Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Indispensabile per i lunghi viaggi con la famiglia, il portapacchi o il box auto sono soluzioni ideali per risparmiare più spazio possibile nel bagagliaio del proprio veicolo.

 

Le vacanze sono rilassanti e non vediamo l’ora di partire, ma sappiamo tutti molto bene che la preparazione di valigie e bagagli non è un’attività particolarmente piacevole. Allo stesso modo, organizzare perfettamente lo spazio nel portabagagli per poter far entrare tutto il necessario richiede una grande pazienza e a volte anche uno studio delle dimensioni di ogni valigia, sembra quasi di giocare ad una sorta di ‘Tetris’ nella vita reale!

Il problema del bagagliaio e delle valige affligge le famiglie numerose, i gruppi di amici e a volte anche le band che si portano dietro molta strumentazione. Per facilitare la vita e organizzare al meglio lo spazio nel portabagagli si può acquistare un portapacchi o un box auto. Questi articoli si montano sul tetto della propria vettura tramite dei pratici agganci e permettono di inserire al loro interno valigie, passeggini, strumenti musicali o altri oggetti.

Scegliere il miglior portapacchi per la propria automobile però non è un’impresa facile, in quanto bisogna tenere conto di diversi fattori molto importanti e valutare le caratteristiche dei diversi modelli disponibili sul mercato. Per scoprire quali sono quelle più importanti continuate pure la lettura del nostro articolo.

 

Materiali

Prima di tutto bisogna tenere conto dei materiali con i quali il portapacchi è stato prodotto. Solitamente i modelli più diffusi sul mercato sono in alluminio, un materiale resistente e allo stesso tempo leggero che permette viaggiare a buone velocità senza influire troppo sul carico complessivo del veicolo. 

Controllate quindi il carico massimo trasportabile dal veicolo, in modo da poter comprare il box adatto senza il rischio di infrangere i limiti imposti dalla legge. È molto importante che il portapacchi sia impermeabile, in quanto dovrà resistere alle intemperie durante i viaggi tenendo al sicuro il suo contenuto.

Ancora più importante è la qualità degli agganci della barra che sostiene il portapacchi. Questi devono assolutamente essere solidi in modo da garantire la massima sicurezza durante il trasporto per sé stessi e per gli altri automobilisti. Visto che il prezzo dei portapacchi non è elevatissimo, vi consigliamo di spendere sempre qualcosa in più puntando su un prodotto di buona qualità, in modo da evitare qualsiasi rischio.

 

Compatibilità

Diversi portapacchi si adattano a differenti tipologie di veicoli, quindi prima di acquistarne uno è bene controllare le specifiche tecniche e la relativa compatibilità con il tetto della vostra automobile. È necessario che le dimensioni del portapacchi non superino quelle del tetto, in modo da risultare stabile e non influire negativamente sulle prestazioni al volante. Se non le necessità di una famiglia numerosa potete optare per un modello di piccole dimensioni che potete montare anche su un’utilitaria. 

Potreste anche aver bisogno di una barra, nel caso il tetto del veicolo non sia predisposto al montaggio di un portapacchi. La barra vi servirà ad agganciare il box in maniera corretta e si trova sul mercato in modelli universali e originali. Le barre originali sono prodotte dalla stessa ditta del proprio veicolo e quindi sono affidabili sia per quanto riguarda la compatibilità, sia per la qualità. 

Quelle universali si possono montare su diverse tipologie di automobili, camper o furgoni, ma bisogna comunque controllare la lista della compatibilità fornita dal produttore prima di comprarle. Le barre portatutto si possono usare anche per il trasporto di biciclette, tavole da surf e windsurf oppure per gli sci o lo snowboard. Basta trovare il modello giusto per le proprie esigenze e montarlo correttamente.

 

Design

Il ‘look’ di un portapacchi non è necessariamente importante per un fatto estetico, quanto più per la riduzione del rumore. Quando si viaggia a velocità sostenute il portapacchi e la barra portatutto creano un attrito con il vento che può causare un sibilo o rumore che a lungo andare può diventare abbastanza fastidioso. 

Ovviamente è possibile non farci troppo caso, specialmente se si chiacchiera con i compagni di viaggio o si accende la radio. Se però siete particolarmente sensibili ai rumori, vi consigliamo di optare per un portapacchi con un design aerodinamico in modo da poter evitare questo problema, ma dovete essere disposti a spendere una cifra leggermente più alta rispetto a quella di un modello con un design ‘classico’.

Antifurto

Il portapacchi può sembrare una preda facile di ladruncoli che potrebbero cercare di rimuoverlo, ma in realtà grazie a delle mascherine anti-ladro fornite nei kit di montaggio si potranno evitare spiacevoli furti. Queste vanno montate sulle morse da stringere con le viti, in modo da bloccare l’accesso a cacciaviti o altri utensili per smontarle facilmente. Consigliamo comunque di non lasciare mai bagagli o oggetti nel box quando si parcheggia l’automobile per molte ore, così anche se si subisce un furto il danno sarà limitato alla spesa fatta per comprare il portapacchi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Si tratta di un prodotto molto utile per affrontare lunghi viaggi e trasportare tutto il necessario. Vediamo come installarlo in pochi passi.

 

Avete intenzione di comprare un portapacchi per facilitarvi la vita e liberare spazio nel bagagliaio in modo da poter portare in vacanza tutto il necessario? Probabilmente siete un po’ indecisi a causa delle procedure di montaggio abbastanza complicate, ma che in realtà con un po’ di pratica e pazienza risultano più semplici di quanto si creda. Prima di tutto dovete considerare che ogni portapacchi avrà un montaggio diverso, questo dipende ovviamente dalla marca produttrice e dalla compatibilità con i diversi veicoli.

Se il vostro veicolo non dispone di barre laterali per il montaggio del portapacchi sul tetto, probabilmente sarete costretti a dover acquistare anche una barra a parte, specialmente se il portapacchi è di dimensioni molto ampie. In questo caso dovete tenere in considerazione la possibilità di acquistare una barra originale o universale. 

Le barre originali sono quelle vendute dal produttore del vostro veicolo e sono una garanzia di compatibilità e di qualità. Queste hanno un costo più elevato di quelle universali che invece si possono montare su diversi veicoli. Ad ogni modo, non è detto che ne avrete bisogno, per scoprirlo vi consigliamo di contattare il produttore del portapacchi e fornire i dettagli della propria vettura, specialmente le misure e la tipologia del tetto.

