione di soccorso. Per ottenere le informazioni sulla targa di veicoli appartenenti a terzi è necessario ovviamente provare l’avvenuto coinvolgimento in un sinistro stradale, mentre in caso di furto del veicolo dovrete immediatamente effettuare la denuncia alle Forze dell’Ordine che useranno il numero di targa per effettuare le ricerche. 

 

Il controllo del pagamento bollo auto

A differenza della visura auto per la targa, il controllo del Bollo è un servizio gratuito messo a disposizione dall’ACI al quale potrete accedere dal sito web ufficiale. Una volta selezionato il servizio per il calcolo e il pagamento del bollo, potrete inserire il numero di targa, indicare il tipo di veicolo e la regione di competenza. Procedendo il sito vi fornirà le informazioni sul pagamento che potrete effettuare direttamente online. In alternativa vi basterà recarvi ad un qualsiasi sportello ACI nella vostra città. 

Cosa fare nel caso di furto di targa?

I danni subiti dal veicolo sono all’ordine del giorno, specialmente nelle grandi città. Se però alla rottura di un fanalino si può correre ai ripari comprando delle lampadine H7, per lo smarrimento o il furto di una la targa il discorso è decisamente più complesso. Prima di tutto dovrete recarvi a una stazione dei carabinieri per sporgere denuncia, in quanto la vostra targa potrebbe essere usata su altri veicoli, inoltre grazie alla denuncia i carabinieri potranno avviare la ricerca della targa. Vi verrà consegnato un documento che vi permetterà di circolare per 15 giorni senza targa, ponendo un pannello a fondo bianco sul quale dovrete annotare il numero della targa originale. Passati 15 giorni, se quella smarrita non viene ritrovata sarete costretti a ripetere l’immatricolazione del veicolo. Questo vale anche in caso di smarrimento o distruzione della targa che può avvenire a causa di un tamponamento. 

Ripetere l’immatricolazione del veicolo può rivelarsi snervante, oltre che abbastanza costosa. Dover pagare dopo aver subito un furto è il classico danno oltre alla beffa, ma purtroppo allo stato attuale delle cose, reimmatricolare il veicolo è l’unico modo per poter circolare regolarmente. Potrete effettuare l’immatricolazione all’ACI oppure alla motorizzazione portando il documento di proprietà del veicolo, la denuncia dei carabinieri, fotocopia del documento d’identità e il codice fiscale. In generale la reimmatricolazione vi costerà sui 150-200 € che comprendono dei costi variabili in base alla provincia. Vi verrà consegnata una nuova targa che dovrete apporre sul veicolo. 

Per prevenire lo smarrimento della targa vi consigliamo di controllare di tanto in tanto se le viti della targa o del portatarga sono avvitate saldamente ai perni, in modo da poterle stringere nel caso vi sembrino troppo allentate. Per il furto ci sono ben pochi rimedi, potete usare un antifurto con sensore di movimento per mettere in fuga i malintenzionati ma, vista la facilità con la quale è possibile smontare una targa, questa soluzione potrebbe rivelarsi comunque poco efficace. 

Come nasce l’idea delle targhe auto in Italia? 

In Italia vige l’obbligo di immatricolazione dei veicoli sin dall’inizio del ventesimo secolo, durante il quale le biciclette dell’epoca (chiamate velocipedi) dovevano presentare una targa comunale. Con l’arrivo delle automobili si cominciarono a usare dei numeri per le targhe italiane, in modo da rendere più visibile la provenienza della città: il numero 55 indicava la città di Roma, mentre il 2 si usava per le auto immatricolate ad Ancona. 

Nel corso degli anni ci sono stati diversi cambiamenti e negli anni ‘80 e ‘90 fu reintrodotto il nome delle città sulle targhe, prima per intero e in seguito abbreviato. Nel 1998 l’Unione Europea decise di creare un sistema di immatricolazione e di targhe unificato per tutti gli Stati Membri, caratterizzato dal numero e dall’iniziale del Paese di provenienza dell’automobile. 

 

 

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