Ultimo aggiornamento: 03.03.21

 

Quando si può capire se è il momento di sostituire il filtro del gasolio alla propria auto? A queste e ad altre domande diamo risposta nei prossimi paragrafi.

 

Se si è poco pratici con l’auto e con i suoi componenti può essere davvero difficile capire anche solo se il filtro del carburante va cambiato. Certo, ogni vettura è a sé stante, anche perché è caratterizzata da motori e sistemi di alimentazione diversi, oltre che da un’età e qualità del gasolio differente. Altro punto importante è certamente lo stato dell’interno del serbatoio, oltre che al numero di chilometri percorsi.

I sintomi principali sono comunque un’accensione a vuoto del motore, come se non ci fosse carburante, quindi anche una fatica eccessiva dell’auto in fase di accelerazione. In linea generale possiamo dire che i motori a diesel devono avere un cambio del filtro intorno a 50.000 km, ma c’è sempre un “dipende” di mezzo. Questo componente aiuta a depurare il carburante dai detriti e dalle impurità, prima che venga utilizzato per la vera e propria combustione e quindi per muoversi con l’auto.

Ciò fa capire come sia fondamentale che questo impianto sia il più pulito possibile, affinché le prestazioni della vettura non diminuiscano e, anzi, aumentino. I rischi principali di un filtro del gasolio sporco sono: difficoltà nell’accensione del motore, intasamento degli iniettori e quindi avaria totale del veicolo.

 

Sintomi da prendere in considerazione

Come abbiamo potuto vedere, il filtro del gasolio è un elemento importantissimo per l’efficienza e l’integrità dell’auto. Un componente simile, se perfettamente funzionante, permette di godere di prestazioni alte, proteggendo anche il motore da danni gravi. Ma perché serve? Il filtro della benzina o del diesel trattiene le impurità e gli agenti contaminanti che entrano attraverso il tubo del carburante.

In genere, quest’ultimo dovrebbe essere più pulito possibile al momento dell’acquisto presso i distributori, ma non sempre è così. Infatti, uno degli elementi che più di altri inquina il gasolio è sicuramente l’acqua, che una tende a penetrare nelle autocisterne o nei serbatoi interrati poco isolati. Inoltre, una pratica illegale ma spesso abusata da molti rivenditori, è quella di allungare il carburante per ottenere un margine di profitto maggiore.

La sostituzione del filtro del gasolio è quindi fondamentale per garantire le prestazioni elevate per cui questo tipo di impianto è progettato. In ogni caso, come si fa a capire quando non funziona più correttamente? Nel caso di in cui sia giunto il momento del cambio del filtro del gasolio, ve ne accorgerete da alcuni segnali. 

I più comuni sono: l’accensione dell’auto non è immediata, o persino tende a non avviarsi, come se non ci fosse il carburante nel serbatoio. Ma anche particolare fatica durante l’accelerazione: un filtro intasato, non permette di far passare abbastanza quantità di gasolio, perciò le prestazioni del motore ne risentono parecchio. Quest’ultimo, poi, tenderà anche a perdere colpi, o meglio a singhiozzare, con un leggero ma importante tremolio che è causato dal filtro ostruito. L’aria nel circuito del gasolio provoca sintomi molto simili, ma è altrettanto pericolosa considerando la natura di questo impianto.

 

Ogni quanto sostituire?

Ora che sappiamo bene quali sono i segnali di allarme di cui tener conto per capire se è arrivato il momento di sostituire il filtro, dobbiamo chiarire anche una distinzione. Infatti, la maggior parte dei distributori offre una variante di diesel davvero interessante: carburante prodotto con elementi vegetali.  Si tratta, in modo più approfondito, di biodiesel, realizzato a partire da scarti agricoli. Questo tipo di carburante è generalmente più pulito e sano per la propria auto, perciò sarebbe utile prediligerlo.

In ogni caso, il filtro andrà periodicamente sostituito in base a quelle che sono le indicazioni principali fornite dall’azienda produttrice del motore. Infatti, non esistono tempistiche prestabilite, ma tutto dipende da caso a caso, anche se in genere si consiglia di dare un’occhiata allo stato del componente almeno dopo i 40.000 km.

In linea generale, vi consigliamo di non attendere mai troppo e di partire sempre avvantaggiati, evitando di trovarvi in spiacevoli situazioni improvvise Del resto, c’è anche da sottolineare un aspetto fondamentale: se il filtro del gasolio risulta sporco, non sempre significa che dovete procedere con la sostituzione. In commercio, esistono alcuni prodotti chimici che rimuovono i residui sciogliendo le impurità accumulate, e lubrificando tutto l’impianto. Questa soluzione non è sicuramente da considerarsi definitiva, però è già qualcosa con cui proteggere la propria auto in attesa di cambiare il filtro.

 

Gasolio sporco e cambio del filtro: i costi

Come abbiamo potuto notare nel paragrafo precedente, quando il carburante è sporco, il filtro tende a raccogliere le impurità e gli agenti contaminanti, affinché non arrivino agli iniettori. Rispetto alla benzina, il diesel è sempre più inquinato, perché molti distributori tendono ad allungarlo o a non prestare le dovute attenzioni. A differenza del filtro dell’aria sportivo intasato, quando quello del carburante è molto sporco, si verificano anche aumenti dei consumi del veicolo. Questo, contestualmente anche al fatto che, in maniera inesorabile, bisognerà chiedere a un professionista.

Il peso specifico del gasolio è infatti diverso da quello della benzina, perciò non ci si può improvvisare tecnici, nemmeno per effettuare controlli veloci. Qualora il filtro sia completamente usurato e quindi sia impossibile ripararlo, bisognerà rimpiazzarlo con un nuovo modello. La sostituzione non è molto complicata, ma le operazioni da svolgere possono variare a seconda di alcuni fattori come la marca dell’automobile. 

Per il bene della vostra auto, noi vi consigliamo di rivolgervi a un professionista, i cui costi chiaramente non saranno bassi. In genere, la sostituzione di un filtro intasato può costare anche più di 200 €, ma andrà incluso anche la manodopera e il costo del pezzo nuovo.

Possiamo affermare con quasi certezza che, comunque, anche nei casi considerati peggiori, queste operazioni sono una spesa accettabile, anche perché bisogna sempre considerare che i benefici di cui si gode saranno a lungo termine. Per questo motivo, è sempre meglio pagare leggermente di più oggi che dover sborsare centinaia di euro ogni mese.

 

 

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