 

Montare con cura

Una volta controllato di avere tutto il necessario per poter montare il portapacchi senza problemi, potete procedere con l’acquisto. Tenete conto che un buon portapacchi è composto con materiali resistenti capaci di resistere ad urti e intemperie, in modo da poter viaggiare in tutta sicurezza tenendo i propri affetti personali al sicuro.

Per il montaggio vi consigliamo di munirvi di molta pazienza e di non avere fretta, in quanto occorre fissare molto bene il portapacchi al tetto in modo da poter guidare senza rischi per la vostra incolumità e per quella degli altri automobilisti. Anche dopo aver letto questa pagina vi consigliamo comunque di seguire sempre le istruzioni del kit di montaggio che trovate incluso nella confezione del portapacchi per essere sicuri al 100% di eseguire la procedura in modo corretto. 

Se non siete molto pratici, potete farvi aiutare da un’altra persona in modo da eseguire il montaggio più velocemente. Contate che una volta montato potrete anche lasciare il portapacchi sul tetto senza doverlo smontare, quindi si tratta di uno sforzo da fare solo una volta.

Il fissaggio del portapacchi si può eseguire attraverso dei punti sulle barre montate sul tetto della vostra vettura. Prima di fissare la barra segnate i punti dove posizionare i ganci con un pennarello e in seguito attaccateli. Dopo aver montato la barra, dovete cercare di far combaciare le morse gommate con i punti sulla barra, in modo da poterle fissare bene e in seguito usare le viti nel kit per assicurarle alla barra. In seguito occorre applicare la mascherina anti-ladro, una sorta di sportello con serratura che funge da antifurto, impedendo ai malintenzionati di accedere alle viti del portapacchi per rubarlo.

 

Controllare sempre

Una volta finito di avvitare controllate bene che il portapacchi non sporga dal tetto del veicolo, altrimenti potrebbe inficiare sulla sua stabilità sulla strada. È importante che il peso venga equilibrato e distribuito in modo omogeneo, specialmente se state utilizzando delle barre in acciaio. Il peso supportato dal portapacchi dev’essere assolutamente rispettato che sia di 300 o di 500 litri, a seconda del modello acquistato. 

Ora non vi resta che controllare l’apertura e la chiusura a pieno carico, in modo da assicurarvi che tutto funzioni correttamente. La chiusura è molto importante, non lasciate mai il portapacchi semiaperto e se un bagaglio non entra del tutto vuol dire che dovete riorganizzare un po’ il vostro inventario. 

Non ricorrete a soluzioni di emergenza come avvolgere il portapacchi semiaperto con del nastro adesivo, per poter contenere valigie o oggetti di grandi dimensioni. Rischiate prima di tutto di mettere a repentaglio la sicurezza stradale di tutti gli automobilisti, inoltre potete anche prendervi una bella multa salata.

Se tutto questo vi sembra complicato e non avete intenzione di comprare una barra portatutto, potete trovare dei portapacchi da applicare all’automobile tramite un elastico, solitamente nella parte posteriore vicino al portabagagli. Questo tipo di montaggio però non è sicuro, quindi viene consigliato solitamente solo per i carichi davvero leggeri, come ad esempio un passeggino o una valigia.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Si contano i giorni fino alle tanto agognate vacanze, spesso però senza fare i conti con la preparazione dei bagagli da mettere nel proprio veicolo.

 

Non ne potete davvero più di lavorare e state aspettando con ansia la vostra tanto attesa pausa per le vacanze. Che sia un week end lungo, una settimana o un intero mese, non c’è davvero niente di meglio che stare lontano per un po’ dagli obblighi e le responsabilità per poter ricaricare le batterie. Ritmi lavorativi sempre più alti e orari spesso impossibili spesso non permettono di trascorrere tempo con la famiglia, gli amici o semplicemente con sé stessi. D’altra parte anche se ultimamente l’economia non è proprio rosea e le incertezze serpeggiano sempre di più, andare in vacanza permette di mettere le cose in prospettiva e di uscire dalla nebbia spesso creata dallo stress.

Quando si viaggia in aereo tutto è molto più comodo e semplice, basta andare in aeroporto con un certo anticipo e seguire tutte le procedure per il check in e l’imbarco. Dopodiché è sufficiente sedersi comodamente e passare un po’ di tempo in volo prima di giungere finalmente a destinazione e godersi il meritato riposo. 

Le cose però cambiano quando si decide di prendere la macchina. Spesso questa decisione è dettata dai numerosi bagagli che bisogna portarsi dietro, specialmente quando si viaggia con tutta la famiglia. Allo stesso modo viaggiare in macchina è sempre molto comodo in quanto si possono stabilire delle soste, vedere luoghi nuovi e cambiare itinerario a piacimento senza dover tenere conto di orari di partenza o di arrivo. Se si viaggia con un gruppo di amici o in coppia si ha anche il vantaggio di poter dividere le spese per la benzina e l’autostrada, cosa non da poco specialmente quando si percorrono grandi distanze.

Ci sono però diversi inconvenienti quando si viaggia in automobile, prima di tutto bisogna considerare il fatto che guidare per lunghe distanze è abbastanza faticoso quindi se possibile è bene programmare un itinerario con delle soste ben calcolate dove potersi riposare o magari darsi il cambio al volante. Quando si va all’estero è bene dare un’occhiata ad alcune regole del codice stradale, come il limite di velocità raggiungibile e se ci sono tasse da pagare per l’autostrada.

 

La preparazione del viaggio

Niente però è impegnativo quanto la preparazione del viaggio stesso che senza alcune accortezze può diventare più faticosa del previsto. Prima di tutto è bene portare il proprio veicolo dal meccanico di fiducia per fargli dare un’occhiatina generale ed assicurarsi che tutto funzioni correttamente. Allo stesso modo bisogna verificare la pressione delle gomme, specialmente se si intende percorrere molta strada. Questo ‘check-up’ ovviamente va fatto qualche settimana prima della partenza, in modo che se ci sono problemi potete subito correre ai ripari.

La stessa attenzione va data alla preparazione dei bagagli: cercate di non riempire la macchina di troppe valigie in quanto il carico eccessivo potrebbe pesare sulle prestazioni del veicolo. Nel caso lo spazio nel portabagagli non basta, evitate di mettere bagagli sui sedili posteriori in quanto potrebbero sia diventare un impedimento per la vista nella retromarcia, sia risultare pericolosi in caso di frenata brusca o di incidente.

 

Usare un buon portapacchi

Una buona soluzione è comprare un buon box auto da montare sul tetto, in modo da poter aumentare lo spazio a disposizione nel proprio veicolo. Se non sapete dove acquistarne uno a basso costo, potete trovare molti portapacchi venduti online che presentano diverse caratteristiche adatte alle tipologie di veicoli più disparate. Come funziona? Molto semplice, prima di tutto bisogna acquistare quello compatibile con la propria vettura, se questa non è predisposta per il montaggio probabilmente sarà necessario comprare anche una barra portatutto.

