Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Pneumatici estivi e invernali o quattro stagioni? Questo è il dilemma

 

Da un’indagine effettuata prendendo in considerazione gli automobilisti residenti nei Paesi dell’Unione Europea è emerso come circa il 65% non sostituisca gli pneumatici estivi con quelli invernali quando scatta l’obbligo di legge, ovvero (in Italia) a partire dal 15 novembre e fino al 15 aprile. Probabilmente molti preferiscono tenere nel bagagliaio le catene da neve, da montare (con tutte le problematiche del caso, visto che spesso si tratta di un’operazione non particolarmente agevole) qualora se ne verifichi la necessità ma soprattutto per scongiurare il rischio di una contravvenzione in seguito a un controllo da parte della polizia stradale. 

 

Otto contro quattro

Certo è innegabile che affidarsi al doppio treno di pneumatici – estivi e invernali – obblighi a un esborso economico di un certo tipo, che include anche lo stoccaggio di quelli non utilizzati da parte di un gommista, nonché a prevedere due volte all’anno di effettuare la sostituzione, con conseguente perdita di tempo. Dal punto di vista della sicurezza mentre si guida, però, non ci sono paragoni ed è indubbio che si tratti della soluzione più indicata, praticamente obbligata per chi percorre almeno 20.000 km all’anno e si trova spesso a viaggiare nel Nord Italia o in zone montagnose, con rischio di nevicate o gelate. 

C’è poi la soluzione rappresentata dagli pneumatici quattro stagioni, considerati da molti la scelta migliore, visto che permettono di essere in regola con il codice della strada e di non doversi preoccupare della sostituzione tra una stagione e l’altra. Ma siamo davvero di fronte alla ricetta perfetta, al prodotto che consente di viaggiare in totale sicurezza e senza pensieri? Oppure si tratta di un compromesso e come tale non completamente affidabile? Come spesso accade la verità sta nel mezzo. 

Pro e contro degli all season

Cominciamo col dire che gli pneumatici quattro stagioni (detti anche “all season”) si caratterizzano per una mescola con un alto contenuto di silice, il cui compito è quello di assicurare che la gomma si mantenga morbida anche quando le temperature scendono sotto i 7 gradi centigradi, e per un battistrada contraddistinto da un elevato numero di lamelle e di canali marcati, il cui compito è quello di favorire l’eliminazione dell’acqua in modo da assicurare maggiore stabilità in caso di asfalto bagnato ma anche ghiacciato. La quantità di lamelle e canali è studiata in modo tale da non compromettere il rotolamento, creando un attrito eccessivo, in caso si viaggi su strade asciutte.  

Sembrerebbe dunque di avere a che fare con gli pneumatici definitivi ma, al di là anche dei messaggi pubblicitari delle aziende che li producono, la realtà è leggermente differente e, nonostante performance in molti casi soddisfacenti, non mancano modelli deludenti, come emerso da diversi test indipendenti, in termini di tenuta e spazi di frenata in caso di asfalto bagnato, gelato o innevato. Ecco perché diventa importante poter fare affidamento su siti come https://www.tiregom.it/ che consentono di fare la comparazione tra tutti i modelli presenti sul mercato, specificando anche tipologia, dimensioni e destinazione del pneumatico. 

 

Il tipo di guidatore

Detto questo non vogliamo certo fare passare il messaggio che i modelli all season non vadano presi in considerazione perché non adeguatamente sicuri, tutt’altro. Diciamo che, come tutte le soluzioni ibride, va a soddisfare molte esigenze ma non la totalità. Cerchiamo di spiegarci meglio. È innegabile che l’ostacolo maggiore ad adottare il doppio treno di gomme sia rappresentato dal costo e dalla perdita di tempo della sostituzione, però le due tipologie sono studiate espressamente per fornire le migliori performance nel periodo di riferimento, perciò se per lavoro vi trovate spesso alla guida della vostra auto, con spostamenti che prevedono sovente di uscire dalle vie cittadine o di affrontare strade ad alto rischio neve, allora la scelta è praticamente obbligata. Inoltre, le due diverse gomme, avendo una mescola e un disegno adeguato a certe condizioni dell’asfalto, assicurano un minor consumo rispetto alle quattro stagioni, che invece si deteriorano più velocemente. Ecco dunque che, se in media percorrete più di 15-20.000 km all’anno, il nostro suggerimento è di affidarvi alla doppia soluzione di pneumatici estivi e invernali. 

Se non rientrate in queste categorie, se vivete in una regione dove raramente la temperatura scende sotto lo zero e ancora più di rado nevica e se l’utilizzo che fare della macchina è contenuto sia in termini di chilometri percorsi sia di spostamenti, allora potete tranquillamente puntare sugli all season, vantaggiosi sull’esborso necessario al loro acquisto e che non richiedono di doversi recare due volte all’anno dal gommista. 

I modelli invernali

Per quanto riguarda le caratteristiche degli pneumatici invernali è bene sapere che la loro mescola è molto ricca di silice, il che consente di mantenere la morbidezza della gomma anche quando la temperatura scende sotto lo zero. Inoltre l’elevata presenza di lamelle e di disegni asimmetrici e direzionali è pensata a favorire l’espulsione dell’acqua e un’impeccabile aderenza al manto innevato così da scongiurare il rischio che la gomma slitti. Questi dettagli rendono gli pneumatici in questione perfetti per l’inverno ma attenzione perché se vengono utilizzati anche d’estate hanno la tendenza a surriscaldarsi velocemente e, conseguentemente, a deteriorarsi molto rapidamente. 

 

L’importanza del brand

Fatta chiarezza sulle tipologie, bisogna però affrontare un altro aspetto, visto che le gomme non sono tutte uguali e che sul mercato si trovano prodotti di elevata qualità come solo discreti quando non addirittura pessimi. Come districarsi nella jungla delle offerte? Intanto ci sono due elementi che vanno tenuti nella massima considerazione e che sono il prezzo di vendita e l’azienda produttrice. 

Va da sé che puntare sui modelli realizzati da brand che sono sulla breccia da decenni, come Pirelli, Michelin, Bridgestone e Continental, giusto per citare i più noti, sia già un primo passo verso l’acquisto di uno pneumatico di qualità. Prodotti meno noti o venduti a prezzi stracciati, possono andare bene per risparmiare ma difficilmente assicureranno prestazioni dello stesso livello dei modellli più cari. 

Il discorso calza a pennello anche per gli pneumatici quattro stagioni, perché i top di gamma vantano performance sul bagnato o sulla neve che possono essere paragonate a quelle di molte gomme invernali. Scendendo di livello, invece, si dovranno accettare prestazioni inferiori, sia in termini di minore aderenza, di maggiore rumorosità e di tempi di frenata più lunghi. Queste differenze sono più evidenti nel confronto con gli pneumatici invernali e dunque su asfalto bagnato o ghiacciato piuttosto che su fondo asciutto (dove il gap con le gomme estive è molto ridotto) o sullo sterrato, dove l’aderenza degli all season è generalmente molto buona.      

 

 

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