Assicuratevi che il portapacchi desiderato (ed eventualmente la barra) sia realizzato con materiali resistenti e soprattutto impermeabili. Solitamente la maggior parte dei modelli di qualità si rivela molto affidabile, inoltre i portapacchi sono venduti a dei prezzi molto convenienti, quindi anche risparmiando vi troverete tra le mani un prodotto di buon livello.

Dovete fare attenzione alle misure, in quanto quelle del portapacchi non devono superare in lunghezza e larghezza quelle del tetto dell’automobile altrimenti potrebbero inficiare sulla stabilità sulla strada e minare quindi la propria sicurezza e quella degli altri.

La capienza

Per quanto riguarda la capienza, si possono trovare portapacchi leggeri da 300 litri che si possono montare anche su un’utilitaria. Se invece avete bisogno di molto spazio e avete un veicolo di medie o grandi dimensioni potete optare per un prodotto da 500 litri. Cercate sempre di chiudere bene il portapacchi usando l’apposita chiusura laterale, senza far sporgere i bagagli al di fuori.

Se amate lo sport, potete sostituire il portapacchi con una barra portatutto adibita al trasporto delle vostre biciclette o magari della tavola da surf. Esistono anche barre portasci, ideali per portare tutta l’attrezzatura necessaria per le vostre vacanze in montagna.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Come orientarsi tra i tanti portabicicletta in vendita? La scelta è complicata o meglio, lo sarebbe se non ci fossimo noi, che abbiamo fatto una scrematura al fine di proporvi i modelli più interessanti.

 

Dovete viaggiare in auto ma c’è la l’esigenza di portarvi dietro una, se non pù, biciclette. La soluzione c’è, è molto semplice e neanche tanto dispendiosa. Di cosa stiamo parlando? Di un buon portabici. Fondamentalmente potete scegliere tra tre tipi, quello che va installato sul tetto, quello da installare sul portellone e infine quello da traino che, è bene anticiparlo, richiede l’auto dotata di gancio, come quello che si usa per le roulotte. Sappiate che la scelta tra l’uno e l’altro comporta sempre dei pro e dei contro. 

Nel caso dei contro non si tratta di nulla di particolarmente problematico ma qualche piccolo fastidio si potrebbe originare. Vediamo cosa c’è da guadagnare o da perdere a seconda del tipo prima di andare alla scoperta di qualche modello che possa fare al caso vostro per prezzo, qualità e caratteristiche generali. Facciamo, però, una premessa fondamentale: solitamente i portabici sono universali ma va sempre verificata la compatibilità con il modello d’auto che si possiede.

 

Tipi di portabiciclette

Il portabiciclette da tetto consente di trasportare una sola bicicletta e va agganciato sulle barre del portapacchi. Nulla toglie di installarne più di uno al fine di trasportare un numero maggiore di bici coerentemente con lo spazio a disposizione. Questo tipo di portabici comporta il vantaggio di non ostruire la visuale posteriore, non prolunga la lunghezza dell’auto, dunque ci sono meno problemi a parcheggiare e ad aprire il portellone. Di contro il carico e lo scarico delle biciclette è un filino più faticoso e potrebbe essere necessario l’aiuto di una seconda persona. Inoltre si perde qualcosa sotto il profilo dell’aerodinamica. 

Il portabici da portellone è molto più agevole da caricare e scaricare, non compromette l’aerodinamicità ed è più stabile. Di contro c’è da dire che ostruisce la visuale di dietro e impedisce di aprire il portellone; inoltre, prolungando l’auto rende più difficile il parcheggio. Il portabici da traino è il migliore in quanto a stabilità ma mediamente ha anche un costo superiore e prolungando l’auto, rende più difficoltoso il parcheggio, sia chiaro che non ne facciamo una questione di manovre ma di spazio richiesto. I modelli con piattaforma inclinabile non creano ostacolo all’apertura del portellone.

 

Thule 970 Xpress 

Si tratta di un portabici base da portellone. Consente il trasporto fino a un massimo di due biciclette, comprese quelle fuori standard, dunque da donna, downhill e BMX. Si ripiega facilmente al fine di metterlo a parte o tenerlo nel bagagliaio senza che occupi troppo spazio. Realizzato con materiali di elevata qualità, è un portabici solido e affidabile. Il prezzo di listino è adeguato a quanto offerto.

 

 

Peruzzo PE 382

Una soluzione più economica è rappresentata dal modello di Peruzzo, un portabici universale da portellone che può reggere fino a tre biciclette ma per quelle da donna o MBK servono degli adattatori. Grazie alla doppia cinghia le bici sono fissate saldamente e il sistema ammortizzante lavora bene assorbendo gli eventuali colpi derivanti dalle buche stradali. 

 

Auto Companion – Piattaforma portabici posteriore 

Questa piattaforma è adatta al trasporto di quattro biciclette, tuttavia è disponibile anche nella versione per due o tre. È molto pratica e si fissa facilmente a tutti i giunti sferici da traino da 50 mm. È molto robusta, la sua portata è di 60 chilogrammi e ha il vantaggio di essere reclinabile pertanto l’accesso al bagagliaio è più comodo. La piattaforma è dotata di spina precablata europea e portatarga. Il suo costo ovviamente varia in base alla grandezza scelta.

 

Auto Companion Autoc-17

Questo portabici per tetto d’auto ha un’ottima struttura in alluminio e il collegamento alle barre portapacchi (sia quelle a sezione quadrata, sia con canalina a T) è semplice e immediato. È compatibile con la quasi totalità di biciclette, comprese le mtb e quelle da corsa. Da segnalare il comodo meccanismo di sgancio rapido che facilita il carico e lo scarico. La bicicletta va fissata mediante una cinghia da applicare alle ruote. 

 

 

Peruzzo Portabici da Tetto Modena 318

Se vi interessa soprattutto un portabici da tetto molto economico, vi suggeriamo di dare un’occhiata al Peruzzo Modena 318 che ha sicuramente nel prezzo il suo punto di forza. Nonostante il suo costo non bisogna pensare che si tratti di un prodotto di scarsa fattura, certo, è in acciaio invece che in alluminio ma tiene saldamente la bicicletta e questa è la cosa che più conta. Il binario è in due pezzi e questa scelta permette di ridurre al massimo le difficoltà di trasporto e di immagazzinamento.  

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Vi presentiamo tutte le possibili soluzioni per portare con voi la vostra bicicletta mentre vi spostate con l’automobile.

 

Chi ama la bicicletta vuol portarla sempre con sé anche quando viaggia in auto. In effetti sono tanti i ciclisti che raggiungono mete piuttosto lontane ma ottime per una bella pedalata, servendosi dell’auto. Potrebbe sembrare un controsenso, qualcuno potrebbe dire che un vero ciclista partirebbe da casa in sella invece di fare parte del tragitto in automobile. 

Non è così perché, a parte che qui nessuno deve correre Giro d’Italia, i tempi di percorrenza potrebbero essere troppo lunghi e dunque impossibile fare diversamente se non usare l’auto, almeno per chi ha una famiglia, un lavoro e qualsiasi altro impegno che non preveda corse a tappe. Per caricare la bicicletta sull’auto serve un buon portabici. Magari la prima volta potrebbe risultarvi complicato montarlo, in tal caso questo articolo vi sarà di aiuto.

 

I tipi di portabiciclette

Come prima cosa è opportuno sapere quanti e quali tipi di portabiciclette ci sono. Ci sono tre possibili scelte a disposizione del ciclista: il portabici per il tetto, a gancio da traino e per il portellone. Il modello da tetto presenta un binario: qui vanno incastrate le ruote della bicicletta.  Un portabiciclette del genere comporta dei vantaggi non da poco rispetto, per esempio, quello posteriore: il portabagagli è libero di essere aperto, inoltre si ha la visuale posteriore sgombra da ostacoli. Parcheggiare, poi, è più semplice non essendoci dietro delle biciclette che occupano spazio. Va detto che sistemare le biciclette sul tetto dell’auto compromette l’aerodinamicità. 

Nel caso del portabici posteriore c’è un sistema a fascette che aggancia il portabici al portellone di dietro. In questo caso bisogna essere certi che la bicicletta sia posizionata trovando il miglior equilibrio possibile. Come si può immaginare, la visibilità posteriore è in parte ridotta. Inoltre va segnalato il carico sporgente, altrimenti si potrebbe essere multati. 

Altro aspetto che deve far riflettere è che una volta montato il portabiciclette e fissato le bici, è impossibile aprire il portellone. Infine c’è il portabici a traino che richiede necessariamente la vettura sia dotata di apposito gancio. Tale portabici consente anche di trasportare altri oggetti oltre alle biciclette e questo indubbiamente è un vantaggio. Oltretutto caricare e scaricare le biciclette è semplice e senza il minimo sforzo. Il carrello offre l’attacco più sicuro di tutti i portabici.

 

 

Compatibilità con l’auto

I problemi di incompatibilità con l’auto non sono soventi ma possono sempre capitare, ecco perché la prima cosa da fare, subito dopo aver scelto che tipo di portabici si vuole è verificare la compatibilità con l’automobile che si possiede. Comprendiamo che questa notizia potrebbe preoccuparvi perché magari non sapete come fare tale verifica. Niente panico, generalmente i venditori mettono a disposizione delle tabelle che indicano con quali auto il portabici è compatibile. Come vedete è un’operazione tanto semplice quanto indispensabile.

 

Montaggio del portabici da tetto

Questo portabici si aggancia alle barre del portapacchi. Ce ne sono di due tipi: con fissaggio al telaio e con fissaggio alla forcella dove la ruota anteriore va staccata. Il portabici da tetto può trasportare una sola bicicletta, tuttavia sul tetto possono essere installati anche due portabici. Le ruote della bicicletta vanno alloggiate alla canalina che può essere in acciaio oppure in alluminio, mentre una leva, assente nel portabici a forcella, serve per stringere e fissare il telaio. 

Non dimenticate di verificare che la canalina sia compatibile con i copertoni della vostra bici oppure che sia regolabile. Compatibilità deve esserci anche per l’attacco di fissaggio al telaio con il tubo obliquo della bicicletta. Assicurate le ruote con una cinghia al fine di avere più stabilità.

 

 

Montaggio del portabici posteriore

Il portabici posteriore si aggancia al portellone e anche se leggete la dicitura “universale” prestate attenzione massima alla compatibilità con l’auto. Il telaio presenta cinghie in acciaio da fissare al portellone e degli ancoraggi per il lunotto. Questi servono ad aumentare la stabilità. 

Ci sono due possibili sistemi di fissaggio per la bicicletta  a seconda del modello di portabici; il primo prevede una canalina dove si appoggia la bicicletta, è un sistema molto simile a quello visto per il portabiciclette da tetto. Il secondo sistema ha l’aggancio al telaio con fissaggio al tubo orizzontale invece che a quello obliquo. Proteggete le parti a contatto con la carrozzeria poiché potrebbe rovinarsi. Facile da montare, un portabici del genere può trasportare fino a quattro biciclette.

 

Portabici per gancio traino

Qui è indispensabile che l’auto sia dotata di gancio traino. Il portabici è praticamente una piattaforma e può avere delle canaline sulle quali si appoggiano le biciclette, oppure delle pinze. Ricordate che se scegliete questo tipo di portabici avete bisogno di una targa aggiuntiva. Un portabici del genere è più pesante di quelli visti in precedenza.

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Eseguire correttamente questa operazione non è complicato, l’importante è scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze ma soprattutto compatibile con l’auto. Vediamo come.

 

Il portabici non è un accessorio destinato ai soli ciclisti appassionati ma anche, per esempio, a quanti partono per le vacanze e hanno bisogno di un mezzo di trasporto leggero, pratico e anche divertente per gli spostamenti, senza escludere i bambini che quando si va in campeggio o alla casa a mare non vogliono privarsi della loro bicicletta, anzi,magari è l’occasione giusta per godersela appieno. Si iniziano così a studiare le caratteristiche dei portabici (ecco i migliori modelli) più venduti, confrontare il rapporto qualità/prezzo tra i modelli, ecc. Fin quando non viene un dubbio: ma come si monta una bicicletta sul portabici? Sarà difficile? In vero non lo è. Se i vostri dubbi permangono, fate affidamento alla nostra spiegazione.

 

Verificate la compatibilità con l’automobile

È fondamentale, come prima cosa, comprare un portabici che sia compatibile con l’automobile. Un portabici universale lo è solo fino a un certo punto, nel senso che si adatta a un gran numero di automobili ma non a tutti i modelli esistenti, pertanto non fatevi ingannare dal termine “universale” e andate più a fondo, controllando se effettivamente l’accessorio sia compatibile con l’auto di vostra proprietà.

 

 

Che tipo di portabiciclette

Una prima scrematura per poi individuare il portabiciclette compatibile con l’automobile si fa scegliendo il tipo di portabiciclette. Ci sono, infatti, tre opzioni a disposizione: portabici da tetto, da portellone oppure gancio da traino. Tutti e tre hanno pro e contro. 

Un portabici da tetto vi lascia la visuale posteriore completamente libera e non complica il parcheggio in quanto il volume occupato dall’auto aumenta in altezza e non in lunghezza. Di contro caricare la bici è più scomodo e spesso ci si è costretti a rivolgere a una seconda persona che dia una mano ad assicurare la bicicletta sul tetto e anche per toglierla. Naturalmente ci sono anche degli effetti sull aerodinamica della vettura. 

Il portabiciclette posteriore impedisce per buona parte la visuale, anche se il problema si potrebbe aggirare con una telecamera. Poco o nulla si può fare, invece, per aprire il portellone che con molta probabilità dovrà restare chiuso. Trovare un posto dove parcheggiare l’auto può diventare complicato ma in compenso è più agevole caricare e scaricare le biciclette e una sola persona può farlo senza problemi. Se scegliete il portabici da traino, dovrete montare anche un apposito gancio. Il carico e scarico delle biciclette è molto comodo, inoltre è il migliore per stabilità.

 

Il montaggio della bicicletta sul portabici

A seconda del tipo di portabici cambia il modo di montaggio della bicicletta su esso. Guardiamo caso per caso. Il portabici da tetto va assicurato alle barre del portapacchi. Il fissaggio della bicicletta può avvenire in due modi a seconda del tipo di portabici. 

Il primo sistema prevede l’alloggio della ruota all’interno della canalina. Questa potrebbe richiedere di essere regolata per adattarsi alla ruota. Con una leva, si stringe al telaio, fissandolo. Nel caso del portabici con fissaggio a forcella, va rimossa la ruota anteriore. 

Quanto al portabiciclette posteriore troviamo anche qui due possibili sistemi. Il primo è quello della canalina, già visto un attimo fa mentre il secondo richiede di fissare il telaio della bicicletta mediante un sistema di aggancio che interessa il tubo orizzontale. Generalmente un portabici siffatto può reggere fino a quattro biciclette. 

Possiamo vedere il portabici da traino come una piccola piattaforma sulla quale vanno sistemate le biciclette. L’aggancio può avvenire mediante le classiche canaline o con un sistema di pinze. È opportuno sapere che in questo caso bisogna aggiungere la targa al portabiciclette perché quella dell’auto sarà inevitabilmente coperta.

 

 

Conclusioni

Dunque qual è la soluzione migliore per portarsi dietro le biciclette con l’auto? Come abbiamo visto grosse differenze per assicurare le biciclette ai portabici non ce ne sono: i sistemi sono simili, tutti piuttosto affidabili. A questo punto la scelta può essere determinata dalla comodità di carico e scarico, e in questo caso il portabici da traino pare essere quello migliore, seguito subito dopo dal portabici posteriore, oppure dall’esigenza di non avere difficoltà di parcheggio o di poter aprire il portellone senza impedimenti, e qui in cima al podio ci va il portabici da tetto.

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

In Italia manca la cultura della bicicletta, anche se in alcune realtà cittadine piccole e medie qualcosa si sta muovendo. Ma è importante sapere che ad andare in c’è soltanto da guadagnare.

 

In italia i ciclisti sono una categoria bistrattata, scarsamente tenuta in considerazione ma forse i tempi bui per gli amanti della pedalata stanno terminando. Certo, la strada è ancora lunga, tortuosa e faticosa, ma queste cose non spaventano un vero ciclista. Alcune amministrazioni comunali (troppo poche per ora) stanno aprendo gli occhi, gli amministratori più lungimiranti hanno visto nella bicicletta una via di salvezza per la salute ma anche per l’economia, ma su questo tema torneremo più avanti raccontando di alcune lodevoli iniziative che per quanto isolate, tengono viva la fiammella della speranza perché così come sono oggi, le città sono invivibili a causa del traffico, la mancanza di parcheggi, i mezzi pubblici in affanno tra dissesti finanziari, vetture vecchie e numericamente insufficiente.

 

L’economia viaggia su due ruote

Intorno alle biciclette c’è un giro d’affari niente male, circa 200 miliardi nella sola Europa, tanto è vero che è stato coniato il termine “bikenomics”. Oltre al risparmio che ne deriva per i consumatori che non devono preoccuparsi dei costi della benzina, manutenzione (se non piccole cose) e assicurazione, c’è un considerevole guadagno per chi produce e vende biciclette con relativi accessori come il miglior portabici

Di conseguenza si creano anche posti di lavoro. Ma sapete qual è il dato davvero interessante e che dovrebbe spingere il nostro paese a fare seri investimenti per favorire i ciclisti? Il cicloturismo che, sempre  a livello europeo, porta introiti per 44 miliardi di euro. Secondo le stime di Eurovelo, ogni chilometro di pista ciclabile turistica comporta un indotto annuo tra i 110.000 e i 350.000 euro. Un caso esemplare è la Germania che, grazie al cicloturismo, fattura 16 miliardi l’anno e occupa 300.000 persone.

 

 

Al lavoro in bici conviene

I dati ISTAT ci dicono che recarsi a lavoro in bicicletta invece che in auto permette un risparmio sullo stipendio tra il 16% e il 20%. Può essere interessante fare un parallelo prendendo in prestito i dati diffusi dalla Francia. Il Governo transalpino è arrivato alla conclusione che investire un milione sulla ciclabilità si traduce nella creazione di dieci posti di lavoro. Se il milione di euro, invece, è investito nel settore dell’automobilismo i posti di lavoro creati sono soltanto due. 

In apertura abbiamo detto che in Italia qualcosa si sta muovendo. A Cesena, ad esempio, il comune ha realizzato un progetto davvero interessante: “Al lavoro in bici” (un progetto simile c’è anche a Bari). Per ricompensare quanti lasciano a casa l’auto per andare a lavorare in sella alla bicicletta, dà 25 centesimi a chilometro per un rimborso mensile massimo di 50 €, non pochi se si somma al 20% che si risparmia sullo stipendio come dimostrato dai dati ISTAT succitati. Per verificare il percorso effettuato, è stata creata una applicazione. 

A Pesaro, città amministrata dal sindaco Matteo Ricci, sono state completate diverse linee della cosiddetta Bicipolitana, ovvero, una metropolitana della bicicletta. Il progetto è partito nel 2005 e a oggi sono stati completati 87 km. L’obiettivo, però, è ben più ambizioso, coprire 180 km al fine di realizzare una città interamente percorribile in bicicletta. 

L’esempio di Pesaro ha ispirato un altro sindaco, Carlo Salvemini, amministratore di Lecce. Nella città salentina sono da poco stati avviati i lavori e per l’occasione è stato invitato il sindaco di Pesaro che ha accompagnato il primo cittadino leccese tra i quartieri cittadini dove sorgerà la bicipolitana. I due, naturalmente, si sono spostati sulle due ruote, accompagnati anche dall’assessore alla mobilità sostenibile Marco de Matteis, da alcuni tecnici e da appassionati della bici evidentemente interessati all’iniziativa. Una Bicipolitana si trova anche a Collegno, in provincia di Torino. 

 

VenTo

Ma bastano queste singole storie territoriali? Non siamo ingenui, è ancora poco e non ci sono notizie di opere infrastrutturali analoghe nelle metropoli italiane. Intanto nel 2022 dovrebbe partire un bel progetto (il condizionale è d’obbligo) denominato VenTo. Si tratta di una grande ciclovia che dovrebbe collegare Venezia con Torino, lungo il Po e che dovrebbe estendersi per ben 679 km. Secondo Paolo Pileri, ideatore del progetto e docente presso il Politecnico di Milano, infrastrutture del genere consentirebbero di contrastare lo spopolamento di certi territori oltre a essere una grande opportunità per creare nuovi posti di lavoro.

 

 

Più bici più benefici

Il diffondersi delle biciclette comporterebbe benefici per tutti e non soltanto in termini economici. Una città “demotorizzata” è più vivibile e sana. L’inquinamento si ridurrebbe significativamente e le persone farebbero più attività fisica la cui mancanza comporta diverse patologie, anche gravi, per non parlare dei rischi della salute derivanti dal respirare aria inquinata. Più persone in salute significa anche meno spese per la sanità pubblica. Se i bambini, poi, potessero andare a scuola in bicicletta, magari accompagnati dai genitori, si metterebbe almeno in parte rimedio al problema dell’obesità o sovrappeso che affligge parte dei ragazzi in età scolastica.

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Dalle barre portatutto alla velocità da sostenere, passando per la radio e i finestrini. Tutto ciò che c’è da sapere per risparmiare quando si viaggia in auto.

 

Quando si affronta un viaggio in automobile, sia esso lungo o breve, bisogna sempre tener conto del carburante e di quanto questo verrà a costare. Se da un lato oggigiorno è possibile optare per combustibili più economici, come per esempio il gas GPL o metano, non tutti hanno ancora un’automobile ibrida e molti sfruttano ancora la benzina e il diesel. Con i prezzi attuali del petrolio effettuare un viaggio on the road può essere un vero e proprio salasso, per questo abbiamo deciso di scrivere una guida che possa aiutarvi a risparmiare, con semplici consigli da tenere sempre a mente.

Il primo elemento da tenere a mente è il peso del carico. Meno pesante sarà l’automobile e meno carburante dovrà consumare per muoversi, pertanto è consigliato viaggiare con il minimo indispensabile, senza riempire il bagagliaio all’inverosimile a meno che non stiate effettuando un trasloco. In vacanza, di solito, si tende a portare molto più di ciò di cui si ha bisogno, cercate quindi di limitare le valigie, riducendole a una per persona, in questo modo viaggerete leggeri e spediti.

Le ottime barre portatutto (ecco i migliori modelli), solitamente montate sull’automobile, sono una valida idea per trasportare gli oggetti quando in auto non c’è più spazio, tuttavia è bene sapere che queste vanno ad alterare l’aerodinamicità della vettura e anche se non sorreggono nulla e sono semplicemente montate sul tetto dell’auto, possono comunque far aumentare i consumi fino al 10%. Se non avete intenzione di utilizzarle, dunque, è consigliato rimuoverle prima di intraprendere il viaggio.

 

Manutenzione

Non riducetevi al giorno prima del viaggio per effettuare la manutenzione del vostro veicolo ma cercate di tenerlo sempre in un ottimo stato poiché con la giusta cura del motore, ugelli e tutti i componenti dell’automobile riuscirete a risparmiare anche sui consumi. Non dimenticate di cambiare l’olio quando necessario e utilizzate magari olio sintetico, più costoso ma migliore di quello minerale. Non bisogna tralasciare nessun elemento dell’automobile, nemmeno i pneumatici, che devono essere gonfi al punto giusto per offrire meno resistenza al rotolamento, altro dettaglio che potrebbe far aumentare il consumo di carburante.

 

 

Percorso e orari

Se state pianificando il vostro viaggio on the road dovreste valutare anche il percorso più veloce, per giungere rapidamente a destinazione e quindi abbattere i consumi. Tuttavia il percorso più veloce potrebbe essere anche quello più trafficato, soprattutto in orari di punta. Come fare dunque per essere sicuri di trovare meno veicoli possibile su strada? 

Purtroppo non esiste un orario universale per evitare il traffico, d’altronde, se esistesse lo utilizzerebbero tutti creando gli imbottigliamenti che proprio si vuole evitare. Dunque, l’unico metodo per evitare di ritrovarsi fermi in una coda chilometrica, consumando ettolitri di benzina, è quello di affidarsi un po’ alla dea bendata e fare qualche calcolo approssimativo. 

Tenete a mente che generalmente, le strade cittadine ed extraurbane, sono più trafficate durante i giorni lavorativi, mentre le strade che portano in luoghi di vacanza vedono maggiore traffico durante il week-end. Cercate percorsi alternativi che magari vi faranno perdere qualche minuto ma non saranno trafficati come le vie principali.

 

Stile di guida

Anche il modo in cui guidate può influenzare in modo positivo o negativo i consumi. Per evitare di consumare troppo carburante la velocità da mantenere dovrebbe essere quella di 80 km/h, tuttavia non sempre è possibile viaggiare a questa velocità causa semafori, traffico o altri impedimenti su strada. 

Cercate di prestare attenzione a ciò che vi circonda e se vedete automobili che rallentano, riducete gradualmente la velocità piuttosto che superarle spingendo il motore al massimo dei giri. Allo stesso modo, se vi trovate nei pressi di un semaforo che sta per diventare rosso è meglio fermarsi lentamente e ripartire non appena diventa verde piuttosto che accelerare per passare a tutti i costi.

La velocità influisce in modo sostanziale sui consumi, per esempio, viaggiare in autostrada a 130 km/h può aumentarli di circa il 25%, una percentuale impressionante che potrebbe essere abbattuta scendendo a 100 km/h.

 

Rifornimento

Prima di partire spesso si fa il pieno alla propria stazione di fiducia, anche se questa è lontana o fuori dal proprio percorso. Tale attività potrebbe sembrare intelligente ma in realtà non lo è dal momento che si spende tempo e carburante per andare e tornare dalla pompa di benzina, per un risparmio trascurabile. 

Il modo migliore per fare rifornimento è quello di cercare la stazione più economica lungo il proprio percorso, avvalendosi magari di qualche applicazione per smartphone o facendo una rapida ricerca su internet prima di intraprendere il viaggio. In questo modo ridurrete lo spreco e sfrutterete ogni goccia di benzina per raggiungere la meta.

 

 

Finestrini, radio e aria condizionata

Questi elementi, chi più chi meno, impattano tutti sul consumo di carburante. Certo, affrontare un viaggio senza la radio può sembrare una follia, così come l’assenza dell’aria condizionata durante il periodo estivo. Non dovrete comunque privarvene, a patto che rispettiate alcune semplici regole. Se viaggiate a meno di 50 km/h, per esempio, è più conveniente aprire i finestrini rispetto ad attivare l’aria condizionata poiché la velocità non è molto elevata e i consumi sono trascurabili. 

Quando invece viaggiate a velocità più sostenute, aprire i finestrini può essere molto deleterio poiché l’auto perde l’aerodinamicità e ha una maggiore resistenza al vento, aumentando quindi il carico di lavoro del motore che consuma più benzina. In tali situazioni, se proprio non resistete al caldo, è meglio attivare l’aria condizionata.

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Questi elementi possono essere una vera e propria gatta da pelare, scopriamo dunque insieme come montarli al meglio e quali sono le caratteristiche principali che devono possedere.

 

Vi state chiedendo cosa siano le barre portatutto? È presto detto, si tratta di strutture, solitamente in acciaio o in alluminio, montate sul tetto dell’auto per fissare pacchi o valigie e, con appositi accessori, persino bici, sci e attrezzatura sportiva di vario tipo che difficilmente potrebbe entrare nel portabagagli o nell’abitacolo. Si tratta di una soluzione comoda per chi ha un’utilitaria e deve viaggiare con tutta la famiglia, relegando al tetto della macchina tutto l’occorrente per il viaggio.

Prima di acquistare una barra portatutto bisogna ricordarsi di optare per prodotti certificati e omologati per non alterare la stabilità del veicolo e garantire la vostra incolumità. Ogni barra deve rispettare i parametri, come l’altezza, per esempio, stabiliti dal codice stradale ed è possibile trovarne di diverse tipologie in base al vostro veicolo. 

Quando vi apprestate a sceglierne un paio, dunque, tenete sempre a mente il modello di vettura su cui andranno montate. Alcune automobili sono infatti dotate di barre longitudinali, chiamate anche “rails” o mancorrenti, su cui le barre portatutto possono essere fissate in modo trasversale con l’apposito kit di fissaggio.

Se la vostra automobile non ha i rails, le barre portatutto dovranno essere ancorate al tetto tramite punti di fissaggio stabiliti dal produttore o in alternativa fissandole a portiere aperte con delle ganasce. Da notare che quest’ultima soluzione è la più comune se non si hanno veicoli predisposti all’utilizzo delle barre.

 

Accessori originali, quando possibile

Sebbene l’acquisto di barre portatutto originali, realizzate dalla casa produttrice dei singoli veicoli, comporti una spesa maggiore rispetto a prodotti compatibili, si rivela la scelta migliore per chi vuole delle barre sicure e supportate dalla propria automobile. 

Acquistarne un paio senza sapere se il proprio veicolo è in grado di ospitarle o meno è una spesa incosciente, che potenzialmente può portare a sperperare inutilmente il proprio denaro. Informatevi presso il rivenditore più vicino se la vostra automobile può montare barre portatutto originali che hanno l’indubbio vantaggio di essere certificate e costruite su misura, non dovrete in questo modo effettuare il montaggio da soli sperando che tutto vada per il meglio.

Se avete deciso invece di optare per un prodotto compatibile ricordate sempre di verificare che tra i modelli di automobile supportati vi sia il vostro, cercando magari conferma dal produttore prima di acquistare le barre portatutto in questione.

 

 

Montaggio

Le barre portatutto per auto con mancorrenti sono sicuramente le più semplici da montare, basta infatti posizionarle su questi ultimi, avendo cura di rispettare la distanza minima tra l’una e l’altra e iniziare a intervenire sulla vite interna che spinge il tirante verso il basso, bloccando l’oggetto e fissandolo in modo sicuro senza che questo possa muoversi grazie alla pressione esercitata sui due lati esterni dei mancorrenti.

Leggermente più complesso è invece il montaggio con punti di fissaggio. Questi ultimi vanno infatti prima evidenziati e se non siete esperti del settore potreste avere qualche difficoltà e dover chiedere l’aiuto di un professionista del settore. In alternativa esistono le barre portatutto con ganasce che vanno fissate semplicemente all’interno dell’abitacolo a portiere aperte. Una volta chiuse queste ultime non dovrete temere alcun movimento delle barre che resteranno in posizione fino a destinazione.

 

Acciaio o alluminio?

I due materiali principali con cui sono composte le migliori barre portatutto sono decisamente diversi, sia per il feel tattile sia per quello visivo. Quelle in acciaio sono molto resistenti ma esteticamente lasciano un po’ a desiderare. Avendo un peso maggiore, inoltre, influenzano in modo negativo i consumi di carburante poiché l’auto per spostarsi dovrà consumarne molto di più. Quelle in alluminio non solo sono più leggere, impattando quindi in maniera minore sui consumi, ma hanno anche un aspetto estetico gradevole e soprattutto, quelle più costose, sono persino aerodinamiche per offrire una minore resistenza al vento.

 

Quanto carico posso trasportare?

Generalmente le barre portatutto, sia in acciaio sia in alluminio, possono sopportare circa 75 kg totali. Prima di caricare la vostra automobile, quindi, ricordate di pesare preventivamente tutti i vostri bagagli e disporli sulle barre in maniera sicura per non compromettere la stabilità del veicolo mentre è in movimento. Non vorrete che le bici o gli attrezzi sportivi cadano alla prima curva mettendo a repentaglio la sicurezza degli altri automobilisti. 

Le valigie più pesanti andrebbero sempre riposte nel bagagliaio, o fissate comunque in modo impeccabile secondo quanto previsto nel manuale di istruzioni delle barre che vi invitiamo a consultare per avere maggiori informazioni riguardo al modello scelto.

 

 

Consumi carburante

Chi ha paura di aumentare i consumi dovrebbe rassegnarsi all’idea, purtroppo montare le barre portatutto, anche senza caricare alcunché, comporta un aumento dei consumi a causa della maggiore resistenza all’aria. L’auto, infatti, perde la sua naturale aerodinamicità e, proprio come se aveste sempre i finestrini aperti, dovrete considerare un aumento dei consumi pari al 10%. 

Se non avete altro modo per trasportare bici, sci o altro equipaggiamento sportivo ingombrante che difficilmente può essere inserito agevolmente nella vettura, si tratta di un compromesso tutto sommato tollerabile, tuttavia è fortemente sconsigliato lasciarle sempre montate anche quando non avete bisogno di utilizzarle. Come più di qualche consumatore fa notare, si tratta di accessori dall’aspetto estetico non propriamente gradevole e che alterano la fisionomia dell’automobile anche se si rivelano estremamente utili.

 

 

Ultimo aggiornamento: 01.04.20

 

Le barre portatutto sono oggetti estremamente utili per chi deve caricare l’automobile ma non ha spazio in vettura, tuttavia bisogno seguire regole ben precise nel fissaggio. Vediamo insieme quali. 

 

Se non avete mai utilizzato delle barre portatutto, probabilmente siete muniti di un’auto particolarmente capiente o semplicemente non avete una famiglia numerosa con cui viaggiare. Questi prodotti, per chi ancora non sapesse di cosa si tratta, sono solitamente fissati al tetto dell’automobile e fungono da supporto per fissare pacchi, valigie, attrezzatura sportiva e qualsiasi oggetto che difficilmente potrebbe essere inserito nell’abitacolo o nel bagagliaio.Sul mercato è possibile trovarne di diverse tipologie, sia per materiali sia per dimensioni, ognuna adatta a una diversa automobile. Per andare sul sicuro è sempre bene puntare sui kit originali anche se queste non si rivelano sempre le barre portatutto più vendute a causa del loro prezzo elevato.

 

Quali barre portatutto scegliere?

Prima di capire come fissare il proprio carico, bisogna acquistare un paio di barre portatutto adatte alle proprie esigenze. La divisione principale che possiamo trovare è per materiale, solitamente possono essere in acciaio o in alluminio. Le prime sono leggermente più pesanti e dall’aspetto meno curato, tuttavia hanno un costo inferiore, adatte quindi per tutti gli utenti che vogliono spendere quanto meno possibile. 

Quelle in alluminio, invece, rappresentano sicuramente la scelta migliore anche se hanno un costo più elevato. Non solo sono più leggere, riducendo quindi il consumo di carburante da parte del motore che deve spostare meno peso, ma sono anche più aerodinamiche ed esteticamente gradevoli.

 

 

Il secondo elemento di cui tener conto prima dell’acquisto è il sistema di fissaggio al tetto dell’automobile. Le barre possono essere bloccate sia sui mancorrenti sia tramite punti di fissaggio sia direttamente nell’abitacolo. Per la prima soluzione l’auto deve essere dotata di mancorrenti di fabbrica, dei binari che potete vedere sul tetto dell’automobile. 

Queste barre sono le più semplici da fissare e non richiedono alcun intervento specializzato se non la lettura del manuale di istruzioni. Anche quelle con ganasce da bloccare a portiere aperte sono una delle soluzioni più popolari, in grado di adattarsi a quasi ogni tipo di vettura mentre quelle con punti di fissaggio specifici sono le più complesse e potrebbero richiedere l’intervento di un professionista del settore. Quando acquistate le vostre barre portatutto, quindi, tenete conto di questi fattori per evitare di sperperare il vostro denaro.

 

Il carico

Se siete pronti alla partenza e tutto ciò che resta da fare è caricare l’automobile, è bene prendersi un attimo per valutare tutte le regole da seguire per mettere in sicurezza tutti gli oggetti che andrete a fissare sulle barre portatutto. Sarebbe infatti meglio evitare scene da cartoni animati dove pacchi, valigie e chi più ne ha più ne metta, sfuggono dai loro alloggiamenti causando il panico in strada.

Innanzitutto ricordate che le barre portatutto possono sopportare un peso di 75 kg totali, incluso il peso delle barre stesse. Prima di procedere alle operazioni di carico vi invitiamo dunque a pesare tutti i vostri bagagli, avendo cura di riporre quelli più grandi e pesanti nel portabagagli.

L’articolo 164 del codice della strada riporta la normativa relativa alla sistemazione del carico sui veicoli e potete leggerlo interamente cliccando qui. Queste regole sono imprescindibili, così come le dimensioni massime della vettura a pieno carico che non deve essere più larga di 2,55 metri, più alta di 4 metri e più lunga di 12 metri. I limiti della sagoma qui esposti possono essere superati in casi eccezionali restando sempre entro i 30 centimetri di distanza dalle luci di posizione, siano esse anteriori o posteriori.

 

Sistemare le valigie

Se caricate valigie o pacchi, il modo migliore è di posizionarli distesi, con gli oggetti più grandi sotto e man mano caricando i più piccoli sopra, a piramide. Cercate inoltre di bilanciare il peso, con gli oggetti più pesanti nella parte posteriore e quelli più leggeri anteriormente. Se vi aspettate precipitazioni durante il viaggio potrebbe essere una buona idea coprire il tutto con un telo di plastica, avendo cura di legarlo al meglio alle barre per evitare che possa volare via con una folata di vento. Cercate inoltre di non creare pieghe in cui il vento possa infilarsi, gonfiando il telo, magari facendo in modo che i lembi inferiori vadano al di sotto delle valigie che con il loro peso lo terranno in posizione.

 

 

Attrezzatura sportiva

Per le biciclette, oltre alle barre portatutto, è necessario acquistare un portabici da tetto, si tratta di accessori da montare sulle barre che tengono ferma la bici in verticale. Potreste dover smontare almeno una delle ruote per un fissaggio ottimale, valutate quindi con attenzione questa eventualità se dovete intraprendere viaggi particolarmente lunghi. 

In caso prevediate pioggia, potrebbe essere una buona idea inserire la bici in una sacca apposita per evitare che le precipitazioni rovinino il sellino gli altri componenti. Durante il viaggio è consigliato inoltre fermarsi spesso per controllare che tutto sia ancora al proprio posto, verificando che il fissaggio sia ottimale e non vi siano zone allentate che necessitano un intervento.

Stesso discorso vale per gli sci, che necessitano dunque di accessori aggiuntivi per essere fissati in modo sicuro alle barre portatutto. Ricordate che per questi ultimi bisogna tenere in conto le dimensioni massime stabilite dal codice stradale, avendo cura di posizionare gli sci in modo che non superino il limite consentito.